immagine disegnata da Hugo Pratt

Terzo appuntamento con l’universo mutante, dalle origini agli anni duemila. Dario Janese, prosegue il suo approfondimento nell’evoluzione degli X-MEN, con una panoramica sui membri originali: Ciclope, l’Angelo, la Bestia, Marvel Girl, l’Uomo Ghiaccio e naturalmente il Professor Xavier.
Buona lettura e se l’articolo vi piace condividetelo, grazie.

Mario Benenati, curatore di Fumettomania Web Magazine

Nota introduttiva per chi ci legge: questi articoli (estratti dal blog di Dario: “Lone Ranger, di storia critica del fumetto”) vengono ri-pubblicati, a distanza di oltre sette anni, nel nostro web magazine e completati con l’aggiunta di immagini.


da LONE RANGER, un BLOG DI STORIA CRITICA DEL FUMETTO

X-MEN: L’ODISSEA DELLA DIFFERENZA
Terza parte

(Articolo originario del 13.02.13)

Copertina di Giant-Size M-MEN #1

Il concetto espresso dal nuovo serial mutante è, in quel tardo 1963: esiste una nuova America differente da quella passata, e forse migliore. Se la ignoreremo, sarà a nostro rischio. Se la perseguiteremo, sarà a nostro
danno. La strada da percorrere è il dialogo, per imparare gli uni dagli altri.
La prima composizione del gruppo è molto interessante e indicativa.
Scott Summers, alias Ciclope, leader del gruppo, è un giovane introverso e schivo, un orfano la cui unica famiglia è il gruppo: nel Professor Xavier ha una chiara figura paterna, per la cui approvazione mostra insospettabili qualità di guida sul campo. Anche il suo potere è rivelatore: i suoi occhi emettono scariche incontrollabili di energia, che vanno bloccate da occhiali dalle lenti rosse che è costretto a portare 24 ore su 24.

Scott Summers, alias Ciclope,

Quale migliore immagine del potenziale di forza inespressa della giovane nazione invisibile di domani, e della sua difficoltà di manifestazione e comunicazione?

Scott Summers, alias Ciclope

Gli occhiali di Ciclope possono nascondere ogni segreto del futuro anteriore: dal grido di libertà del popolo nero di Luther King all’emancipazione degli stili di vita propugnato dai cantori del rock, dal disagio giovanile affermato dalle figure di James Dean e Marlon Brando di “Gioventù Bruciata” e “Il Selvaggio” al coming out della sessualità diversa che prenderà voce nella rivolta di Stonewall.

Warren Worthington, l’Angelo

Warren Worthington, l’Angelo, è il sogno dell’America WASP: bello e nordico, ricco e disinvolto, un vincitore nato. Ma la sua è forse la diversità più stridente: perché le ali che nasconde ripiegate sotto gli abiti , se da un lato lo rendono esteriormente simile a una figura biblica che tradizionalmente è simbolo di perfezione e di annuncio del volere divino, dall’altro ne fanno paradossalmente un mutante e quindi un paria. Il messaggio di Stan Lee qui è trasparente: la mutazione non discrimina per aspetto o ricchezza , è ovunque.

Hank McCoy, la Bestia

Hank McCoy, la Bestia, possiede insieme le caratteristiche fisiche e atletiche tipiche della tradizionale figura del bruto forzuto (tipo l’assistente nero del mago Mandrake, Lothar) , ma coniugate a un intelletto superiore di scienziato, che ostenta un eloquio forbito anche nelle scene di lotta più serrate. Ancora un paradosso, inteso svecchiare la rigidità delle vecchie categorie e i clichè di cinema e fumetto.

Jean Grey, Marvel Girl

Jean Grey in azione nella prima storia degli X-Men

Jean Grey, Marvel Girl, tutt’altro che la tipica bellezza di spalla della tradizione, primeggia nello studio ed è assistente diretta del Professor Xavier: esile e rossa di capelli (caratteristiche poco convenzionali all’epoca), il suo potere psicocinetico in breve si dimostra quello dai maggiori margini di sviluppo che ne farà presto il membro più potente del gruppo – mentre la splendida simil-Marylin Sue Storm di FANTASTIC FOUR per i primi due anni di serial oscillerà dal ruolo di ostaggio a quello di peso morto della band, prima di venire finalmente accolta nel nascente aspetto di “donna emancipata”.

Bobby Drake, l’Uomo Ghiaccio

Infine Bobby Drake, l’Uomo Ghiaccio, tendenziale mascotte a causa della sua età giovanissima, mostrerà precocemente doti di responsabilità e maturità che al Robin di BATMAN avevano richiesto oltre due decenni di preparazione.

Paradosso principe, infine, quello del fondatore e nume tutelare Charles Xavier, il Professor X: non solo genio scientifico, ma addirittura la mente più potente del pianeta – capace di penetrare i pensieri altrui e di proiettare i propri a distanza – , pensatore illuminato e motore di un’idea di fraternità e convivenza civile globale, eppure fisicamente disabile confinato su una sedia a rotelle. Stephen Hawking e Gandhi insieme.

Professor Xavier, fondatore e nume tutelare degli X-Men

Primo serial Marvel disegnato su uno sfondo dichiaratamente politico-sociale, X-MEN nella sua prima fase contenne il suo potenziale innovatore scegliendo di non coinvolgere la dimensione etnica nei suoi temi, ed evitando di presentare personaggi di colore, orientali o semitici. La lotta razziale era in pieno svolgimento e mobilitava energie polarizzate: prendere posizioni definite avrebbe potuto colpire negativamente le vendite.
La situazione , intrinsecamente instabile, sarebbero però in pochi anni mutata fino al punto di rovesciarsi completamente.

3 – continua

immagine con la formazione originale degli X-Men (anno 1963)

BREVE BIOGRAFIA

Dario Janese, torinese, 1964, sociologo e storico americanista, dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture. Da vari anni conduce un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.

NOTE EXTRA

GLI ARTICOLI DI DARIO su THE X-MEN sono :

25° articolo del 04-05-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/fattore-x-lodissea-della-differenza/

26° articolo del 11-05-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/x-men-lodissea-della-differenza/

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