Secondo giorno del nuovo Speciale Comics Tribute di Fumettomania dedicato ai 60 anni dell’Uomo Ragno (60 Years of Spider-Man), che ci accompagnerà per tutto il mese di agosto!

Ogni giorno, cercheremo di pubblicare una illustrazione o un testo dedicato al nostro ‘amichevole ragno di quartiere‘.
Oggi ospitiamo un amico ed un collaboratore super esperto di fumetti USA, una persona straordinaria che ha compiuto qualche giorno fa il compleanno, con un articolo di approfondimento sulla nascita di Spider-Man. Un bentornato a Dario Janese.

Mario Benenati, Responsabile del sito Fumettomania Factory Magazine

Nota bene: Dopo quelli dedicati ai 100 anni dalla nascita di Jack Kirby (2017), ai 210 anni di Edgar Allan Poe (2019), ai centenari di Isaac Asimov (2020) e di Gianni Rodari (2020-20), quest’anno per la prima volta dedicheremo un lungo comics tribute all’Uomo Ragno (ovvero Spider-Man) un personaggio a fumetti creato da Stan Lee e Steve Ditko, conosciuto in tutto il mondo e che fa parte della cultura pop (popolare), a sessant’anni dalla sua prima storia apparsa su Amazing Fantasy #15.


Banner 2 con logo dello speciale Comics tribute di Fumettomania intitolato 60 Years of Spider-Man (60 anni dell'Uomo Ragno) - Pinterest John Romita Sr. The Amazing Spider-Man #100 Cover Re-Creation © degli aventi diritti
Banner 2 con logo dello speciale Comics tribute di Fumettomania intitolato 60 Years of Spider-Man (60 anni dell’Uomo Ragno) – Pinterest John Romita Sr. The Amazing Spider-Man #100 Cover Re-Creation © degli aventi diritti

Dario impreziosisce questo sito con i suoi articoli dal 18 novembre 2019, prima con 39 articoli tratti dal blog Lone Ranger, di storia critica del fumetto e poi con altri 61 articoli rimontati e ri-impaginati da Lone Ranger la PAGINA SOCIAL su FACEBOOK DI STORIA CRITICA DEL FUMETTO.

LA NASCITA DI SPIDERMAN 

di Dario Janese

La copertina di Steve Ditko per Amazing Fantasy #15 (non utilizzata) © degli aventi diritti
La copertina di Steve Ditko per Amazing Fantasy #15 (non utilizzata) © degli aventi diritti

L’Estate del 1962.

La nuova Marvel di Lee, Kirby e Ditko andava molto bene, ma aveva bisogno di eroi.

L’ombra del fallimento per la crisi distributiva in cui nel 1958 era incorso l’editore Martin Goodman – quando la ex Atlas si era vista costretta a un contratto-capestro con la rivale DC che limitava le sue uscite a 8-12 titoli mensili – era lontana, ma la moda in America cambiava rapidamente, e i mostri giganti dai nomi grotteschi che occupavano quasi tutte le copertine sulla scia di Godzilla iniziavano a segnare il passo.

Mentre il recupero della Golden Age DC avviato dal demiurgo Julius Schwartz nella seconda metà dei ’50 era un grande successo, e i nuovi volti della fantascienza supereroica – Flash e Green Lantern – erano ai vertici delle classifiche di vendita. 

La via era tracciata, ma non era facile da percorrere. Un direttore di grande intelligenza e attento come Lee doveva sapere che delle semplici imitazioni non avrebbero mai funzionato (e lo sapeva anche il rientrante Kirby, reduce dal collasso della Mainline Comics che aveva fondato e gestito con Joe Simon).

Prototipo del professor xavier

Già per due anni aveva testato nuove possibilità narrative su molti personaggi che in seguito sarebbero stati ripresi o utilizzati come spunti per la creazione di nuovi eroi e nuovi villain: le testate portanti STRANGE TALES, JOURNEY INTO MYSTERY, TALES TO ASTONISH, TALES OF SUSPENSE e AMAZING ADULT FANTASY erano state un vero e proprio laboratorio e un patrimonio di idee ed embrioni per possibili progetti futuri, delineando figure prototipali per i successivi sviluppi dei vari Hulk, Iron Man, Dr. Strange, Ant-Man etc. – numeri oggi ricercatissimi dai collezionisti di questo periodo formativo Marvel.

La riuscita dei Fantastici Quattro era dipesa proprio dal nuovo approccio umanizzato alla figura dell’eroe, e l’immagine di una sorta di famiglia in cui  tra le imprese titaniche si inserivano situazioni comuni di attrito, gelosia, solitudine e incomprensione colpirono subito un pubblico abituato alle ripetizioni convenzionali e asettiche di cliché sulle testate DC.

I nuovi eroi non dovevano distaccarsi dal lettore, ma al contrario farsi vicini e presenti condividendone la quotidianità, e varie delle sue difficoltà.

La Cosa era instabile e bizzoso, Reed altero e spesso supponente, Sue aperta e compassionevole: è lei all’inizio a superare il rifiuto di Ben a unirsi al volo spaziale, è lei poi suggerire la formazione del gruppo, è lei a placare la faida con Namor introducendo un nodo sentimentale infinito nella storia del team, ed è lei a salvare i compagni dall’esordiente Dottor Destino. E la Torcia, malgrado la sua giovane età, appare il membro in qualche modo più centrato e piacevole, cosa che gli varrà in breve tre anni di una sua serie solista.

Attraverso di lui e la figura di Sub-Mariner – subito segnato dal dramma della rovina del suo regno e della sparizione del suo popolo – lo scaltro Lee aveva già posto le basi di un progressivo recupero del patrimonio Timely analogo al lavoro di Gardner Fox e John Broome in DC, e che sarebbe ovviamente culminato col ritorno nel 1964 di Capitan America

Ma nel frattempo il passo successivo sarebbe stato tirare le fila dai tanti tentativi sparsi in quei due anni sulle altre testate antologiche di saggiare la risposta del pubblico a nuove figure di tipo metaumano.

Sin qui avevamo avuto il giovane mago extradimensionale Aaron, il feroce ed erculeo scienziato Victor avery, trasformato in un colosso grigio indistruttibile, l’anonimo criminale dall’armatura invincibile, ma dal corpo gravemente malato al suo interno, chiamato Metallo, il mutante psichico Farnsworth, dominatore degli insetti, il biochimico Hank Pym in grado di alterare a comando le proprie dimensioni, l’emarginato Hunk Larken, che dotato di immensi poteri magnetici si vendica su un’umanità ostile con il nome di Magneto, sino al primo supereroe ufficiale che aveva esordito nel Giugno 1961, al passaggio di marchio tra Atlas e Marvel: il mistico Dottor droom, interprete di una miniserie di 6 episodi sui primi numeri di AMAZING ADVENTURES

L’ultimo dei candidati al centro del palco era stato uno studente liceale di nome Tad Carter, assalito dai compagni al manifestarsi della sua mutazione di tipo psichico, e poi sottratto alla folla da un ignoto salvatore telecinetico e telepatico (dall’apparenza in tutto simile al futuro Professor X) che lo guida a un luogo sicuro per quelli come lui in attesa di un nuovo mondo pronto ad accettarli.

vignetta con Tad Carter  (prototipo di Peter Parker) tratta "The Man in the Sky", apparso su Amazing Adult Fantasy #14 nel Luglio 1962,

“The Man in the Sky”, apparso su Amazing Adult Fantasy #14 nel Luglio 1962, è lo snodo narrativo su cui Stan Lee lavorerà in corsa insieme all’artista titolare Steve Ditko per definire i caratteri di un nuovo eroe solista in grado di attrarre e convincere il pubblico che ogni mese stava seguendo i F4, e che aveva appena incontrato Hulk, altro prodotto di una rapida correzione e distillazione a partire dal Mostro di Mezzanotte Victor Avery del Febbraio di quell’anno. 

Tavola estratta da "The Man in the Sky", apparso su Amazing Adult Fantasy #14 nel Luglio 1962.
Tavola estratta da “The Man in the Sky”, apparso su Amazing Adult Fantasy #14 nel Luglio 1962. © degli aventi diritti
Tavola finale estratta da "The Man in the Sky", apparso su Amazing Adult Fantasy #14 nel Luglio 1962.
Tavola finale estratta da “The Man in the Sky”, apparso su Amazing Adult Fantasy #14 nel Luglio 1962. © degli aventi diritti

In comune col nuovo Hulk l’editor introdusse le origini a seguito di un incidente scientifico: la natura fisiologica dei poteri venne rimossa per evitare la rottura del dispositivo di identificazione che questa avrebbe sicuramente provocato. Il tema della mutazione, popolare nella cultura di allora (era stato trattato da autori fantascientifici di punta come Van Vogt in “Slan” e Asimov in “Foundation and Empire”) ma sempre potenzialmente delicato da trattare, fu rinviato a tempi e progetti successivi.

Fu mantenuta l’età di teenager per richiamarsi al vasto pubblico che si collocava dopo l’infanzia e prima dell’età adulta, e Ditko mantenne i tratti somatici di Tad Carter, così ordinari da apparire universali: castano di occhi e capelli, non atletico di costituzione, poteva essere letteralmente chiunque.

Il costume venne elaborato importando l’immagine di una tenuta da Halloween da un vecchio catalogo di vendita per corrispondenza della Ben Cooper, una ditta vicina agli uffici della Marvel. All’epoca riprese e ispirazioni nel campo editoriale erano ordinaria amministrazione, e non solo la Cooper non avanzò alcun tipo di azione di rivalsa, ma ricevette presto uno dei primi contratti di sfruttamento esclusivo visti nel settore, per cui la parola “plagio” non venne mai evocata da nessuno. 

ubblicità del 1954 di una tenuta da Halloween, che sarà elaborato diventando il costume di Spider-Man
pubblicità del 1954 di una tenuta da Halloween, che sarà elaborato diventando il costume di Spider-Man

Il tema del costume, naturalmente, era il tema assegnato da Lee al nuovo personaggio: il Ragno.

Il famoso aneddoto dell’opposizione da parte dell’editore Martin Goodman al personaggio, per quanto autentico, non è molto significativo. All’epoca Lee aveva carta bianca da 4 anni su ogni iniziativa editoriale, e Goodman si limitava all’ultima parola in fatto di investimenti. Personaggi in forma di aracnidi giganti erano già apparsi su Journey into Mystery #64 e #73, e insettoidi antropomorfi si erano visti su Tales to astonish #14, Tales of Suspense #24 e Strange Tales #73.

Un candidato alternativo al nuovo ruolo, il mutante padrone delle api comparso poco prima su Tales of suspense #32, fu oggetto di layout preparatorii come possibile Bee-Man, ma fu poi lasciato cadere. Il tema del trasferimento dei poteri e delle prerogative di un insetto a un umano era stato il motivo centrale del celebre b-movie “The Fly” (“La Mosca“) nel 1958: essenzialmente si trattava di drenare l’argomento dai suoi connotati orrorifici, per farne un impianto supereroistico a tutti gli effetti.

La trama in sé è semplicissima: un incidente dà a un ragazzo le facoltà proporzionate di un ragno. Il genio nella trattazione è fare del protagonista un outcast, un emarginato come il massiccio e infantile precursore di Magneto su Strange tales #84, in modo da innescare in lui un meccanismo di rivalsa che lo porterà a un cattivo uso dei suoi poteri, sino al tradizionale innesto del twist finale, la svolta narrativa che dà una connotazione moralistica al racconto; lo spreco in senso egoistico di un dono del caso è punito dal caso stesso, secondo la dinamica della tragedia greca (la morte causata del patrigno evoca qui in modo chiaro la vicenda di Edipo). 

Il contesto dei comprimari, ancora una volta, è fornito dal recupero da parte di Ditko di materiale precedente: vale a dire la coppia di amorevoli zii Ben e May, ripresa dal racconto “L’addio a Linda Brown” dello Strange Tales #97 di un paio di mesi prima. Lee dipinge invece sommariamente l’ambiente ostile scolastico che tanti adolescenti avevano conosciuto per esperienza diretta, con un’apertura di storia su una figura femminile e una maschile di spregiatori (che diventeranno poi Liz Allen e Flash Thompson). 

la coppia di amorevoli zii Ben e May, ripresa dal racconto "L'addio a Linda Brown" dello Strange Tales #97
La coppia di amorevoli zii Ben e May, ripresa dal racconto “L’addio a Linda Brown” dello Strange Tales #97 © degli aventi diritti
Linda Brown e i futuri zii di peter Parker da Strange Tales #97

Il set era così allestito, e tutti gli attori pronti al primo ciak, che si tenne nel Giugno effettivo, cioè l’Agosto editoriale (allora tutti i titoli a fumetti venivano postdatati di 2-3 mesi per allungarne il ciclo di vita sugli scaffali) del 1962. I numeri di Giugno ricevevano una particolare attenzione, uscendo in corrispondenza dell’inizio del grande school break estivo, cioè i due mesi di sospensione delle attività sino a Ferragosto. 

Cover of AMAZING FANTASY #15 by Jack Kirby © Marvel comics
Cover of AMAZING FANTASY #15 by Jack Kirby © Marvel comics

AMAZING FANTASY #15 (che per l’occasione vide l’abbandono dell’aggettivo “adult”, che aveva contribuito al calo progressivo delle vendite dal numero 7 in poi), di fatto, fu un discreto successo, sicuramente aiutato dall’incisiva e iconica copertina che Jack Kirby riuscì a piazzare scavalcando la proposta di Ditko, con il genio dei colori Marvel, Stan Goldberg, che provvide l’accoppiamento di colori forti caldo-freddo, rosso/blu (lo stesso di Superman, in tonalità leggermente virate al cupo). Ma questo, per i meccanismi di raccolta dei dati di vendita di allora, non si seppe che vari mesi più tardi, dopo che i dati dei due numeri precedenti, decisamente scadenti, avevano sancito la chiusura della testata.

tavola di apertura di Amazing fantasy #15
tavola di apertura di Amazing fantasy #15 © degli aventi diritti

Le promesse di Lee nel suo corsivo editoriale sul nuovo corso di Amazing caddero nel vuoto, anche perché nel frattempo anche l’exploit di Hulk dopo il primo numero si stava rivelando inferiore alle attese, e il nuovo, stupefacente Spiderman si trovò fermo in uno stato di sospensione editoriale. 

Ad aiutare a muovere la situazione intervenne il prosieguo del progetto, nella forma di un altro nuovo avventuriero in costume, anche lui bandiera di una specie del regno degli insetti: vale a dire il redivivo Hank Pym, protagonista di una storia conclusiva su Tales to Astonish #27 e rapidamente recuperato e lanciato alla ribalta come Ant-Man, signore tecnologico delle formiche e super-investigatore di taglia minuscola ma in grado di cambiare dimensioni come fossero un paio di scarpe.

copertina dell'albo Tales to Astonish #27 del 1962
copertina dell’albo Tales to Astonish #27 del 1962 © Marvel Comics

Pym era un eroe di tipo molto più canonico, che aveva come avversari rapinatori, spie russe e brillanti e spietati criminali, raramente in costume, nonché qualche bizzarria tipo uno scarabeo rosso dotato di intelligenza e ambizione napoleonica. Appaltata da Lee al fratello Larry, la serie non brillò mai per scrittura né per ispirazione, ma la novità procurò come una discreta accoglienza, che insieme al buon successo di Thor fornì una volano sufficiente a legittimare il varo di una nuova serie, che in realtà non faceva che riprendere l’interrotta Amazing Fantasy, mantenendone l’aggettivo e riportandone la numerazione a 1.

E il resto, come si dice, è Storia.

Copertina di Amazing Spider-Man #1 - marzo 1963
Copertina di Amazing Spider-Man #1 – marzo 1963 © Marvel Comics

Con l’inizio del 1963 (Marzo editoriale) Peter Parker si sarebbe unito al nascente universo Marvel, facendo subito visita ai patriarchi Fantastici 4 e portando con le sue insicurezze, coi suoi errori, con la sua timidezza e con i suoi mille inciampi quotidiani una tale ventata di quotidianità in un medium dove eroi volanti affrontavano divinità aliene, da mettere quasi sempre in secondo piano le vicende fantastiche rispetto a quelle ordinarie.

Il suo pubblico sarà sempre più interessato alle sue storie d’amore, alle sue gioie e alle sue perdite che ai suoi scontri con uno dei più variopinti assortimenti di avversari, molto spesso anch’essi di matrice animale (piovre, lucertole, rapaci, scorpioni, rinoceronti e quant’altro): e questa resterà sempre la firma dell’avventuriero a fumetti più amato di tutti i tempi: presentato, fin dall’inizio, come l’Eroe che Potreste Essere Voi.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

DARIO JANESE

Dario Janese, torinese, 1964, sociologo e storico americanista, dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture. Da vari anni conduce un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.


NOTA EXTRA

Articoli su Spider-man di Dario da LONE RANGER, un BLOG DI STORIA CRITICA DEL FUMETTO

02 del 2019-11-25
https://www.fumettomaniafactory.net/lo-stupefacente-uomo-ragno-the-amazing-spiderman/

03 del 2019-12-02
https://www.fumettomaniafactory.net/anche-se-il-mondo-puo-farsi-beffe-di-peter-parker/

04 del 2019-12-09
https://www.fumettomaniafactory.net/da-un-grande-potere-vengono-grandi-responsabilita/

05 del 2019-12-16
https://www.fumettomaniafactory.net/spiderman-il-volto-dellamerica/

06 del 2019-12-23
https://www.fumettomaniafactory.net/i-grandi-momenti-nella-vita-di-spiderman/

07 del 2019-12-30
https://www.fumettomaniafactory.net/leroe-che-potreste-essere-voi/

08 del 06-01-2020 
https://www.fumettomaniafactory.net/le-cose-che-non-sapete-di-spider-man/

Articoli su Spider-Man di Dario da “LONE RANGER SECONDA STAGIONE”

1° approfondimento Marvel del 18-10-2021
https://www.fumettomaniafactory.net/la-saga-del-costume-nero-di-dario-janese/

Articolo del 01-02-2021
https://www.fumettomaniafactory.net/spiderman-daredevil-strani-incroci-esordi-e-intrighi/

Articolo del 25-01-2021
https://www.fumettomaniafactory.net/le-copertine-e-le-storie-fantasma-delledizioni-italiane-della-marvel/

Articolo del 19-01-2021
https://www.fumettomaniafactory.net/gli-episodi-piu-imbarazzanti-della-carriera-delluomo-ragno-e-della-marvel/


Traccia per partecipare (fino al 16 agosto)
allo speciale Comic tribute 60 anni di Spider-Man

Anche noi di Fumettomania, a cominciare da me che lo leggo dall’aprile del 1977, festeggeremo i 60 anni dell’Uomo Ragno (Spider-Man) e lo faremo pubblicando sul nostro sito-magazine ( www.fumettomaniafactory.net ) articoli e disegni a lui dedicati per tutto il mese di Agosto!

Festeggiate con noi!

Siete invitati a partecipare (se siete disegnatori e/o scrittori), avete tempo fino al 31 luglio. 🙂 

  • Ogni artista potrà inviarci una illustrazione ad alta risoluzione, poi ci pensiamo noi a ridurla per pubblicarla sul sito
  • Ogni scrittore (o giornalista): potrà inviare un testo cioè un articolo di almeno 600 parole (3600 caratteri, spazi compresi), completando con le immagini .

Accompagna il tuo contributo con la tua breve biografia e una tua foto.

Grazie

Auguri al nostro “amichevole ragno di quartiere” 🙂

Mario, 

Responsabile del sito Fumettomania Factory Magazine


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