COMICON 2001 – 3° salone internazionale del fumetto

di Mario Benenati

Il 15/16 e 17 giugno 2001  si é svolto a Napoli  la terza edizione del  Comicon, del Salone internazionale del Fumetto. La manifestazione è stata piacevole da tutti i punti di vista, sia l’incantevole Castel S. Elmo  dove si svolgevano la mostra mercato, le mostre espositive e gli incontri con gli autori di fumetti, e sia per la manifestazione in se stessa. Il Comicon, di quest’anno è dedicato al fumetto di lingua spagnola.

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Poster e copertina catalogo della manifestazione napoletana

Il programma era ricco, innanzitutto, di mostre espositive:

‘Quino e Mafalda tra Carta e Cartoons’, con una serie di tavole di Quino ed il quinoscopio realizzati dal noto regista cubano Juan Padron, presente alla stessa manifestazione.

‘9 disegnatori per Carlos Trillo’, una collettiva curata dallo stesso scrittore e sceneggiatore, con tavole, schizzi e inediti di alcuni dei principali disegnatori argentini al fianco dei quali ha lavorato nel corso della sua carriera. In particolare siamo rimasti colpiti dai disegni di Carlos Meglia, semplicemente stupendi, ma anche dagli altri: Cacho Mandrafina, Ernesto Garcia Seijas, Felix Saborido, Horacio Domingues, Eduardo Risso, Juan Bollo, Leo Fernandez e Carlos Vogt. Anche in questo caso Carlos Trillo era presente e disponibile a chiacchierare con il pubblico.

Schizzo di Bernet dedicato a Custer, un fumetto antesigniano del “Grande Fratello televisivo.

‘Las Chicas en blanco y negro’, una mostra che in parallelo mostrava l’arte di Jordi Bernet e Alfonso Font sull’erotismo nelle loro opere. Una vera delizia per gli occhi e per il cuore, visto che erano presenti disegni di cose anche più vecchie dei due autori.

‘Espana Loca’, era invece una panoramica sugli autori emergenti in Spagna, curata dalla Topolin Edizioni di Jorge Vacca, con delle opere davvero esilaranti, alcune anche provocatorie. Santiago Sequeiros, Maria Colino, Mauro Entrialgo, Juaco Vizuete, Alvarez Rabo (quello di “Sesso: istruzione per l’abuso”), Paco Alcazar, Javi Royo, gli autori esposti.

‘Il popolo del mais’, invece sono tavole e foto facenti parte del progetto “Divieto di sosta” il cui scopo é quello di promuovere iniziative a favore degli indios guatemaltechi. Giuseppe Palumbo, Mauro Cicaré, Pasquale Del Vecchio, Bruno Brindisi, Enea Riboldi, e Corrado Mastantuono sono autori di sei storie qui esposte e pubblicate anche sul volume “Il popolo del mais”.

‘Antologia Mexicana’, è stata una panoramica sul fumetto messicano curata da Ricardo Pelaez, anch’egli presente alla manifestazione.

Ed infine la mostra più importante, la più bella in assoluto, che da sola giustificava il viaggio a Napoli, era quella dedicata all’ospite della manifestazione: l’immenso Jose Munoz, il titolo “Hombre di China”, allestita in collaborazione con la Hazard Edizioni di Milano e concepita per la terza edizione del Salone internazionale di Napoli. Belle le tavole, cariche di un forza espressiva e suggestiva, oltre qualsiasi limite, e l’allestimento, curassimo senza diventare mai pesante, e poi quella bellissima gigantografia dedicata a Billie Holliday.

L’unica nota stonata era la mancanza di didascalie alle tavole vista la vastità, anche temporale, del materiale esposto, che a mio avviso erano necessarie, ma non hanno tolto nulla al fascino e alla bellezza dell’esposizione stessa. In realtà una parte scritta c’era, quella del Catalogo della Hazard dal titolo omonimo della mostra. Poi, comunque, chi voleva poteva parlare direttamente con l’autore, che per tutti i tre giorni non ha fatto altro che firmare autografi, fare disegni ed incontrare i suoi fans.

Ed eravamo in tanti, credetemi.

Con tutti questi grandi nomi del fumetto mondiale Napoli è stata, ancora una volta, una realtà alla quale il fumetto ed il mercato del fumetto non possono prescindere, un palcoscenico troppo importante che non si deve perdere, come Lucca e Roma, tristemente insegnano.

ALCUNE REALTA’ EDITORIALI PRESENTI

Jorge, sorpreso al proprio stand. Oltre a vincere un premio, la Topolin ha venduto parecchie magliette.
Jorge, sorpreso al proprio stand. Oltre a vincere un premio, la Topolin ha venduto parecchie magliette.

In realtà a Napoli c’erano anche Jorge Vacca con i volumi della Topolin edizioni (Jorge ha vinto pure uno dei premi ‘Attilio Micheluzzi’) e le sue bellissime magliette, c’era lo stand della Sergio Bonelli con i vari autori che si davano il cambio ogni ora per firmare autografi su disegni già preparati, tra cui spiccava anche un sorridente Antonio Serra, c’era Frigidarie con Scozzari, Palumbo e Sparagna; c’era la Montego al completo, Pasquale Ruggero della Magic Press, e Alessandro Bottero con la sua immancabile pipa, c’era specialmente il “Centro Fumetto Andrea Pazienza” di Cremona con Michele Ginevra, Andrea Brusoni, Carmine Bevilaqua ed il sottoscritto Mario Benenati, più Ambrogio Isgrò uno dei soci più attivi di Fumettomania. Ricordiamo che Dario Morgante e Antonio Pepe, pubblicati proprio dal Centro Fumetto nella collana ‘Schizzo Presenta n. 18’ hanno vinto il premio “A. Micheluzzi – Nuove strade” per il migliore giovane autore.
Infine per gli amanti dell’animazione ci sono stati una seri di corto davvero interessanti tra cui spiccava, quelli di Cybersix e di Mafalda.

Ci sono state anche delle defezioni, ma era inevitabile, speriamo solo che gli assenti si siano documentati e magari possano essere i presenti dell’anno prossimo.

Infine un plauso va a Luca Boschi, che continua a riconfermarsi come una delle figure più serie, competenti e attendibili in un mondo, quello del fumetto, molto malato.

Alfonso Font, alle prese con una dedica disegnata. il disegnatore spagnolo sa ancora il fatto suo.
Alfonso Font, alle prese con una dedica disegnata. il disegnatore spagnolo sa ancora il fatto suo.

Una delle cose più interessanti alla quali abbiamo assitito è stata l’incontro “Esiste una linea latina?“. Luca Boschi, moderatore e tutti gli intervenuti: Mario Lucioni, Jose Munoz, Jordi Bernet, Alfonso Font, Carlos Sampayo, carlos Trillo hanno reso questo incontro imperdibile, sia per le cose espresse e sia per loro grande personalità.

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