FUMETTOMANIA celebra i 60 ANNI di DOCTOR WHO.

Oggi inizia un lungo articolo diviso in tre parti dedicato al secondo episodio della terza stagione di Doctor Who, dopo il reboot dei primi anni 2000, dal titolo The Shakespeare Code. L’autore è il nostro mitico socio e collaboratore Fabio Ciaramaglia, protagonista indiscusso degli approfondimenti su Dungeons & Dragons, che pubblichiamo ogni 15 giorni, ed anche di quelli su Tomb Raider, quest’ultimo in stand-bye da alcuni mesi per dare spazio allo speciale sui 50 anni di D&D. Fabio aveva firmato anche l’introduzione al progetto lo scorso 18 maggio.

I tre articoli abbiamo deciso di pubblicarli, non in 3 settimane (ogni giovedi) ma in due, così da essere maggiormente apprezzati. Vi rammentiamo che questo articolo come tutti quelli scritti da Fabio è bilingue, in italiano ed in inglese, a beneficio degli amici/che stranieri che ci seguono.

Prima di cominciare a leggere i testi di fabio, infine, salutiamo con gioia la presenza del maestro inglese Bryan Talbot, che ci ha inviato con alcuni suoi sketch dedicati al Dottore.

Vi ricordiamo che la prima puntata di questo speciale,era dedicata alla striscia “doctor who: terror from the-deep“, una strip no-profit che il nostro amico John Freeman sta pubblicando su downthetubes; la seconda era dedicata a Elena Casagrande, grande disegnatrice italiana apprezzata a livello internazionale, in particolare negli States ed in UK, che in passato ha realizzato delle storie a fumetti di Doctor Who.

Mentre la terza puntata è stata una miscellania di notizie legate ai fumetti su Doctor Who, grazie al Podcast di “Doctor Who Panel to Panel” che ha intervistato l’editore Panini Ed Hammond, al preview del numero 597 di Doctor Who Magazine, e al dvd “The Doctors: Gli anni di Sylvester McCoy – Dietro le quinte”.

Il Dottore è tornato, ed anche noi (il suo pubblico)!
Auguri per i suoi 60 anni.

In fondo all’articolo, se qualcuno ne fosse interessato, si trovano le informazioni per partecipare a questo speciale progetto di fumettomania (in lingua italiana ed in inglese).

Nota bene: Doctor Who © 2023 BBC Studios. Le immagini che pubblichiamo sono solo a fini divulgativi.

Mario Benenati
Presidente di Fumettomania Factory APS
e direttore culturale del sito-magazine omonimo

P.S.: Continuiamo a ringraziare a John Freeman per la sua strip e per gli altri articoli e tutti gli altri amici ed amiche che pubblicheremo nelle prossime settimane: Elena Casagrande, Fabio Ciaramaglia e Bryan Talbot, (che pubblichiamo oggi), Alessandro Bottero, Damiano Gallinaro, Sonia Saturno, Luigi Iannelli, Antonino Barreca, Maria Celeste Arena, Gabriela Pinzaru e, mi auguro, tanti altri artisti.
I nostri ringraziamenti sono molto sentiti, perché sappiamo bene che non è facile per un autore professionista partecipare a questi tipi di progetti, immerso com’è nei vari impegni di lavoro. Grazie di cuore a tutti.


WE CELEBRATE 60 YEARS OF DOCTOR WHO
(Celebriamo i 60 anni della serie televisiva Doctor Who)

banner promozionale per DOCTOR WHO 60 YEARS © 2023 BBC Studios. Immagine utilizzata solo a fini divulgativi.
Banner promozionale per DOCTOR WHO 60 YEARS © 2023 BBC Studios. Immagine utilizzata solo a fini divulgativi.

Introduzione a The Shakespeare Code (Doctor Who S3, E2)

Cast di The Shakespeare Code © degli aventi diritti. Immagine utilizzata solo a fini divulgativi.

Uno degli episodi di Doctor Who più complessi e, oltretutto, saturi di cultura inglese è il secondo della terza stagione dopo il reboot dei primi anni 2000, dal titolo The Shakespeare Code. Come si evince dal titolo, molti dei riferimenti sono legati proprio a William Shakespeare, quindi alle sue opere e anche l’ambientazione è proprio nella sua epoca, ovvero la Londra del 1599 in cui da poco è stato inaugurato il Globe Theatre. L’episodio è stato trasmesso la prima volta su BBC One nell’aprile del 2007, lo stesso mese in cui si celebrano la data di nascita (e di morte) del drammaturgo (23 aprile 1564- 23 aprile 1616).

Il Dottore in questione è la decima versione interpretata da David Tennant. L’attore scozzese era già abbastanza famoso all’epoca, ma sicuramente le sue tre stagioni in Doctor Who hanno contribuito a una ulteriore ascesa. Peraltro poco prima del suo ingaggio nella serie aveva alternato le sue attività tra cinema, televisione e teatro, in particolare partecipando a numerose messe in scena della Royal Shakespeare Company, specializzata prevalentemente, anche se non solo, proprio in opere del Bardo di Stratford-Upon-Avon.

Qualcuno lo ricordava anche per la sua pur breve partecipazione a Harry Potter and the Goblet of Fire (2005) nel ruolo di Barty Crouch Jr., e qualcun altro oggi lo conosce per la sua interpretazione nella serie Good Omens (2019) nel ruolo di Crowley.

Tennant si ritrovò nella difficile posizione di dover rimpiazzare Christopher Ecclestone (altro celebre e poliedrico attore britannico) in seguito al suo burrascoso e forse prematuro abbandono della serie dopo la prima stagione del reboot e che aveva riportato al grande successo e all’interesse del pubblico. Non lo fece rimpiangere e durante il suo periodo Doctor Who iniziò a riscuotere un successo internazionale, quindi oltre le coste delle isole britanniche, tant’è che alla conclusione del suo ciclo, la produzione fu quasi costretta a investire moltissimo nel cast, ingaggiando gli allora giovani Matt Smith e Karen Gillan, i cui nomi sono ormai famosi tra gli appassionati di varie serie televisive e cinematografiche (House of the Dragon per il primo, Guardians of the Galaxy, per la seconda). Ma questa è un’altra storia.

La compagna per gran parte di questa stagione è Martha Jones, interpretata dall’attrice britannica (ma di origini miste curda e ghanese) Freema Agyeman (nota successivamente per Law&Order: UK e per il recente New Amsterdam) che ebbe l’ingrato compito di dover sostituire l’amato personaggio di Rose Tyler (Billie Piper) non solo nel cuore del pubblico, ma soprattutto, per questioni di narrativa interna, del Dottore stesso. Alcuni di questi elementi legati al suo ruolo che potremmo definire di transizione sono presenti in questo stesso episodio.

Mi si consenta un’ultima digressione prima di passare all’analisi di The Shakespeare Code. Nei circa dieci anni precedenti, le opere del Bardo avevano ricevuto un particolare interesse da parte della cultura popolare, soprattutto nel cinema.

Sono informazioni che possono essere trovate facilmente su internet, ma ne evidenziamo qualcuna: nel 1996 (poi migliorata nel 2009) esce una versione di Hamlet proprio con Tennant nei panni del Principe di Danimarca e nello stesso anno esce Hamlet di Kenneth Branagh con un cast di tutto rispetto e lo stesso artista nordirlandese è alle prese con Love’s Labour’s Lost (2000) e As You Like It (2006); del 2004 è il The Merchant of Venice in cui Shylock è interpretato da Al Pacino il quale aveva prodotto il brillante docufilm Looking for Richard nel 1996; del 1998 è il celebrato Romeo+Juliet di Baz Luhrman con un giovane Leonardo Di Caprio, del 1999 Titus con Anthony Hopkins nel ruolo di protagonista.

Locandina di Romeo + Juliet
Locandina di Romeo + Juliet © degli aventi diritti. Immagine utilizzata solo a fini divulgativi.

La lista del decennio è decisamente più lunga, e se poi andassimo a esaminare anche altre tipologie di prodotti si potrebbe scrivere una tesi di dottorato -cosa che in effetti qualcuno ha fatto. Al di là di re-interpretazioni delle opere, ricordiamo anche il successo di Shakespeare in Love (1998) che fa letteralmente incetta di premi Oscar, entrando in maniera metateatrale nel mondo di Shakespeare come personaggio storico di cui effettivamente non si sa moltissimo, a parte alcuni documenti ufficiali sparsi qua e là, e che danno la possibilità di inventare e creare letteralmente ex novo delle storie fittizie -d’altronde anche nei fumetti questo era avvenuto con le apparizioni di Shakespeare nella serie The Sandman di Neil Gaiman.

Insomma, mettendoci nei panni del pubblico anglofono del 2007, possiamo immaginare che esso fosse, in qualche modo, educato alle molteplici interpretazioni delle opere shakespeariane nonché a biografie fittizie riguardanti il bardo (cosa che forse era cominciata nel 1821 con Kenilworth di Sir Walter Scott, è proseguita con Ulysses di James Joyce nel 1922 e continua qua e là anche oggi).

The Shakespeare Code contiene tutti questi elementi di reinterpretazione, di citazione e di biografia fittizia e, a mio avviso, è una piccola pietra miliare in questo settore dei cultural studies.

Martha, Shakespeare e il Dottore. © degli aventi diritti. Immagine utilizzata solo a fini divulgativi.

Bibliografia minima

Parliamo qua principalmente di The Shakespeare Code, la cui prima messa in onda è stata nell’aprile del 2007 su BBC One. La regia è di Charlie Palmer, mentre la sceneggiatura è a opera di Steven Moffat, Sydney Newman e Gareth Roberts. Per una completa lista di chi ha collaborato, si veda la pagina IMDB https://www.imdb.com/title/tt0974729/ . Su Prime Video è possibile vedere l’episodio, ma sono state pubblicate anche versioni in DVD.

Una lista quasi completa dei film basati su Shakespeare e/o le sue opere è disponibile su Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_William_Shakespeare_screen_adaptations

Esistono molti studi su Shakespeare nel cinema, ne menzioniamo due:

Isabella Imperiali (a cura di), Shakespeare al cinema, 2000, Bulzoni

Robert Shaughnessy (a cura di), Shakespeare on Film, 1998, Bloomsbury

Ne esistono svariati anche su Shakespeare nei media, ma facciamo riferimento a uno specifico:

Richard Burt (a cura di), Shakespeare after Shakespeare, 2006, Greenwood

La metodologia usata in questo articolo e nei due successivi è la stessa che ho adottato nella mia tesi di dottorato, Shakespeare nella televisione italiana dal 1977 al 2003, 2005, disponibile nella Biblioteca Nazionale di Roma e quella di Firenze.

CONTINUA TRA POCHI GIORNI

Biografia dell’autore

FABIO CIARAMAGLIA

Con una laurea in letteratura inglese con una tesi su Shakespeare nei fumetti (2000) e con un dottorato con una tesi su Shakespeare nella televisione italiana (2004), ho sempre cercato di occuparmi della relazione tra letteratura e altri media.

Ho collaborato con varie riviste di fumetti, da Fumo di China a Fumettomania nella sua precedente incarnazione, ma ho anche tradotto due fumetti per la Magic Press e alcune poesie inglesi.
Ho poi iniziato a insegnare inglese nelle scuole superiori prima a Roma e poi, dal 2015, a Trieste.

Non ho perso l’animo nerd nemmeno da insegnante, ma a partire dal 2006 ho virato più sul versante dei videogiochi, in alcuni dei quali, forse per deformazione professionale, ho riscontrato elementi degni di analisi che però prima di ora non avevo avuto il coraggio di affrontare con maggiore serietà.


IL MAESTRO INGLESE BRYAN TALBOT ILLUSTRA DOCTOR WHO

Sopra: due sketch di Bryan Talbot, dedicati a Doctor Who, del 2022 e del 2019.
Sotto due immagini estratte dalla graphic Novel “Alice in Sunderland” scritta e disegnata di Bryan Talbot

Damiano Gallinaro insieme a Bryan Talbot, all'edizione 2023 del Lakes International Comic Art Festivale
Bryan Talbot, all’edizione 2023 del Lakes International Comic Art Festival, insieme al nostro socio Damiano Gallinaro

In occasione della nuova edizione italiana di un capolavoro di Bryan Talbot: “La Storia del Topo Cattivo“, avvenuta a fine gennaio grazie a Tunuè Edizioni, e qualche settimana prima che il maestro inglese fosse ospite a Lucca Comics&Games abbiamo pubblicato una nuova lunga intervista ai pluripremiati autori di fumetti Mary Margaret Talbot e Bryan Talbot , che ci raccontano della graphic novel RAIN e di tutti i loro recenti lavori.

Per conoscere le opere del maestro inglese ecco l’url del suo sito

http://www.bryan-talbot.com

ENGLISH VERSION

An introduction to The Shakespeare Code (Doctor Who S3, E2)

Cover dell'edizione italiana in DVD della terza stagione di Doctor Who

One of the most complex episodes of Doctor Who, which is incidentally also particularly full of “Britishness”, is the second one of the third series of the rebooted version of the first 2000s, whose title is The Shakespeare Code.

As we can gather from the title, many references are clearly to William Shakespeare and his works and his time, that is London in 1599 where the Globe Theatre has just been finished. This episode was broadcast for the first time on BBC One in April 2007, that is the same month in which Shakespeare (23rd April 1564- 23rd April 1616) is normally celebrated.

The Doctor here is the tenth version portrayed by David Tennant. The Scottish actor was already rather famous at that time, but surely his three seasons in Doctor Who have boosted his career. Shortly before his employment in the series he had worked in cinema, television and theatre, in particular joining many performances of the Royal Shakespeare Company, specialized mainly, but not only, in Shakespearean plays. Someone may have remembered him for the role of Barty Crouch Jr in Harry Potter and the Goblet of Fire (2005), while others today may recognise him for his portrayal of Crowley in the series Good Omens (2019).

Tennant had the difficult task to replace Christopher Ecclestone (another famous British actor) because of his rushed and maybe too early withdrawal from the series, after the first season of the reboot which had revamped the success and the attention of the audience. Yet, there were no regrets and Tennant’s period in Doctor Who began gaining also international success and by the end of his cycle the production was almost forced to invest a lot on the cast, employing the young Matt Smith and Karen Gillian, whose names are by now famous for TV series and cinema fans (House of the Dragon for the former, Guardians of the Galaxy, for the latter). But this is another story.

For most of the season, the companion of the Doctor is Martha Jones, portrayed by actress Freema Agyeman who is British but with clear Kurd and Ghanese origin. This actress (later known for Law&Order: UK and the recent New Amsterdam) had the difficult task of replacing the character of Rose Tyler (Billie Piper) not just in the heart of the audience, ma also, in the storytelling, in that of the Doctor himself. Some of these elements related to her role, which we may define as a transition, are clear also in this episode.

Let me digress a bit more before the analysis of The Shakespeare Code. In the time span of ten years which includes this episode, Shakespeare’s works had had a particular attention by popular culture, especially in cinema. It is the type of information which can be easily found on the internet, but we are going to underline some parts of it.

In 1996 a version of Hamlet (improved later in 2009) is released and there is Tennant as the protagonist, and in the same year there is a bigger version with a striking cast of the same play by Kenneth Branagh, who also directs and acts in Love’s Labour’s Lost (2000) and As You Like It (2006); in 2004 The Merchant of Venice is in the cinemas, with Shylock portrayed by Al Pacino, who had produced also the brilliant docufilm Looking for Richard in 1996; in 1998 it is the time of the famous and successful Romeo+Juliet by Baz Luhrman, with a young Leonardo Di Caprio, in 1999 follows Titus with Anthony Hopkins.

The full list of that decade is even longer, then if we examined other types of media we could write a Ph.D. dissertation -fact which has actually happened! Beyond the versions of Shakespearean works, we have to underline also the success of Shakespeare in Love (1998), winner of several Academy Awards and which enters in the world of the Bard as a historical character. Of the life of Shakespeare we know just a little, apart some few official documents, and this fact gives the chance of inventing and making up from scratch stories based on his life – as a matter of fact this had happened also in comics with The Sandman by Neil Gaiman.

Basically, walking in the shoes of a British spectator of 2007, we may imagine they were rather used to watching several and different interpretations of the works of the Bard but also to imaginary biographies (fact which had begun maybe in 1821 with Sir Walter Scott‘s Kenilworth, it has arrived to James Joyce‘s Ulysses in 1922 and somehow is still ongoing).

The Shakespeare Code is full of all these elements of re-reading, quotations and imaginary biography and, in my opinion, it is a little milestone in this area of cultural studies.

Further readings

We speak here mainly of The Shakespeare Code, broadcast for the first time in April 2007 on BBC One. The direction is by Charlie Palmer and the script is by Steven Moffat, Sydney Newman and Gareth Roberts. For a full list of credits, check the IMDB page: https://www.imdb.com/title/tt0974729/ . The episode is available on Prime Video, but there are also DVD collections.

An almost full list of films based on Shakespeare and/or his plays is available on Wikipedia:

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_William_Shakespeare_screen_adaptations

There are several essays on Shakespeare and cinema, we just mention two of them:

Isabella Imperiali (ed.), Shakespeare al cinema, 2000, Bulzoni

Robert Shaughnessy (ed.), Shakespeare on Film, 1998, Bloomsbury

Also on Shakespeare in media there are several essays, but we refer to a specific one:

Richard Burt (ed.), Shakespeare after Shakespeare, 2006, Greenwood

The method of analysis used in this article and the next two is the same I have used in my Ph.D. dissertation on Shakespeare in Italian TV from 1977 to 2003 (2005), available in the National Libraries of Rome and Florence.

CONTINUE IN A FEW DAYS

Biography

FABIO CIARAMAGLIA

With an M.A. degree in English Literature, with a dissertation on Shakespeare and comics (2000) and a Ph.D. with a dissertation on Shakespeare and Italian TV (2004), I have always tried to deal with the complex relationship between literature and other media.

I have written for comics magazines, such as Fumo di China and Fumettomania (in its previous printed version), but also translated into Italian a couple of American comics for the publisher Magic Press and some poems. Meanwhile I have begun teaching English language at High School, at first in Rome and then, after 2015, in Trieste.

I have never lost the nerdy attitude even as a teacher, but since 2006 videogames have attracted me more and in some of them, maybe for a personal inclination, I have found several elements which are worth of being analysed, though before this year I had never dared approaching more seriously.

NOTE A MARGINE

I FUMETTI DI DOCTOR WHO IN ITALIA

I fumetti di Doctor Who, attualmente sono pubblicati dall’editoriale Cosmo, digitando il link seguente vedrete quali sono i volumi in vendita e come acquistarli.

https://www.editorialecosmo.it/serie/doctor-who-editoriale-cosmo/


UN PO’ DI RASSEGNA STAMPA SUL LANCIO DEL NOSTRO PROGETTO SUI 60 ANNI DI DOCTOR WHO

domenica 19 nov. – gazzetta del sud – autore Leonardo Orlando

Sul web

https://downthetubes.net/italys-fumettomania-factory-celebrates-60-years-of-doctor-who-and-announces-other-special-projects-devoted-to-the-ninth-art/

https://www.afnews.info/w22/2023/11/16/doctor-who-60-e-gli-altri-special-project-di-fumettomania-per-il-biennio-2023-24/

https://magazinepausacaffe.blogspot.com/2023/11/festeggiamo-i-60-anni-di-doctor-who.html

https://www.tempostretto.it/news/fumettomania.html

https://www.orawebtv.it/barcellona-pg-lultima-stagione-di-fumettomania/

https://24live.it/2023/09/28/lultima-stagione-di-fumettomania/

CONTINUA NELLA SECONDA PAGINA
CON LE NOTE EXTRA E LE REGOLE PER PARTECIPARE A QUESTO SPECIALE …


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