Continuano gli impegni del sottoscritto e continuano i ritardi nella pubblicazione dei vari articoli nel sito. Questa settimana con tanta buona volontà sono riuscito ad inserire un po’ di testi sul fumetto francese, estratti dall’edizione cartacea di Fumettomania, quelli relativi agli articoli di circa metà dello Speciale Angouleme 1991. La prossima settimana, se non ci sono intoppi, potremo leggere la seconda parte.

Perché questi ritardi, questi tempi lunghi?
Sto preparando, insieme a qualche socio e a qualche volontario, il materiale per la mostra che celebrerà i 30 anni dell’associazione: foto, disegni, poster, opere originali e digitali e sto facendo un po’ di fatica a ripubblicare settimanalmente gli articoli estratti dalla rivista cartacea.

Anche stavolta non ci sono i ricordi legati al Salone di Lucca del 1991, sarà per la prossima volta.

NOTIZIA IMPORTANTE:

L’appuntamento per festeggiamenti dei trent’anni dell’associazione “Fumettomania Factory” è per il 30 ottobre con l’inaugurazione della mostra “Fumettomania da 0 a 30, Trent’anni straordinari!” a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina).
La mostra sarà aperta e visitabile tutti i fine settimana, cioè giovedì e venerdì pomeriggio, sabato e domenica tutta la giornata, fino al 20 novembre 2021.

Stiamo facendo uno sforzo non indifferente, in termini economici, logistici e personali, per realizzarla: non ci fate mancare il Vostro Sostegno!

Mario Benenati, responsabile del Web Magazine Fumettomania.


Fumettomania da 0 a 30, Trent’anni straordinari!

La parte da “Leone” del n. 3 della fanzine Fumettomania (autunno 1991) fu quella dedicata al Festival di Angouleme, con uno speciale dedicato all’edizione n. 18 del festival francese, da pagina 3 a pagina 13.

I testi furono estratti in parte dal Dossier per la stampa di Angouleme, che avevamo ricevuto a dicembre1990-gennaio 1991, ed in parte da vari quotidiani francesi che, in concomitanza con i giorni del Festival, pubblicarono pagine ad esso dedicato.

Tante le pagine lette in lingua francese per scegliere quei testi che ci sembravano, a quel tempo, interessanti e poco conosciute per il pubblico italiano cui ci rivolgevamo. C’era la voglia, infine, in un mercato saturo di proposte USA di scrivere di cosa veniva pubblicato, invece, nella vicina Francia.

Et voilà, iniziammo quella nuova sezione di Fumettomania.

OBIETTIVO SU …
Speciale Angoulême 1991: 18a edizione
(MAGGIO – SETTEMBRE 1991)

Traduzione Gisella Medici, Tindara de Pasquale, Anna Stagno,Joe Sottile, coordinamento Mario Benenati

Locandina della 18a edizione di Angouleme 1991, di Max Cabanes

DOSSIER DE PRESSE : ANGOULEME 25-26-27 GENNAIO 1991

Organizzazione Joelle FAURE, Assistente Sandrine PLANCHARD. ufficio Stampa: Helene WERLE.

Traduzioni Gisella MEDICI

LABEL ANGOULEME, 18 ANNI DI ETA’

Angoulême 18? La CNBDI ha presentato il Museo francese del fumetto, affermando le sue capacità di programmare avvenimenti fumettistici più volte all’anno ad Angoulême e altrove. << Il salone spero sempre di migliorarsi, più grande, più bello, più libero; con un assemblea importante di editori stranieri per un vero mercato internazionale, con veri dibattiti, per sapere di cosa sarà fatto domani il fumetto.>>, così ha dichiarato la Werle nell’opuscolo di presentazione del Salone.

Angouleme 1991 - Organizzazione Joelle FAURE, Assistente Sandrine PLANCHARD. ufficio Stampa: Helene WERLE.
Angouleme 1991 – Organizzazione Joelle FAURE, Assistente Sandrine PLANCHARD. ufficio Stampa: Helene WERLE.

DISTRIBUZIONE DEI PREMI ALPHART.

Come ogni anno 10 Alph’art e il Grand Prix della città sono stati attribuiti a Angoulême 18 nel corso di una cerimonia di Premiazione, presentata da Claude Serillon al teatro, venerdì 25/01/91.

Il Grand Prix ricompensava all’inizio un creatore per l’insieme della sua opera. Oggi, consacra un disegnatore o un soggettista la cui maturità dell’opera è affermata. Il laureato diventa presidente del Salone per l’anno seguente e quindi, il portavoce della professione.

ESPOSIZIONE BELLISSIMA

Francois Vié con la sua squadra, e in particolare Olivier Corbex, ha dal 1980 messo in scena, nell’esposizione, l’universo dei disegnatori in modo tale che si può passeggiare scoprendo, ad ogni visita, nuove sottigliezze. Ha creato una scuola che, fedele a lui, quest’anno ha assunto la direzione artistica delle esposizioni del salone.

(Queste esposizioni sono state concepite per essere itineranti: quella di Max Cabanes è andata a Bézicr, quella di René Goscinny è stata in Finlandia …)

L’UNIVERSO DI RENE GOSCINNY

<<Asterix è un piccolo pupazzetto, disegnato a matita che si può cancellare … e basta>>. Ecco come Goscinny parlava del suo rampollo più celebre, che non era per forza il suo preferito, perché lui aveva un talento immenso e una generosità assortita e indossava allegramente, senza arrossire del tutto, la paternità di due famiglie numerose.

Una famiglia di simpatici topolini tra i quali si riconosce, nel più totale disordine: un rantanplan, un grande Visir Iznogoud, un cowboy, una corte di valorosi romani, un Oumpha-pha, un piccolo Nicolas e circa 3 tonnellate di cinghiali e una famiglia di disegnatori che, negli anni 60- 70, hanno scosso il mondo del fumetto, propulsati dalla fiducia che avevano posto nel fumetto: Bretécher, Gotlib, Reiser, Mandryka, Druillct, Cabu, Tardi, Giraud, Mézières, Bilal e tutto il gruppo di PILOTE.

L’esposizione vuole essere l’incontro ideale, in un luogo immaginario delle due famiglie di Goscinny, quest’uomo che aveva realizzato il suo unico sogno serio su questa Terra: far ridere gli altri. Lucie LOM ha concepito e realizzato l’esposizione, lontano dal culto della personalità, in un percorso che ha portato il pubblico nei corridoi di un sottomarino per farlo uscire dai cassetti di ‘una scrivania smisurata; si dice che i cassetti di Goscinny erano vuoti. Lucie li ha riempiti della sua infanzia in Argentina, della sua gioventù, delle sue prime tavole, fino a quelle del suo celebre eroe, e diventano il teatro di una vita con spazi reali e spazi immaginari. Intorno a quest’ufficio come se fossero ancorati, delle isole per gli autori dell’esperienza di Pilote.

Concezione, scenografia e realizzazione: Lucie LOM

MANGA VISION: VIAGGI ATTRAVERSO I FUMETTI GIAPPONESI

Fumetti, comics, manga. Ogni paese ha uno stile, una propria cultura dell’immagine narrativa. Anche in questo campo il Giappone ci sorprende: 150 milioni di riviste vendute ogni mese, lettori da meno di 7 anni fino ai più di 77 anni. Un fenomeno di società che ci permette di classificare il manga come un MEDIA a parte. Per capire questo fenomeno, il CNBDI ha organizzato un documentario che mostra la presenza del manga in tutto il mondo.

Scenografia di Lucie LOM, che per la terza volta cura l’esposizione dell’ospite d’onore. Adattato all’allontanamento culturale del Giappone, l’avvicinamento di Lucie è rimasto identico a quello degli anni precedenti: una scoperta sensibile. Niente teorie sui miracoli giapponesi, né dei giudizi taglienti. Il percorso ha offerto ancora l’occasione di un rapporto intimo con la personalità e la curiosità del visitatore che, tramite gli elementi visuali e sonori, e dell’occhio fotografico, ha scoperto frammenti della realtà di un paese affascinante, impregnato dal sentimento dell’effimero.

L’universo dei Manga è pure un libro concepito dalla CNBDI e pubblicato Castermann. Questo libro riunisce in sei capitoli tutto quello che bisogna sapere per abbordare quest’altro continente dell’immaginario, incontrandovi un ‘prodotto’ di una civilizzazione altamente urbana che partecipa pienamente allo sforzo economico comune, nonché le preoccupazioni che gli sono naturali di una creazione artistica autonoma e individuale: «una città che aggrappa i suoi piccoli decenni a delle rocce millenarie emerge dalla notte. I suoi limiti sembrano infiniti e i riflessi dei neon nell’acqua accusano la sua verticalità. Dietro le protezioni di un cantiere, si scava ancora, e il maneggio degli ascensori verso il sottosuolo tradisce delle attività invisibili. In superficie, delle tavole dei mangas costruiscono delle città immaginarie fragili ed effimere. Passeggiando ci si può perdere nell’abbondanza di segni, fino a trovare in un giardino di pietre la serenità delle tavole che avranno raggiunto un esaltazione individuale.»

Il museo

Il museo francese consacrato al fumetto. Il 23 gennaio si è aperto, in occasione di Angoulême 91; il primo musco dedicato al fumetto, che presenta più di 200 tavole e disegni originali estratti dalla collezione costituita da 18 anni di Salone. Una sezione complementare è stata consacrata ai grandi del fumetto americano.

Ma l’originalità viene dalla relazione tra le opere e i documenti audiovisivi. Vicino fil disegno originale, premendo un tasto, si ha la possibilità di vedere il disegnatore nel suo studio che sta disegnando per voi.

Lo schermo di un monitor è di fronte al visitatore, in esso è inserito un videodisco. L’accesso alla sequenza è immediato. Ma c’è qualcosa di più magico. Forse avete sentito parlare delle famose riunioni di redazioni della rivista PILOTE dove si ritrovavano Goscinny, Bretécher, Udcrzo, Mézières, Druillet e tutte le future star del fumetto di oggi. Grazie al ritrovamento di un documento, si potrà risalire nel tempo per assistere a delle sedute mitiche. Grandi televisioni europee, ma anche dei collezionisti privati ci hanno aperto i loro archivi, sono stati ritrovati dei documenti importanti. In più anche il CNBDI ha prodotto delle audiovisive originali. Si può assistere in diretta alla nascita di un disegno di Bilal o di Loustal, dal primo tratto all’ultimo tocco di colore.

Certi scarabocchiano le loro idee di storie sul dorso di una busta, altri riempiono pagine e pagine di carta per affinare il proprio personaggio. La personalità di un autore non si lascia mai percepire se non attraverso i suoi schizzi, le sue prove, le sue note che precedono il disegno finale.

Per queste opere si è potuto rintracciare tappa per tappa l’itinerario della creazione.

Concezione e museografia: Francois Vié. Disegni e ingegneria: Oliver Corbex
Realizzazione audiovisiva: Jean Pietre Delvalle – Patrick Sausse- Francois Debeleque – Pascal de Vautibault.

VISITA AL MUSEO INGRES

Prendete un museo, (il museo Ingres di Montauban) aggiungete 6 disegnatori (Baru, Boucq, Cabanes, Ferrandez, Jullard, Tripp) e verranno fuori le loro impressioni e i meandri della loro immaginazione sotto forma di racconto riunito in un album pubblicato da CASTERMAN.

L’idea era nata a Angoulême 17 all’animatore di Moruauban, Philìppe Rodier.

Georges Vignes, il direttore del musco d’Ingres, ha poi saputo creare tutte le condizioni di quest’avventura.

Concezione: Joel Portai Georges VignesMonique Bussac.

UN ANNO DI FUMETTI IN EUROPA

Un solo anno ma una produzione grandiosa. Destinata ad illustrare le grandi tendenze dei 12 mesi passati, l’esposizione propone una selezione dei più bei oggetti, dei più bei manifesti che inorgogliscono il fumetto. L’esposizione di Coup de Couer (dedicata ad una selezione dì giovani autori) è accoppiata a quella di ‘Un anno di fumetti in Europa’.

Concezione: Jean Pierre MercierPatrick Gaumer – Philippe Bronson.

Dopo aver preso visione del DOSSIER de Presse, spulciando Ira i quotidiani abbiamo trovato Le Quotidian de PARIS, uno speciale BD. Spiccava una mini-intervista al presidente di Angoulême ’91.


Nelle pagine seguenti si parlerà della produzione francese, In questo articolo, proposto in Francia su Livre HEBDO, analizzeremo proprio la situazione del mercato francese.

Questo testo, fu pubblicato nella rivista cartacea nella colonna a sinistra, quella più esterna, e fu una sorta di train d’union dei vari articoli che si leggevano nella parte centrale di ogni pagina della stessa rivista.

1990 IN NUMERI di THIERRY GROENSTEEN

Traduz. Joe Sottile

Nonostante la riduzione della produzione, la tiratura media è in ribasso così come il numero totale di esemplari venduti, tutto questo nonostante la lettura del fumetto sia un attività diffusa in tutti gli strati sociali; gli editori francesi sono un pò depressi per questa situazione, mentre quelli Belgi sembrano avere il vento in poppa.

La produzione dell’anno 1990

Le statistiche sono state effettuate separando gli albi a fumetti propriamente detti dalle diverse categorie di opere periferiche (romanzi o raccolte d’illustrazioni firmate dagli autori di fumetti, letteratura secondaria, compilazioni diverse … ) riordinate sotto il nome ormai tradizionale di “parafumetti”.

Il numero di albi e di opere para-BD è stato sensibilmente superiore a quello del 1989, 767, mentre il numero delle novità è rimasto invariato. Queste nuove edizioni, cioè le edizioni in volumi di titoli già pubblicati a puntate, sono state particolarmente numerose e sono proprio loro i maggiori responsabili dell’aumento generale del numero dei titoli.

Vi sono state tre operazioni editoriali distinte: la rimessa in vendita nell’Humanoides Associati di molti titoli (Bilal, Cabanes, Goetzinger) che figuravano precedentemente nel catalogo DARGAUD; il recupero, da parte della casa editrice VAISSEAU D’ARGENT, di due serie di Christian Godard (Martin Milan e Le vagabond des Limbes);la nuova presentazione dei primi 20 numeri della serie Cubitas, da parte della LOMBARD (iniziativa motivata dalla diffusione dei cartoons animati ispirati dalla creazione di Dupa).

Per la prima volta le edizioni LOMBARD si sono classificate primi nell’albo d’oro della produzione, sia per i titoli cumulati che per le sole novità. Resta il fatto che il numero di novità pubblicate da questo editore, è inferiore alle prestazioni realizzate nel 1989 da GLENAT e da DARGAUD. Solo le edizioni specializzate hanno dimostrato dinamismo nelle novità, ALPEN, BlANCO, DELCOURT, LeFRANQ, MARSU-PRODU CTION, RACKHAM, VAISSEAU D’ARGENT, ZENDA, hanno permesso alla produzione globale di mantenersi al suo livello precedente.

Le cifre dei piccoli editori, sono molto importanti. Da molto tempo questi editori hanno terminato di specializzarsi nella riesumazione dei “classici” o di “curiosità”. Il fatto nuovo è che la loro produzione si divide per metà circa in volumi tradizionali e opere para-BO. E’ in quest’ultimo settore che si manifesta meglio la loro creatività e la loro complementarità in rapporto alle strutture d’edizioni più importanti.

La produzione di volumi a colori continua ad aumentare di anno in anno regolarmente. La revisione in ribasso della produzione delle edizioni FUTUROPOLIS e AUDIE, così come la quasi estinzione della collezione dei “romanzi (A SUIVRE)”, spiegano questo nuovo passo avanti del colore.

Un altra percentuale in aumento costante è quella dei volumi ‘diretti’, che non sono stati oggetto di alcuna prepubblicazione, anche parziale, in un giornale o rivista.

La radiografia della produzione 1990, si completa con qualche statistica supplementare: il numero di disegnatori si mantiene allo stesso livello del ’89. Il numero di titoli importati è in aumento, per ora il dominio è nelle mani degli americani (tramite ZENDA e COMICS USA particolarmente), ma, per la prima volta, i volumi d’origine fiamminga o olandese sono al secondo posto, superando le importazioni spagnole e italiane.

Le cifre d’affari del fumetto.

Queste cifre sono rese note dal Sindacato Nazionale dell’Edizioni (SNE, Francia) e dall’associazione degli editori Belgi (Adeb). Secondo la SNE, la cifra d’affari del fumetto in Francia è in leggera regressione. I due movimenti contradditori già osservati l’anno precedente si sono entrambi conferm ti, cioè un ribasso dell’CA del fumetto per i giovani ma, simultaneamente, un rialzo dell’CA del fumetto per adulti. Se questa evoluzione continua, la CA del fumetto per adulti avrà fra due anni, raggiunto, perfino superato, quella del fumetto per i giovani.

La tendenza generale in Belgio è in forte rialzo al contrario che in Francia, ricordiamo che più dei 3/4 della cifra d’affari sono imputabili alle vendite realizzate sul mercato francese. Il fumetto continua, in seno all’edizione francese, a perdere della fette di mercato. Il solo settore in progressione rilevante è quello delle novità del fumetto per giovani, al contrario dei volumi per adulti, e al contrario della produzione francese.

Questi ultimi dati ispirano due riflessioni; primo, è curioso constatare che il fumetto per adulti vede la sua cifra d’affari aumentare quasi del 7%, quando minori sono gli esemplari prodotti e la stampa media di ogni titolo è in ribasso. La seconda riflessione è che la decadenza della stampa del fumetto non giova ai volumi. Si poteva immaginare che questi due supporti, rivista e volume, si facessero concorrenza: la scomparsa di uno poteva trascinare il rinvio verso l’altro di una richiesta ormai insoddisfatta, le cifre provano invece il contrario, poichè non si vendono più volumi da quando i PILOTE, CHARLIE, METAL HURLANT e altri hanno chiuso.

Le riviste specializzate.

C’è sempre meno da dire su questo versante dell’edizione dei fumetti. A Suivree Vecu‘, sono in forte deficit, sul lato adulto solo l”Echo des Savanes’e ‘Fluid Glacial’(quest’ultimo promosso da spots pubblicitari nei cinema ad ottobre-novembre), vendono abbastanza bene.

Per il resto, il 1990 ha conosciuto pochi fatti salienti: Hello Bèdenon è più diffuso nelle edicole, ma solo in abbonamento; le Psykopatha adottato il formato di rivista tradizionale; Les cahiers de la bande dessineènon esce più; in casa FUTUROPOUS, Labonon avuto neanche il n.2; LE SQUARE ha venduto il suo titolo feticcio Hara-Kirì‘, per la somma di 80.000 franchi. Infine SANDYX SA, editore di ‘Micronews’ ha lanciato un mensile intitolato YETI.

Il fumetto trova posto nella stampa delle edizioni del week-end; sono delle serie generalmente acquistate presso editori di fumetti o agenzie di stampa e, in questo caso, il giornale non possiede l’esclusiva per la stampa quotidiana. Le serie più diffuse attualmente sono: Lucky Luke seguito da Hagar Dunor, Cubitus, Achille Talon, Rantanplane Gaston Lagaffe. Dardaud e Dupuis appaiono come i più grandi fornitori di stampa regionale, Castermann, Lombard e Glenat sono poco presenti, Albin Michel e totalmente assente.

“L’Alsace, Les Dernieres Nouvelles d’Alsace e Le Republicain Lorraìn”, possono essere complimentati perchè praticano una vera politica di creazione, retribuendo direttamente i soggettisti e i disegnatori di cui detengono l’esclusiva.


DAL GIORNALE Le QUOTIDIEN DE PARIS – Suppl. SPECIAL BD

MAX CABANES. UN AUTORE SENSUALE SENZA DUBBIO.

Traduz. Tindara De Pasquale

Foto di Max Cabanes (1991)

I lettori francesi di fumetti lo conoscono bene. Il grande pubblico sta scoprendo questo autore poco conosciuto dai mass media, la cui opera appartiene alla migliore vena del fumetto contemporaneo. Premiato nel 1990 è stato presidente della giuria nel 91. I suoi fumetti, nei quali è presente un vento ironico, rivelano un talento unico di narratore che serve un universo al quale è difficile dare un unico colore. Le sue serie: Nei villaggi (Dargaud), il romanzo di Renard (Futuropolis) o il più recente ColinMaillard (Casterman), rendono Cabanes ormai un autore indispensabile.

Le Quotidien – Quando la si conosce un po’, non possiamo immaginarla in una poltrona di giuria. La responsabilità la seduce?
Max Cabanes – È la prima volta che mi succede e mi rendo conto che comporta qualche obbligo. Per esempio, devo leggere molto mentre non sono un grande consumatore di fumetti. Mi accontento di seguire l’opera dei miei amici o di quelli per i quali ho un giudizio favorevole come Loustal, F’murr, Veyron, Petillon, Loisel… Da poco tempo leggo molti album e scopro in questa produzione molti titoli di grande qualità.

Le Q. – Cos’è per lei Angoulême?
M.C.- È un appuntamento importante. Una tendenza francese vuole che si critichi le istituzioni. Per me al contrario è essenziale vedersi regolarmente per chiedersi a che punto ci troviamo, sentire che esistiamo, darsi qualche botta affettuosa sulle spalle oppure litigare. Evidentemente, Angoulême quest’anno ha subito un bel rimprovero. Tutte queste storie di finanziamenti sono deplorevoli e mi accorgo che i due settori che mi sono cari, il fumetto e il calcio sono toccati da ciò. Per Angoulême bisogna passare sopra a tutto questo e riunire la gente che ha buona volontà.

Le Q.- E la già celebre C.N.B.D.J.?
M.C.- In tutti i settori esistono delle istituzioni perché non da noi?

Le Q.- Quando si parla di crisi nel settore del fumetto, come reagisce?
M.C.– So che le riviste funzionano piuttosto male, ma penso che gli autori trovino sempre più le loro identità.

Le Q.-Quali di questi due aggettivi le conviene meglio: sensuale? delicato?
M.C.- Un autore sensuale: senza dubbio. Amo la buona cucina e le belle donne. Delicato? Non mi vedo come un uomo delicato. Mi sbaglio forse …

Le Q.- Le sue tavole hanno tutte delle allusioni molto autobiografiche: Bézlers, la sua città natale, il piccolo Maxou, ecc … Può fare altrimenti”?
M.C. – No abbiamo una sola cosa da dire. Che lo si voglia o meno ci mettiamo sempre sui libri. Nella serie dei “Villaggi” pensavo di non aver messo niente di me. Alla fine dei 4 volumi mi sono ritrovato davanti a me stesso. Non si può fuggire a sé stesso.

Le Q. – Segue forse una disciplina del lavoro? Ha orari ferrei?
M.C. – Non ho orari. Ma quando lavoro ad un volume non smetto di pensarci.

Le Q.- Lei è un uomo del sud che ha abitato a Parigi per poi trasferirsi più a Nord, perché?
M.C. – Abito in Normandia. Mi sento male a stare così lontano dalla mia terra. Non ritrovo il sole al quale sono abituato allora lo ricreo …

Foto di Max Cabanes (oggi)

In genere i quotidiani che si interessavano di Angoulême si dimostravano soddisfatti dell’impegno della C.N.B.D.l., ma dimostravano contemporaneamente una fondata preoccupazione nei riguardi del fumetto. Ecco uno stralcio di queste argomentazioni, riprese dal FIGAROSCOPE (settimanale dal 23 al 29 gennaio) uscito mercoledì 23 gennaio con un servizio su Jacques Tardi che disegna Parigi

OBIETTIVO FUMETTI di JEAN-CLAUDE PERIER.

Traduzione di Anna Stagno

Se consideriamo il Salone d’Angoulême come il barometro del fumetto in Francia, si potrebbe pensare che tutto stia andando bene in questo settore. Ma non è vero, il mondo del fumetto da qualche anno sembra avere qualche difficoltà.

Sono lontani quei meravigliosi anni 70 in cui i giovani si strappavano ogni settimana le loro riviste preferite per leggere le avventure di Tintìn, Asterix, o Gaston Lagaffe. TINTIN REPORTER, CIRCUS e PILOTE sono scomparsi dall’89.  SPIROU, PIF, per i più giovani, vedono in continuazione diminuire la loro diffusione. A SUIVRE e VECU toccano appena 30.000 lettori ….

Come si può spiegare questo fenomeno? Senza dubbio la scomparsa delle serie all’avanguardia che giustificavano da sole l’acquisto della rivista. Anche per il fatto che tutte queste riviste sono ora soltanto dei supporti alla pre-pubblicazione della serie che la casa editrice pubblica. Il lettore preferisce … l’album (il volume).

Altra fonte di disagio, le grandi manovre che si svolgono nell’editoria. FUTUROPOLIS è diventata filiale della Gallimard. Gli UMANOIDI Ass. sono stati ricomprati dal gruppo svizzero Source Holding. DARGAUD – dopo FLEURUS e LOMBARD sono passate nelle mani del gruppo Ampere dove le loro intenzioni di “moralizzazione” della produzione ha provocato la partenza di moltissimi autori di serie vedette. Fra le case editrici importanti soltanto ALBIN MICHEL, GLENAT e CASTERMAN sono rimaste indipendenti. Di fronte a queste turbolenze sono apparse due nuove tendenze.

Sono sempre di più gli autori che hanno scelto di auto-pubblicarsi o di creare una propria casa editrice. Claire Bretécher fu la prima a farlo, Uderzo pubblica i suoi Asterix sotto l’insegna di Albert Renè. Franquin ha creato MARSU-PRODUCTION. Godard e Ribera hanno trasportato la loro serie Le vagabond des limbes (I vagabondi del Limbo) nella loro propria casa editrice: Le VAISSEU d’ARGENT. Tabary ha pubblicato sotto il suo nome l’ultimo album del lIgnoble Grand Vizir Iznogoud“. Jacques Martin il padre di Alix ha rotto con Casterman per raggiungere la piccola casa BAGHERIA, diretta da Claude Moliterni. Quale sarà il seguito? … ‘emergenza di questi nuovi editori che hanno l’ambizione di giocare coi grandi: MILAN, VENT d’OUEST, Guy DELCOURT, ALPEN, RACKAM o BLANCO.

L’ultimo nuovo fenomeno: il successo delle collezioni di fumetti in forma tascabile, malgrado un certo rallentamento delle novità pubblicate nel 1990.

Di tutto questo il mercato ne risente. Nonostante il numero di titoli pubblicati ogni anno sia stabile (549 novità nel 1990 dalle statistiche del sindacato nazionale delle pubblicazioni) il numero totale di esemplari prodotti non smette di diminuire: 14.686.000 esemplari nel 1989, contro i 18 milioni del 1988 e i 19,1 milioni del 1987. Quanto alla tiratura media per i volumi del fumetto per adulti, avevano raggiunto i 18.253 esemplari nel 87, dopo i 16.975 nel 88 e soltanto 14.135 nel 1989. Il fumetto non è più la vedette della pubblicazione francese, riman­gono soltanto le serie culto che fanno parte del nostro patrimonio culturale.

Lot 157 : HERGÉ (Georges Remi dit), Le Sceptre d’Ottokar, aquarelle et encre de Chine, pour la double planche de fin de l’album publié en 1939 aux, éditions Casterman, 39,5 x 60 cm, Collection Renaud, adjugé 1 046 300 € / 1 192 782 $ frais inclus (estimation : 600 000 – 800 000 € / 650 000 – 865 000 $) ©Hergé/Moulinsart 2016

MOLTO LAVORO DA FARE.

di CHRISTINE LEGRAND

All‘asta. Questo mercato sta avendo sempre più successo. nel dicembre scorso una pittura di Her ha fatto salire le offerte fino a 3 milioni di franchi. Per un esperto di questo tipo di vendita, Roland Buret, questo mercato del fumetto sta cominciando ad avere sempre più successo. Un fenomeno molto recente perché la prima vendita ha avuto luogo soltanto nell’ottobre 1989, sotto i martelli audaci di Meret-Minet e Coutau Begarie. Gli altri all’epoca gli avevano riso in faccia. Ma da quel momento hanno venduto quasi 250 tavole, spesso a delle condizioni insperate. Nel luglio dell’anno scorso una doppia pagina di Sceptre d’Ottocarha cominciato a 280.000 franchi fino a 10 volte di più che 5 anni fa.

Il Pubblico. Anche il pubblico sta cambiando. I compratori di tavole originali non sono più soltanto gli appassionati del fumetto, ma anche amatori di pittura e di arte grafica. Questo fenomeno provoca un po’ di disturbo nella “piccola famiglia” del fumetto, non molto contenti dell’arrivo di questi nuovi “concorrenti”. l collezionisti che compravano tra i 200 F e i 1500 F una tavola fanno un po’ il muso lungo, le librerie pure. Per Dominique Rasquain, libreria di volumi (possiede uno stock di quasi 600 tavole), l’ultima vendita di Drouot “ha provocato un decremento del fumetto”. “La clientela del fumetto non è quella delle gallerie d’arte!”.

Le gallerie. Dobbiamo dire che fino ad ora sono poche le gallerie parigine che si sorto buttate nell’avventura del fumetto. Due esperienze sono state tentate nella “Rue de la Seine ” 4 anni fa: ma sono durate solo un paio di settimane …

Resta tuttavia “L’Escale de Paris“, questa galleria che espone da 10n anni dei disegnatori di fumetti. Con sempre un passo di anticipo sulle mode e sui mercati. A I’Escale, non si espongono delle pagine tratte dai volumi, ma delle opere inedite: carboncini o acquerelli di Tardi, creazioni originali di Bilal … “L’ avvenire non è delle tavole ma dei loro autori”, riassume il responsabile.

Christian Desbois. “Le tavole disegnate scritte a matita interessano soltanto un paio di appassionati, e sembra un po’ anacronistico di vedere una pagina piena di vignette appesa in una galleria.

Gli autori stessi di fumetti hanno spesso il desiderio di fare altre cose e costituiscono un fermento molto potente, nel quale possiamo trovare un grande potenziale artistico”.

Parigi, vista da Chantel Montellier tratto da:"La fossa dei serpenti (Castermann), disegni di Jacques Tardi
Parigi, vista da Chantel Montellier tratto da:”La fossa dei serpenti (Castermann)

LA LEZIONE DI TARDI

DI MARIE-ANGE POYET

Disegno dopo disegno, Tardi ci descrive Parigi e la sua periferia. Con minuziosi dettagli ci trascina dentro le sue implacabili storie. Che sia nella scia di Adele Blan-Sec che fa rinascere, o con la complicità letteraria di Leo Mallet, l’atmosfera volge al nero e si fredda. Disperato, l’universo urbano è senza pietà, Tardi lo sa bene. Lo percorre sempre a piedi, in treni di periferie, in metrò o in taxi. “Sono sempre in avvistamento. Qualche volta seguo anche delle persone in strada. Mi faccio buttare qualche volta fuori con la macchina fotografica”. Il disegnatore attraversa così dei segmenti di vita, dei falli più strani. Risultato: una moltitudine di luoghi nutrisce la sua immaginazione.

La città, – le strade, le stazioni, i palazzi, i giardini … – diventano dunque un campo dalle tante possibilità, di tutti i rimandi possibili. E, se Tardi va in campagna, è per ritrovare le tracce delle grandi battaglie del 1914 … In questa occasione Tardi, in esclusiva per FIGAROSCOPE, abbandona il suo tavolo da disegno, il suo adattamento del Mort a’ Credit di Celine e il suo prossimo fumetto per trascinarci con lui in un reportage e farci scoprite il suo metodo di lavoro … È molto lontano il piccolo ragazzo che sognava Obiettivo Luna nel suo grembiule rosso e bianco, i colori del razzo architettato da Tornasole. Tardi ha ormai raggiunto i più grandi.

Gare du Nord. foto e disegno di Tardi
Gare du Nord. foto e disegno di Tardi

FINE PRIMA PARTE
continua la prossima settimana

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