Nel novembre 1992 uscì il n. 4 cartaceo della rivista Fumettomania.
Quel numero della Prozine Fumettomania, finì il suo ciclo distributivo intorno a maggio 1993, e a quel tempo il sottoscritto stava vivendo un momento difficile a livello universitario.

Per cui un po’ per problemi economici, un po’ per difficoltà personali, un po’ per far cresce la neonata associazione culturale, ed un po’ perché vedevamo una situazione editoriale strana (che da li a poco sarebbe degenerata con la chiusura di editori, delle riviste d’autore), ci fu una piccola pausa che durò fino al 1995.

Nella prima metà del 1995 facemmo un esperimento: un fascicolo formato Bonelli fotocopiato con poche pagine, era lo strano n. 5 di Fumettomania con il quale tornavamo anche a partecipare alle Fiere del fumetto.

Da quel numero estraiamo un pezzo su Sandman, con due brevi opinioni sul capolavoro di Neil Gaiman.

Mario Benenati, responsabile di Fumettomania Factory Magazine.


SANDMAN 

letto da Alessandro Cortese 

Che cosa fareste se all’improvviso scopriste di non riuscire a svegliarvi? Di non riuscire a liberarvi da un incubo che vi perseguita da ormai una notte? Se scopriste di non destarvi da quel buio senza fine? Con questi presupposti si apre la primissima saga di SandMan. Morfeo, il signore dei sogni, viene catturato da Roderick Burgess, il cui vero obiettivo era invece di intrappolare la Morte in modo da ottenere l’immortalità; ma nello stesso momento in cui Morfeo viene strappato dal suo reame onirico, tutte le persone ancora, dormienti non riusciranno più a svegliarsi,  

Agli inizi degli anni 70 anche Jack Kirby ne da una sua versione, un pò impacciata e dall’ aspetto clownesco, rassomigliante a Capitan America, poi il personaggio di SandMan scompare. Negli anni seguenti la DC riesce a sfornare storie sempre più banali e infantili. Tutto fino al 1988 quando a Karen Berger viene affidata una nuova linea editoriale, la Vertigo, con storie destinate ad un pubblico prettamente adulto e che ripropone solamente personaggi nel dimenticatoio da anni: tra questi vi è SandMan, affidato al magistrale Neil Gaiman. Lo scrittore britannico, nella sua strabiliante versione, riesce a fare schizzare il personaggio ai primi posti delle classifiche americane.

Tanto successo è anche dovuto al fascino del tema trattato, il sogno; al fascino di un mondo dove niente è impossibile e il cui re, Morfeo, vive avventure indefinibilmente irreali. Storie che magari non tutti sono in grado di leggere ed apprezzare, vista la pesantezza di alcune trame, ma è proprio quella ossessione a rendere ogni storia un piccole capolavoro. 

letto da Marco Sturniolo. 

Non è certo molto facile parlare di Sandman, il Signore dei Sogni; essendo questi un personaggio piuttosto anomalo nell’editoria a fumetti. Se per altri fumetti è possibile fare un analisi dei singoli personaggi e del contesto in cui sono vivi per Sandman tutto ciò è più arduo poiché egli  è una sorta di anti-eroe con apparizioni sulla omonima testata spesso affatto fugaci, quasi a volere dimostrare di essere un non personaggio e che i veri protagonisti che tessono le storie dell’albo sono gli uomini coi loro sogni e le loro speranze.

Sandman , non può essere visto da tutti, ma è egli che si manifesta o in sogno o, in una sorta di abbaglio, sotto mentite spoglie a delle persone che, pur di realizzare i loro desideri o speranze, sono disposte a pagargli, in cambio, “un alto prezzo”.

Ed è così che spesso Neil Gaiman (il creatore e scrittore della serie in corso), forte di una sua conoscenza di miti ellenici e romani , di culture orientali1 oltre che di quelle europee, passa in rassegna diversi avvenimenti storici, dove la figura del Sandman è solo un pretesto narrativo per raccontare di uomini o personaggi famosi rivisitandone le loro storie, dando a volte delle interpretazioni piuttosto personali, ma, sicuramente, con un grande rispetto delle ricostruzioni storiche e culturali e nei confronti dell’intelligenza del lettore.

Come ha più spesso dichiarato l’autore, che sembra liberarsi dei pensieri e delle storie che gli frullano per la testa solo scrivendole, non cerca di dare al lettore delle risposte, ma bensì di procurargli delle buone domande riguardo quello che accade in una determinata storia; quasi a volerlo provocare o pizzicare. Neil Gaiman ha dichiarato di essersi ispirato spesso a dei libri per la stesura delle sue storie, come già fatto, per esempio, con lo splendido numero 50 di Sandman rifacendosi al testo orientale e Le Notti Arabe, o col numero 19 (vincitore del World fantasy Award nel 1991) in cui rappresenta la famosa commedia di Shakespeare ‘Sogno di una notte di mezza estate’ ricostruendo con perizia estrema il teatro mobile inglese dell’epoca.

Ciò che più colpisce delle sue storie il lettore, è l’estrema fantasia con cµi caratterizza i suoi personaggi, riconoscibili dagli altri non perché hanno determinate parti anatomiche spropositatamente ingrandite, ma per la loro individualità e capacità ad emergere rispetto ad altri.

E così possiamo accettare anche che i gatti possano pensare ed avere dei sogni, desideri o speranze, come avviene nel numero 18 di Sandman o, addirittura, addentrarci nei sogni di un feto destinato ad essere abortito, storia che Neil avrebbe voluto pubblicare, ma che la paura della censura e delle proteste dei perbenisti ti ha bloccato. 


L’INTERO NUMERO CINQUE DI FUMETTOMANIA

FM#5 - 1995 - copertina Omaggio ad Arthur King, di Giuseppe Orlando
FM#5 – 1995 – copertina Omaggio ad Arthur King, di Giuseppe Orlando

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NOTE EXTRA

FUMETTOMANIA INDEX 1990 -2021

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