Anche se con lentezza stiamo trasferendo in digitale gli articoli tratti della nostra fanzine cartacea (1990-2012).

Siamo arrivati al n. 11, della nostra amata pubblicazione, che risale a dicembre 1998; con quel numero l’associazione iniziava un lungo percorso (l’idea di base era quella di dedicarsi a temi specifici), che durò fino al 2010. Con il n. 11 ci fu il ritorno ad una copertina vera e propria, le pagine passavano da 20 a 32, anche se la tiratura rimase invariata (cioè circa 350 copie).

Oggi ripubblichiamo una riflessione del sottoscritto sulla situazione dei fumetti Marvel negli anni 1997-98. Ovviamente è il frutto dei pensieri e di chiacchierate con altri lettori di fumetti Marvel di quegli anni. Qualcosa è cambiata, qualcosa è rimasta immutata, anzi è pure peggiorata. Pazienza.

I precedenti articoli tratti dal n. 11 cartaceo hanno riguardato: l’intervista agli autori messinesi di The Funky; un articolo sulle varie autoproduzioni del 1997-98, tra cui spiccavano le produzioni the Bonerest (con l’esordio di Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli) e quelli della Factory; un testo legato alla Bonelli editore; ed una riflessione sul Cavaliero Oscuro, The Batman (che fece il suo esordio nel marzo-maggio del 1939, cioè 85 anni fa, NdR).

Come sempre, buona lettura
Mario Benenati, curatore del sito Fumettomania Factory Magazine

Il sommario del n. 11 è riportato di seguito

Zero Tol(l)erance!
Ovvero gli ultimi ‘capolavori Marvel’

di Mario Benenati (ottobre 1998)

Premessa.
Ammiro il lavoro che lo staff della Marvel Italia, dal 1994, realizza ma con opportune riserve.

Erano anni che nella nostra fanzine non si parlava della Marvel, dal 1991 precisamente, oggi rientriamo nella mischia dopo le ultime cose della ‘casa delle idee’ pubblicate in Italia.
Cosa ci è rimasto a noi vecchi lettori di fumetti, dopo tutte le pagine lette dei fumetti Marvel? Niente, anzi il nulla.
Le trame sono ripetitive e confusionarie, i disegnatori: sbalorditivi alcuni onesti artigiani altri.

wolverine_103_agosto 1998

Inizio dagli X-Men.

Scusatemi ma non riesco ricordare neppure quale siano state le storie contenute negli ultimi numeri pubblicati della collana X-Men, l’unico ricordo recente è la conclusione della lunga saga dal titolo “operazione Zero Tolerance”.

Bella saga, non c’è che dire! Alla fine si ritorna al punto di prima, con qualche personaggio in meno e qualcuno in più, ma per il resto è la solita ‘tripp’a che ormai ci servono da sei-sette anni; questa storia mi ricorda, con alcune lievi differenze, ‘Il massacro Mutante’, ‘la caduta dei mutanti ‘ed il recente ’Onslaught’, tutti “presunti piccoli capolavori”, “svolte fondamentali nella saga mutante”, “storie appassionanti dai mille risvolti”, “l’inizio di:nuove mille avventure”, ecc.
Non enuncio neppure tutti gli aggettivi e gli attributi che i redattori delle pubblicazioni Marvel hanno usato nel corso di questi anni e che i nostri editori italiani hanno fatto propri.

E’ possibile che gli autori americani non abbiano ancora capito che non si possono più gestire i 100 e più personaggi mutanti le cui storie si intrecciano in continuazione tanto che un nuovo lettore rimane così sconvolto e confuso che ne compra solo qualche numero e poi lascia perdere?

Mi piacerebbe leggere una bella storia dove i mutanti muoiano tutti davvero e ne rimangano solo una dozzina e su questi imbastire delle trame fresche, leggibili e godibili, dai disegni all’altezza delle storie scritte. Speriamo che il ritorno di Chris Claremont alla Marvel riesca anche a sistemare qualche cosa in questo casino che sono diventati le serie mutanti.

CAP_THOR_046 (ovvero: Capitan America:  la rinascita degli eroi n. 12)

Passiamo ora alla ‘Rinascita degli Eroi’

Qui il discorso si fa diverso!
La Marvel, povera di ‘idee’, ha fatto dei contratti con degli artisti per risollevare le vendite di alcuni personaggi e credo ci sia riuscita, è stato infatti rivitalizzato l’interesse e l’amore per serie che erano prossime alla chiusura. Non è una cosa da poco!. Un lavoro eccezionale, al di là delle prove dei singoli. Erano anni che non mi appassionavo così per un fumetto di supereroi della Marvel, un applauso a tutti coloro che hanno reso possibile questo, per ultimi in ordine di tempo i redattori italiani delle serie.

Aleggiava, nelle tre collane italiane, un senso del meraviglioso che colpiva il lettore e che lo ha trascinato dal n.1 fino al n. 12, anche se, come al solito, il finale non è stato all’altezza. Speriamo che gli artisti che stanno lavorando sulla prosecuzione del rilancio di Cap. America, Iron Man, I Vendicatori e I Fantastici 4 facciano un buon lavoro.

Comunque sia, la sensazione che c’è in giro, parlando con i collaboratori e con tanti altri amici, è che “Siamo stanchi e annoiati”. Forse la Marvel Italia, che ora chiamo in causa, non se ne rende conto visto che continua a sfornare nuove produzioni non sempre all’altezza delle aspettative e ad aumentare i prezzi dei suoi fumetti in nome del nuovo formato di 48 pagine patinate (due storie) contro quello vecchio a 72 pagine non patinate (tre storie). Molti saranno contenti di questo nuovo formato in cui ci sono storie con la resa dei colori e dei disegni bellissimi. Come se i fumetti si comprassero solo per quello. La verità è che i fumetti Marvel sono aumentati di prezzi o hanno una storia in meno (fate voi è la stessa cosa), perché avevano a malapena i conti in pareggio, risparmiando ben 24 pagine e mantenendo l’albo al prezzo di L. 3500, cioè lo stesso di quando c’erano quelle 24 pagine in più, il futuro di alcune serie potrebbe essere più tranquillo, specialmente grazie alle serie manga, che sono quelle che vendono e tengono su la baracca.

“Mi piacerebbe pensare che, per certe serie, non dovrebbe bastare avere il marchio Marvel per pubblicarle anche sul mercato italiano, ma su un serio ragionamento sulla loro EFFETTIVA QUALITA”.
I tempi sono molto cambiati e se la Marvel Italia continua a fare una politica dispersiva è destinata ad essere drasticamente ridimensionata. Puntate alla qualità piuttosto che alla quantità!

Un appello accorato ai redattori Marvel.
Un vostro qualsiasi lettore (di età media tra i 16 e 22 anni, nella migliore delle ipotesi), non può spendere più di 40.000 al mese, io stesso che di anni ne ho trentuno, pur appartenendo allo ’zoccolo duro’ Marvel, non riesco più a spendere questa cifra in fumetti, figuriamoci i vostri lettori più giovani (avevamo già scritto di questi aumenti due anni prima, nel 1997, nell’articolo di Massimo Todaro pubblicato sul n. 7 di Fumettomania, NdR) .

Credo proprio che dovreste rivedere i vostri progetti in funzione della realtà del mercato, altrimenti può succedere, che l’Uomo Ragno diventi mensile, la collana dedicata agli X-Men diventi una sola e ci manca poco, ribadisco, vista la qualità delle storie presentate su X-Men Universe; e che Wiz funzioni solo se presenta mutanti e ragni, invece che diventare, una seria rivistina con le cose più belle, ma più belle davvero, tra quelle pubblicate oltreoceano. Notizia dell’ultima ora è che in realtà Wiz ha già operato questa trasformazione ma inserendo due serie, che negli States saranno presto chiuse per scarso successo, complimenti!

Vi vorrei anche chiedere di non dimenticarvi del sud d’Italia, non basta arrivare fino a Napoli, progettatela una ‘scappatina’ anche da noi a Reggio Calabria, a Bari, a Taranto, a Messina, a Palermo, lo meritiamo, e cercate di curare la distribuzione in edicola, specialmente nelle zone poco servite dalle librerie specializzate (scusate se mi ripeto, al sud in particolar modo), accadono delle cose semplicemente
scandalose: come Cap. America n 12 che arriva in edicola il 7 settembre, dieci giorni dopo il n. 13…..e non aggiungo altro.

Sarebbe bello incontrarsi tra sei mesi e rendersi conto che qualcosa è cambiato, e che la noia ci è passata.

NOTE A MARGINE

Due articoli precedenti, che in qualche modo hanno affrontato simili riflessioni, il primo della primavera del 1997, pubblicato qui il 6 maggio del 2023:

ed il secondo sempre della primavera del 1997, pubblicato qui l’11 agosto 2023.


L’INTERO NUMERO UNDICI DI FUMETTOMANIA

L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona P.G., – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 33 anni dalla fondazione – è quello di diffondere la cultura del Fumetto e, fra i nostri obiettivi, c’è la volontà di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori


NOTE EXTRA

FUMETTOMANIA INDEX 1990 – 2012

ovvero, tutte le informazioni e tutti i contenuti relativi ai 20 numeri pubblicati della rivista cartacea Fumettomania.

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