Benvenuti al primo articolo del nuovo Speciale di Fumettomania, dal titolo SPECIALE“MODESTY BLAISE, LA PRINCIPESSA“, un dossier dedicato al famoso fumetto inglese creato nei primi anni 60 in forma di striscia per i quotidiani, con protagonista una giovane bella donna e il suo assistente che svolgono indagini e risolvono casi per il servizio segreto britannico.
Si tratta della prima di otto parti in cui è stato diviso un lungo scritto che descrive il complesso della storia personale ed editoriale di Modesty Blaise, del suo creatore, lo scrittore Peter O’Donnell, e dei vari artisti che ne hanno disegnato le avventure. Questo scritto venne pubblicato da Joe7, il suo autore, nel proprio blog, che attualmente non è più on-line.
Alla conclusione delle otto parti, seguiranno altri articoli di approfondimento su specifici argomenti.
Come ormai consueto per gli Speciali di Fumettomania, ogni articolo verrà pubblicato di Lunedì nella versione in italiano, e di Giovedì nella versione in lingua inglese.
Vi salutiamo augurandovi buona lettura e vi aspettiamo per la seconda parte tra sette giorni.
Mario Benenati e Daniele Tomasi, curatori dello SPECIALE MODESTY BLAISE
Nota Bene: questo Speciale-Dossier, come tutti gli altri realizzati su questo magazine digitale non ha scopo di lucro ma è solo a carattere divulgativo e informativo, così come le immagini utilizzate che sono © degli aventi diritto.
L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 35 anni dalla fondazione – è quello di continuare a diffondere la cultura del Fumetto, e di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori.
MODESTY BLAISE, LA PRINCIPESSA – parte 1: la creazione
– di Joe7 –
Tutto cominciò ovviamente con James Bond, e per questo Modesty Blaise è stata vista spesso come “la versione femminile di 007”: un’idea sbagliata, visto che Modesty è un personaggio completamente diverso. E’ molto più complessa e profonda di Bond. 007 è solo lo stereotipo del “agente segreto perfetto”: una maschera, più che una persona. Però è vero che James Bond fu comunque il personaggio che fece nascere Modesty Blaise. Ma cominciamo dall’inizio.
Negli anni 60 i fumetti di James Bond erano pubblicati sul Daily Express, un famoso giornale di Londra. Ma nel 1962 la pubblicazione fu interrotta perché Ian Fleming, l’autore di 007, aveva autorizzato un altro giornale a pubblicare i fumetti di James Bond, proprio nel momento in cui era uscito il primo film di 007 (“Licenza di uccidere“, con Sean Connery e Ursula Andress). Cosa fare? A quei tempi, grazie al film, i fumetti di Bond erano seguitissimi. Bisognava trovare una soluzione.
Bill Aitken, il redattore del Daily Express, pensò di realizzare un valido sostituito di 007: per non farlo sembrare un plagio il nuovo personaggio avrebbe dovuto essere una donna, ladra e assassina, più cinica di Bond. Commissionò il lavoro a Peter O’Donnell, che aveva già fatto un adattamento a fumetti di un romanzo di James Bond, “Dr. No“ (casualmente, era la stessa storia che fu poi trasposta proprio nel film “Licenza di uccidere“).
O’Donnell si stava occupando della sceneggiatura di Garth e Romeo Brown, due fumetti piuttosto popolari: quest’ultimo, in particolare, era disegnato da Jim Holdaway, che sarà l’artista di Modesty Blaise, scelto personalmente da O’Donnell, che lo ammirava molto. La sua abilità su Romeo Brown nel disegnare delle donne molto belle e creare un contesto elegante lo rese adattissimo per la realizzazione di Modesty Blaise.
Dopo aver visionato le prime tavole contenenti le vignette dell’origine di Modesty Blaise, di O’Donnell e Holdaway (alcune di esse saranno descritte più avanti), il Daily Express rifiutò il lavoro, ritenendo che le caratteristiche del personaggio e delle storie fossero inadeguate per i lettori.
Allora O’Donnell riscrisse l’introduzione, senza più scendere nei particolari riguardo al passato di Modesty, e ripresentò il lavoro, sempre coi disegni di Holdaway, al London Evening Standard, un giornale serale, quindi con meno vincoli di pubblicazione, che accettò il lavoro.
Da lunedì 13 Maggio 1963, Modesty Blaise fu pubblicata quotidianamente per 95 storie nell’arco di 38 anni, poi tradotte in 16 lingue. Un successo inaspettato.
In America i Syndicates, ossia le agenzie che fornivano le strisce ai quotidiani, chiesero a O’Donnell di ridurre la lunghezza delle storie a strisce di Modesty Blaise, perché, a loro dire, duravano troppo: 16-17 settimane erano eccessive per loro. Volevano delle storie che durassero al massimo 12 settimane. Ma lui rifiutò: “Fare così taglierebbe troppe cose. I personaggi mancherebbero di profondità di carattere, non ci sarebbe nessun umorismo. E sono parti essenziali del successo di Modesty Blaise”.
Le strisce di Modesty Blaise apparvero diversi anni dopo negli USA, tra le pubblicazioni che la accolsero ricordiamo negli anni 70 i giornali Menomonee Falls Gazzette e Menomonee Falls Guardian, e negli anni 90 la rivista Comics Revue.
Nel 1994, per celebrare il trentennale della prima striscia, Dick Giordano, che aveva lavorato per anni sui supereroi alla Charlton e alla DC – arrivando anche a posti dirigenziali, e dove aveva creato la linea Vertigo – disegnò un nuovo adattamento della prima storia di Modesty Blaise, sempre su testi di O’Donnell.
Nel 2002, cinque anni dopo aver deciso di smettere con la pubblicazione del fumetto in strisce, Peter O’Donnell accettò di fare un adattamento a fumetti di “The Dark Angels“, uno dei racconti presenti nell’ultimo romanzo di O’Donnell dedicato a Modesty, “Cobra Trap” del 1996. L’adattamento fu disegnato da Enrique Badia Romero, già autore delle strisce dopo Holdaway, e pubblicato in Scandinavia.
O’DONNELL INCONTRA MODESTY BLAISE
In un’intervista, O’Donnell racconta come conobbe la “vera” Modesty Blaise: durante la guerra, lui era sergente di una stazione radio, col compito di segnalare i movimenti dell’esercito tedesco in una zona desertica, al confine tra Iran e Irak.
Un giorno, mentre era vicino ad un ruscello insieme ad alcuni commilitoni, apparve sulla riva, dall’altra parte del torrente, venuta da chissà dove, una bambina, sola, con lo sguardo da bestia braccata. Aveva le sue cose raccolte in una coperta legata sulla testa, ed era armata di un bastone con un chiodo legato ad esso col fil di ferro. O’Donnell le offrì il suo cibo: pensò che fosse una rifugiata che si era nascosta da qualche parte nei Balcani, ed era stata da sola per molto tempo.
Dopo essersi avvicinata al cibo con cautela, lo mangiò e lavò gli utensili nel ruscello, usando la sabbia per setacciarli. Rimase lì per qualche secondo e poi diede loro un sorriso tale che avrebbe potuto illuminare un villaggio. Disse qualcosa che O’Donnell non capì e si allontanò verso il deserto: camminava regalmente, come una piccola principessa.
Quella bambina sconosciuta le rimase impressa e fu il modello base per la futura Modesty Blaise, la “principessa”.
ALTRE OPERE DI PETER O’DONNELL
Oltre ai fumetti, O’Donnell fece anche delle sceneggiature di film, serie televisive e opere teatrali.
Nei primi anni 70 scrisse una serie di romanzi rosa sotto il nome di Madeleine Brent. Si tratta di nove romanzi diversi, in cui ognuno di loro ha una protagonista femminile diversa, che racconta la sua storia in prima persona. Ambientato nel tardo periodo vittoriano in Inghilterra, parte di ogni storia si svolge altrove: Cina, Australia, Afghanistan, Messico.
A proposito di questa serie di romanzi, O’Donnell disse: “Penso che piaceranno anche a chi ama i miei libri di Modesty. Hanno lo stesso tipo di avventura”.
Uno dei romanzi, Merlin’s Keep (“La profezia“), nel 1978 ha vinto il Romantic Novel of the Year Award dalla Romantic Novelists’ Association.
[segue nella parte 2]
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Modesty Blaise © Modesty Blaise Ltd.
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NOTA:
Per vedere il sommario e accedere ai link di tutti gli articoli dello SPECIALE MODESTY BLAISE visitate questa pagina con l’articolo di presentazione:
– versione italiana: https://www.fumettomaniafactory.net/progetti-di-fumettomania/contenuti-web-extra-dal-2012-in-poi/modesty-blaise-la-principessa-delle-spie/
– versione inglese: https://www.fumettomaniafactory.net/fumettomania-presents-the-special-project-modesty-blaise/
NOTE EXTRA
BIOGRAFIA

DANIELE TOMASI
Daniele Tomasi è un creativo poliedrico nel campo del Fumetto, svolgendo il ruolo di disegnatore, letterista, colorista, impaginatore, editore.
Con il marchio DTE, “la più piccola casa editrice del mondo”, ha curato e pubblicato tre volumi della serie DebbieDillinger (di cui è anche disegnatore), un albo della serie TetroTeatro (autore di testi e disegni), la rivista digitale Continua… (rivista-contenitore a distribuzione gratuita con opere a fumetti di vari generi e autori, sinora sette numeri) e l’omonima rivista (cartacea, sinora tre numeri, sono previsti nuovi numeri e volumi di grande formato) del progetto Gli Archivi del Fumetto.
Ha realizzato fumetti e illustrazioni per vari editori nazionali (Tunuè, ProGlo, ComixCommunity, UndergroundPress, BotteroEdizioni, Pegasus/Comicus, Antani, Apache, AltaFedeltà).
Si è occupato della grafica editoriale per ProGloEdizioni, GreencomService e Shockdom.
Ha realizzato il lettering di pubblicazioni della Black Velvet e di RW Edizioni.
È stato grafico e illustratore per Palabanda Edizioni e Chimbe.
Organizza corsi sul Linguaggio del Fumetto.
In internet è possibile vedere sue realizzazioni nel sito danieletomasi.altervista.org , vederne altre e leggere sue opinioni nel blog danieletomasi.blogspot.com , leggere gratuitamente a schermo o su stampa un falso storyboard sul film Spider-man di James Cameron scaricando il pdf dal sito spidercameron.altervista.org , scrivergli alle e-mail danieletomasi@gmail.com e dteditore@gmail.com














