Videogame e fumetti.
Continua l’approfondimento sul videogame Dragon Age, con un articolo molto approfondito dell’esperto Fabio Ciaramaglia (già apprezzato sullo storico sito Glamazonia).

Oggi si sofferma su Varric Tethras, uno dei protagonisti della prima trilogia Dark Horse e su Dragon Age II, lanciato nel marzo 2011, in particolare sulle “Scelte multiple e sull’impatto sui giochi successivi“.

Attendiamo i vostri commenti. Buona lettura

mario benenati, curatore del sito-Web Magazine fumettomania


APPROFONDIMENTO:
DRAGON AGE dal videogame ai fumetti!

foto dei libri e sui fumetti su Dragon Age

Scelte multiple e impatto sui giochi successivi:
da Origins a Dragon Age II.

Come accennato, uno dei protagonisti della prima trilogia Dark Horse è Varric Tethras. Questi è un personaggio che compare la prima volta in Dragon Age II, lanciato nel marzo 2011. Pertanto dovremo necessariamente vedere come si sviluppa questo nuovo capitolo.

Da un punto di vista strettamente tecnico probabilmente D.A. II è da molti considerato un passo indietro di Bioware. Da un punto di vista grafico si opta maggiormente per una versione un po’ cartoon rispetto a quella realistica di D.A.O., gli sfondi e i dettagli sono decisamente meno elaborati, l’estetica dell’equipaggiamento molto limitata e i combattimenti sono molto più semplici.

Oltretutto, anche le aree di gioco sono piuttosto pigramente ripetitive, ovvero vengono utilizzate solo pochissime mappe di base e vengono cambiati fondamentalmente solo ingressi e uscite, porte chiuse o aperte, i mostri e gli oggetti con cui interagire, ecc.

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La enorme novità di questo gioco è proprio nella narrativa.

Seppure già nell’espansione Awakening, fosse possibile letteralmente caricare il proprio ultimo salvataggio affinché le scelte fatte in DAO dessero un senso di continuità al proprio gameplay, non era così ovvio che questo potesse avvenire anche con D.A. II: tra un gioco principale e una sua espansione sono più facilmente possibili i trasferimenti dati rispetto a due giochi che hanno un software completamente diverso.

In effetti è possibile collegare un “salvataggio” di DAO -incluse anche le espansioni- subito dopo il prologo di DAII e la creazione del personaggio. Ovviamente è altrettanto possibile partire da zero e creare una storyline completamente nuova.

Nel caso di gameplay con l’utilizzo di un precedente salvataggio, il mondo, il setting, ma anche le avventure e missioni singole, al di là di quelle principali, cambieranno. Per esempio, se si è deciso di uccidere l’elfo assassino Zevran in DAO, le missioni relative a lui non compariranno nella lista e se si è deciso di avere Alistair come re, egli comparirà in un breve cammeo come re del Ferelden, altrimenti comparirà Anora.

Questo capitolo del gioco ha una struttura narrativa anomala.

Intanto, esso è diviso in tre capitoli autonomi senza possibilità di tornare indietro e quindi viene meno la struttura più simile a un “open world” di DAO: ovvero, sebbene ci siano dei momenti ineludibili nel gioco, in DAO è possibile scegliere l’ordine degli eventi prima di passare ai momenti fondamentali, mentre in DAII l’ordine è assolutamente ben definito e lineare, in gergo “railroaded”.

I tre capitoli, poi, sono visti in retrospettiva, ovvero sono narrati in un momento storico più prossimo al terzo gioco, Dragon Age Inquisition, da parte proprio di Varric Tethras. Questi è imprigionato e interrogato da Cassandra Pentaghast, la “mano destra della Divina”, ovvero un membro prominente della Chiesa di Andraste. Il motivo per il quale questo sta avvenendo noi, come giocatori, li scopriremo solo effettivamente giocando.

Allo sblocco di momenti fondamentali della storia, spesso ci sono delle “cutscenes” in cui Varric spiega meglio a Cassandra come si sono svolti quegli eventi e anticipa come essi si innestino negli eventi successivi. L’abilità nella narrazione di Varric è molto evidente in queste scene e, come poi si scopre nel gioco, questo “nano di superficie” è in effetti uno scrittore, oltre che un avventuriero.

Non sorprenda che la Dark Horse abbia pubblicato nel 2018 proprio una novella illustrata dal titolo Hard in Hightown che presenta Varric Tethras come sceneggiatore insieme a Mary Kirby (da molti vociferata come possibile nuova “lead writer” di Dragon Age dopo l’abbandono di Gaider nel 2015). In un gioco di specchi e di “easter eggs” alcuni dei personaggi della novella sono in effetti ispirati ai vari NPC di Dragon Age II, quasi a voler sottolineare la funzione narrativamente seminale di questo gioco nel franchise.

varric, frame dal videogame
VARRIC, frame dal videogame @ degli aventi diritti

Ma da Varric Cassandra non vuole solo storie, vuole conoscere il ruolo giocato da Hawke, il protagonista di DAII, nelle vicende di Kirkwall, piccola città stato indipendente a nord della costa del Ferelden- le città stato delle Free Marches sono ispirate alle signorie rinascimentali italiane.

In molti momenti Varric chiaramente dà il meglio di sé colorando gli eventi più del necessario, ma anche omettendo informazioni: dopotutto è sotto interrogatorio e lui è grande amico di Hawke e non vuole metterlo in pericolo.

Il racconto di Varric inizia con la fuga di Hawke e la sua famiglia da Lothering, la prima città che si visita in DAO e la prima a cadere sotto i colpi dei darkspawn dopo la disfatta di Ostagar. Pertanto da un punto di vista cronologico i due giochi si intersecano in questa prima parte. Sono molti gli abitanti del Ferelden in fuga verso nord, per via della Blight ma anche a causa della guerra civile in corso. Hawke e la sua famiglia sono inseguiti da orde di darkspawn e quando stanno per soccombere vengono salvati da un drago che in realtà si rivela essere Flemeth.

Da alcune battute della strega capiamo che questo avviene poco prima, o poco dopo, che lei salvi il Grey Warden e Alistair. In cambio dell’aiuto Flemeth chiede a Hawke di portare un monile sulle montagne fuori Kirkwall. Non è un dettaglio trascurabile, considerato che, a prescindere dalle scelte fatte in DAO, questo fa sì che Flemeth resti in vita.

La drammaticità della fuga da una guerra -purtroppo immagini assai vivide in questi giorni-, la perdita di uno dei due fratelli di Hawke (Bethany o Carver, a seconda della scelta tra guerriero/mago/ladro nella creazione del proprio personaggio), i tentativi inizialmente vani di farsi accogliere in quanto profughi disperati a Kirkwall, sono soltanto i primi segnali che D.A. II ha in effetti un’atmosfera molto tragica.

La caparbietà del protagonista farà sì che egli possa ascendere nella società della città stato, diventando molto ricco grazie a una spedizione nelle Deep Roads con Varric e suo fratello Bartrand. In questa missione Bartrand tradirà il suo gruppo scappando con una statuetta fatta di “red lyrium”. Il lyrium è una sostanza che aiuta la connessione con il “Velo” ovvero quella dimensione da cui proviene la magia, viene utilizzata sia dai maghi per aumentare i propri poteri che dai templari per poterli controbattere.

Durante la spedizione anche l’altro fratello di Hawke cade, colpito dai darkspawn: come opzione gli/le verrà offerto di diventare un Grey Warden. Si badi che questa è solo una opzione, infatti se Bethany o Carver non sono portati nelle Deep Roads verranno precettati rispettivamente o nel Circolo dei Maghi o nei Templari di Kirkwall. Resta il fatto che Hawke perde un altro familiare.

Durante il capitolo successivo anche Leandra, madre di Hawke, viene uccisa da un serial killer. Ciononostante Hawke non si perde di animo e sarà funzionale sia nello sconfiggere l’invasione dei Qunari (su cui torneremo a breve) e sia nel risolvere, per lo meno temporaneamente, il conflitto tra maghi, guidati da Orsino, e templari, guidati da Meredith.

Proprio la questione del conflitto è alla base dell’interrogatorio di Cassandra, perché dopo la miccia di Kirkwall, conflitti tra maghi e templari stanno scoppiando in tutto il mondo di Thedas, quindi non solo le città-stato del nord, ma anche nel Ferelden, in Orlais, ecc (questo conflitto rappresenta il background iniziale principale di Dragon Age Inquisition).

Le scelte del giocatore sono importanti solo nel parteggiare per i maghi o per i templari, molte delle missioni extra accontentano un gruppo scontentandone un altro. Personalmente ho sempre optato nelle mie ore di gioco per i maghi, ma alla fine della fiera qualsiasi scelta venga fatta non è possibile rallentare l’escalation, né di affrontare sia Orsino che Meredith. Oltretutto quest’ultima, si scoprirà, fa largo uso del red lyrium e anche questo è un leit motiv di DAI.

Ho sempre pensato che alla base della resilienza di Hawke, oltre alla forte amicizia con Varric, ci sia un interesse romantico. Anche in questo gioco è possibile instaurare relazioni con i comprimari. A seconda del gender del protagonista e delle sue inclinazioni sessuali, sono possibili svariate relazioni (questo avviene anche negli altri instalment del gioco).

La mia opzione è quasi sempre stata quella di Isabela. Seppur questa compaia brevemente anche in Origins, gran parte della sua caratterizzazione si elabora in Dragon Age II. Anche l’estetica cambia, rendendola una specie di Jack Sparrow al femminile: anche lei, infatti, è capitano di una nave ed è spesso coinvolta in traffici illeciti. Sessualmente esuberante ma al contempo timorosa del vero amore, è possibile rendere Hawke e Isabela una coppia stabile.

Isabela è funzionale alla trama del gioco perché ha sottratto un artefatto ai Qunari.

isabela
ISABELA, frame dal videogame @ degli aventi diritti

Questo popolo, in gran parte di esseri con lunghe corna, simili fisicamente ai minotauri anche se con fattezze più umane, è in una specie di “guerra santa” contro il Tevinter: non entrerò nel dettaglio qua, ma il Tevinter è inviso a quasi tutto il Thedas pertanto gran parte delle altre nazioni tollerano i Qunari molto di più. Isabela è consapevole del rischio che si è presa, e tradirà Hawke all’inizio pur di tenersi l’artefatto, ma alla fine tornerà per aiutarlo a scacciare i Qunari da Kirkwall e sarà al suo fianco fino al confronto finale con Orsino e Meredith.

A prescindere dal rapporto con Hawke, Isabela è chiaramente un personaggio centrale e senza dubbio i creatori hanno investito molto su di lei e sulla sua caratterizzazione. Tant’è che è proprio lei la terza protagonista, insieme ad Alistair e Varric, della prima trilogia pubblicata dalla Dark Horse, di cui parleremo nel prossimo articolo.

fine parte 6

Bibliografia minima

Dragon Age II è uscito nel marzo 2011 e fino all’ottobre dello stesso anno si sono susseguite varie espansioni e DLC, di cui i più interessanti da un punto di vista narrativo sono The Mark of the Assassin e Legacy. È possibile acquistare la versione originale in DVD ma sulle piattaforme Origin e Steam è possibile acquistare a prezzo moderato il gioco con un “bundle” con inclusi tutti i contenuti aggiuntivi.

Sarebbe stato interessante scrivere qualche riga su Redemption, una live-action web series che vede come protagonista Tallis (intepretata da Felicia Day), la stessa di The Mark of the Assassin e che approfondisce il mondo dei Qunari, ma si tratterebbe di divagare ancora di più di quello che faccio già. È di difficilissima reperibilità in Italia, ma mi riprometto di trovare uno spazio per parlarne un po’ più diffusamente.

È del 2018 Hard in Hightown (Dark Horse), scritto da Mary Kirby e con illustrazioni di Stefano Martino, Andres e German Ponce e Alvaro Fonseca. Non mi risultano al momento traduzioni in italiano.

È il caso anche di rilevare che il consorzio Penny Arcade aveva prodotto nel marzo 2011 una breve striscia di 4 vignette che vede come protagonisti Hawke e Isabela. Dal sito di PA si rimanda al sito ufficiale di Bioware che frattanto ha chiuso.

Nella mia ricerca ho trovato solo la vignetta nell’immagine in cui si vedono Hawke (con una scelta chiaramente di personaggio maschile in fase di creazione) e Isabela che combattono contro i Qunari. Troppo poco per qualsiasi analisi dettagliata.

Dragon Age 2: pagina estratta dal fumetto dragon age 2
Dragon Age 2: pagina estratta dal fumetto dragon age 2


NOTE EXTRA

Le puntate precedenti:

Articolo del 15 marzo 2022

Articolo dell’1 marzo 2022

Articolo del 15 febbraio 2022

Articolo dell’1 febbraio 2022

Articolo del 18 gennaio 2022


Biografia

FABIO CIARAMAGLIA

Con una laurea in letteratura inglese con una tesi su Shakespeare nei fumetti (2000) e con un dottorato con una tesi su Shakespeare nella televisione italiana (2004), ho sempre cercato di occuparmi della relazione tra letteratura e altri media.

Ho collaborato con varie riviste di fumetti, da Fumo di China a Fumettomania nella sua precedente incarnazione, ma ho anche tradotto due fumetti per la Magic Press e alcune poesie inglesi. Ho poi iniziato a insegnare inglese nelle scuole superiori prima a Roma e poi, dal 2015, a Trieste.

Non ho perso l’animo nerd nemmeno da insegnante, ma a partire dal 2006 ho virato più sul versante dei videogiochi, in alcuni dei quali, forse per deformazione professionale, ho riscontrato elementi degni di analisi che però prima di ora non avevo avuto il coraggio di affrontare con maggiore serietà.

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