Nella settimana in cui festeggiamo i trent’anni della nostra Associazione, che deve la sua nascita anche ai fumetti di super eroi (dei quali abbiamo pubblicato nel corso degli anni tanti articoli e recensioni), abbiamo il piacere di pubblicare l’intervista ad un grandissimo scrittore di fumetti di supereroi: famosissimo per la sua miniserie Crisis, co-creatore di Nova, co-creatore dei Teen Titans, il mitico Marv Wolfman!

Alcune opere di Wolfman non possono, e non devono mancare, nella libreria di un appassionato di fumetti, vediamo cosa ci racconta l’autore ai microfoni di Filippo Marzo.

Buona lettura

Mario Benenati, curatore del sito Fumettomania Web Magazine


DAL NOSTRO INVIATO DA MONTERREY (MESSICO)

Quattro chiacchiere con ...

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(di Filippo Marzo e Fabio Butera)

Filippo Marzo: Salve a tutti amici di Comics Reporter e Fumettomania, il nostro ospite oggi è davvero emozionante. Oggi abbiamo con noi un’eminenza del mondo dei comics.

È con noi Mr. Marv Wolfman, famosissimo per la sua miniserie Crisis, co-creatore di Nova, co-creatore dei Teen Titans e moltissimi, moltissimi volumi che hanno fatto veramente la storia del fumetto. Benvenuto Mr. Wolfman.

Marv Wolfman: Oh, grazie. Mi fa piacere essere con voi. Grazie per il vostro invito.

cover doppia del n. 1 della mini serie Crisis on infinite Earths (1985)
cover doppia del n. 1 della mini serie Crisis on infinite Earths (1985)

FM: Cominciamo subito con la prima domanda. Nel 1985 sei stato l’artefice, insieme a George Perez, di “Crisis on Infinite Earths”. Questa miniserie, non solo ha ri-plasmato l’universo DC, ma è sicuramente una pietra miliare del fumetto. Quanto eravate consci all’epoca che questa storia sarebbe stata così rilevante?

MW: Beh, quando ho sottoposto l’idea della storia alla DC Comics, si trattava esclusivamente di sostenere l’universo DC e di portare le persone che non leggevano fumetti DC, che magari erano fan della Marvel, a leggerli.

Non credevo neanche che gli stessi volumi di Crisis, sarebbero stati proprio quelli ad essere così ricordati. Pensavo soltanto che si sarebbe trattato dell’avvento del nuovo Universo DC, che seguiva la fine del precedente. E noi non eravamo altro che una tabella di marcia verso ciò che volevamo realizzare. Non ho mai considerato che Crisis potesse diventare una pietra miliare.

tavole a matita di George Perez  da la mini serie Crisis on infinite Earths (1985)

FM: Continuiamo. Recentemente, tu e George Perez, avete partecipato ad un episodio dei “Teen Titans, Go! ” doppiando voi stessi. Com’è stata questa esperienza e quanto vi siete divertiti?

MW: È stato incredibilmente divertente. Eccoci qui, io e George. Devo dirvi che, di fatto, abbiamo realizzato due episodi. Il secondo dovrebbe andare in onda, al più tardi, o questo o il prossimo mese. Ma li abbiamo realizzati contemporaneamente.

Tornando a noi: è stato molto divertente. Non è qualcosa a cui sono abituato: non so quanto spesso agli scrittori e disegnatori di fumetti è chiesto di essere protagonisti in un cartone animato. È stato moto gentile da parte loro.

frame dall'episodio dei "Teen Titans, Go!

La cosa divertente è che, dato che la mia memoria non è più così buona, dovevo leggere dalla sceneggiatura. Io non ho scritto la sceneggiatura. Quindi stavo leggendo le parole di qualcun altro, ma che venivano pronunciate dalla mia bocca animata. È stato davvero, davvero molto divertente. Ho amato farlo e mi piace davvero lo show dedicato ai Teen Titans, Go!

frame3 dall'episodio dei "Teen Titans, Go!

FB: Nova, che tu hai creato, ed i Teen Titans, che hai rilanciato, sono dei teenagers, così come Tim Drake. Pensi che utilizzare i teenagers sia un buon espediente per creare un’empatia immediata con il lettore?

MW: Beh, quando sei un adolescente, ti è concesso fare degli errori. Ti è concesso di rovinare tutto completamente.

Se un trentenne avesse fatto le cose che ha fatto Spider-Man, e tutte le stupidaggini che ha fatto, lo avreste percepito in maniera strana. Ma un adolescente è un personaggio fantastico, perché gli è concesso avere ancora degli anni in cui può essere stupido. E questo è grandioso, in termini di scrittura. Significa che può compiere errori, preoccuparsi di cose di cui, di fatto, non ci si dovrebbe preoccupare.

cover del n. 1 di Nova

Mi piace scrivere di personaggi che hanno quell’età, anche perché quando mi è capitato, non ne ero poi così distante. Cosa, invece, che sono ovviamente adesso, decisamente a miglia di distanza da allora. Ma, tornando a quando ero in quel periodo, ricordo tutta quella rabbia e tutti i problemi legati al dover crescere.

pagina estratta dal volume "Man and Superman" disegnata da Claudio Castellini

FM: Benissimo, grazie per la tua risposta. Andiamo avanti. Nel 2019 insieme al nostro Claudio Castellini, che salutiamo, ciao Claudio, ti aspettiamo ai nostri microfoni, hai realizzato il volume “Man and Superman”, che racconta le origini di Superman, con un approccio più umano. Come nasce questa storia?

MW: Ero ad una convention e stavo parlando con Dan DiDio, e mi disse che avrebbero lanciato da lì a pochi mesi una nuova testata, dal nome “Superman Confidential”, il cui scopo era quello di raccontare Superman in diversi momenti della sua vita.

Mi fu chiesto se mi sarebbe piaciuto realizzarne uno di questi. Ovviamente ho risposto “Assolutamente sì”, perché avrei voluto scegliere un periodo che nessuno avrebbe pensato fosse cruciale, ma che di fatto era una delle fasi più importanti nella vita di Superman. E avrei anche voluto scriverlo con uno stile completamente differente. Qualcosa che fosse diversa dalle cose che realizzo di solito. Perché lo stile dei Teen Titans era quello che usavo nel 1984, Dracula e molti altri, avevano uno stile molto pulito.

Volevo realizzare qualcosa che non avevo mai fatto prima, qualcosa di lento, molto più vicino ad un punto di vista umano. Dove vediamo Superman molto lontano da casa, Sì, ha dei superpoteri, ha grandi poteri, grandi abilità, ma, il suo approccio, è ancora quello di un ragazzino. Ha solo 19 anni, è stato cresciuto a Smallville, è cresciuto nel Kansas. Quella è la sua vita: non ha alcuna memoria di Krypton, in alcun modo. Lo ha lasciato quando era in fasce, era in uno stato di ibernazione per tutto il tempo del viaggio verso la terra, quindi non conosce Krypton.

Tutto ciò che conosce, deriva da ciò che gli hanno detto Ma’ e PA’ Kent. Ed ho voluto scrivere una storia molto umana, molto lenta, dove non ci fossero eccessivi combattimenti. L’idea era proprio quella di non avere combattimenti. Mi è piaciuto molto realizzarla e ho ricevuto per questa storia, le migliori recensioni che io abbia mai ricevuto. Claudio ha fatto un lavoro ottimo, davvero meraviglioso.

FM: Siamo davvero emozionati nel sentire le tue risposte.

FB: Quando, tre anni fa, ho parlato con Claudio Castellini, mi ha detto che era stato molto felice di disegnare questa storia, perché era molto umana. A suo avviso, la mancanza di combattimenti, era davvero il punto di forza di questa storia, perché Superman era mostrato davvero come un essere umano, per la prima volta.

MW: Per me lo è sempre stato. Le persone si focalizzano sempre sul suo essere alieno. E pensavo “È cresciuto in Kansas!” Era… di tre mesi quando è atterrato in Kansas. Non ha alcuna memoria di un altro paese, e un ragazzo di 22 anni che, per la prima volta deve cavarsela da solo, come tutti i ventenni che hanno appena finito il college, deve trovarsi un lavoro, un appartamento, tutte cose che non ha mai fatto prima.

E questo non ha nulla a che fare con persone che combattono. Ha a che fare con “Ecco, questa è la vita reale”. “Ecco, questo è ciò che devi fare, perché tutti quelli della tua età si trovano ad affrontarlo.” Come si affronta l’acquistare o l’affittare un appartamento? Come si affronta l’ottenere un lavoro? Perché mai la migliore testata giornalistica del paese dovrebbe assegnare un lavoro ad un ragazzo che, probabilmente, ha scritto solo sul giornale della scuola?

Ho quindi usato tutte queste cose dal punto di vista di un uomo che sta per affrontare un mondo che tutti affrontano. Un mondo che non fa altro che osservare le sue azioni, e a cui lentamente adattarsi lungo la sua vita.

copertina del volume The tomb of dracula: day of Blood!

FM: Mr. Wolfman, lei ha lavorato con i più grandi artisti. Tra questi ricordiamo Gene Colan, con cui ha realizzato “Tomb of Dracula”. Faccio vedere al pubblico una tavola di quel periodo e di quella serie. Puoi parlarci di quei tempi e del tuo rapporto con questo artista, scomparso, purtroppo, ma mai dimenticato?

MW: Quando Gene cominciò a lavorare per la Marvel, nei primi anni ’60, fu soprannominato da Stan Lee, Gene Colan il Gentiluomo. E lo era. Era davvero uno degli individui più dolci e deliziosi che tu potessi mai incontrare e con cui lavorare.

Non credo che abbia mai realizzato quanto talento realmente avesse. Perché era davvero brillante. Sono andato a trovarlo così tante volte, discutevamo ogni mese delle storie, perché realizzava i bozzetti mentre parlavamo al telefono. Faceva molte domande prima di iniziare a disegnare, davvero una persona meravigliosa, il cui lavoro era straordinario… ecco… se mi è possibile, lasciate che vi mostri… ecco.

pagina disegnata da gene colan

Qui c’è un disegno che Gene mi ha regalato per il mio compleanno, non molti anni fa. Ed è proprio qui, a fianco della mia scrivania. Questo dovrebbe immediatamente darvi l’idea di quanto io ami il suo lavoro. E, ovviamente, George (Perez Ndr) è là, con la sua tavola sul muro.

Era incredibile lavorare con lui, era un grande narratore, un grande pittore. Era capace di disegnare personaggi realistici. E grazie a tutto ciò, sono stato capace di scrivere quei personaggi perché lui era capace di disegnare personaggi reali. Ho così imparato a scrivere personaggi che fossero reali.

FM: Fabio, dopo aver visto questa meraviglia, veramente, siamo rimasti di stucco. A te la parola.

FB: Oltre al mondo dei fumetti, lei hai lavorato moltissimo con cinema, televisione e videogames. Quale ambiente ha trovato più stimolante, quale ha rappresentato una sfida maggiore?

MW: Per cominciare, amo scrivere per diversi format, perché questo ti porta a pensare a cosa stai facendo. È molto semplice continuare a scrivere con lo stesso stile ogni volta. Se tutto ciò che facessi, fosse solo legato ai fumetti, e i fumetti sono la mia forma preferita di scrittura, non sarebbe altro che la stessa storia mese, dopo mese.

Realizzando romanzi, videogames, lavorando nell’animazione, mantieni vivo l’interesse, continui a metterti alla prova nel trovare differenti stili di scrittura che si adattino ai diversi format. Il più difficile che ho affrontato, ma che mi ha anche molto divertito, è stato quello dei videogames, perché hai a che fare con una trama molto più ampia, devi relazionarti con centinaia di persone che lavorano all’unisono per riuscire a realizzare il videogame. Creare la storia, immaginando sia il punto di vista tecnico, sia quello creativo. Mi è piaciuto molto, ma, come vi dicevo, la mia forma preferita, restano i fumetti.

immagine promozionale di Crisis on infinite Earths in TV

FM: A proposito di Crisis on Infinite Earths, quanto ti ha emozionato veder trasposto Crisis in tv, nell’Arrowverse e quanto partecipare con il tuo cameo nell’episodio finale?

MW: Se mi aveste chiesto due anni prima, cosa non sarebbe mai , ma davvero mai, stato possibile trasporre in tv o in un film, vi avrei risposto proprio Crisis. Ha centinaia di personaggi, mondi infiniti, tutto questo insieme di cose…non avrei mai pensato fosse possibile per la tv, né avrei mai pensato fosse possibile per un film.

Quando Marc Guggemheim e la casa di produzione, mi hanno detto che lo stavano realizzando, e me lo hanno comunicato ancor prima che fosse annunciato, ero scioccato e mi chiedevo “Cosa stanno per fare? Non possono farcela”. E, invece, ci sono riusciti. È stato piuttosto spettacolare riuscire ad adattarlo per la tv. E lo hanno fatto con molto amore nei confronti della storia originale. Parlando con loro durante la realizzazione, mi sono reso conto di quanto amassero Crisis e di quanto questo li avesse influenzati nel prendere parte al mondo dei fumetti.

foto di gruppo_gli attori di Crisis on infinite Earths in TV

Ho letto un’intervista con Greg Berlanti, concessa proprio agli esordi della serie “Arrow”; quindi, capite di quanto tempo fa stiamo parlando, nella quale lui diceva quanto i suoi amici fossero appassionati di “Watchmen” o de “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro”, e di quanto lui invece amasse i “Teen Titans” e “Crisis on Infinite Earths” di Wolfman e Perez.

E questo è avvenuto molto prima di quanto lui potesse sognare persino di poterla realizzare. Leggendo questo, ero abbastanza tranquillo potesse fare un buon lavoro e, una volta inviate le sceneggiature, potevo già vedere quanto fossero perfette e quanto rappresentassero bene ciò che avevamo fatto io e George.

cover del n. 2 di History of the DC universe

FM: Direi fantastico.

FB: In “History of the DC Universe” è presente una domanda ricorrente: “Cos’è un eroe”? Come si racconta un eroe e cos’è un eroe, nei nostri tempi?

MW: Ovviamente ci sono molte opinioni diverse. Molte persone preferiscono una narrazione più oscura, ritenendola più realistica. Altri una narrazione più leggera. Io alterno tra le due. Mi piace di più ciò che funziona meglio per la storia.

Per me un eroe è qualcuno che fa ciò che è giusto fare, senza pensarci su due volte.

È così tanto intrinseco in lui, che non ritiene che ci sia qualcosa di speciale nel poter fare ciò che è giusto. Gli eroi non pensano che debbano fare qualcosa… come se non fosse mai stato fatto prima, o non si curano del sacrificio nell’aiutare le persone.

E, senza alcuna ironia, molti dei personaggi odierni, molti dei lettori odierni, vogliono un aspetto più graffiante… quindi se Superman fa qualcosa, c’è quasi il bisogno di dare una “strizzata d’occhio”, di evidenziare l’azione compiuta.

Credo che Superman, se mai potesse esistere un personaggio del genere, e fosse stato cresciuto da quei genitori specifici Jonathan e Martha Kent, agirebbe come fa, semplicemente perché è giusto. È la sola ragione per cui lo fa: non perché ci stia su a pensare, semplicemente perché è ciò che c’è da fare.

Questo è ciò che fa di un eroe qualcuno che compie ciò che è giusto, semplicemente perché è la cosa giusta da fare e non perché stia cercando il riconoscimento o gli applausi della gente, ma perché ognuno dovrebbe aiutarci, ognuno dovrebbe fare la cosa giusta.

foto insieme ai Flash e Supergirl della serie televisiva

FM: Stiamo per terminare questa stupenda intervista, che non vorrei mai terminare. Mr. Wolfman, ci può raccontare quali sono i suoi progetti presenti e futuri, se non sono confidenziali?

MW: Purtroppo lo sono. Posso dire che sto lavorando a diversi , infatti dopo questa intervista ho un meeting su Zoom proprio con loro, con cui stiamo sviluppando diversi progetti. La stessa DC mi ha proposto di essere coinvolto in un progetto che sembra molto interessante, e siamo in trattativa per capire il mio coinvolgimento.

Purtroppo, non posso rivelare molto di quello a cui sto lavorando e c’è in ballo un ulteriore progetto di cui non posso dire di più, ma sarà davvero grandioso quando e se avverrà. MI spiace non poter dire di più.

Marv wolfman e George Perez, nell'episodio dei "Teen Titans, Go! "

FB: Un’ultima domanda che poi è un po’ un classico che poniamo ai nostri ospiti, ed è qual è il tuo rapporto con l’Italia?

MW: Sono stato solo una volta in Italia, a Venezia. E mi piacerebbe moltissimo ritornarci. Non avevo idea di cosa stessi vedendo, ma me ne sono innamorato e mi piacerebbe davvero visitare altre parti dell’Italia. È stato bello trovarsì lì, anche se solo per un paio di giorni.

FM: Un’ultima domanda extra: parteciperai a qualche comic convention negli Stati Uniti, nei prossimi mesi?

MW: Ho rifiutato le richieste delle convention almeno fino al prossimo anno. Tornerò nel 2022 a presenziare delle fiere del fumetto.

Ci stiamo organizzando con mia moglie per completare il ciclo dei vaccini e ci preoccuperebbe, ad esempio, prendere un areo per 12 ore per viaggiare.

Spero che il prossimo anno sia più sicuro per tutti e io possa ritornare alle convention. È qualcosa che mi piace molto, e che frequento sin dagli albori delle prime convention. Ho cominciato con San Diego ma ho frequentato anche quelle di New York. Quindi amo visitarle, ma questa pandemia è davvero terribile. E non è ancora finita.

FM: Aspetteremo presto, anche l’anno prossimo, di poterla incontrare.

MW: Ecco, se ci fosse una convention in Italia, sarei ben lieto di partecipare.

FM: Mr. Wolfman, da parte di Comics Reporter e Fumettomania, noi la ringraziamo, per averci dato questo onore di poterla intervistare. Siamo davvero emozionati perché abbiamo di fronte, ripeto, un’eminenza del mondo del fumetto. Penso che l’aggettivo sia assolutamente appropriato. Da parte di Comics Reporter e FumettoMania, per oggi è tutto, grazie e alla prossima.

MW: Grazie a voi per avermi invitato.


IL VIDEO DELL’INTERVISTA a MAV WOLFMAN

In inglese con i sottotitoli in italiano

Nel caso non appaia l’anteprima del video, ecco il link da digitare e/o cliccare per vederlo sul canale YouTube di Comics Reporter:

https://youtu.be/D7z2_gUDXIM

BIOGRAFIA DI MARV WOLFMAN

Marv Wolfman, nato il 13 maggio 1946 a Brooklyn (New York), è uno scrittore di fumetti americano, noto soprattutto per il suo lungo lavoro creativo su The Tomb of Dracula, The Teen Titans e il crossover Crisis on Infinite Earths. Prima di iniziare il lavoro professionale, Wolfman ha lavorato come dilettante e assistente di Len Wein. Inoltre, è uno degli assistenti di Joe Kubert, con il quale impara molto del mestiere. Wein e Wolfman si unirono alla Marvel Comics con il supporto di Roy Thomas.

Wolfman ha lavorato a lungo su The Amazing Spider-Man (dove ha creato Black Cat insieme a Keith Pollard), Fantastic Four e Dr. Strange. È stato anche responsabile di Tomb of Dracula, una serie Marvel basata sul personaggio di Dracula, da cui Wolfman ha creato un particolare background sui vampiri per l’Universo Marvel, in cui il personaggio di Blade, un cacciatore di vampiri, e Hannibal King, un investigatore privato trasformato in vampiro: ha anche lavorato a Daredevil creando Bullseye. Fu anche il creatore di Nova, insieme a Sal Buscema, nel tentativo di sfruttare il successo di Spiderman, ma nella sezione cosmica dell’Universo Marvel.

Negli anni ’80, dopo un litigio con Jim Shooter, Wolfman emigrò alla DC Comics, dove rilanciò i Teen Titans insieme al fumettista George Pérez. Hanno creato i personaggi di Raven, Cyborg e Starfire, che sono stati aggiunti agli esistenti Robin, Kid Flash, Beast Boy e Wonder Girl. Nei primi numeri creano anche i cattivi Deathstroke e Trigon.

La serie è stata un enorme successo per la DC Comics, in competizione all’epoca con il rilancio degli X-Men della Marvel. Inoltre, a quel tempo, ha brevemente collaborato con Gil Kane in un lavoro con Superman.

Nel 1985, celebrando i 50 anni della DC Comics, Marv Wolfman ha lavorato al fianco di George Pérez in Crisis on Infinite Earths, una saga cosmica che ha riunito praticamente tutti i personaggi dell’editore e ha completamente rimodellato la natura dell’Universo DC. Per questo lavoro ha vinto il “Jack Kirby Award” per la migliore serie limitata nel 1985.

Lo stesso anno The New Teen Titans #50 è stato anche nominato per il miglior numero individuale. Successivamente, ha partecipato al rilancio di Superman, insieme a John Byrne. Per tutto quel tempo ha continuato a lavorare con i Teen Titans, e quando Pérez ha lasciato la serie è stato sostituito da José Luís García López, Eduardo Barreto e Tom Grummett, anche se senza lo stesso successo.

Per Batman ha scritto le storie: “Batman: Year Three” e “Batman: A Lonely Place to Die”, entrambi nel 1989. Successivamente, Wolfman avrebbe lasciato la DC a causa di controversie interne.

Era sposato con Michele Wolfman, che ha lavorato per molti anni come colorista nell’industria dei fumetti, dalla quale ha avuto una figlia. Ha vinto diversi premi tra i quali  lo Shazam Award come miglior scrittore nel 1973. Impegnato nella scrittura di Film, serie Tv , videogiochi oltre che scrittore di fumetti.

LE ALTRE “QUATTRO CHIACCHIERE” di FILIPPO

ANNO 2021

Reportage dal New York Comic con (31-10-2021)
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Ventesima intervista, a VINCENT ZURZOLO (19-10-2021)
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Diciannovesima intervista a JOHN ROMITA JR (02-10-2021)
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Diciottesima intervista a DAN PANOSIAN (17-09-21)
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Diciasettesima intervista a MIKE DEODATO JR. (03-09-21)
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Sedicesima intervista a RON FRENZ
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Quattordicesima intervista: CARMINE DI GIANDOMENICO
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Tredicesima intervista: MARK TEXEIRA
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Dodicesima intervista: MARK CHIARELLO
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Undicesima intervista: KLAUS JANSON
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Decima intervista: KELLEY JONES
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Nona intervista: DANNY FINGEROTH
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Ottava intervista: LARRY HAMA
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Settima intervista: BILL SIENKIEWICZ
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Sesta intervista: GIUSEPPE CAMUNCOLI
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Quinta intervista: JIM VALENTINO
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Quarta intervista: KEVIN VANOHOOK
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Terza intervista: BART SEARS
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Seconda intervista: DAVE McKEAN
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Prima intervista: JAMIE DELANO
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ANNO 2020

Ventunesima intervista CHRIS CLAREMONT

 https://www.fumettomaniafactory.net/chris-claremont-non-ho-ancora-finito-intervista-di-filippo-marzo-e-fabio-butera/

Ventesima intervista TOM DeFALCO
https://www.fumettomaniafactory.net/con-tom-defalco-torniamo-a-chiacchierare-della-marvel-degli-anni-80/

Diciannovesima intervista KEVIN EASTMAN
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Diciottesima Intervista BOB LAYTON
https://www.fumettomaniafactory.net/siamo-ununica-famiglia-nel-mondo-della-fantascienza-e-dei-fumetti-intervista-a-bob-layton/

Diciasettesima intervista JM DeMATTEIS
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Sedicesima Intervista GEOF DARROW
https://www.fumettomaniafactory.net/gli-italiani-hanno-un-grande-senso-dellumorismo-intervista-a-geof-darrow/

Le altre interviste le trovate accedendo alla “stanza-pagina”
QUATTRO CHIACCHIERE DI FILIPPO CON….

https://www.fumettomaniafactory.net/contenuti-extra-dal-2012-in-poi/le-interviste-di-filippo-marzo/


BIOGRAFIA DI FILIPPO MARZO

Filippo Marzo nasce nel 1975, grande appassionato fin da piccolo di cartoni animati e fumetti, da Topolino a Sturmtruppen fino a Beetle Bailey. Crescendo i suoi gusti si spostano verso i super eroi e il connubio durerà per moltissimi anni.

Collaboratore con fanzine locali, diverse fan page e siti con contenuti cinematografici, visto che il cinema è un’altra sua passione. Piccolo collezionista di opere originali  è curatore di due mostre di sketchbook di disegnatori di comics negli anni ’90, sposta ancora una volta i suoi interessi verso il fumetto maturo e dai contenuti artistici sopraffini, con un occhio di riguardo alle case editrici indipendenti, come Eclipse, Tundra, Fantagraphics e Dark Horse.

Fan delle opere di Bill Sienkiewicz, Mike Mignola e John Byrne.

Da  qualche anno reporter e corrispondente dall’estero per quanto riguarda Comic Convention che hanno luogo in Messico e negli Stati Uniti.

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