immagine disegnata da Hugo Pratt

Secondo appuntamento con l’universo mutante, dalle origini agli anni duemila. Dario Janese, prosegue il suo approfondimento nell’evoluzione del fattore X, attraverso due figure fondamentali: Xavier e Magneto.
Buona lettura e se l’articolo vi piace condividetelo, grazie.

Mario Benenati, curatore di Fumettomania Web Magazine

Nota introduttiva per chi ci legge: questi articoli (estratti dal blog di Dario: “Lone Ranger, di storia critica del fumetto”) vengono ri-pubblicati, a distanza di oltre sette anni, nel nostro web magazine e completati con l’aggiunta di immagini.


da LONE RANGER, un BLOG DI STORIA CRITICA DEL FUMETTO

X-MEN: L’ODISSEA DELLA DIFFERENZA
Seconda parte

(Articolo originario del 05.02.13)

Copertina del n. 1 di The X-Men (1964)

Quando il primo numero della nuova serie X-MEN vede gli scaffali delle edicole, si verifica uno strano e inquietante connubio tra finzione e realtà.
Un gruppo di ragazzi dagli straordinari potere innati, addestrati da un enigmatico scienziato paralitico in grado di leggere e controllare i pensieri degli uomini, interviene per salvare una base militare sequestrata da un terrorista capace di piegare la forza basilare del magnetismo alla sua volontà.

Fin qui, niente di straordinario… se non che le due forze opposte appartengono alla stessa razza, l’ipotetico Homo Superior, nata dalle recenti mutazioni causate dall’avvento dell’Atomo e delle sue radiazioni: e mentre l’una intende affiancare l’Homo Sapiens nel governo del pianeta, l’altra è determinata a soppiantarlo e ad accelerarne l’estinzione.
Questa prospettiva colpisce profondamente l’immaginazione americana: l’idea del nemico interno un tempo vestiva i panni dell’ideologia comunista o nazista, mentre ora acquisisce un’ampiezza antropologica e si sfrangia, si articola in orientamenti guidati da principi e valori tra loro opposti.

Copertina del n. 4 di The X-Men

XAVIER e MAGNETO

La visione di Xavier, fondatore e guida spirituale e politica degli X-Men, è pacifista e mira alla coesistenza razziale, mentre quella di Magneto, padre-padrone di una sua Confraternita Mutante, è aggressiva e di impronta totalitaria. Non a caso il primo ha potere sovrano della forza della mente, mentre l’altro domina le energie primordiali della materia. Lo spacco tra le due scuole percorrerà l’intera storia mutante sino ad oggi, arricchendosi in seguito di specificità e retroscena che rifletteranno il progressivo sfaccettarsi della situazione politica mondiale.

CHRIS CLAREMONT E GLI X-MEN

Magneto

La grande intuizione di Chris Claremont, lo scrittore che nel 1974 riceverà da Stan Lee le redini della gestione della serie e che la porterà alla vetta dell’attenzione e delle vendite internazionali, sarà di fare di Magneto stesso un perseguitato, segnato dallo sterminio della sua famiglia nei lager nazisti, e di trasformare quindi quella che fin lì era stata l’ennesima crociata per il potere assoluto da parte di un aspirante tiranno, in un titanico atto di vendetta che inscena la tragedia della vittima che si fa carnefice.
Forse per questo Claremont aveva evitato per Magneto – al secolo Erik Lensherr – l’ovvietà dell’appartenenza ebraica: troppo forte e diretto sarebbe stato il richiamo alla vicenda del conflitto tra lo Stato di Israele e la Palestina, la cui violenza era all’epoca costantemente sotto i riflettori , e non avrebbe mancato di generare polemiche e speculazioni -; le quali  oggi sono anzi usate come strumento di marketing, ma allora erano temute ed evitate il più possibile, perché ancora fresca era la memoria del periodo delle censure maccartiste e del codice di autodisciplina del Comics Code (infranto per la prima volta proprio da Stan Lee nel 1971 con una celebre storia di AMAZING SPIDERMAN sul tema proibito della droga).

LE TANTE ORIGINI DI MAGNETO

Il leader dei Mutanti Malvagi sarà quindi rivelato di origine zingara, e vittima non solo di Auschwitz prima, ma del regime stalinista in seguito: emigrato in Ucraina, infatti, il primo manifestarsi dei suoi poteri attrarrà l’attenzione delle autorità locali ed Erik vedrà la figlia arsa viva in un assalto alla sua casa da parte di una folla ignorante guidata dal locale capo di sezione. L’orrore della scena ne causerà un’esplosione incontrollata di energia che ucciderà tutti i presenti tranne la moglie Magda, che atterrita e inorridita fuggirà da quello che ora vedrà come un mostro. Rimasto solo al mondo senza una vera colpa, Erik compirà il transito irrevocabile da vittima a giustiziere , rinunciando al suo stesso nome per divenire una forza di natura e una funzione della Storia: l’agente dell’estinzione dell’Homo Sapiens.

La tavola disegnata da Joh Bolton che racconta :<<...L'orrore della scena ne causerà un'esplosione incontrollata di energia che ucciderà tutti i presenti tranne la moglie Magda, che atterrita e inorridita fuggirà da quello che ora vedrà come un mostro. Rimasto solo al mondo senza una vera colpa>>

E’ interessante e indicativo dei tempi attuali notare come dagli anni ’90, mutante le circostanze di politica interna e internazionale, un’operazione di cosiddetta retro-continuità (“retcon“) altererà l’identità razziale di Magneto rendendolo effettivamente ebreo, dandogli un nuovo nome (Max Eisenhardt) e nazionalità polacca, e spiegando come Erik Lensherr sia stata una creazione di un falsario romeno commissionata dallo stesso Max per nascondere la sua reale provenienza.

ANCORA SULLA DUALITA’: XAVIER – MAGNETO

Comparativamente molto più banale il passato di Charles Xavier, figlio di un ricco scienziato WASP (white anglo-saxon protestant), afflitto solo da un fratellastro malvagio dal fantasioso nome di Cain e da uno psicotico figlio anche lui mutante, nato dal rapporto di gioventù con una ricercatrice israeliana di nome Gabrielle Haller. Proprio ad Haifa aveva incontrato “Erik”, allora assistente in un ospedale psichiatrico, e ne era divenuto amico, senza che nessuno dei due rivelasse la propria natura all’altro (qui come in vari altri punti e storie la tematica della mutazione può essere facilmente trasposta a quella dell’orientamento sessuale). Ciò si verificherà in modo traumatico durante un confronto con la banda di un criminale e terrorista nazista, dando modo a ciascuno dei due di prendere coscienza sia della loro affinità, che delle loro insormontabili differenze nel modo di affrontare la loro diversità in rapporto all’umanità che li circonda.

Gandhi e Che Guevara, Luther King e Malcom X: Xavier e Magneto intrecceranno una polarità fatta di rispetto e ostilità mortale, portata sul più ampio palcoscenico del mondo dai successi della trasposizione cinematografica, e ancor oggi lontana dal trovare una soluzione – come ancora non l’ha trovata alcuna delle grandi opposizioni (di etnìa, di religione, di sessualità, di classe ) che affliggono la modernità.

2 – continua

BREVE BIOGRAFIA

Dario Janese, torinese, 1964, sociologo e storico americanista, dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture. Da vari anni conduce un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.

NOTE EXTRA

GLI ARTICOLI DI DARIO su THE X-MEN sono :

25° articolo del 04-05-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/fattore-x-lodissea-della-differenza/

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