100+1, i festeggiamenti del centenario di Gianni Rodari continuano …

Tornano i testi di approfondimento in questa sesta puntata dello speciale tributo dedicato allo scrittore e favolista italiano Gianni Rodari. Quello di oggi è un saggio breve dell’amico antropologo Damiano Gallinaro, che dopo la sua quadrilogia di approfondimento sull’universo Eternauta (da noi pubblicata alcune settimane fa , non mancherà di stupirci anche in questa occasione; questo saggio, inoltre, ci introduce all’articolo della prossima settimana …
Buona lettura

Mario Benenati
ideatore dei progetti culturali di “Fumettomania Factory”

NOTA BENE:

Ricordo a chi ci legge che questo SPECIALE sostituisce la mostra espositiva che non abbiamo potuto allestire ad ottobre, presso il Villino Liberty della nostra città, a causa delle continue restrizioni degli ultimi dpcm del Governo Conte, valide (al momento) fino al 3 dicembre.


Logo Fumettomania a colori

GIANNI RODARI A FUMETTI,

logo ufficiale del centenario dalla nascita di Gianni Rodari

La Sesta opera che ‘esponiamo’ oggi,
sulla nostra bacheca virtuale, è un breve saggio:

RODARI, IL PIONERE E IL PARTITO. CRONACA DI UNA SCOPERTA.

di DAMIANO GALLINARO

Rodari … uhm … chi, almeno una volta nella sua vita, non ha letto una filastrocca di questo grande scrittore?

Affiorano alcune  immagini dall’archivio dell’infanzia, dal cassetto intitolato “Il bambino dentro”. Mio padre che legge una filastrocca da un  libro che mi sembra d’intuire s’intitoli la “Torta in cielo”, lo stupore di bambino e poi … un lungo oblio.

Cerco altre tracce di Rodari nell’archivio della memoria ma è come se fosse scomparso dalla mia vita. Alcune volte mi é capitato distrattamente di leggere qualcosa in questi anni, una riflessione in occasione di qualche ricorrenza legata allo scrittore, ma alla fine Rodari restava per me un autore per bambini che non aveva posto nel mondo variegato e complicato degli adulti.

Molte le cose che ignoravo e che ancora ignoro della carriera di  chi, non a torto, viene considerato uno dei padri del fumetto italiano.

Che poi ci fosse un legame fortissimo tra il suo mondo fumettistico e la militanza politica, neanche lo immaginavo.

Seguendo le tracce di Rodari, scopro che negli anni quaranta, sia durante che a partire dal termine del secondo conflitto mondiale, vengono pubblicati molti giornalini “per ragazzi”, alcuni dei quali si contraddistinguono per la loro netta connotazione politica.

Negli anni quaranta le Edizioni Astrea editano, per due anni, una testata intitolata Il Moschettiere, una rivista per ragazzi con fumetti di produzione italiana e francese. Il giornale fu la prima pubblicazione dopo la Seconda Guerra Mondiale ad avere come target esplicito gli adolescenti italiani di sinistra. Fu un giornale essenzialmente a capitale privato in cui l’UDI (Unione Donne Italiane) contribuì in maniera marginale. 

pagina 1 del n. 1 del "Il Moschettiere (15 settembre 1946)

Fu scelto il titolo Il Moschettiere poiché tra i vari collaboratori figurava il nome di Riccardo Morbelli, ideatore e scrittore del libro umoristico I Quattro Moschettieri, legato a un concorso delle figurine Perugina che ebbe un notevole successo negli anni Trenta. 

In particolare, la testata del giornalino raffigurava uno dei tre moschettieri, Porthos, disegnata dal caricaturista Michele Majorana, allora figura di rilievo nel panorama artistico romano. 

Le ultime tre uscite ebbero numerazione doppia, perché la periodicità divenne quindicinale. Terminò le sue pubblicazioni con il numero 24 del 15 giugno 1947, dopodiché – dal numero 25 – la testata prese il nome de Il Pioniere dei Ragazzi

Nello stesso anno,  venne  fondata una nuova testata, quasi omonima, il Pioniere, ideata negli ambienti della sinistra italiana come alternativa al Corriere dei Piccoli e a Il Vittorioso, e che, oltre a fumetti e a rubriche varie, conteneva anche interventi di natura sociale e politica. Nel 1950 è proprio Gianni Rodari, che lavorava alla redazione milanese de l’Unità, a essere chiamato da Giancarlo Pajetta a dirigere il Pioniere, “il settimanale di tutti i ragazzi d’Italia”, strettamente legato all’Associazione Pioniere d’Italia (API), fortemente attiva sul territorio attraverso opere sociali e umanitarie e di cui era presidente Carlo Pagliarini che fu anche il primo editore della rivista.

Alla base della creazione del Pioniere c’era il crescente interesse per le nuove generazioni e un progetto ben delineato del PCI, rivolto all’educazione dei compagni di domani. Seppure la sua esperienza come caporedattore durò meno di tre anni (nel 1953 Rodari lascerà la direzione del Pioniere per assumere quella di Avanguardia, organo ufficiale della Federazione Giovanile Comunista, da lui stesso fondato), lo scrittore continuerà a collaborare con intensità alla rivista curando varie rubriche dedicate ai più piccoli. Tra il 1958 e 1960 Rodari, infatti, cura sul Pioniere, una rubrica di tipo giornalistico per i suoi giovani lettori, originale e assolutamente nuova per il suo genere, L’Angolo di Gianni Rodari .

Con un linguaggio semplice ed immediato, quasi narrativo, Rodari pone di fronte ai suoi giovani lettori problemi che investono l’umanità intera, al fine di stimolarne la riflessione e l’impegno. Ricorrono spesso temi legati alla guerra, alla folle corsa agli armamenti come costante è l’invito a riconoscersi come fratelli, a costruire insieme un avvenire di pace nella solidarietà. È il solo modo per “mettere un po’ di ordine in questo nostro mondo“, afferma lo scrittore, per risolvere i gravi problemi che ancora affliggono l’umanità.

E tutto questo si trasmette ai personaggi che creerà per il giornale, che diviene così luogo di sperimentazione per i personaggi che diventeranno iconici nella sua poetica, come, ad esempio, Cipollino.

E’ quello di Rodari, almeno inizialmente, un vero lavoro pioneristico, deve inventarsi temi, personaggi e un linguaggio che porti tematiche difficili alla portata dei ragazzi di allora, esplicitamente legato ad un approccio ideologico, organico al PCI, portatore di una visione strutturata della società, un laboratorio nel quale sperimenta vari modi di scrittura sui temi più disparati, in cui la sua chiarezza espressiva e la sua comunicabilità con i bambini si affinano e si accentuano.

A dare una mano allo scrittore c’è spesso la condirettrice Dina Rinaldi, di cui forse si è poco compresa l’importanza e il ruolo nella creazione del linguaggio e delle storie di una rivista, che poi in realtà era un vero rotocalco, che nel tempo conquisterà migliaia di giovani lettori.

pagina dal Pioniere: 3-10 gennaio 1960

Per Rodari, un interessante modo di rivolgersi ai bambini sono le rubriche di corrispondenza che tiene sul giornale: “La posta di Candido” e poi “L’ufficio postale“. 

La Posta di Candido viene curata da Rodari dal primo numero del “Pioniere” (3 settembre 1950) fino al n.8/1952. Ha una struttura semplice: in genere una sola colonna in seconda pagina, dove molto spesso lo scrittore si limita a segnalare lettere ricevute, oppure a rispondere alle domande che gli vengono indirizzate. 

Altre volte tralascia la corrispondenza per soffermarsi sulle attività che caratterizzano la vita associativa dei Pionieri: informa, consiglia, incoraggia, sottolinea delle date significative, eccetera. Non manca di preannunciare, con una certa enfasi, le “novità” che i lettori troveranno nelle pagine del giornale, un po’ come avrebbe fatto qualche anno dopo negli USA il grande Stan Lee

Dopo più di un anno d’interruzione, al n. 33/1953 Rodari riprende il dialogo con i suoi lettori con una nuova rubrica chiamata “Ufficio postale“. 

Questa volta si riserva un’intera pagina, per cui la rubrica risulterà molto più interessante ed articolata. Oltre alla corrispondenza vera e propria dove risponde alle lettere che gli vengono inviate, vi compaiono regolarmente: 

– la posta illustrata, cioè foto di lettori e diffusori del “Pioniere”, cui Rodari dedica a volte delle strofette.

– Il Prof. Gattus, che esprime le sue opinioni a cui si oppongono quelle del Dott. Criticus: due personaggi rappresentati in due vignette che si scambiano battute. 

Nella rubrica Rodari pubblica inoltre filastrocche, racconti o, infine, cogliendo l’occasione dalle lettere, discute argomenti adatti al mondo dei suoi giovani lettori.

A volte, ai lettori che gli pongono dei quesiti, invece che in prosa, risponde con una filastrocca, spesso scritta di getto, in pochi minuti.

Lo spoglio delle annate del “Pioniere” (1950 – 62) è importante non solo perché vi si ritrova una grande massa di filastrocche e scritti di Rodari in gran parte non raccolti in volume, ma anche la genesi di diverse opere pubblicate successivamente. 

Già sul primo numero del giornale, infatti, lo scrittore crea il suo personaggio più famoso Cipollino, disegnato da Raul Verdini, che diventerà poi il protagonista di un romanzo tradotto all’estero (celebri le sue versioni in lingua russa, tedesca e francese). Sebbene presentato in una forma grafica tradizionale (una serie di quadretti disegnati, con didascalie di quattro ottonari), il mondo tutto frutta e verdura di Cipollino, dei suoi amici e antagonisti, è un’invenzione originalissima.
(Di Cipollino abbiamo presentato questo breve saggio del compianto Carlo Scaringi, nell’anteprima del 7 aprile 2020, NdR)

Copertina de "Il Romanzo di Cipollino" di Gianni Rodari

Ma non solo Cipollino, Rodari crea o contribuisce a creare sulle pagine del Pioniere un mondo e un immaginario che diverrà la base della narrativa per ragazzi.

Chiodino ad esempio,  è un personaggio  che esordisce  nel 1953 e viene pubblicato fino alla chiusura e del quale verranno  pubblicati nel corso degli anni anche alcuni libri “Le avventure di Chiodino”

Di Coccodella e Chirichicchio conosciamo poco ma furono pubblicati fino al 1956.

Un altro personaggio iconico è Atomino, un bambino perennemente in fuga dai generali guerrafondai, pubblicato per la prima volta nel Il Pioniere del Giovedì, supplemento de l’Unità nel 1963, e successivamente anche nel Pioniere supplemento Noi Donne, venne pubblicato anche nella Repubblica Democratica Tedesca dal 1964. Al personaggio furono dedicati negli anni anche alcuni libri, quali “Sei storie di Atomino” e “Atomino“.

Un altro personaggio importante è Aquila Bianca, che esordisce sulle pagine del Pioniere nel 1960 e che si proponeva di raccontare la storia dal punto di vista dei nativi.

Altri personaggi meno conosciuti ma comunque importanti sono  la Piccola Pattuglia, in lotta perenne contro i mafiosi e Mario L’Emigrante, il cui nome è già un manifesto.

Rodari scrisse anche il Manuale del Pioniere, testo di riferimento per il movimento giovanile, che già dal nome sembra un po’ ricordare l’Almanacco delle Giovani Marmotte.

Copertina del manuele del Pioniere

La testata venne pubblicata fino al 1962.

I perchè della chiusura nelle parole della donna che più di tutte era stata insieme a Rodari il cuore della Rivista, Dina Rinaldi:

“Con questo numero, in data 20 maggio 1962, il nostro “Pioniere” sospende le pubblicazioni.
Siamo consapevoli di quanto questa notizia vi addolorerà (come addolora noi nel comunicarvela), soprattutto perché essa viene a togliervi, inaspettatamente, ciò che da anni eravate abituati a considerare come cosa vostra, che vi appartiene, e che pensavate di lasciare fra alcuni anni, solo quando vi sareste fatti adulti.
La sospensione del “Pioniere” ha, naturalmente una sua causa precisa: la diffusione. Non è più possibile, infatti, diffondere oggi il nostro giornale solamente attraverso l’attività dei diffusori e la raccolta degli abbonamenti. I diffusori, che per tanti anni e con molto sacrificio, hanno portato il “Pioniere” nelle vostre case propongono, e giustamente, di diffonderlo nelle edicole, proprio perché esso possa essere acquistato e letto da molti più ragazzi.
Questa intenzione avrebbe potuto benissimo realizzarsi se non ci trovassimo alla vigilia delle vacanze. Durante i mesi estivi, infatti la diffusione dei giornali per ragazzi diminuisce sempre. Inoltre, il “lancio” di un giornale nelle edicole deve essere accompagnato da una campagna pubblicitaria. Il “Pioniere” dovrebbe poi arricchirsi di altre pagine e,  di conseguenza, aumentare il suo prezzo di vendita. E poiché, per ragioni tecniche, non è possibile realizzare tutto questo in poche settimane, siamo costretti a rimandare nel tempo la nostra iniziativa …. Il “Pioniere”, insomma, ha sempre voluto accostarvi, anche attraverso i suoi “fumetti”, a ideali e sentimenti quali la scuola e la società d’oggi ignorano. E ciò facendo, sapeva di aiutarvi ad avere una visione nuova della vita e dei rapporti fra gli uomini, una diversa consapevolezza del valore che ogni conquista umana porta con sé.”

Le pubblicazioni ripresero dal 1963 al 1966 come Il Pioniere dell’Unità edito come supplemento del giovedì de L’Unità e, nel 1967, venne riproposta come inserto della rivista Noi Donne edita da UDI fino al 1970 col nome Pioniere Noi Donne, un esperimento di riproporre la rivista negli anni 70 purtroppo non ebbe successo.

Collage di copertine de "Il Pioniere" estratto dal sito "http://www.ilpioniere.org/ "

MALEDETTI FUMETTI: SULLA POLEMICA RODARI, IOTTI ,TOGLIATTI  SUL FUMETTO

Che il fascismo avesse una chiara e “genetica” avversione nei confronti del fumetto è comprensibile, vista la sua presunta origine statunitense, ma che un partito “progressista” arrivasse a sposare teorie che ricordano il Maccartismo negli USA di sicuro sorprende.

Ma cosa accadde in USA al termine della seconda guerra mondiale?

Dopo essere stati utilizzati come mezzo di propaganda, nel dopoguerra i fumetti in USA divennero il capro espiatorio del meccanismo di corruzione dei giovani, che, secondo gli esponenti intellettuali dell’epoca, venivano allontanati dai normali costumi sessuali e legali. Venne così istituito il Comic Code Authority (CCA), l’organo di censura del fumetto statunitense che proibiva la raffigurazione di sangue, violenza e sessualità; richiedeva inoltre che le autorità non fossero mai ridicolizzate e che i buoni dovessero sempre vincere. Il CCA censurava anche la presenza di vampiri, licantropi, zombi e simili e proibiva la presenza di liquori, tabacco, coltelli, esplosivi, pin-up nude o poco vestite. L’istituzione del CCA segnò la fine della Golden Age e l’inizio della Silver Age.

Il regime fascista, tuttavia, noto per i suoi giri di valzer, passò in poco tempo dal disdegnare il fumetto, considerato come il prodotto peggiore dell’odiata plutocrazia americana, all’utilizzarlo come veicolo di propaganda verso le nuove generazioni. Il Balilla, giornalino per ragazzi, divenne così la casa di numerosi personaggi-eroi a fumetti che dovevano insegnare ai giovani italiani quei valori militareschi che la patria richiedeva loro. La stessa patria che poi li condusse, in nome di quei valori, a morire sui fronti di tutta Europa.

Con la fine della seconda guerra mondiale le sorti del fumetto in Italia non sembrarono migliorare. La Chiesa eresse un muro contro la diffusione di un genere che considerava immorale a anti-educativo. E seppur non mancarono voci discordanti e tentativi di produrre fumetti di ispirazione cattolica, questo sentimento non mutò per decenni. Tanto era forte l’ostilità di questo ambiente per i fumetti che i parlamentari DC Maria Federici e Giovan Battista Migliori, nel 1951, presentarono una proposta di legge con l’obiettivo di introdurre un controllo preventivo sulla diffusione dei fumetti.


Palmiro Togliatti e nilde iotti Foto scaricata da Alamy Stock.
CollaboratorMARKA  © degli aventi diritti, immagine utilizzata solo a fini divulgativi

A bloccare l’approvazione di questo progetto fu il PCI, preoccupato che si creasse un pericoloso precedente in tema di censura, ma in realtà i dirigenti comunisti, Nilde Iotti in testa, avevano un’opinione dei fumetti addirittura peggiore di quella dei loro colleghi democristiani. Così si espresse la Iotti a seguito di un caso di cronaca nera in cui erano coinvolti due ragazzi, scrisse testualmente: “si tratta di tipico esempio di esaltazione mentale provocata dalla lettura di certi giornali e fumetti che in gran copia sono stati rinvenuti nelle abitazioni dei due giovani.”

Sembra di ascoltare qualche tigre del web di oggi pronta a condannare videogiochi, giochi di ruolo e social, portatori di un messaggio deleterio non ben definito. La storia, purtroppo, si ripete sempre.

Eppure nel partito c’erano state e c’erano ancora voci discordanti sulla linea da tenere verso i fumetti.

Per primo era stato Elio Vittorini a difendere il fumetto, provocando addirittura l’ira di Togliatti che accusava la rivista diretta dal noto scrittore, di “esaltare le avanguardie e l’arte decadente, alla continua ricerca del nuovo”. La replica di Vittorini, fu puntuale e severa. “Il compito dell’intellettuale non è quello di suonare il piffero per la rivoluzione dando una veste poetica alla politica, ma quello di raccogliere tutti gli stimoli culturali che la società offre, per rinnovarla dal profondo”.

Sarà per questo che Vittorini dopo poco abbandonerà il partito?

Nei primi anni cinquanta fu, poi, proprio Gianni Rodari, supportato da Marisa Musu, partigiana e giornalista ad erigersi ad alfiere della causa dei fumetti. La Musu affermò con notevole sensibilità sociologica che era insensato attaccare la forma del fumetto poiché erano i contenuti a determinarne il ruolo sociale e culturale.

La polemica, se così si può definire, durò un battito di ciglia. Nilde Iotti su Rinascita  riaffermò la linea ufficiale dicendo che il fumetto era “stato lanciato da Hearst, imperialista cinico e fascista” e rincarò la dose presentando una tesi che oggi faticheremmo a non definire surreale. 

“Decadenza, corruzione, delinquenza dei giovani e dilagare del fumetto sono dunque fatti collegati, ma non l’effetto e la causa, bensì come manifestazioni diverse di una realtà unica.” Sembra davvero una frase di Mc Carthy.

Rodari, sentendosi tirato in ballo rispose all’attacco, sostenendo che il fumetto aveva la forza di smarcarsi dai canoni statunitensi e conquistare una nuova autonomia espressiva utile alla diffusione di idee progressiste tra le masse: “Accanto ai libri, possono i fumetti essere uno strumento, anche secondario, in questa lotta oggi? Se non possono smettiamo di stamparli”.  Togliatti, direttore di Rinascita, intervenne con durezza respingendo al mittente l’idea che il fumetto fosse una nuova forma di cultura popolare e chiuse la porta in faccia al povero Rodari, investendolo con la sua sprezzante ironia.“Per conto nostro non metteremo a fumetti la storia del nostro partito o della rivoluzione”.

Quanta miopia da parte dei massimi esponenti del PCI.

Rodari nonostante tutto tentò una “via socialista al fumetto”, un ibridismo piuttosto scadente in cui una colonna di vignette si accompagnava ad una di testo. Esperimento a mala pena tollerato dalla dirigenza del partito, ma alla fine dovette arrendersi, i tempi non erano ancora maturi ed era impossibile cambiare la linea del PCI che sosteneva ciecamente il realismo socialista in cui non poteva esserci posto per il fumetto che,  non solo con la sua stilizzazione del disegno, si avvicinava pericolosamente a forme d’arte astratte. Le  ambientazioni fantastiche, poi, nell’ottica dei dirigenti comunisti avrebbero potuto spingere le masse alla fuga dalla realtà, indebolendone la tempra e la vocazione rivoluzionaria.

Con il tempo però la forza ribelle del fumetto esplose senza freni. E molti grandi eroi nati tra le pagine di questa straordinaria forma d’arte contribuiscono ancora oggi a combattere, a loro modo, importanti battaglie sociali e culturali. Per non parlare di tutti quei fumetti che fanno dell’impegno civile la propria missione centrale.

E Nilde e Palmiro zitti.

Se volete approfondire gli argomenti trattati qui in breve vi segnalo i video del  Convegno L’altro Rodari (Casa della resistenza di Fondotoce) del 23.11.2019, li trovate sulla pagina del Comitato Ricerche Pioniere   https://www.youtube.com/channel/UCpeHXmPv2a57WHGYMj2XsxA.

Se poi volete leggere tutti, ma proprio tutti, e gratis i numeri del Pioniere ( e non solo anche quelli del Moschettiere e molto altro) non avete che da visitare il meraviglioso sito curato da Carlo Zaia, http://www.ilpioniere.org/ una vera e propria bibbia frutto di un lavoro certosino di anni alla ricerca degli originali da scansionare. Avvicinatevi al sito come veri credenti e … scaricate tutti i numeri, ne vale davvero la pena. 

Che il fumetto sia con voi … e anche Rodari.

Cipollino e il cavalier Pomodoro in un francobollo russo del 1992

BIOGRAFIA/BIOGRAPHY

Damiano Gallinaro Breve biografia

Antropologo è socio e ricercatore per l’Associazione Nazionale Professionale Italiana Antropologi (ANPIA). Nel 1996 si laurea in Giurisprudenza e  nel 2004 in Teorie e Pratiche dell’Antropologia. Nel 2011, dopo un percorso di ricerca di tre anni ottiene un PhD in Etnologia e Etnoantropologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Da sempre appassionato di fumetti ha collaborato alla rivista Glamazonia e nelle sue pause dal lavoro di ricerca antropologica si diletta nello scrivere storie che spera un giorno possano diventare fumetti. E’ sempre più convinto che da grandi poteri nascano grandi responsabilità.


NOTE EXTRA

Ringraziamenti

Ringrazio tutti coloro che hanno accolto l’invito di Fumettomania e che ammireremo nelle prossime settimane, e cioè:
Lele Corvi di Codogno (LO), Gordiano Lupi di Piombino (PI), Donatella Manna di Santa Lucia del Mela (ME), Antonio Barreca di Milazzo, Riccardo Guardone di Catania, Damiano Gallinaro da Roma (il protagonista del racconto illustrato che pubblichiamo oggi), Morena Moretti dell‘associazione “Il Pioniere” di Bologna, Mariella Chiaramonte e La Biblioteca Oasi sez. Ragazzi di Barcellona Pozzo di Gotto, Nadia Cortese di Bergamo, Davide Peddis di Oristano, le classi di I, II e III media dell’Istituto comprensivo “B. Genovese” di Barcellona P.G., coordinate dal prof. Santino Raimondo, Filippo FerrucciEnrico Guerrini e Vincenzo Trama de “Il Foglio Letterario“, Lorenzo Barruscotto di Asti.

E tra alcune settimane ci saranno altri ringraziamenti perché sono in arrivo altri 5 (forse 6) contributi disegnati, tra cui quelli di Maurizio Ribichini, di Roberto Irace, di Ester Cardella, di Giulia Beatrice Fiumara (già collaboratrice del “Il Foglio Letterario“) ed il materiale da parte di Gabriella Strino del Parco della fantasia Gianni Rodari ad Omegna e tanti altri artisti.


Gli altri articoli su Rodari pubblicati nel nostro web magazine:

1911-2020: Quinta opera
https://www.fumettomaniafactory.net/omino-dei-sogni-di-riccardo-guardone/

12-11-2020: Quarta opera
https://www.fumettomaniafactory.net/il-mago-delle-comete-illustrazione-di-antoniobarreca/

07-11-2020: Terza opera
https://www.fumettomaniafactory.net/gianni-rodari-fiabe-e-fantasia-di-gordiano-lupi-speciale-gianni-rodari-a-fumetti/

30-10-2020: Seconda opera
https://www.fumettomaniafactory.net/ai-giovani-e-vecchi-gamberi-di-questo-mondo-di-donatella-manna-speciale-gianni-rodari-a-fumetti/

23-10-2020: Prima opera
https://www.fumettomaniafactory.net/lele-corvi-celebra-gianni-rodari-nella-prima-puntata-dello-speciale-di-fumettomania-factory/

Comunicato stampa del 14-09-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/fumettomania-e-biblioteca-oasi-lanciano-un-grande-progetto-dedicato-a-gianni-rodari/

articolo del 07-04-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/gianni-rodari-cipollino-e-i-fumetti-anteprima-del-nuovo-speciale-di-fumettomania-factory/


PRINCIPALI SPAZI VIRTUALI
DEDICATI A GIANNI RODARI

Nel 2020 festeggiamo il centenario della nascita di Gianni Rodari con https://100giannirodari.com/

Centro Studi Gianni Rodari
Istituto di Ricerca su Rodari a Orvieto

Parco della fantasia Gianni Rodari ad Omegna

https://centro-studi-gianni-rodari-orvieto.business.sit

https://www.rodariparcofantasia.it/

Sito ufficiale (http://www.giannirodari.it/)

La Torta in Rete (http://www.bdp.it/Rodari/)

Rodari in Letteratura.it (http://www.letteratura.it/giannirodari/index.htm)

Biografia di Rodari in Italialibri.net (http://www.italialibri.net/autori/rodarig.html)

L’associazione de “Il Pioniere”, una buona testata fumettistica degli anni ‘50 nella quale Rodari fu Direttore Responsabile. 
http://www.ilpioniere.org

afNews.infoagenzia di stampa di settore, gestita come un blog giornalistico curato da Gianfranco Goria
http://www.afnews.info/wordpress

http://www.afnews.info/wordpress/2020/03/14/rodari-per-divertirci-insieme-ai-bambini/