Questo 16esimo articolo si occupa delle versioni animate delle avventure di “Dan Dare, Pilota del Futuro”.

Sinora sul nostro eroe sono state realizzate una serie per la tv in animazione computerizzata, prodotta da studi professionali incaricati dalla Dan Dare Corporation, la società detentrice dei diritti sul personaggio, e da alcune semi-animazioni mediante una minima elaborazione dei disegni dei fumetti originali, prodotte da appassionati del personaggio che hanno lavorato senza autorizzazione e senza fini di lucro.

Mentre la prima produzione è l’unica disponibile, anche se solo in parte, su DVD, entrambe sono disponibili gratuitamente in YouTube e in un sito internet.

In questo articolo, che analizza le due produzioni, vi sono alcuni di questi materiali, mentre i restanti sono disponibili in un articolo precedente di questo Speciale, citato nel testo con il proprio link.

Come sempre vi auguriamo buona lettura e vi attendiamo per il prossimo articolo.

Mario Benenati e Daniele Tomasi, curatori dello SPECIALE DAN DARE

Nota Bene: questo Speciale-Dossier, come tutti gli altri realizzati su questo magazine digitale non ha scopo di lucro ma è solo a carattere divulgativo e informativo, così come le immagini utilizzate che sono © degli aventi diritto.

L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 35 anni dalla fondazione – è quello di continuare a diffondere la cultura del Fumetto, e di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori.


DAN DARE, DISEGNI IN MOVIMENTO

– di Daniele Tomasi

Versione dei fumetti classica contro versione animata col computer

Le produzioni in animazione sulle avventure di Dan Dare sono poche, e rientrano in due tipologie:

l’animazione digitale, in cui tutto è disegnato con programmi del computer e con una estetica tendente alla tridimensionalità e al realismo di esseri viventi e oggetti;

la semi-animazione, in cui il materiale di base è dato dalle vignette dei fumetti, quindi illustrazioni statiche su cui si opera animando piccole porzioni, per esempio le bocche, o effettuando degli spostamenti dell’inquadratura sulla vignetta creando una sensazione di movimento.

L’ANIMAZIONE DIGITALE

La società Dan Dare Corporation (DDC) è stata fondata da Colin Frewin, che acquistò i diritti del personaggio dall’editore IPC negli anni 80 e nel 2000 acquisì i diritti di pubblicazione e merchandising di Dan Dare e di Eagle Comics dalla scandinava Egmont Freeway.
Oltre vent’anni fa, nel 2002, la DDC e la Columbia TriStar International Television produssero una serie televisiva in animazione computerizzata dal titolo “Dan Dare: Pilot of the Future”, in cui il protagonista, ex-pilota della RAF, combatte il malvagio Mekon e altri mostri spaziali.
L’idea iniziale venne sviluppata da Colin Frewin (anche produttore esecutivo assieme a Rick Ungar), Bob Forward e Greg Johnson.
Per realizzarla furono coinvolte due aziende statunitensi, inizialmente la Netter Digital Entertainment (NDE) e successivamente la Foundation Imaging.

La NDE prese il nome dal suo fondatore, il produttore televisivo Douglas Netter, che la costituì nel 1995. Si occupava di effetti visivi e CGI e chiuse nel 2000. Iniziò con la produzione della serie “Hypernauts”, poi si occupò degli effetti speciali per le due stagioni finali della serie “Babylon 5”, alcuni film di B5 – sempre a distribuzione televisiva – e il suo spin-off “Crusade“. Successivamente all’interruzione di queste serie lavorò a serie animate come “Robotech 3000”, “Max Steel” e “Dan Dare”, però dovette chiudere nel 2000 lasciando la produzione quasi subito.
E’ curioso che la NDE all’esordio sulla serie B5 abbia sostituito un’altra azienda di effetti speciali, la Foundation Imaging, la quale qualche anno dopo sostituì NDE nella realizzazione di “Dan Dare”, e anche di “Max Steel”.

Foundation Imaging venne fondata da Paul Beigle-Bryant e Ron Thornton prima della NDE, nel 1992, e sin dalle sue prime produzioni nelle serie TV statunitensi fece scalpore, vincendo i premi Emmy nel settore EffettiSpeciali per “Babylon 5” e “Star Trek: Voyager” e determinando lo standard del settore per tutti gli anni 90. Dopo aver completato la terza stagione di Babylon 5 hanno lavorato a Star Trek: Voyager e Star Trek: Deep Space Nine; alcune scene aggiuntive per “Star Trek: The Motion Picture” inserite nella versione Director’s Cut in DVD; le porzioni CG dei film d’animazione basati su “Batman: The Animated Series”.
Tra gli altri suoi lavori vi sono vari film tra cui “The Jackal”, “The Legend of Zu”, “Project Viper”; varie altre serie TV tra cui “Star Trek: Deep Space Nine”, “Young Hercules”, “Dawson’s Creek”; il video-gioco “Twisted Metal: Black”; le serie animate “Roughnecks: Starship Troopers Chronicles”, “Max Steel” e “Dan Dare”.
L’azienda è stata chiusa nel Dicembre 2002 dopo il completamento dei lavori sulla prima stagione di “Star Trek: Enterprise”. I suoi animatori, Adam “Mojo” Lebowitz e John Teska, continuarono nella professione vincendo premi per il lavoro in “Lost” e nella seconda versione di “Battlestar Galactica”.

Le voci dei personaggi principali furono quelle di Greg Ellis nella parte di Dan Dare; Julian Holloway nella parte di Digby; Chris Cox nella parte di Hank Hogan; Carole Ruggier nella parte di Professor Jocelyn Peabody; Rodger Bumpass nella parte di Sondar e di Volstar; Rob Paulsen nella parte di The Mekon e di Retro Rocket. Parteciparono, per alcuni personaggi di singoli episodi, attori famosi quali Robbie Coltrane, Charles Dance e Tim Curry.
La musiche degli episodi sono di Bernie Taupin per la sigla iniziale, mentre la sigla di coda è scritta e cantata da Elton John.

La serie è costituita da ventisei episodi, ciascuno della durata di 22 minuti, ma in effetti ognuno di essi corrisponde a metà narrazione di una storia in due parti, con il tradizionale cliffhanger del fumetto al centro, cosicché si tratta di 13 storie da 44 minuti.
Distribuita in oltre 130 paesi in tutto il mondo, in canali quali Channel 5, Nickelodeon, Channel 7, TFI e altri, è stata messa in onda per la prima volta nel Regno Unito iI 15 Dicembre 2001 trasmettendo solo il primo episodio, ossia la prima metà della prima storia, con una interruzione di alcuni mesi per poi riprendere a Luglio del 2002 replicando il primo e proseguendo con una programmazione settimanale sino alla conclusione il 28 Dicembre 2002.

Dan Dare: Pilot of the Future (2002)
codice episodiotitolodata prima trasmissione
S1.E1Pilot of the Future: Part 1Sabato 15 Dicembre 2001
S1.E2Pilot of the Future: Part 2Sabato 13 Luglio 2002
S1.E3The Ark of Phobos: Part 1Sabato 20 Luglio 2002
S1.E4The Ark of Phobos: Part 2Sabato 27 Luglio 2002
S1.E5God of War: Part 1Sabato 3 Agosto 2002
S1.E6God of War: Part 2Sabato 10 Agosto 2002
S1.E7Journey to the Centre of the Sun: Part 1Sabato 17 Agosto 2002
S1.E8Journey to the Centre of the Sun: Part 2Sabato 24 Agosto 2002
S1.E9Mines of Titan: Part 1Sabato 31 Agosto 2002
S1.E10Mines of Titan: Part 2Sabato 7 Settembre 2002
S1.E11The Outpost: Part 1Sabato 14 Settembre 2002
S1.E12The Outpost: Part 2Sabato 21 Settembre 2002
S1.E13Full Circle: Part 1Sabato 28 Settembre 2002
S1.E14Full Circle: Part 2Sabato 5 Ottobre 2002
S1.E15The Mekon Among Us: Part 1Sabato 12 Ottobre 2002
S1.E16The Mekon Among Us: Part 2Sabato 19 Ottobre 2002
S1.E17Saturn Rocs: Part 1Sabato 26 Ottobre 2002
S1.E18Saturn Rocs: Part 2Sabato 2 Novembre 2002
S1.E19Menace of Mars: Part 1Sabato 9 Novembre 2002
S1.E20Menace of Mars: Part 2Sabato 16 Novembre 2002
S1.E21Space Race: Part 1Sabato 23 Novembre 2002
S1.E22Space Race: Part 2Sabato 30 Novembre 2002
S1.E23Dead Space: Part 1Sabato 7 Dicembre 2002
S1.E24Dead Space: Part 2Sabato 14 Dicembre 2002
S1.E25Surrender Earth: Part 1Sabato 21 Dicembre 2002
S1.E26Surrender Earth: Part 2Sabato 28 Dicembre 2002

Secondo quanto scritto in una recensione datata 16 Marzo 2005 e scritta da un certo ddd3, nella sezione dedicata alla serie animata del sito IMBD (International Movie Data Basehttps://www.imdb.com/it/title/tt0397775/reviews/ ), la serie fu replicata due volte in brevissimo tempo, man mano che si diffondeva la voce e nuovi spettatori chiedevano di vedere gli episodi precedenti che si erano persi.
Da queste parole parrebbe che la serie sia stata un successo, almeno inizialmente.

Riporto comunque la recensione nella sua interezza per introdurre l’argomento dell’accoglienza del pubblico rapportata al trattamento compiuto dagli sceneggiatori:

La semisconosciuta stora della conquista inglese dello spazio intorno al 1950
Una versione CGI del personaggio della rivista a fumetti Eagle interpretato quasi completamente in modo fedele.
Il Prof. Peabody è ora un maestro di arti marziali con delle grandi tette, Digby non è più così rotondetto e Dan stesso sembra un po' meno il gentiluomo inglese di città, ma fondamentalmente si tratta del fumetto in video, fedele al classico originale di Frank Hampson, e per questo ancora migliore.
Frasi come "Non c'è niente da fare, dovremo atterrare sulla superficie del sole!" (che a quanto pare ha aria respirabile e non è caldo quanto la sua atmosfera) sono pronunciate con totale convinzione e creano un mix leggermente pacchiano di tensione e risate.
Quando venne trasmessa originariamente sul canale britannico Channel 5, la serie venne replicata due volte in brevissimo tempo, col passaparola sulla trasmissione e nuovi spettatori che chiedevano di vedere gli episodi precedenti che si erano persi.
La musica dei titoli di coda è opera di Elton John.

Per quanto il recensore ddd3 affermi che la serie sia fedele all’originale di Hampson nonostante le variazioni sui personaggi, altri articoli del periodo fanno capire che non tutti fossero d’accordo.
In un articolo pubblicato il 4 Agosto 2001 sul quotidiano The Telegraph a firma James Delingpole dal titolo “Un supereroe molto inglese” (“A very English superhero” – https://web.archive.org/web/20200412201135/https://www.telegraph.co.uk/culture/4724855/A-very-English-superhero.html) – che anche se lunghetto riporto nella sua interezza perché oltre agli spunti riguardanti questo argomento ci offre alcune informazioni interessanti su altri aspetti, si legge:

Nei prossimi mesi il produttore cinematografico Colin Frewin scoprirà finalmente se ha preso un fiasco alla pari di un film flop come "Giudice Dredd" o un biglietto vincente della lotteria tipo i film "Batman" I, II e III. In gioco ci sono dodici anni di lavoro, un investimento di 12 milioni di sterline e la reputazione del più grande eroe dei fumetti britannico, Dan Dare, le cui avventure spaziali degli anni Cinquanta sulla rivista Eagle sono state trasformate in un cartone animato all'avanguardia, generato al computer, per una generazione che non ne ha mai sentito parlare.

I puristi di Dan Dare sono già rimasti mortificati dalle notizie secondo cui il loro pilota spaziale biondo e scarmiglito è stato costretto ad avere capelli neri corti, guanti bianchi eleganti e un paio di pantaloni rosa, completamente in contrasto con la sua immagine rude e disinvolta. Frewin, tuttavia, insiste di essere rimasto fedele allo spirito di Dan Dare. "È un avventuriero, un James Bond nello spazio".
Il che non dice molto bene sulla sua comprensione di Dan. A differenza di James Bond, Dare non è mai stato un uomo violento: la sua pistola sparava gas paralizzante anziché raggi mortali, e preferiva sempre superare in astuzia gli avversari – in particolare il Mekon verde dalla testa gigante – piuttosto che ucciderli. Né aveva una vita sessuale. Qualunque cosa la nuova serie animata possa suggerire, la relazione del Dan originale con la formosa Professoressa Peabody è rimasta risolutamente platonica.
Ma d'altronde, non si può certo definire questo progetto il frutto dell'amore di un fan devoto. Si tratta piuttosto di un progetto commerciale a lungo termine e ostinato, che Frewin ha pianificato e realizzato con un'astuzia degna del Mekon in persona. Dopo aver trascorso più di un decennio a curiosare tra i diritti cinematografici, televisivi, editoriali e di merchandising, Frewin ha ora un prodotto che prevede di incassare oltre 100 milioni di dollari nei prossimi cinque anni – forse di più se verrà realizzato un lungometraggio.

Finché non ho visto un video di anteprima di quattro minuti della prossima serie animata devo ammettere che sospettavo che Frewin fosse un po' un Treen. (I Treens, come sicuramente saprete, sono i freddi e calcolatori cattivi venusiani che Dan aiuta a sconfiggere). Ma, a meno che gli esempi delle animazioni che ho visto non fossero rappresentativi del risultato, ho l'impressione che Frewin e il suo team di 300 giovani animatori abbiano reso onore all'originale.
Per essere un cartone animato, sembra incredibilmente realistico. È stato realizzato con un processo chiamato Computer Generated Image (CGI) in cui i personaggi vengono disegnati sullo schermo di un computer e poi ruotati per creare profili tridimensionali. Le loro azioni vengono poi eseguite da persone reali.
Supponiamo, ad esempio, che Dan Dare debba tuffarsi attraverso una porta: l'azione verrà interpretata da uno stuntman umano con centinaia di sensori attaccati al corpo. I dati rilevati da questi sensori vengono poi trasmessi a un computer e convertiti in una sequenza d'azione animata. La CGI è stata utilizzata in precedenza, ovviamente, in film come "Toy Story", ma da allora la tecnologia è migliorata molto. Ora è possibile mostrare i personaggi con così tanti dettagli che si possono persino vedere i loro muscoli facciali muoversi.

Altra cosa che mi ha colpito, nonostante tutte le voci, è stata la fedeltà del nuovo Dare all'originale. Certo, ci sono un paio di sciocche aggiunte di attualizzazione che faranno infuriare i fan più accaniti: un DJ prolisso e iperattivo con occhiali in stile Elton John; l'elefantino comico che è stato dato a Digby, il collega di Dan. Certo, Dare non sembra più una versione appena camuffata di un pilota di caccia della Seconda Guerra Mondiale. Ma i personaggi, le loro uniformi e gli sfondi hanno un distinto tocco retrò anni Cinquanta che dovrebbe conferire alla serie un ampio appeal intergenerazionale. E almeno a Dan e ai suoi amici è stato dato un accento inglese autentico da personaggi come Greg Ellis (nel ruolo di Dare), Tim Curry, Charles Dance e Julian Holloway. Per quanto riguarda i pantaloni di Dan, mi sembrano molto più rossi che rosa.
Ovviamente non sarà mai abbastanza buono da soddisfare devoti come Nicholas Hill, che, quando non insegna alla Charterhouse, gestisce il sito web di Dan Dare più autorevole al mondo. Come la maggior parte dei fan di Dare con cui ho parlato, Hill era più deluso che indignato: "Spero che sia un successo", dice, "Ma non sarà il Dan Dare che è apparso sull'Eagle".

Hill riconosce tuttavia che mantenere Dan esattamente com'era sarebbe stato un suicidio commerciale. Molte delle battute, come quelle basate sull'umorismo dei Servizi in tempo di guerra sul rapporto tra ufficiali e altri gradi, sono ormai datate. E, proprio come le avventure di Dare riflettevano spesso la recente Guerra Mondiale – i Treen erano ispirati ai nazisti e quando la flotta spaziale viene catturata dai Mekon, il campo di prigionia sembra giapponese – così la sua personalità era ispirata a quella di eroi dalla bocca impassibile come Donald Campbell, Douglas Bader e il pilota collaudatore Neville Duke.
"Tutto ciò che faceva doveva essere fatto con onore", dice Hill. "Il suo personaggio si adattava molto agli anni Cinquanta. Ma ora sembra un po' troppo un prefetto."

In effetti, Dare venne inizialmente ideato come un benefattore con il colletto bianco chiamato Il Cappellano. Solo dopo che il suo co-creatore, il reverendo Marcus Morris vicario di Southport, si rese conto che gli editori di Fleet Street semplicemente non erano interessati alle avventure a fumetti di un pastore errante, al personaggio venne fatta affrontare una carriera spaziale più “colorita”.
Morris decise che ciò di cui la Gran Bretagna degli anni Cinquanta aveva bisogno era un'alternativa attraente e moralmente edificante a tutti quei fumetti horror trash provenienti dall'America. The Eagle, splendidamente realizzato su carta patinata a colori, con trame avvincenti, personaggi forti e le illustrazioni impeccabili di Frank Hampson e del suo team, fu un successo immediato. La sua prima edizione vendette quasi un milione di copie, prima che la tiratura settimanale si stabilizzasse a circa 700.000 copie. Tuttavia, dato che ogni numero veniva passato di fratello in sorella, di figlio in padre, il suo pubblico stimato si aggirava sui 2,5 milioni. Per chi cresceva nei primi anni Cinquanta, The Eagle, il suo eroe principale Dan Dare e la sua nemesi verde e dalla testa gonfia, il Mekon, erano una parte imprescindibile della sua vita.

"Ci fu un gran trambusto quando uscì per la prima volta. Nel suo genere, il disegno era eccellente. I personaggi erano tutti molto ben delineati", ricorda il fumettista Gerald Scarfe, che una volta vinse un concorso per disegnare un orologio di Dan Dare (battendo i secondi classificati tra cui David Hockney). "In seguito vinsi un altro premio per qualcosa chiamato 'L'incubo degli artisti Eagle', con tutte le parti del corpo dei personaggi mescolate - la testa di Dan Dare sul Mekon e così via - quindi avevo già iniziato i miei disegni grotteschi e macabri."
Il paroliere Tim Rice è ancora un fan così appassionato che possiede una serie completa di vecchi Eagle. "Li leggo ancora e sono spesso colpito dalla loro raffinatezza. Spesso si trovavano i personaggi impegnati in conversazioni riflessive piuttosto che semplicemente per far avanzare la storia. E ci sono alcune battute fantastiche. Una delle mie preferite era quella del Mekon 'Sciocchi! Non avete percezione!', che ho inserito direttamente in Jesus Christ Superstar."

Niente di tutto ciò fu ottenuto senza un notevole sforzo. Hampson era un pignolo per i dettagli e faceva esaminare attentamente l'accuratezza scientifica di tutte le sue storie dal giovane autore di fantascienza Arthur C. Clarke. ("Ho tenuto Dan sulla retta via", ricorda Clarke dal suo rifugio in Sri Lanka). Un numero fu quasi ritirato dal Ministero della Difesa, dopo che la ricostruzione speculativa, a pagina centrale, del nuovo sottomarino top secret Polaris, realizzata dall'illustratore Ashwell Wood, si rivelò incredibilmente vicina alla realtà. Si decise, tuttavia, che l'intelligence sovietica probabilmente non prestava troppa attenzione ai fumetti inglesi per ragazzi.
Fra il team originale di illustratori c'era Greta Tomlinson, ora 73enne e ancora un'artista in attività. Ottenne il lavoro come figurista nel febbraio del 1950, subito dopo essersi laureata alla Slade, e fu usata come modella fotografica per il Professor Peabody (oltre alla zia di Digby, l'unica donna in Dan Dare).
Tomlinson lo ricorda come uno dei periodi più felici della sua vita, ma è stato un lavoro tremendamente duro. "Alle 8 del mattino, quando la maggior parte delle persone usciva per andare in ufficio, io stavo appena finendo il lavoro serale. Tornavo a casa per colazione ed ero di nuovo al lavoro per le 10. Dormivamo così poco che ho iniziato ad avere allucinazioni. Una notte, mentre andavo in bagno, mi sono ritrovata a camminare intorno a questi fuochi immaginari nel corridoio. A quei tempi non c'era bisogno dell'erba."
Ciò di cui Tomlinson non si era mai resa conto, fino a poco tempo fa, era quanto profondamente il fumetto avesse influenzato una generazione. "Per me era solo un lavoro, ma quando sono andata all'inaugurazione di una statua di Dan Dare a Southport, ho incontrato tutte queste persone a cui aveva cambiato la vita. Ragazzi provenienti da contesti infelici che dicevano che l'arrivo di Eagle ogni venerdì era l'unica cosa che rendeva la vita degna di essere vissuta."

Chiaramente, Frewin ha il suo bel da fare se vuole avere un impatto simile con la sua nuova serie animata. Ma la risposta finora è stata piuttosto positiva. È stato inondato di offerte per accordi di merchandising – dalle statuette di porcellana ai pigiami – e ha già venduto i diritti televisivi globali per diversi milioni di dollari alla Sony Corporation. Ora tutto ciò di cui ha bisogno è un pubblico. "Abbiamo dedicato molto tempo a sondare il mercato e quello che i bambini dicono è che abbiamo creato 'un personaggio fantastico'", afferma. "Ora ho dei bambini anch'io. E, vi assicuro, non si può ottenere una raccomandazione più alta di questa."

Sempre dalla stampa del periodo riporto due documenti di BBC NEWS, il reparto giornalistico della nota televisione pubblica inglese BBC.
Il primo è un breve articolo (http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/1432780.stm) di annuncio della serie animata, datato Mercoledì 11 luglio 2001, in cui si parla di un certo malcontento in una parte degli appassionati del personaggio:

BBCnews-01
Dan Dare punta alla celebrità televisiva
Il supereroe dei fumetti dalla mascella quadrata Dan Dare torna in un revival televisivo da 14 milioni di sterline.
Il nuovo Dan e un cast di cattivi sono i protagonisti di una serie animata in 26 puntate che sarà venduta in tutto il mondo.
In una nuova immagine svelata martedì, il "pilota del futuro" indossa una giacca da pilota e sembra più giovane della sua controparte dei fumetti Eagle, apparsa per la prima volta più di 50 anni fa.
La nuova immagine è nata dopo aver consultato i produttori della serie con i giovani.
Colin Frewin, proprietario della Dan Dare Corporation, ha spiegato: "Abbiamo testato Dan con i giovani: sotto i 12, sotto gli 11 e sotto i 13 anni.
"Nel momento in cui abbiamo iniziato a dire 'Dan è figo', abbiamo capito di essere arrivati."
Ci sono anche piani per lanciare un film live action se la serie animata, con la sua sigla di Elton John, sarà un successo.
I produttori di un futuro progetto per il grande schermo affermano che cercheranno un attore in stile James Bond.
L'animazione al computer della serie TV finanziata dal Regno Unito è appena stata completata negli Stati Uniti.
Il doppiatore Greg Ellis, che ha avuto una piccola parte in Titanic, interpreta l'eroico Dare.
I suoi nemici saranno doppiati da Robbie Coltrane, Tim Curry e Charles Dance, mentre Rob Paulsen interpreterà il cattivo Mekon.

Supereroe del millennio
Frewin ha speso mezzo milione di sterline per ottenere tutti i diritti e far rivivere il personaggio.
Ha dichiarato: "Lo abbiamo completamente aggiornato, il supereroe del nuovo millennio nell'ultima forma di animazione CGI.
"Dan è bello, figo e sempre in controllo."
Afferma che il concept originale di Frank Hampson è stato rispettato e "ulteriormente sviluppato".
Ma alcuni di coloro che sono cresciuti con il Dan Dare originale sono turbati dalla trasformazione del supereroe.
Dave Britton, specialista di Dan Dare e organizzatore della mostra, afferma che l'episodio pilota del fumetto era tipicamente britannico.
"Incarnava tutto ciò che era britannico e ora abbiamo questo restyling hollywoodiano", ha dichiarato al programma Today di BBC Radio 4.
Il presentatore Paul Ross ha dichiarato: "Il creatore originale si sta rivoltando nella tomba.
"In un certo senso è un sacrilegio, un sacrilegio per fare soldi e divertente, ma pur sempre un sacrilegio."
Dan Dare ha raggiunto la fama dopo il lancio del fumetto The Eagle nel 1950.
La striscia è stata creata e disegnata da Hampson, ma tra gli altri che hanno illustrato le sue avventure ci sono David Hockney e Gerald Scarfe.

Il secondo è praticamente un trafiletto, http://newsvote.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/1433553.stm anch’esso pubblicato Mercoledì 11 luglio 2001, che ci parla di un sondaggio sul gradimento della nuova versione:

Quale Dan Dare preferisci?

Vecchio: 63,02%
Nuovo: 36,98%
Voti espressi: 3037

L'eroe dei fumetti Dan Dare è stato riportato in vita con un nuovo look per una serie televisiva animata in 26 puntate.
Ma il nuovo Dan è più giovane, indossa una giacca da aviatore e non ha la stessa mascella squadrata della sua controparte dei fumetti di Eagle, apparsa per la prima volta più di 50 anni fa.
Gli autori del fumetto affermano che Dan Dare è stato aggiornato per il nuovo millennio.
Allora, chi è il miglior "pilota del futuro"?

Risulta quindi, da questi documenti, non solo che la fedeltà all’originale è minima, ma anche che le variazioni non sono state apprezzate dagli appassionati di età più alta.

Direi che la stroncatura espressa più nettamente da un appassionato della versione originale è quella scritta nel 2004 da John Treadaway nella pagina introduttiva del suo sito dedicato a Dan Dare (http://www.dan-dare.org.uk/index2.htm) :

The Eagle uscì per 991 numeri dall'Aprile del 1950 fino alla sua chiusura nel 1969 e, con una tiratura di oltre un milione di copie a settimana, fu il fumetto più venduto in Gran Bretagna nel dopoguerra.
Il fumetto di Dan Dare, in una forma o nell'altra, fu una parte fondamentale di The Eagle e, per molti anni, ne fu la storia di prima pagina.
Questo sito web è un omaggio al genio di Frank Hampson, creatore di Dan Dare.
Includerà illustrazioni sue e di altri membri del suo team che, oltre cinquant'anni fa, diedero vita a una delle creazioni di fantascienza più innovative: una che ancora oggi affascina i lettori di tutto il mondo nel XXI secolo.
Curiosamente, Frank scrisse e disegnò la striscia di Dan Dare ambientandolo tra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI secolo. Il periodo storico definito da Hampson non era come il nostro: non era diverso dalla nostra "realtà" solo in termini di scienza e astrofisica, ma anche per il modo in cui la Terra, e in particolare la Gran Bretagna, si è sviluppata.
Francamente, la Gran Bretagna di Dan e la nostra sono "mondi" differenti. La sua era un'estrapolazione della Gran Bretagna degli anni 50, con gli stessi progressi radicali nella scienza, nell'aviazione e nella tecnologia spaziale. La nostra... in un certo senso non lo è.
Ma non è solo nelle possibilità di raggiungere le stelle che la nostra realtà è fuori passo con la creazione di Hampson. Il mondo di Dan era (o dovrei dire "è": la prima storia è, dopotutto, ambientata alla fine degli anni 90) un mondo plasmato da uomini (e donne) coraggiosi, intraprendenti, valorosi e, soprattutto, onorevoli, qualcosa che purtroppo è difficile da riscontrare oggi.
Questo sito, come ho già accennato, ha semplicemente lo scopo di onorare quella filosofia e il grande lavoro che il signor Hampson e i suoi colleghi ci hanno lasciato e che, grazie al duro lavoro di altri, continua ad arricchire.
Naturalmente, non ha nulla a che fare con nessuna recente serie di cartoni animati televisivi con un nome simile.
Nossignore.

Ben più lunga l’analisi intitolata “Dan Dare on Television – The CGI Series” sviluppata dallo scrittore Martin Crookall in un post del suo blog “Author for salehttps://mbc1955.wordpress.com/2024/10/12/dan-dare-on-television-the-cgi-series/ nel quale fa le pulci ai sei episodi doppi presenti nell’unico DVD prodotto ufficialmente. Anche questo articolo è qui riportato completamente nella traduzione in italiano – non così è nella versione inglese di questo articolo, mi sembra corretto che i lettori di lingua inglese vadano a leggere direttamente nel blog del recensore – per la sua puntigliosità di analisi, e completo pure di sei commenti.

Consiglio però a chi ha interesse nel personaggio di Dan Dare, di interrompere la lettura e guardare almeno un paio di episodi della serie, magari uno tra i primi dieci e uno degli ultimi dieci, in modo da vedere se nel corso degli episodi ci sono differenze evidenti o se è stata mantenuta la caratterizzazione di inizio serie. Li trovate tutti nell’articolo 14 di questo Speciale, a cui potete accedere da questo link: https://www.fumettomaniafactory.net/speciale-dan-dare-articolo-14-un-archivio-di-documenti-audio-e-video-su-dan-dare/

E dopo la visione degli animati, tornare alla lettura del seguente testo con l’analisi dei sei episodi:

Dan Dare in televisione, la serie in CGI - 12 Ottobre 2024

Se sapete qualcosa di me, dopo quattordici anni di blogging, dovreste sapere che ho un debole per Dan Dare, il Pilota del Futuro, il grande eroe e leggenda della rivista a fumetti Eagle di tanti anni fa. E potreste anche aver capito che la mia fissazione per il Pilota del Futuro, il grande Eroe Britannico, è spesso tanto una maledizione quanto una benedizione.
Questo perché, sebbene Dan Dare sia e sarà sempre un'icona degli anni Cinquanta, i detentori della proprietà intellettuale continuano a cercare, ripetutamente, di fare un sacco di soldi con il personaggio, riproponendolo in una varietà di media e aggiornandolo alle esigenze percepite di questa epoca.
E sebbene questo sia uno spreco di tempo, perché è impossibile aggiornare Dan Dare senza distruggere simultaneamente le qualità che lo rendono ciò che è, tuttavia, sapendo questo, essendo stato testimone di molteplici revival falliti, non riesco ancora a resistere a quel piccolo barlume di speranza, quella possibilità su un milione che, al di fuori di Discworld, non si realizza nove volte su dieci. Devo vederlo, sapendo che sarà una farsa ma incapace di voltare la testa.

Nel 2002, in collaborazione con Columbia TriStar International Television, Channel 5 ha trasmesso una serie televisiva animata di Dan Dare, Pilota del Futuro. L'animazione era in CGI, come era stato fatto per il precedente revival di Captain Scarlet e The Mysterons, in uno stile piuttosto primitivo. La serie consisteva in ventisei episodi da 22 minuti, scritti come tredici storie in due parti. Il primo episodio è stato trasmesso due settimane prima di Natale 2001, ma la seconda parte è stata posticipata di sette mesi, dopodiché è andata in onda settimanalmente fino alla fine di Dicembre 2002. Non è stata realizzata una seconda serie.
Ho guardato un paio di episodi, a caso, senza grande entusiasmo (e poi ero sposato e il sabato mattina era riservato a cose migliori che scendere le scale da solo a guardare la TV per bambini). Ma di recente ho visto il DVD su eBay e ho deciso che il mio dovere di esprimere un giudizio appropriato mi imponeva di acquistarlo e di valutarlo attentamente. Per fortuna era economico.
Economico, ma non esaustivo. Questo è un cofanetto di due DVD composto da sei dei tredici episodi in due parti e inizia con la terza avventura, nemmeno la prima, quindi se ci fosse stata un'introduzione a questa versione del mondo di Spacefleet, avrei dovuto farne a meno e affidarmi invece alla cosa meno utile di tutte: la mia conoscenza della creazione di Frank Hampson.

Ho ricordato, e "The God of War" ha ribadito, che il cast principale era composto da Dan, Digby, Sir Hubert, Hank, il Professor Peabody e Sondar, quindi il cast originale con l'eccezione di Pierre. Dal punto di vista del design, nessuno assomigliava a quello che Frank Hampson aveva mai disegnato, ma erano tutti riconoscibili. Hank era il più autentico nell'aspetto, i capelli bianchi di Digby erano ridotti a un paio di ciocche sulle tempie, il Professore aveva una tuta spaziale attillata e un seno prosperoso, cosa che attira l'attenzione in modo eclatante nel primo episodio. L'unico a ricevere un restyling significativo era Sondar, che era stato gonfiato a dimensioni barbariche tipo Conan ed era decisamente il più forte della squadra.
Ma le voci e le battute... ometterò i nomi dei doppiatori perché stavano solo facendo ciò che voleva il produttore esecutivo e ometterò il suo nome per quello che ha fatto. Dan Dare è stato creato come proveniente da Manchester, e Digby da Wigan. Capisco che per un prodotto internazionale gli accenti rilevanti sarebbero normalmente fuori questione (anche se non mi piace), ma Dan parlava con una sorta di pronuncia inglese esagerata che nessun inglese ha mai parlato, quindi, per mantenere il rapporto sociale, Digby dovette naturalmente diventare cockney.
Sir Hubert era un Dan più all'antica, ancora impegnato nella Seconda Guerra Mondiale, Hank aveva il suo accento texano ma era costretto a comportarsi come una specie di cowboy stereotipato, mentre il Professore era, beh, anonimo. Niente capelli rossi, solo lisci, biondi, bassi, a incorniciare un viso né bello né brutto, semplicemente completamente anonimo. All'inizio aveva un certo brio, autosufficiente come l'originale ma un po' più intraprendente, come si addice a una modernizzazione, ma è stata indebolita e trasformata in una barzelletta, soprattutto alla fine della seconda parte in un modo semplicemente sgradevole.

Ma i dialoghi, e soprattutto quelli di Dan! Era impaziente, stoico, nobile, coraggioso, giusto e, per citare Clive James, parlava per cliché fino a far scomparire le stelle. Era una parodia, e una parodia senza cervello, priva di originalità. Questo Dan era tutto in superficie, vuoto in profondità.
Il resto della storia in due parti era uno strano mix di dettagli corretti e trascurati. Il Mekon veniva mostrato tutto rugoso e, la più grande delle eresie, riusciva a stare in piedi da solo e a fare un paio di passi! Venere era condivisa da Treens e Therons, questi ultimi pronunciati con una "e" corta e una lunga in momenti diversi, ma invece di sembrare umani, i Therons erano quasi indistinguibili dai Treens. Eppure usarono le insegne corrette per le navi dei Mekon, e la nave di Dan, l'Anastasia, era un modello accurato al novanta per cento col design di Frank Hampson.

C'era una deviazione importante dal canone hampsoniano consolidato, ma lasciatemi includerla nella risposta all'altra domanda: era un buon risultato di per sé?
La risposta immediata è no. Il cattivo del titolo, doppiato da Robbie Coltrane, che attenuava notevolmente il suo accento nativo, era un cattivo indipendente con una base su un oggetto delle dimensioni di un pianeta nella Cintura di Asteroidi di Marte. Trattenetevi, poi ci torniamo. Era un trafficante d'armi interstellare con chi? – che si stava organzzando per conquistare l'Universo. Indossava un'armatura da battaglia che lo rendeva superforte e superveloce, anche se questo non gli impedì di farsi prendere a calci nel sedere da Sondar, nell'arena dei Gladiatori. Sì, l'Arena. Che noioso agglomerato di cliché a buon mercato, fino alla cicatrice livida sul viso e attraverso un occhio cieco.
Torniamo alla Cintura di Asteroidi di Marte, che voi, io e tutti tranne i Terrapiattisti sappiamo non esistere. Era uno degli aspetti dell'atteggiamento della serie nei confronti dello Spazio. Dan Dare di Frank Hampson era ambientato in un Sistema Solare realistico. I suoi pianeti potrebbero non avere alcuna somiglianza con quello che sappiamo oggi su di loro, ma Hampson ha compreso e tenuto conto dell'immensa vastità dello Spazio, anche nell'inventare vari sistemi di propulsione per attraversare il vuoto nell'arco di una vita umana, mentre questa serie animata non ha niente a che fare con cose del genere.

Ares ha una super-arma da qualche parte vicino a Marte che usa per distruggere un villaggio Theron su Venere, proprio così. Dan e Sir Hubert, con Sondar come clandestino, si dirigono su Marte mentre gli altri tre, a bordo della nave dal nome nostalgico Kingfisher, si dirigono su Venere con della sussistenza medica. Entrambi arrivano in un lampo. Non stiamo par
Oh, e il grande momento culminante è l'esplosione del super-laser alieno, dell'asteroide delle dimensioni di un pianeta e del Mekon per buona misura, anche se sospetto che sia stato ucciso nella storia di apertura, quindi ho il forte sospetto che non avrà successo. Almeno questo è autentico: Frank Hampson non è mai stato così stupido da uccidere il Mekon, ma ha sempre mostrato la sua uscita di scena a sinistra, e se i suoi successori non sono sempre stati così puntigliosi, non hanno mai reso il suo eventuale ritorno troppo improbabile da prevedere.
Ma questa era solo una storia in due parti. Era semplicemente brutta? Ne ho altre cinque da guardare prima di esprimere un parere definitivo.

Il successivo è stato "The Outpost", storia n. 6. Questo ha ampliato il cast introducendo non solo Pierre, sebbene un Pierre snello, bello e lunatico, una bestia sessuale con una gamba idraulica e un passato turbolento, ma anche Stripesy, l'animale domestico criptosiano di Digby. La storia, tuttavia, non è migliore della precedente.
L'Avamposto è una nuova base della Pattuglia di Sicurezza Mondiale su Plutone, correttamente raffigurata come un pianeta ghiacciato, ma su cui gli animatori non sono riusciti a decidere se fosse necessaria una tuta spaziale per sopravvivere o se si potesse andare in giro a testa e viso scoperti. Simboleggia l'incapacità degli sceneggiatori di inventare qualcosa di anche lontanamente interessante.
In pratica, Dan, Dig, Hank e Sondar traghettano il nuovo comandante della base, il colonnello Simon Lascar (indizio nominativo, qui) per prendere il controllo. Lascar, doppiato da Charles Dance, è il tipico martinetto dal collo rasato, ultrafalco e codardo la cui paranoia scatena una guerra con i precedentemente mitici nativi Plutoniani, che sembrano lucciole. Per iniettare melodramma la storia viene piegata in modo da trasformarla in gran parte in un flashback scoperto da una squadra di soccorso composta da Sir Hubert, il Professore e Pierre, che arrivano e trovano tutti, incluso Dan, morti.
Questo complica e allunga la trama esile, che si risolve quando si scopre molto tardi che la puntura plutoniana non uccide, ma piuttosto paralizza. Solo Lascar non torna in vita, ma viene lasciato in una sorta di limbo da cui può tornare se si dimostra abbastanza popolare tra gli spettatori. Pierre rimane su Plutone per prendere il comando, Stripesy scompare dalla storia nella prima parte, completamente dimenticato. In breve, è stato orribile.

Un aspetto estremamente evidente in questa storia è l'estetica della Professoressa Peabody. All'inizio viene mostrata con un abito disegnato per essere simile a tutte le uniformi bianche delle infermiere, tranne per il fatto che è tagliato come una microgonna, e indossa stivali al ginocchio. Ha anche un'altezza irreale, è stranamente grossa nelle spalle, ha cosce che sono allo stesso tempo magre e più lunghe di quanto il peggior disegnatore della Image Comics le disegnerebbe, e il suo seno è così sproporzionato che qualsiasi donna con una corporatura del genere dovrebbe inclinarsi all'indietro di almeno 30 gradi per evitare di cadere a faccia in giù: per usare la vecchia frase sessista, non succederà mai che cadendo si faccia male al mento.
È come se il disegnatore non avesse mai visto una donna dal vivo, gli fosse stata data solo una lista di caratteristiche anatomiche e avesse dovuto inventare tutto da lì. La cosa peggiore è che, una volta notato questo, non puoi vedere Peabody nella sua tuta spaziale senza renderti conto che ha esattamente le stesse dimensioni, ed è stranamente fuori posto. Dato che i disegnatori/animatori sono facilmente in grado di creare una figura maschile in movimento proporzionata e naturale, e diverse varianti di essa, il loro fallimento totale con Peabody non può essere visto come incompetenza, ma piuttosto come un passo deliberato, nel qual caso è fottutamente offensivo a tutti i livelli.

Prosegue migliorando? "Saturn Rocs" era la nona storia. Si riferiva a Red Tharl? Blasco? Vora? Thorks di qualsiasi altezza o colore? C'è sicuramente un elemento particolare nei crediti: "scritto da Bob Forward, soggetto di Robert Forward". (NdR: "Forward" in inglese significa "avanti", inteso anche come "migliorare").
Ma ahimè, no. Quello che ci è capitato è stata una storia rozza e scadente che metteva Dan e soci contro un altro megalomane, pronto a distruggere un intero pianeta e la sua popolazione nativa per derubarlo di una risorsa naturale che controlla in regime di monopolio, il che lo renderebbe l'uomo più ricco della galassia. E dare la colpa a Dan. Che noia.
Il cattivo era il brasiliano Robert Wall che, per una gloriosa coincidenza predittiva, assomiglia davvero a Elon Musk. Wall detiene il monopolio mondiale del Metaelio, l'unico carburante disponibile per le astronavi (avrebbero potuto chiamarlo Idrogeno Monotomico, sapete, non avrebbe fatto alcuna differenza). Con le scorte terrestri in esaurimento, le sonde hanno scoperto una fonte naturale di Metaelio nell'atmosfera di Saturno. Meglio ancora, poiché il pianeta è un gigante gassoso senza terre emerse (a differenza di Hampson, Forward ha dimenticato le molteplici lune), non ci sono forme di vita autoctone a cui appartengono tali risorse.

Purtroppo ci sono. C'è una specie di balena volante che assomiglia a uno dei nostri pesci dalla faccia piatta, per non parlare degli Skysharks, che ci assomigliano, sì, totalmente (NdR: si riferisce agli squali volanti protagonisti di un film horror del 2020, animali cavalcati da zombie di nazisti che vanno all'assalto di aerei per ammazzare i passeggeri, cercate in google e li troverete facilmente).
Dan e soci li scoprono, imparano dal nulla a comunicare con loro in un perfetto inglese colloquiale da bambino eccitato, ma Wall si è preparato a questa eventualità e invia un'astronave a surriscaldarsi, esplodere e avvelenare l'intera atmosfera con scorie atomiche. Proprio come farebbe Elon Musk.
Inutile dire che Dan lo sventa, il che include il fatto di mettere KO Wall con un pugno alla visiera del suo casco spaziale. Non è l'unica sciocchezza che si vede, ma sono troppo imbarazzato per descrivere il punto più basso. Se non fosse per cose del genere, la storia avrebbe potuto benissimo riscattarsi con la semplice rappresentazione dell'atmosfera di Saturno e la bellezza quasi lirica delle balene volanti in volo, sospinte dalla luce, su uno sfondo blu con deboli ricami di nuvole bianche, il tutto abbagliante. Devo riconoscere alla serie la bellezza di quella scena, se lo merita.

Il secondo DVD conteneva gli ultimi sei episodi, le ultime tre storie della serie: avrò qualcosa di nuovo da dire su di esse?
Per prima cosa, a meno di cinque minuti dall'inizio di "Space Race" - Parte 1, c'era una foto gratuita del sedere del Professor Peabody che non sarebbe stata fuori luogo sul Daily Star, e un paio di dadi pelosi penzolanti dallo specchietto retrovisore di un'astronave a curvatura... quindi probabilmente no.
La storia era pessima. Una trasmissione radio dal pacifico pianeta tecnologicamente avanzato di Chronos nel sistema di Alpha Centauri, a 4,3 anni luce di distanza, invita a una conferenza per ampliare collettivamente la conoscenza. Sulla Terra una società privata, l'ASA, decide di rispondere, utilizzando un velivolo FTL basato su progetti non testati dal Professore. La Flotta Spaziale li spia, goffamente. Il pilota dell'ASA, White, è un altro texano, ex amico e compagno di servizio di Hank, espulso per imprudenza in seguito alla testimonianza di Hogan. Piuttosto che condividere la tecnologia di Chronos, lui e l'ASA intendono rovesciare il pianeta e rubarlo tutto: Capitalismo in azione!
Dan e soci pilotano l'equivalente non testato della Flotta Spaziale, il "Quasar", in una gara per arrivare primi. Questo significa volare attraverso uno spettacolo di luci psichedeliche che non avrebbe certo svergognato i Pink Floyd dell'era di Syd Barrett, e Dan diventa ridicolmente e ossessivamente competitivo, completamente fuori dal personaggio, per nessun altro motivo se non che lo scrittore vuole che i motori del Quasar si brucino e l'equipaggio resti bloccato nello spazio per un cliffhanger nella Parte 1. Il vero cliffhanger è che i nativi di Chronos sono una razza vagamente fantasmatica di delinquenti armati fino ai denti, intenzionati a rubare la tecnologia dell'ASA e a giustiziare White: in un certo senso, non si può fare a meno di apprezzarli.

La seconda parte è stata anche peggiore. La Professoressa aggiusta i motori della Quasar per un ultimo viaggio con un movimento delle sue natiche ricoperte d'oro (ogni volta che c'è una scena di gruppo, gli uomini sono rivolti in avanti, ma lei è sempre di spalle). Ritorno sulla Terra o avanti verso Chronos? Non fate domande stupide. White mostra l'astuzia tipica dei texani e stringe un patto con Equinox, il leader di Chronos, per guidare i nativi sulla Terra e conquistarla.
Dopo diverse manovre che richiedono molto tempo, tiriamo fuori l'oggetto più importante dal cassetto dei cliché: Hank fa appello alla dignità e alla bontà intrinseche, sepolte ma ancora presenti, del cattivo usando il suo nome di battesimo (John) nel tentativo e poi, proprio quando le cose si stanno mettendo al peggio, e Dan e soci stanno preparando il loro momento kamikaze, John White si redime distruggendo l'intera flotta di Chronos e ovviamente se stesso; non dimenticatelo, è molto importante.
È facile prendere in giro il finale. Di solito ho un debole per il momento dell'"eroico sacrificio". Secondo me è molto difficile gestirlo male, ma questo episodio ha reso evidente il contrario.
Non devi essere totalmente originale, ma se non lo sei allora devi scrivere le situazioni tipiche almeno altrettanto bene di chi ti ha preceduto. Frank Hampson l'avrebbe fatto gloriosamente, perché credeva in quello che stava facendo, perché decise che era abbastanza importante da farlo in modo appropriato, e farlo bene, con correttezza verso il suo pubblico. Questi pagliacci non ne hanno la minima idea. Pensano che qualsiasi cosa più un sacco di sparatorie vada bene, perché alla fine non pensano che il loro pubblico meriti di più. Si vede.

Solo per completezza mi guardo le ultime due storie. La penultima è "Dead Space". Insetti alieni che tessono ragnatele come ragni e hanno teschi al posto del volto iniziano a rubare l'acqua della Terra senza motivo, minacciando un disastro irreversibile per l'ecosistema. Dan e soci li sconfiggono sparandogli. L'ecosistema viene riparato trasportando iceberg dagli anelli di Saturno, perché tutti sanno che sono composti anche da idrogeno e ossigeno.
Un punto glielo assegno per l'interessante tattica di lasciare Dan e gli altri fuori per oltre metà della seconda parte, ma un punto glielo tolgo per il fatto che la situazione si è subito trasformata in una battaglia a colpi di pistola. La storia si è conclusa con un cliffhanger, con una nave fantasma che è riuscita a penetrare nell'oceano terrestre senza essere individuata e a rimanere lì. Questo verrà affrontato nell'episodio finale?

No, ma i “Portali dello Spazio Morto” dell'episodio vengono ripresi e usati per un finale deus-ex-machina per salvare la Terra dalla distruzione totale, apparentemente uccidendo il Mekon. Sì, l'arcinemico è stato opportunamente scelto come cattivo per l'ultimo racconto, "The Surrender of Earth".
Era una vicenda piuttosto complessa e suppongo che dovrei congratularmi con gli autori per aver confezionato una trama dove viene ingannato il Consiglio Mondiale, incastrato Dan Dare, un'invasione della Terra da parte dei Treen è completamente riuscita, avviene la distruzione di Anastasia e apparentemente del suo equipaggio, un attacco di una sola nave alla base dei Mekon, costringendolo a ordinare una ritirata su vasta scala e poi a scatenare una guerra mortale che, per qualche imperscrutabile ragione, non ha scatenato prima di ordinare alle sue forze di occupazione della Terra di ritirarsi, proprio così, e il trucco finale per salvare la Terra.
Sì, un trama che lasciava comunque ampio tempo, più del necessario, per un fragoroso bang-bang, spara-spara con cui riempire lo schermo invece di usare l'immaginazione. Era per bambini, fondamentalmente, invece che per persone con una capacità di attenzione elevata.

Quindi. Ci sono sempre due domande a cui rispondere in ogni tentativo odierno di far rivivere Dan Dare. La prima risposta è sempre no, e la seconda è solitamente la stessa. No, non è adatto a essere Dan Dare. E no, non è abbastanza valido di per sé da valerne la pena sotto un altro nome.
La prima risposta sarà sempre no a causa dell'atteggiamento con cui si affronta qualsiasi adattamento del genere. Tutti si avvicinano a Dan Dare con la convinzione che non funzionerà. Che ciò che ha reso Dan Dare un successo così grande non può essere replicato, dobbiamo cambiarlo. Aggiornarlo, riadattarlo all'era moderna. Anche se farlo significa rimuovere il settantacinque percento delle caratteristiche che hanno definito il concetto e trattare l'altro venticinque percento come uno scherzo, con ironia postmoderna.
Finché non arriverà un genio degno di essere paragonato a Frank Hampson, e voi ed io moriremo tutti prima che ciò accada, non si potrà fare.
La cosa più vicina al successo è l'approccio di Spaceship Away, che consiste nello scimmiottare Hampson il più possibile, nell'emulare l'originale sotto ogni aspetto al meglio delle proprie capacità. Perché, che ci piaccia o no, che i proprietari della proprietà intellettuale lo ammettano, questo è l'unico Dan Dare che funziona.

Non vedo altri adattamenti all'orizzonte, e ne sono grato. Quello che mi piacerebbe vedere, e che non accadrà mai, è un'animazione a grandezza naturale, vecchio stile, un adattamento di una delle grandi storie. Fatelo come si deve, fatelo fedelmente, impiegate guardie armate per garantire che la lingua non arrivi mai nemmeno lontanamente alla guancia, fatelo bene. Solo una volta.
Ma non credo che potrò mai sottopormi ad altre modernizzazioni, mai più.

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6 commenti su "Dan Dare in televisione – La serie CGI"

Jake Nelson - 12 ottobre 2024 alle 11:33
Sono totalmente d'accordo con tutto quello che hai scritto qui. L'unica differenza è che non mi sarei preso la briga di conntinuare dopo la prima storia.
Dovrebbe esserci una legge che impedisca a sceneggiatori/autori di resuscitare un personaggio popolare solo per poi alterare lo spirito delle storie e lo stile delle illustrazioni. Farlo significa semplicemente cavalcare l'onda dell'originale. Se vogliono apportare modifiche, dovrebbero crearsi il loro fottuti personaggi!
Uno dei motivi principali per cui DD & Co sono diventati icone è lo stile volutamente anacronistico delle avventure: astronavi futuristiche, sì, ma a Wigan, la zia Anastasia di Digby siede in un soggiorno in stile anni 50 praticamente uguale a quello in cui sono cresciuto! Le auto saranno anche hover-car, ma tutti giocano ancora al buon vecchio cricket. Possiamo riconoscere e identificarci con quel mondo.
Troppi sceneggiatori moderni semplicemente non lo capiscono. Probabilmente rifarebbero "Il mastino dei Baskerville" con tutti che usano cellulari e droni.

Mbc1955 - 12 ottobre 2024 alle 11:45
Sono sempre stato un completista, quindi dovevo vederlo tutto.
Nel complesso, il pubblico ha perso la capacità di accettare epoche diverse, riesce a immedesimarsi solo in qualcosa, indipendentemente dall'anno in cui è ambientato, che offre costumi e reazioni contemporanei.
In generale, sono d'accordo con il divieto di prendere in giro certi personaggi, ma questo preclude la possibilità di un genio, come lo Sherlock della BBC: immaginate un Frank Hampson dei giorni nostri a cui viene negata la possibilità di fare le cose per bene.
Continuo a pensare che, con l'approccio corretto, Dan Dare potrebbe funzionare. La serie a fumetti di Garth Ennis è stata la più vicina a riuscirci, senza insinuare alcun sarcasmo nei confronti dei valori antiquati del personaggio. Ma come ho detto prima, bisognerebbe iniziare con la decisione che il classico Dan Dare PUÒ e FUNZIONERÀ. Altrimenti, altra schifezza.

Neil Kent - 12 dicembre 2024 alle 15:58
Ciao, vorrei solo sottolineare che ho caricato su YouTube gli episodi di Dan Dare che non erano sul DVD (cerca "Dan Dare Cartoon"). Sono stati registrati dalla TV su VHS, quindi non perfetti, ma tutto è disponibile.
Ricordo quando sono stati trasmessi per la prima volta su Channel 5. Nel complesso, penso che la serie fosse piacevole, divertente e colorata. La mia più grande ossessione era la voce del Mekon e dei Treen. Ero così abituato a sentire le voci dell'adattamento di Radio 4 del 1990 nella mia testa, che sentire la voce roca del Mekon in questa serie è stata una grande delusione.
Credo che ci sia anche un episodio che presenta un alieno proveniente da Giove, solo che sembrava uno dei Pittar invasori della storia "Minaccia da Giove" di Eagle, piuttosto che una qualsiasi precedente rappresentazione di un nativo di Giove. Considerando che nella serie c'era così tanto che dimostrava la conoscenza delle storie originali, questo passo falso è stato deludente.
Rispetto ad altre incarnazioni del Colonnello della Flotta Spaziale – che si tratti di 2000AD, Virgin o Big Finish – credo che questa serie abbia almeno rispettato l'originale, e quindi trovo difficile essere negativo al riguardo, anche se avrei preferito che fosse più in linea con il Dan Dare di Frank Hampson.

Mbc1955 - 12 dicembre 2024 alle 17:38
Neil, grazie per l'aggiornamento e sono sicuro che ci saranno persone che apprezzeranno il caricamento. Pur riconoscendo che la serie ha fatto di più per rispettare la continuity di Hampson rispetto alla maggior parte, non sono interessato a vedere altro. Le somiglianze erano superficiali, i cambiamenti troppo incomprensibili per me. In futuro, l'unico nuovo Dan Dare che seguirò saranno le storie di Spaceship Away, per quanto siano scarse al momento. Sono felice che ti sia piaciuto così tanto.

Neil Kent - 12 dicembre 2024 alle 18:04
Una cosa che non è stata menzionata: che fine hanno fatto le sopracciglia pazze?!

Mbc1955 - 12 dicembre 2024 alle 18:26
Essenziale per l'atmosfera del personaggio. Non utilizzate qui. Devo aggiungere altro?

In sintesi, è evidente che il trattamento effettuato nella scrittura della serie non ha ricevuto l’apprezzamento dei lettori che da giovani hanno amato la versione originale, mentre questa versione in animazione CGI è piaciuta ai ragazzini e gli adolescenti.

Personalmente non gradisco le revisioni dei personaggi, se non per limitati elementi, ma più che per l’allontanamento dalle caratterizzazioni originali, la mia opinione negativa per questa serie animata riguarda la resa visiva.
Questa serie animata è stata realizzata con una spesa elevata e un gruppo di lavoro di centinaia di persone al fine di raggiungere un livello qualitativo della CGI il più avanzato possibile, ma il livello di quel periodo non era poi così sofisticato e quindi il risultato finale è deludente.
Gli oggetti e i corpi hanno forme che paiono realizzati con la plastilina, la resa delle superfici risulta grossolana, i tessuti sanno di plastica, le pieghe dei drappeggi sono grosse e un po’ rigide come se fossero su tela di sacco.
Elementi abbastanza accettabili sono le fisionomie di buona parte dei volti e delle mani, sufficientemente realistiche, così come le espressioni facciali non sono costantemente rigide, però al contempo il movimento dei corpi non è abbastanza fluido ed è eccessivamente gommoso.
Regge piuttosto bene la resa di alcuni paesaggi e delle luci sui volti, così come molti particolari tecnici, come emissioni di gas di scarico e le scie di razzi.

Le immagini a seguire sono alcune elaborazioni realizzate da uno degli animatori, Peter Profetto, quando lavorò sulla serie:

Dan Dare's other ship, the Quasar - by Peter Profetto.
Dan Dare’s other ship, the Quasar – by Peter Profetto.
Destroying the portal generator - by Peter Profetto
Destroying the portal generator – by Peter Profetto
Escaping from the alien world - by Peter Profetto
Escaping from the alien world – by Peter Profetto
Riding on the back of a giant Saturn sky creature - by Peter Profetto
Riding on the back of a giant Saturn sky creature – by Peter Profetto
Space fleet - by Peter Profetto
Space fleet – by Peter Profetto

Queste immagini sono tratte dal sito https://www.artstation.com/artwork/lxzmko in cui Profetto descrive così il suo impegno sulla serie:

2000 Dan Dare, serie televisiva interamente in CGI per la BBC finanziata da Elton John.
Ho lavorato alla serie televisiva Dan Dare nei primi anni 2000. La serie è stata creata per la BBC in Inghilterra. È stata finanziata nientemeno che da Elton John, che era un grande fan dei fumetti e voleva portare i personaggi al mondo come una serie televisiva interamente in CGI.
Inizialmente, la Netter Digital è stata contattata per creare gli episodi. A quel tempo lavoravo parallelamente alla serie presso Netter Digital, completamente impegnato nella serie interamente in CGI chiamata Max Steel, finanziata dalla Sony. La Netter è fallita. Fortunatamente, la società affiliata Foundation Imaging, che aveva molti membri della stessa troupe, l'ha rilevata.
Dopo la bancarotta sono stato assunto dalla Foundation per lavorare su Twisted Metal Black per le scene tagliate della PlayStation 2. Una volta fatto, sono passato a Dan Dare per 3 episodi interi. Ho fatto un ottimo lavoro come impaginatore nella serie. Il mio ruolo consisteva nell'inserire da 3 a 6 personaggi in motion capture nei set che avevo predisposto. I set di solito erano dotati di illuminazione generica, quindi dovevo anche illuminare inquadratura per inquadratura.
Anche gli effetti visivi erano di mia responsabilità, come 20 scie di condensazione di missili da inquadrature con navi che sparavano contro i portali.
In una scena le istruzioni erano semplicemente di renderla enorme per un'inquadratura con una creatura celeste di Saturno. Ho tenuto la telecamera vicina e ho fatto volare la creatura usando bersagli morph per piegarla come una balena - e il risultato è stata una delle inquadrature più iconiche dell'episodio, in cui la creatura delle nuvole vola vicinissima con una telecamera tremolante. Il supervisore l'ha adorata! Ha detto "L'hai fatta sembrare davvero enorme!! Ottimo lavoro!".
Altri effetti visivi consistevano nel creare i flare e gli scarichi per le navi, come il quasar, che decollavano per una rapida fuga. Creare uno scarico interattivo ha dato i suoi frutti, perché la fuga delle navi era bella e spettacolare.

La presenza di particolari realizzati in modo accettabile, se non ottimale, purtroppo non incide sufficientemente sulla percezione del “quadro completo”, che non è positiva.
L’effetto sullo spettatore di oggi, di qualunque età, ormai abituato a un livello di realismo estremo sia nei paesaggi che nelle fisionomie umane, animali e aliene, è lo stesso che si ha nel guardare un episodio della serie televisiva “Adventures of Superman” degli anni 50, con George Reeves nei panni del protagonista e del suo alter-ego Clark Kent, in cui gli effetti speciali erano accettabili nel periodo di trasmissione della serie ma già solo dopo pochi anni i metodi usati per la realizzazione erano facilmente comprensibili e l’effetto era diventato privo dell’impressione di realismo.

Esempi degli effetti speciali in “Adventures of Superman” con George Reeves, 1950.

In sintesi, si tratta di produzioni che visivamente invecchiano rapidamente, e sono difficilmente apprezzabili al giorno d’oggi. Mi viene il dubbio che persino lo spettatore della prima trasmissione delle avventure animate di Dan Dare si sia stancato velocemente dello spettacolo.

Se la resa visiva finale è deludente e poco attrattiva, al contrario l’estetica della progettazione la giudico eccellente, anche se non in riferimento alla serie a fumetti originale ma di per sé.
Il mio giudizio nasce dai disegni preparatori degli ambienti e delle astronavi che potete vedere nella galleria seguente, studi e illustrazioni opera di Dave Max, tratte dalla sua pagina Deviantart https://www.deviantart.com/hk-887/gallery/24655255/dan-dare interna a un sito ricchissimo di altre opere realizzate per numerose produzioni televisive. L’artista è anche presente in Linkedin, in cui è registrato col nome esteso, David, https://www.linkedin.com/in/david-max-0375031ab/

Anastasia Drive Engine - Concept Design by Dave Max
Anastasia Drive Engine – Concept Design by Dave Max
Rover from Anastasia - Concept Design by Dave Max
Rover from Anastasia – Concept Design by Dave Max
Mekonta City, capital of Venus - Concept Design by Dave Max
Mekonta City, capital of Venus – Concept Design by Dave Max
Hall to prison cells - Concept Design by Dave Max
Hall to prison cells – Concept Design by Dave Max
ILIA space station, Earth orbit - Concept Design by Dave Max
ILIA space station, Earth orbit – Concept Design by Dave Max
Armory - Concept Design by Dave Max
Armory – Concept Design by Dave Max
Cacoon room - Concept Design by Dave Max
Cacoon room – Concept Design by Dave Max
Kingfisher cockpit - Concept Design by Dave Max
Kingfisher cockpit – Concept Design by Dave Max
Kingfisher underground silo - Concept Design by Dave Max
Kingfisher underground silo – Concept Design by Dave Max
Mekonta palace corridor - Concept Design by Dave Max
Mekonta palace corridor – Concept Design by Dave Max
Mekonta palace - landing platforms - Concept Design by Dave Max
Mekonta palace – landing platforms – Concept Design by Dave Max
Pirate moon vehicle - Concept Design by Dave Max
Pirate moon vehicle – Concept Design by Dave Max
Skycycles, spacefleet version - Concept Design by Dave Max
Skycycles, spacefleet version – Concept Design by Dave Max
Pirate ship, 1-2 man fighter - Concept Design by Dave Max
Pirate ship, 1-2 man fighter – Concept Design by Dave Max
Revised tanker truck for pirates – Concept Design by Dave Max
Theron village - Concept Design by Dave Max
Theron village – Concept Design by Dave Max
TREEN command ship - Concept Design by Dave Max
TREEN command ship – Concept Design by Dave Max
TREEN fighter - Concept Design by Dave Max
TREEN fighter – Concept Design by Dave Max

LA SEMI-ANIMAZIONE AMATORIALE

Esistono vari esempi di questo tipo di animazione. Per esempio, i primi disegni animati coi personaggi Marvel furono realizzati nella 1966 in semi-animazione, utilizzando le vignette dei fumetti di Jack Kirby e compagni, animando solo le bocche, un poco gli occhi, talora qualche arto e facendo apparire e scomparire le onomatopee di colpi ed esplosioni, ma anche qualche oggetto come per esempio il martello di Thor in rotazione, mentre tutto il resto restava fisso.

Quella utilizzata dallo studio Hanna&Barbera per le sue produzioni è una forma di semi-animazione maggiormente elaborata, in cui il disegno dei corpi o degli oggetti da animare era realizzato da porzioni distinte di cui alcune rimanevano ferme e altre venivano animate, per esempio le gambe nelle camminate, oppure la bocca e gli occhi – ma anche tutta la testa – quando i personaggi dialogano tra loro, in un modo più complesso rispetto all’esempio citato precedentemente dei primi animati Marvel.
La parte più elaborata era la sigla, con animazioni più complesse. Il seguente è un esempio del 1963, l’episodio 1 della stagione 2 della serie The Jetsons.

I migliori esempi di semi-animazione che conosco sono quelli realizzati per un programma televisivo italiano prodotto in tre edizioni tra il 1972 e il 1977, intitolato inizialmente “Gulp” e poi “Supergulp“.
Era un programma contenitore con disegni animati di varie personaggi, realizzati da differenti studi artistici, nei quali si utilizzavano le vignette dei fumetti originali e si utilizzava lo spostamento dell’inquadratura all’interno della vignetta per dare il senso di movimento.
Una caratteristica che non ho mai riscontrato nelle altre semi animazioni che conosco e la presenza della nuvoletta con le parole, che sfumando appare e scompare mentre si sente la voce dell’attore che recita il testo.
Qui sotto potete vedere un episodio della serie “Nick Carter” di Guido DeMaria & Bonvi che esemplifica le caratteristiche della tecnica.

La semi-animazione è stata utilizzata da un gruppo di australiani appassionati di fumetti su alcune storie di vari personaggi, tra i quali Batman, Flash Gordon, Dan Dare e altri.
Si tratta di produzioni amatoriali senza scopo di lucro ma solo per amore dei personaggi. Il gruppo di appassionati si chiama Black Maria riprendendo il nome del primo studio cinematografico della storia, costruito da Thomas Edison nel 1896.
Le loro realizzazioni si trovano in parte nel loro sito internet https://blackmaria61.tripod.com/ ma soprattutto in Youtube, alla sezione intestata a Russell Devlin https://www.youtube.com/@BlackMaria61/videos

Alcune delle opere di BlackMaria dedicate a DanDare sono presenti nell’articolo n.14 di questo Speciale, a cui potete accedere da questo link https://www.fumettomaniafactory.net/speciale-dan-dare-articolo-14-un-archivio-di-documenti-audio-e-video-su-dan-dare/ da cui riprendo le descrizioni:

Dan Dare – Voyage to Venus Ep 1
Russell Devlin
Episodio 1 di “Dan Dare – The Voyage to Venus”, un adattamento animato della prima avventura del classico eroe dei fumetti britannico, pubblicato in “The Eagle” negli anni 50 e 60. (N.d.R.: Russel Devlin, col suo gruppo di collaboratori “BlackMaria”, ha realizzato altri 7 episodi che completano la storia, poi montati in un unico video che è presente nella successiva voce di questo elenco. Gli altri episodi non sono qui riportati ma come già detto, assieme ad altri video dedicati a Dan Dare per prove di animazione, filmati pubblicitari e altro, sono presenti nella sezione “meno recenti” del canale youtube del gruppo, raggiungibile all’URL https://www.youtube.com/@BlackMaria61/videos. Vi sono anche numerosi altri video di animazione di fumetti, prevalentemente con materiale tratto da vari fumetti di fantascienza, e qualche altro video dal vivo. Tutte le realizzazioni del gruppo sono fatte senza fini di lucro e quindi rispettando il copyright e il trademark del personaggio).
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Dan Dare – The Voyage to Venus (Feature Version)
Russell Devlin
(N.d.R.: questo è il film in semianimazione completo di “Dan Dare – The Voyage to Venus”, un adattamento animato della prima avventura del classico eroe dei fumetti britannico pubblicata in “The Eagle”. La pagina web https://blackmaria61.tripod.com/DAN/index.htm presenta la programmazione e la realizzazione del lavoro in fase di svolgimento nel 2008, assieme a una breve descrizione del fumetto e degli adattamenti/trasposizioni precedenti delle avventure di Dan Dare. Come già detto, tutte le realizzazioni del gruppo “BlackMaria” sono fatte senza fini di lucro e quindi rispettando il copyright e il trademark del personaggio. L'anno di completamento e pubblicazione di questo film è 2013).
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Dan Dare Christmas Special
Russell Devlin
Una speciale puntata natalizia dell’adattamento animato del famoso eroe dei fumetti britannico. I membri assediati della spedizione su Venere pensano al Natale a casa, mentre quelli sulla Terra pensano a loro…
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Nello stesso articolo di questo Speciale potete trovare anche un’altra realizzazione in semi-animazione, a cura di Jeremy Hoare e Tony Ferris, datata 1989, e anche per lei riprendo il testo di presentazione del filmato, scritto da Hoare e tradotto in italiano:

DAN DARE – Pilot of the Future 
Jeremy Hoare
Questo video è stato realizzato nel 1989 da me e dallo scenografo Tony Ferris, dopo che ci eravamo assicurati i diritti di alcuni dei disegni originali per realizzare una serie TV. Tuttavia, dopo lunghe discussioni con una delle più importanti case di produzione dell’epoca (ora non più in attività), non è mai stato realizzato. Un vero peccato per tutti i fan di Dan Dare!

Dal sito della compagnia, per la precisione dalla pagina https://blackmaria61.tripod.com/DAN/index.htm ho estratto questo testo di presentazione degli animati dedicati a Dan Dare:

Dan Dare, pilota del futuro
Creato da Frank Hampson e dalla striscia principale della Eagle Comics tra il 1950 e il 1970, questo fumetto fu prodotto in modo sfarzoso, con una forte caratterizzazione e attenzione ai dettagli, e raccontava le avventure del Capitano Dan Dare della Flotta Spaziale e dei suoi numerosi amici, mentre esploravano lo spazio e incontravano diverse razze aliene, amichevoli e ostili, oltre a numerosi pericoli naturali.
Conteneva anche uno dei più grandi cattivi della fantascienza, il Mekon, dalla testa gonfia, super intelligente e dal cuore di ghiaccio, leader dei Treens venusiani.
La striscia generò molti imitatori e influenzò fortemente serie TV come le produzioni di Gerry Anderson e Dr. Who. Subì un importante rinnovamento negli anni '60, ma perse gran parte del suo fascino negli anni '70 a causa del risparmio e di una visione dello spazio sempre più datata, e fu ritirata, e la stessa Eagle Comics cessò di pubblicare poco dopo.
Fu ripreso e rivisitato nel 1980 per il nuovo fumetto di fantascienza 2000AD, ma Dan fu presto messo da parte dal nichilista Giudice Dredd, un eroe più adatto all'era Thatcher.
Dan Dare rimane comunque un'icona della fantascienza britannica e gli Eagle Comics originali si vendono a prezzi da collezione elevati; negli ultimi trent'anni sono apparsi albi ristampati con cura, e il personaggio è stato recentemente riproposto in un'altra incarnazione a fumetti.

L'adattamento di Black Maria
Il mio piano iniziale era di trasformare l'avventura originale di "Viaggio su Venere" in un lungometraggio animato, utilizzando il processo di Devimation e l'animazione CGI dove possibile, sebbene ciò dovesse essere in linea con l'aspetto generale di Dare.
Temo che lo stile di animazione e/o la natura della storia non reggano a un lungometraggio di minuti, quindi potrebbe comunque prendere la forma di una web serie su YouTube in diversi episodi da 10 minuti.
Inizialmente avevo intenzione di abbinare il fumetto "Viaggio su Venere" all'adattamento della serie radiofonica. Questo sarà certamente possibile per molte scene e per le animazioni di prova, ma non sono sicuro che sarà adatto alla produzione complessiva, poiché alcune parti del fumetto non sono state adattate e alcuni aspetti della serie radiofonica non mi piacciono.
Creare la mia traccia audio come ho fatto con le altre mie animazioni pone anche dei problemi, poiché il cast di DD ha molti personaggi e richiede determinati tipi di voci, accenti ed età. Sarebbe in effetti l'equivalente di realizzare una versione audio di un lungometraggio, ma non facciamo queste cose perché sono facili, le facciamo perché sono difficili.

Adattamenti precedenti
Una versione a puntate apparve negli anni '50 su Radio Luxembourg, una radio commerciale indipendente ascoltata in gran parte d'Europa. A quanto pare si trattava di un adattamento fedele all'originale, ma purtroppo non ne sono rimasti episodi.
Hampson cercò di avviare la produzione di film d'animazione di Dan Dare alla fine degli anni '50, ma non ci riuscì mai. Ciò non sorprende, poiché realizzarli in animazione completa sarebbe stato molto costoso e il mercato dei cortometraggi cinematografici stava morendo a quel punto, mentre il mercato televisivo non sarebbe stato abbastanza redditizio.
Una serie TV live action fu proposta all'inizio degli anni '80 basata sulla versione ripresa di 2000AD. Furono svolti alcuni lavori di pre-produzione, ma non andarono mai in porto, probabilmente a causa dei costi elevati di una serie del genere nell'epoca pre-CGI.
A metà degli anni '80 apparve una serie di pubblicità della Mobil, umoristicamente affettuosa, che presentava Dare, Digby e il Mekon in versione live action, sebbene i personaggi fossero creati come disegni a fumetti piuttosto che come equivalenti realistici.
Nell'89 la BBC realizzò un adattamento radiofonico in 4 puntate del racconto iniziale "Viaggio su Venere", modificando però il finale in una battaglia di fantascienza più tipica del "salvatore di cavalleria" della storia di Eagle. Pur essendo piuttosto fedele all'originale, fa sentire il bisogno di vedere le vignette del fumetto mentre si ascolta, a differenza della maggior parte dei radiodrammi in cui si vede lo scenario nella mente.
Una serie animata in CGI è apparsa nel 2003. Questa aveva il potenziale per essere l'adattamento definitivo e i produttori hanno incluso gran parte del formato originale, ma hanno optato per una formula d'azione strepitosa a scapito della profondità e del dettaglio originali, inoltre il loro lavoro in CGI era notevolmente inferiore a serie simili come il nuovo Captain Scarlet. Il prodotto finale era in effetti non dissimile da Fireball XL5, ma non è riuscito ad avere un grande impatto.

Queste realizzazioni sono delle vere e proprie trasposizioni, essendo basate totalmente sul fumetto originale, e quindi sono sicuramente apprezzate dagli appassionati dell’originale Dan Dare di Frank Hampson.


Tutte le immagini © degli aventi diritto

Dan Dare © Dan Dare Corporation – https://www.dandare.com/media
“The Dan Dare Corporation owns the global rights including Film, Television, Radio, Social Media, Publishing and Merchandising to the Eagle Comic and associated strips including Dan Dare – Pilot of the Future.”



NOTA A MARGINE:

Per vedere il sommario e accedere ai link di tutti gli articoli dello SPECIALE DAN DARE visitate questa pagina con l’articolo di presentazione:

– versione italiana: https://www.fumettomaniafactory.net/speciale-dan-dare-pilota-del-futuro/

– versione inglese: https://www.fumettomaniafactory.net/fumettomania-presents-dan-dare-pilot-of-the-future/

NOTE EXTRA

Testata definitiva dello speciale dossier su Dan Dare. Grafica di Daniele Tomasi.

BIOGRAFIA

DANIELE TOMASI

Daniele Tomasi è un creativo poliedrico nel campo del Fumetto, svolgendo il ruolo di disegnatore, letterista, colorista, impaginatore, editore. 

Con il marchio DTE, “la più piccola casa editrice del mondo”, ha curato e pubblicato tre volumi della serie DebbieDillinger (di cui è anche disegnatore), un albo della serie TetroTeatro (autore di testi e disegni), la rivista digitale Continua… (rivista-contenitore a distribuzione gratuita con opere a fumetti di vari generi e autori, sinora sette numeri) e l’omonima rivista (cartacea, sinora tre numeri, sono previsti nuovi numeri e volumi di grande formato) del progetto Gli Archivi del Fumetto

Ha realizzato fumetti e illustrazioni per vari editori nazionali (Tunuè, ProGlo, ComixCommunity, UndergroundPress, BotteroEdizioni, Pegasus/Comicus, Antani, Apache, AltaFedeltà). 

Si è occupato della grafica editoriale per ProGloEdizioni, GreencomService e Shockdom. 

Ha realizzato il lettering di pubblicazioni della Black Velvet e di RW Edizioni.

È stato grafico e illustratore per Palabanda Edizioni e Chimbe.

Organizza corsi sul Linguaggio del Fumetto. 

In internet è possibile vedere sue realizzazioni nel sito danieletomasi.altervista.org , vederne altre e leggere sue opinioni nel blog danieletomasi.blogspot.com , leggere gratuitamente a schermo o su stampa un falso storyboard sul film Spider-man di James Cameron scaricando il pdf dal sito spidercameron.altervista.org , scrivergli alle e-mail danieletomasi@gmail.com e dteditore@gmail.com


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