Da marzo sono ricominciati gli articoli su Lara Croft, al momento uno ogni primo sabato del mese (anche se quello di oggi lo stiamo pubblicando in ritardo di una settimana).

Fabio Ciaramaglia ha ripreso, dunque, in mano questo approfondimento su the Tomb Raider, e così introduce questa quindicesima puntata: <<Il primo sequel diretto di Tomb Raider 2013 è il romanzo The Ten Thousand Immortals (ottobre 2014) scritto a quattro mani dai partner Dan Abnett e Nik Vincent, già autori, insieme o separatamente, di molti altri romanzi, fumetti (Guardians of the Galaxy) e videogiochi (Shadow of Mordor). >>, ed ancora, alla fine dell’articolo: <<…il loro romanzo successivo, Lara Croft and the Blade of Gwynnever (settembre 2016), che è decisamente più “old style” e non è collocabile attualmente in nessun modo nella nuova continuity. >>.

Fabio per qualche settimana si dedicherà agli esami di stato; ritornerà la prima settimana di luglio per nuovi articoli sia su Lara Croft, the Tomb Raider, sia per lo speciale sui 50 ANNI con “Dungeons & Dragons”.

A chi ci legge per la prima volta ricordiamo che tutti gli articoli di Fabio sono bilingue, in italiano ed in inglese.

Buona lettura
da Mario Benenati, curatore del sito Fumettomania Factory Magazine on line


APPROFONDIMENTO:
Lara Croft, the Tomb Raider, dai videogiochi ad altri media (fumetti, cartoni, film).

la libreria di fabio Ciaramaglia dedicata Tomb Raider

Un primo ponte narrativo tra i giochi Tomb Raider 2013 e Rise of the Tomb Raider: il romanzo The Ten Thousand Immortals.

di Fabio Ciaramaglia

Copertina di The Ten Thousand Immortals

Il primo sequel diretto di Tomb Raider 2013 è il romanzo The Ten Thousand Immortals (ottobre 2014) scritto a quattro mani dai partner Dan Abnett e Nik Vincent, già autori, insieme o separatamente, di molti altri romanzi, fumetti (Guardians of the Galaxy) e videogiochi (Shadow of Mordor). La storia del romanzo si svolge in un arco di tempo molto limitato, meno di un mese, e il tutto accade soltanto una settimana dopo del ritorno di Lara da Yamatai. Oltre a dover concentrare tutta la trama in poco tempo e a dover stare attenti nel rispettare la continuity, i due autori devono anche seguire il nuovo corso della “Survivor Trilogy”, ovvero con la protagonista ancora “in costruzione”.

TRAMA

La trama è relativamente semplice. Himiko sta cercando ancora di prendere possesso di Sam, l’amica di Lara, che cerca di aiutarla seguendo una intuizione riguardante il mitico Vello d’Oro degli Argonauti e i suoi poteri rigenerativi. In alcuni momenti di lucidità, Sam decide di non darla vinta a Himiko e tenta il suicidio con una overdose di medicinali. In una folle corsa contro il tempo Lara viaggia da Londra a Oxford, poi a Parigi e in Grecia, per poi tornare nuovamente in Inghilterra all’Università di Oxford. Il primo viaggio a Oxford è per consultarsi con l’esperto professore John Babbington, vecchio amico di suo padre, e nella cittadina universitaria parla anche con un coetaneo, Kennard Montez, il quale la indirizza da un collezionista di nome Menelaou che vive a Parigi. Proprio nella capitale francese Lara scopre che c’è un gruppo chiamato “The Ten Thousand Immortals” (donde il titolo, con rimando al mitico esercito persiano), anch’esso interessato al Vello, per i suoi poteri di longevità e rigenerazione. Menelaou viene ucciso e Lara catturata, ma riesce a sfuggire agli Immortali, e a tenere un pezzo del Vello, e il suo successivo passo è viaggiare verso la Grecia per raggiungere Montez. Viene di nuovo rapita, questa volta dagli sgherri di un attore affetto da una malattia degenerativa (quindi interessato al Vello anche lui), e ancora una volta fugge, ma comprende anche che Montez ha qualcosa da nascondere. È infatti a capo di un gruppo legato a un’altra organizzazione, Trinity, ovviamente anche loro interessati al Vello. Di ritorno a Oxford Lara viene coinvolta in un assalto all’università in cui tutti i gruppi convergono per poter prendere tutti i pezzi del Vello che la ragazza solo per poco tempo riesce a tenere con sé. Quel tempo è però sufficiente a salvarle la vita da un colpo letale che Montez le infligge, nonché a guarire Sam, per lo meno temporaneamente -considerando che nei fumetti successivi il problema di Himiko si ripresenterà.

Dopo l’ambientazione nel lontano oriente di Yamatai, torniamo qua a tematiche più vicine alle storie europee antiche, nonché a luoghi davvero più familiari al pubblico occidentale come Londra, Parigi e la Grecia. Possiamo anche aggiungere che la ricerca di artefatti capaci di prolungare la vita e rigenerare, oltre a essere un argomento molto affascinante, è spesso stato il nucleo narrativo dei giochi di Tomb Raider a partire dai primissimi di fine anni ’90. Un altro elemento che ricorda i primi cicli di storie è l’apparizione, e la successiva prematura sparizione, di organizzazioni ostili a Lara, in questo caso i “Diecimila Immortali”. Tuttavia qua abbiamo anche il coinvolgimento di Trinity che, sebbene non sia sviluppato in modo molto approfondito, è proprio quel ricorrente gruppo antagonista che manterrà quel ruolo predominante sia nei fumetti che in un successivo romanzo (Path to Apocalypse) e infine nei successivi due videogiochi. Considerando infine che nell’arco del romanzo avvengono anche molti scontri a fuoco, verrebbe da pensare che ci sia da parte degli autori una volontà di tornare a vecchie caratteristiche del personaggio e delle sue storie piuttosto che entrare in maniera netta nella nuova filosofia del reboot, cosa che in parte è vera.

Ciononostante tutta la prima parte del romanzo, con Lara sola in casa e Sam che frattanto viene ricoverata, denota un’analisi psicologica piuttosto accurata che è decisamente in linea con la continuity narrativa. In più momenti, infatti, Lara ha degli evidenti attacchi di panico, dovuti ai disturbi da stress post-traumatico relativi alle vicende di Yamatai. Si ricordi che stiamo parlando di un personaggio che, in questa fase, è poco più che ventenne e che ancora non ha trovato la sua strada nel mondo, tant’è che anche la ricerca del Vello d’Oro non è legata alle sue curiosità da archeologa ma per poter trovare una cura per Sam. È insicura e fragile emotivamente, non è ancora completamente esperta sia delle esplorazioni che dei combattimenti, nonostante il “corso intensivo” di Yamatai, ed è colma di sensi di colpa per ciò che accadde sull’isola. E oltretutto, sebbene disperatamente speranzosa che la sua ricerca aiuti la sua amica, mantiene ancora una forte dose di scetticismo per quella sorta di “archeologia fantasiosa” che aveva ossessionato suo padre e che ha portato alla sua morte. A dispetto di tutte queste fragilità, Lara è tenace e caparbia, impara dai propri errori e reagisce prontamente con resilienza a tutte le difficoltà che affronta: sono insomma gettate le basi perché sorga la razziatrice di tombe che conosciamo e quindi un ulteriore passo verso la svolta di Rise of the Tomb Raider.

Copertina della versione italiana della Lama di Gwynnever

Il compito di Abnett e Vincent è stato dunque duro, ovvero muoversi nel terreno pericoloso di fornire un tassello importante per la continuity narrativa del reboot (sulla quale in effetti commettono qualche errore veniale per alcune sequenze cronologiche) e al contempo lavorare su una versione nuova di un personaggio che sicuramente loro conoscevano e amavano, ma il tutto legato alla più tradizionale concezione, cadendo spesso quindi nella tentazione delle precedenti rappresentazioni.

Non conosco i dettagli contrattuali dei due scrittori, ma in qualche modo hanno ottenuto il via libera per il loro romanzo successivo, Lara Croft and the Blade of Gwynnever (settembre 2016), che è decisamente più “old style” e non è collocabile attualmente in nessun modo nella nuova continuity. Non entrerò troppo nel dettaglio di questo romanzo, ma la storia è molto simile a quelle dei primi giochi e dei primi fumetti, con una ricerca, quella proprio della spada del titolo, che parte in maniera piuttosto casuale e che porta Lara da Londra alla Turchia, poi Egitto e infine a Londra di nuovo.

I comprimari e gli antagonisti sono estemporanei, come Carter Bell (che era comparso nei giochi spin-off e fuori continuity Lara Croft and the Temple of Osiris, 2014, e Lara Croft and the Frozen Omen, 2015) e la rivale Florence Race. È una Lara Croft decisamente più adulta, sebbene non vengano dati riferimenti cronologici, e assolutamente affermata come archeologa tanto da riuscire a interagire in maniera anche strafottente con il Ministro della Difesa inglese Theresa Johnson (un bizzarro e credo voluto misto dei due Primi Ministri Boris Johnson e Theresa May). L’unico elemento che forse davvero rispetta il mood del nuovo corso è l’insistenza sull’importanza del ruolo femminile nella società, sebbene la versione che fornisce Florence, ovvero di una società totalmente a guida matriarcale, è troppo anche per Lara.

Sebbene The Ten Thousand Immortals non sia totalmente imprescindibile per comprendere i fumetti Dark Horse e i successivi videogiochi, ci fornisce una buona caratterizzazione del lato emotivo e introspettivo di Lara Croft. Insieme all’altro romanzo, poi, ci offre uno spunto di riflessione per un articolo da concepire per il futuro: sussiste una doppia pulsione sia degli autori legati a Tomb Raider, ma anche devo dire del loro pubblico, che da un lato apprezzano il personaggio decisamente più approfondito della nuova versione ma continuano a guardare nostalgicamente a quello precedente più di azione e avventura.

Vedremo come si evolveranno i futuri prodotti legati al franchise, ma intanto noi nel prossimo articolo ritorneremo ai fumetti Dark Horse che sono completamente in linea con la filosofia del reboot.

fine articolo n. 15

Bibliografia minima

Copertina di The Amulet of Power

Dan Abnett e Nik Vincent, Tomb Raider: The Ten Thousand Immortals, Penguin Random House, ottobre 2014. Esiste una versione italiana del gennaio 2017, Tomb Raider: I diecimila immortali, tradotta da Edoardo Rialti per le Edizioni Multiplayer.

Dan Abnett e Nik Vincent, Lara Croft and the Blade of Gwynnever, Penguin Random House, settembre 2016. Esiste una versione italiana del novembre 2018, Lara Croft e la lama di Gwynnever, tradotta da Veronica La Peccerella per le Edizioni Multiplayer.

A margine segnalo che in precedenza erano stati pubblicati tre altri romanzi su Lara Croft, di cui più sotto fornisco le indicazioni bibliografiche. Sono risultati totalmente irreperibili a prezzi accettabili, quindi non posso dire molto in merito, tuttavia sono tutti del primo periodo del personaggio pertanto c’è da immaginare che siano romanzi prevalentemente di avventura e azione come i primi giochi.

  • Mike Resnik, The Amulet of Power, Random House, 2003
  • E.E. Knight, The Lost Cult, Ballantine Books, 2004
  • James Alan Gardner, The Man of Bronze, Ballantine Books, 2005.

Biografia dell’autore

FABIO CIARAMAGLIA

Con una laurea in letteratura inglese con una tesi su Shakespeare nei fumetti (2000) e con un dottorato con una tesi su Shakespeare nella televisione italiana (2004), ho sempre cercato di occuparmi della relazione tra letteratura e altri media.

Ho collaborato con varie riviste di fumetti, da Fumo di China a Fumettomania nella sua precedente incarnazione, ma ho anche tradotto due fumetti per la Magic Press e alcune poesie inglesi.

Ho poi iniziato a insegnare inglese nelle scuole superiori prima a Roma e poi, dal 2015, a Trieste.

Non ho perso l’animo nerd nemmeno da insegnante, ma a partire dal 2006 ho virato più sul versante dei videogiochi, in alcuni dei quali, forse per deformazione professionale, ho riscontrato elementi degni di analisi che però prima di ora non avevo avuto il coraggio di affrontare con maggiore serietà.

Continue with the English version of the article (Continua con al versione inglese dell’articolo)


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