Copertina del n. 1 di Samuel Stern - Nov. 2019

Da quattro mesi circa si parla tanto sui social e sul web di Samuel Stern, una nuova serie horror in formato bonelli coraggiosamente proposta da Bugs comics, solo in edicola , grazie anche all’apporto di un ufficio stampa molto efficiente.
Vediamo cosa ne pensano alcuni nostri amici collaboratori, dei primi tre numeri, da due punti di vista quasi opposti.

mario benenati, curatore del web magazine “La Mediateca di Fumettomania”

N.B. :Questo è l’articolo n. 950 pubblicato su questo sito-web magazine.

SPECCHI …

SAMUEL STERN #1e2

Da molto tempo non assistevamo all’uscita in edicola di un fumetto seriale proposto da una casa editrice diversa da quella che domina il mercato italiano. L’iniziativa di “Bugs Comics” interrompe questa egemonia, attuata con un’operazione di marketing degna di nota. Lo staff editoriale si è infatti adoperato per reclamizzare il prodotto su tutti i canali, grazie anche all’aiuto di molti appassionati che hanno fatto da cassa di risonanza. E il gran numero di copie portato in edicola è il segno che non si vuole lasciare nulla al caso.

Tracciare un bilancio dell’iniziativa dopo soli due numeri è sicuramente prematuro, ma analizzarne il debutto e presentare le prime impressioni è altrettanto lecito e forse anche dovuto.

E l’impressione che ne ho avuto è sicuramente positiva, anche se non mancano dubbi e qualche perplessità.

Partiamo dalle note positive. L’ambientazione scozzese è intrigante, in quanto Edimburgo è una città di grande fascino. Nell’immaginario collettivo ricorda leggende, battaglie, esoterismo, magia e un po’ di “fantasy”. I personaggi sono presentati con la giusta misura, senza eccedere nel dettaglio, lasciando quindi un alone di “non detto” che invoglia il lettore a proseguire la lettura per scoprire le parti ancora nascoste.

Anche l’intreccio si dipana bene, accompagnando il lettore nel percorso che il protagonista deve affrontare per arrivare a sconfiggere l’avversario di turno.

Ma ovviamente non tutto è positivo. Il finale del primo numero risente di una certa pedanteria nella disquisizione finale. Samuel Stern si trova a dialogare con l’entità che sta affrontando e la vittima di turno quasi come se i tre fossero impegnati in una discussione accademica. Meglio nel secondo numero, dove il finale è più concentrato ed affrontato con maggior decisione dai protagonisti, senza lasciare spazio a dialoghi troppo prolungati.

Tornando all’ambientazione, la scelte di Edimburgo è senza dubbio interessante e intrigante, ma c’è il rischio che possa diventare limitativa. Ambientare tutte le storie nello stesso luogo può portare a una “saturazione” delle situazioni, al punto che diventerebbe difficile trovare nuovi spunti originali. Sicuramente gli autori sono consci di ciò, per cui aspettiamoci presto episodi ambientati in altri luoghi e, chissà, in altri tempi.

Qualche parola sulla grafica. I due albi sono abbastanza omogenei e questo è un buon segno. I disegni non sono particolarmente dettagliati ma sono comunque efficaci. Belle le copertine, pur essendo in numero troppo limitato per dare un giudizio definitivo.

Alla fine il giudizio è quindi positivo. Ci auguriamo, come lettori, che l’iniziativa di Bugs Comics possa avere il suo spazio tra le pubblicazioni che affollano le, purtroppo, sempre meno numerose edicole italiane.

Renato Colombo ( https://www.facebook.com/RenaCoMics/ )

Copertina del n. 2di Samuel Stern - Dic. 2019

… OPPOSTI

SAMUEL STERN # 1 – Il nuovo incubo

Abbiamo letto con curiosità questa nuova proposta editoriale, spinti anche dall’ottimo lavoro di PR di Stefano Marzorati, ma confessiamo di non avere ricevuto le medesima impressione entusiasta di diversi recensori che ci hanno preceduto: ciò è dovuto probabilmente alle vaste letture di fumetto straniero, che spingono ad una critica maggiormente severa nei confronti del fumetto nostrano.

Il genere horror è decisamente inflazionato e qualsiasi nuova proposta avrebbe necessitato di una scrittura intrigante ed efficace a sostenerla, ma sarebbe bastato forse anche uno spunto originale, perché si differenziasse dalla massa.
Così non è, purtroppo: la storia racconta di un episodio di possessione, ma questo non è necessariamente un male nella tematica horror.

Pur aggiungendo una chiave di lettura interessante al tema, che avrebbe meritato maggiore sviluppo, la vicenda sembra scritta con il freno a mano tirato e qualche farraginosità nel meccanismo narrativo, mancando una crescita della tensione per arrivare al climax della storia.

I personaggi hanno tutti la medesima “voce” nei dialoghi, e sembrano avere solo un doppio registro, passando dal depresso all’enfatico/isterico.

Dal punto di vista grafico, le tavole sono di livello accettabile: alcune vignette, purtroppo, inceppano la composizione delle tavole; per sveltire il lavoro sono stati ridotti i fondali e talvolta ripetuta l’inquadratura; si è poi puntato eccessivamente sul dettaglio, inquadratura che avrebbe in realtà la funzione di sottolineare un elemento rilevante, supportata da un dialogo incisivo.
Abbiamo anche notato qualche svista disseminata fra le pagine, che avrebbe fatto alzare il sopracciglio alla figura ormai mitologica in Italia dell’editor (di cui ci sarebbe, invece, un grande bisogno a giudicare dagli esiti). Per citare: cellulari che cambiano posizione, breviari che spariscono e un’inesattezza linguistica latina.

Samuel Stern (la doppia iniziale, ancora!?!) è un protagonista piuttosto anemico, in questi primi 3 numeri, senza un carattere che gli permetta di emergere: siamo lontanissimi dal carisma ironico di John Constantine (il migliore personaggio a livello mondiale di una serie – HELLBLAZER– del genere in oggetto), risultando poco convincente ed accattivante. La storia è anch’essa un compitino timido, svolto con buona volontà, ma senza guizzi di particolare pathos.

Abbiamo assecondato l’invito alla lettura inserito come inside joke a pagina 20, e pur reputandola in definitiva un’occasione mancata, si tratta comunque soltanto del primo numero: esprimiamo un plauso per l’iniziativa coraggiosa.
Realizzare un nuovo prodotto, orientato alla serialità, nell’asfittico quanto deprimente mercato editoriale italiano, è indice di passione.
La scelta di destinarlo esclusivamente al circuito morente delle edicole è encomiabile, seppure, temiamo, azzardata.

Il migliore augurio che i pronostici siano ribaltati, che la sfida sia vinta.
Speriamo anche la serie nel suo corso mostri una crescita qualitativa e riesca a superare le nostre attuali perplessità.

Domenico A., Luigi, Alberto, Domenico C. della redazione di “La Mediateca del Fumetto”


Copertina del n. 3 di Samuel Stern - Gen. 2020

SAMUEL STERN # 3 – Legione

Abbiamo mancato la lettura del secondo numero, ma il terzo, che stiamo analizzando, sembra ricollegarsi direttamente al primo numero, avendo il medesimo tema narrativo, ovvero la possessione.

La chiave di lettura del rapporto fra la vittima e l’entità demoniaca è originale: trattasi, però, dell’unica nota positiva derivata dalla lettura.

La storia manca di forza narrativa, a nostro avviso, come di un supporto grafico adeguato.

Sono quindi purtroppo confermate le critiche già esposte in merito al primo numero: la sceneggiatura è addirittura didascalica in alcuni punti, mancando inoltre di una regia adeguata che riesca a creare l’atmosfera e che sappia gestire le tempistiche del racconto.

Volendo evitare spoiler, vorrebbe essere in sintesi una storia in cui vengono ribaltati ruoli o verità preconfezionate, per concludersi con la farraginosa spiegazione di un errore del protagonista, che consente e giustifica il colpo di scena finale.

Samuel Stern continua a difettare di personalità, mancando un approfondimento psicologico che possa renderlo interessante: anche i dialoghi, purtroppo, sono abbastanza prevedibili e semplicemente funzionali allo sviluppo della vicenda.

Il segno grafico, stavolta, è di livello inferiore rispetto a quello del primo numero: piuttosto acerbo ed incerto fino a sembrare, in alcune vignette, a causa forse delle necessarie tempistiche imposte dalla produzione, sbrigativo ed affrettato.

Impressione accentuata dal quasi azzeramento dei fondali, come della scarsa cura riservata alle ambientazioni: la scelta poi di spostare alcune scene in una dimensione infernale con presenze di figure demoniache, avrebbe forse richiesto un segno maggiormente evocativo per sorreggere la narrazione.

Domenico A., Luigi, Alberto, Domenico C. della redazione di “La Mediateca del Fumetto”

NOTA A MARGINE

Non sappiano, a livello di vendite, come vada la serie. Io ho provato a monitorare la serie in alcune edicole principali della mia città (4,5 in tutto) e purtroppo sta andando così così, colpa anche di come viene posizionato l’albo in alcune edicole (come in un libreria, quindi si vede solo la costoletta in mezzo a tutti gli altri albi Bonelli) .
Spero che sia un caso isolato e che vada meglio nel resto della Sicilia e d’Italia.
Mario B.

INFO EXTRA SUI PRIMI TRE NUMERI

  • Collana: SAMUEL STERN
  • Editore: Busg Comics
  • Formato: 16×21 cm, b/n
  • Pagine: 96
  • Costo: 3,50 €
  • Soggetto e sceneggiatura dei n.ri 1-3: Gianmarco Fumasoli, Massimiliano Filadoro
  • Disegni del n. 1: Luigi Formisano
  • Disegni del n. 2: Luca Lamberti
  • Disegni del n. 3: Marco Perugini
  • Copertina dei n.ri 1 e 2: Maurizio Di Vincenzo
  • Copertina del n. ro 3: Valerio Piccioni, Maurizio di Vincenzo e Emiliano Tanzillo 

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