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Continuo la panoramica sulle canzoni cantate da Eric Woolfson, negli anni 1976-1987, insieme ad Alan Parsons. Oggi tocca a “Time” estratta dall’album The Turn Of A Friendly Card (1980).
Buona lettura e buona visione del videoclip in questa pagina di Youtube
Mario Benenati

Copertina dell'album The Turn Of A Friendly Card (1980).
Copertina dell’album The Turn Of A Friendly Card (1980). © degli aventi diritti, Per gentile concessione

Time

(lead vocal Eric Woolfson backing vocal Alan Parsons)

Traduzione del brano a cura di Fernando Simoni, del sito  italiano  dedicato al mondo di Alan Parsons.


Time, flowing like a river
Time, beckoning me
Who knows when we shall meet again
If ever
But time
Keeps flowing like a river
To the sea


Goodbye my love, Maybe for forever
Goodbye my love, The tide waits for me
Who knows when we shall meet again
If ever
But time
Keeps flowing like a river (on and on)
To the sea, to the sea


Till it’s gone forever
Gone forever
Gone forevermore


Goodbye my friends, Maybe forever
Goodbye my friends, The stars wait for me
Who knows where we shall meet again
If ever
But time
Keeps flowing like a river (on and on)
To the sea, to the sea


Till it’s gone forever
Gone forever
Gone forevermore

Il tempo
Il tempo, che scorre come un fiume.
Il tempo, che mi chiama con un cenno.
Chi sa quando ci incontreremo ancora?
Se mai.
Ma il tempo
continua a scorrere come un fiume
che sfocia al mare.


Addio, amore mio, forse per sempre.
Addio, amore mio, la marea mi attende.
Chi sa quando ci incontreremo ancora?
Se mai.
Ma il tempo
continua a scorrere come un fiume (continuamente)
che sfocia al mare, al mare.


Finchè non è trascorso per sempre.
Trascorso per sempre.
Trascorso proprio per sempre.


Addio, amici miei, forse per sempre.
Addio, amici miei, le stelle mi aspettano.
Chi sa dove ci incontreremo ancora?
Se mai.
Ma il tempo
continua a scorrere come un fiume (continuamente)
che sfocia al mare, al mare.


Finchè non è trascorso per sempre.
Trascorso per sempre.
Trascorso proprio per sempre.

Commento al brano “Time” …

… Estratto dalla pagina dei commenti dell’album The Turn Of A Friendly Card, a cura di Fernando Simoni, da questa pagina.


<< Ecco qui l’unica canzone che sembra non essere attinente col mondo del gioco d’azzardo. Certamente la copertina dell’album non è stata ispirata dal testo di “Time”, né apparentemente sembra che “Time” sia in qualche modo legata testualmente alle altre composizioni dell’album. Musicalmente, invece “Time” è legata molto felicemente a “I Don’t Wanna Go Home”, che inizia in sottofondo ancor prima che “Time” finisca.
L’analisi approfondita di questo brano, comunque, mi ha fatto andare oltre la prima impressione. In fin dei conti, in “Games People Play” non si narrava forse del percorso esistenziale di uno o più uomini, dall’infanzia all’età adulta? Non leggiamo, nel ritornello, che un uomo è stanco di trascorrere un ‘esistenza anonima e piatta, vuota ed insignificante? Ecco, allora, che per completare il ciclo, arriva il momento della morte, che chiude inevitabilmente la vita d’ogni uomo, “bello o brutto” (citato e adattato da George Weah). “Time” segna, appunto, la fine di questo ciclo: dalla nascita e dalla prima giovinezza, si passa inevitabilmente alla maturità e alla senescenza, fino a “sfociare” dal tempo (simboleggiato, nella canzone, al lento scorrere di un fiume) all’eterno (il mare).
La prima strofa è molto suggestiva, soprattutto grazie alla domanda del verso 3, che esprime la speranza, da parte del protagonista, di incontrare anche nell’aldilà le persone amate in vita.
Nella seconda strofa, compare una parola (“love”) assai rara per l’APP. I primi due versi di questa strofa, pur essendo semplici, sono tra i più belli mai scritti da Eric Woolfson: “Addio, amore mio, forse per sempre. / Addio, amore mio, la marea mi attende”. Che cosa sia questa marea (“tide”), è difficile a dirsi. Potrebbe trattarsi d’una metafora del passaggio tra la vita terrena e quella ultraterrena o, più semplicemente, del “memento mori”. E’ chiaro comunque che questa marea allontana, forse definitivamente, il narratore dal suo amore (“Chissà quando ci incontreremo ancora?/ Se mai..”). L’ultima parte della strofa descrive l’incessante scorrere di un fiume che sfocia infine in un grande mare, il cui significato è stato già spiegato (vedi sopra).
La terza strofa, che costituisce il ritornello della canzone, esprime con forza la limitatezza della vita dell’uomo rispetto all’eternità. Il problema è che il pronome “it” ha valenza anfibologica e si può riferire sia al “fiume” della strofa precedente, per cui avremmo: “Finchè il fiume non sarà scorso per sempre”, sia al sostantivo “time” (“tempo”), per cui la traduzione, in questo caso, sarebbe: “Finchè non sarà passato per sempre”. A mio avviso, tra le due interpretazioni possibili, è meglio accettare la seconda e intendere con “it” il “tempo”.
La quarta strofa è pressochè uguale alla seconda, con l’eccezione dei primi due versi dove, al posto della persona amata dal narratore, compaiono gli amici di lui: “Addio, amici miei, forse per sempre. / Addio, amici miei, le stelle m’attendono”. E’ ovvio che le “stelle” del XIX verso possano essere intese come sinonimo di “eternità”, “paradiso”, “vita celeste”.
Chiude la canzone la ripetizione del ritornello. >>


English version

Continuous overview of songs sung by Eric Woolfson in the years 1976-1987, along with Alan Parsons. Today it’s “Time” extracted from the album The Turn Of A Friendly Card (1980).
Good reading and good vision of the music in
this Youtube page
Mario Benenati

Time

(lead vocal Eric Woolfson backing vocal Alan Parsons)

Commentary on the song “Time”

retrieved from the page of comments on the album The Turn Of A Friendly Card, curated by Fernando Simoni, from this web page.

<<Here is the only song that seems to be relevant to the world gambling. Certainly the album cover was not inspired by the lyrics of “Time“, nor apparently it seems that “Time” is literally in some way related to the other compositions album. Musically, instead of “Time” is linked very happily “I Do not Want to Go Home“, which starts in the background even before “Time” ends.
In depth analysis of this passage, however, made me go beyond the first impression. After all, in “Games People Play” Perhaps not told of the existential journey of one or more men, from childhood to adulthood? We do not read in chorus, that a man is tired of spending an ‘anonymous existence, flat, empty and insignificant? Here, then, that to complete the cycle, there comes a time of death, which inevitably ends the life of every man, “Good or bad” (quoted and adapted by George Weah). “Time” marks, indeed, the end of this cycle: from birth and first youth, is inevitably to maturity and senescence, to “lead” from the time (symbolized in the song, the slow flow of a river) to the eternal (the sea).
The first stanza is very impressive, thanks largely to the question of verse 3, which expresses the hope, by the protagonist, also meet the people you love in life in the hereafter. In the second stanza, appears a word (“love”) is very rare for the APA. The first two verses of this stanza, though simple, are among the finest ever written by Eric Woolfson, “Goodbye my love, Maybe for forever Goodbye my love, The tide waits for me ” What is this oil (“tide”), it is difficult to say. This may be of a metaphor for the passage between earthly life and the afterlife, or more simply, the “memento mori”. It ‘clear, however, that this tide away, perhaps permanently, the narrator from his love (“Who knows when we shall meet again? / If ever ..“). The last part the verse describes the incessant flow of a river that flows Finally, in a great sea, whose meaning was explained (See above).
The third verse, which is the chorus of the song, expresses strongly the limitations of human life compared to eternity. The problem is that the pronoun “it” is valid and can amphibological report both to the “river” of the previous verse, so we have: “As long as the river will not last forever,” is the noun “time” (“Time”), so the translation, in this case would be: “Until will be gone forever. ” In my opinion, between the two interpretations possible, it is better to understand and accept the second with “it” the
“Time”.
The fourth stanza is almost equal to the second, with the exception of where the first two verses, instead of loved by the narrator, friends appear to him: “Goodbye my friends, Maybe forever
Goodbye my friends, The stars wait for me
” It ‘obvious that the “stars” nineteenth can be understood to mean “eternity”, “Paradise,” “heavenly life.”
He closes the song repeat chorus. >>

Traslation by Haïfa Adam

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