Torna, dopo qualche mese, Damiano Gallinaro, scrittore, antropologo, collaboratore del mitico sito Glamazonia, negli anni 90, collaboratore e socio sostenitore di Fumettomania, per questa bellissima occasione.
Dopo un’esperienza molto forte, che ha vissuto alcune settimane fa al confine tra Ucraina e Russia, Damiano continua il suo excursus tra i fumetti che raccontano la Guerra, nello specifico i tre anni di guerra in Ucraina, dopo l’articolo del 5 aprile e dopo quello del 2 maggio (che ricordiamo pure perché riportava il n. 2100 del nostro sito).

Oggi leggerete dell'<<Ucraina e di come i comics negli anni hanno cercato di narrare il paese, spesso scadendo in stereotipi che ben conosciamo e che sono stati la fonte di molte storie dei fumetti Marvel e DC degli anni sessanta, settanta e ottanta.>>

Breve premessa prima di iniziare a leggere l’articolo.
“L’invasione russa dell’Ucraina è iniziata ufficialmente il 24 febbraio 2022 quando le forze armate russe hanno, di fatto, invaso il territorio ucraino compreso nelle due regioni di Donetsk e Luhansk, dove già dal 2014 in seguito agli eventi conosciuti come Euromaidan e all’annessione della Crimea, erano presenti militari provenienti dalle regioni russe limitrofe”.

Buona lettura,
Mario Benenati, direttore culturale del magazine di Fumettomania Factory APS


NUVOLE IN GUERRA

Terza parte: narrare il conflitto guerra e sentimento nazionale

di Damiano Gallinaro

Ci eravamo lasciati qualche mese fa con la promessa di concludere il ciclo di riflessioni su come i comics hanno raccontato e stanno raccontando la guerra in Ucraina e non solo. Una sorta d’intermezzo era stato la recensione del graphic novel sul genocidio degli armeni Medz Yeghern (Il Grande male) https://www.fumettomaniafactory.net/medz-yeghern-il-grande-male-descrivendo-un-genocidio-di-damiano-gallinaro/.

Ora, però, torniamo a parlare di Ucraina e di come i comics negli anni hanno cercato di narrare il paese, spesso scadendo in stereotipi che ben conosciamo e che sono stati la fonte di molte storie dei fumetti Marvel e DC degli anni sessanta, settanta e ottanta.
Vi ricordate come venivano rappresentati gli italiani? Oppure i popoli balcanici?

Prima del 2014, anno in cui si completa, a seguito delle manifestazioni nella piazza d’Europa (Euro Maidan), la netta cesura tra i due mondi che ancora in parte convivono in Ucraina, quello russofono e quello orientato verso occidente, i fumetti ucraini si caratterizzano o per l’esaltazione dei tratti nazionali o nell’adesione ai canoni del fumetto russo.

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(foto 1: 1.ЖурналЧервонийперець_№13_1930)

Sia l’Ucraina che l’interno mondo sovietico non hanno mai avuto una grande tradizione nei comics, che apparvero per la prima volta negli anni trenta del novecento sulla rivista satirica Chervonyi perets, fondata negli anni venti nell’allora capitale della repubblica Socialista di Ucraina, Karkhiv e poi migrata negli anni quaranta del novecento a Kiev dove prende il nome di Perets. Nel 1986 raggiunse una tiratura di 3,3 milioni di copie molte più del giornale satirico in lingua russa Krokodile, che offriva una prospettiva legata all’ideologia comunista.

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(foto 2: Cover_of_Krokodil_magazine_No_1_by_I_Malyutin)

Nell’Ucraina indipendente, però, la rivista non ebbe vita facile e nel 2013 il premier l’allora premier, il filo russo Yanukovich, privò la testata degli aiuti per l’editoria il che portò alla chiusura della stessa nel 2014. Dal 2020, dopo alcuni tentativi di farla rinascere in forma cartacea, resiste solo in formato elettronico.

I fumetti dal 1953 al 1971

Prima del 2014 non erano molti i fumetti che si occupavano di guerra e sentimento nazionale, ad eccezione di alcuni lavori pubblicati sulla rivista Krylaty ad opera dell’illustratore Leonid Perfetskyi’ Ukraine in the Struggle, e di Omelyan KovalMurder on the Order of the KGB” (Krylaty, no. 5, 1978) e “The Youth of Stepan Bandera” (Krylaty, No. 3, 1981). Questi lavori descrivevano la lotta per l’indipendenza dell’Ucraina all’inizio del XX secolo e durante la Seconda Guerra Mondiale, proponendo una prospettiva nazionalista e vicina all’estrema destra, diretti come un macigno contro la propaganda sovietica.

È significativo che, dal 2014, i fumetti in Ucraina abbiano guadagnato popolarità, non come genere antibellico o che affronta le traumatiche conseguenze della guerra per la società, ma, al contrario, principalmente come mezzo che ha adattato il supereroe “tipo” americano al contesto ucraino per mobilitare il proprio popolo contro gli aggressori russi.

Il mito dei supeuomini e la guerra in Donbass (ATO WAR).

I fumetti ucraini disegnati dopo il 2014 hanno spesso adottato lo schema, mutuato dai fumetti dei supereroi statunitensi, in cui i difensori del Bene e della Luce sono sempre dalla parte ucraina, in lotta perenne contro le forze dell’Oscurità e del Male, generalmente associate alla Federazione Russa e alle sue ambizioni imperiali (ovvero, l’Impero Russo). Alcuni cattivi in questi fumetti hanno una somiglianza visiva con persone reali. Nomi e luoghi nel mondo dei fumetti possono essere facilmente interpretati come un’allusione a personaggi e luoghi esistenti.

I fumetti mostrano una chiara propaganda dei valori ucraini, non solo rifiutando, ma ridicolizzando e demonizzando il nemico fino alla disumanizzazione, mostrando i russi come mostri, robot e alieni meccanizzati. Molto prima della guerra di aggressione russa aperta nel febbraio 2022, questi fumetti avevano già influenzato la coscienza pubblica, creando l’immagine di un nemico brutto e bugiardo, con il quale non sono possibili negoziazioni e che deve solo essere distrutto.

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(foto 3: Okhorontsi-Krainy)

Tra i primi creatori dei supereroi ucraini ci sono:

Lesia Voroniuk , che realizza due numeri di Ukrainski superheroi (Ukrainian Superheroes, 2015);

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(foto 4: ukrainski superheroi)

Vadym Nazarov, creatore di Patriot (2014, 2016, 2018);

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(foto 5:vadim-nazarov-renegat2-st-41-400)

Altri autori che ci sono cimentati nel nuovo mondo supereroistico ucraino sono Leonid Krasnopolskyi e Igor Rohovyi, che hanno realizzato sette numeri del graphic novel Okhorontsi krainy (Guardians of the Country, 2018), Zvytiaha cretore di Savur-mohyla (Victory: Savur’s Grave, 2015) nonché Denys Fadeev, autore del graphic novel Volia: The WILL (2017, 2018).

Tutti tranne qualche eccezioni hanno un tono ottimistico.

La tipica ambivalenza dei fumetti di supereroi americani, dove l’identità personale nascosta del protagonista è spesso in conflitto con la sua persona da supereroe, è qui assente. Il supereroe ucraino non ha segreti, ma piuttosto un’immagine coerente e incrollabile che unisce il privato e il pubblico, con l’intento di far credere ai lettori di essere capaci di un’impresa eroica e che “il vero eroismo dei supereroi non risiede nelle capacità soprannaturali, ma nella fermezza di fronte a enormi difficoltà” (tratto da Okhorontsi krainy).

Kyborhy, i Cyborgs invincibili e la battaglia dell’aeroporto di Donetsk.

I fumetti di supereroi creano mondi alternativi basati sulla contemporanea situazione politica in Ucraina. Ma ci sono anche fumetti sulla guerra che non si allontanano da matrici realistiche; al contrario, i loro autori cercano di rappresentare gli eventi nel modo più accurato possibile, enfatizzando la veridicità documentaria con diversi espedienti artistici.

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(foto 6. cyborgs)

E’ il caso di Kiborhy (Cyborgs) creato da vari autori e artisti le cui pubblicazioni iniziano nel 2016. La storia alla base riguarda i combattimenti all’aeroporto di Donetsk e la sua protezione da parte delle Forze Armate dell’Ucraina per 242 giorni (26 maggio 2014–21 gennaio 2015).

L’organizzazione pubblica Virni tradytsiiam (True to Traditions), fondata da militari in servizio attivo, volontari e attivisti, 2016, iniziò la serie. Il principale obiettivo dell’associazione è opporsi all’aggressione russa in termini di informazione, attraverso un’attività educativa che consiste nel preservare la memoria dei combattenti ATO in forma di fumetto.

La serie di fumetti costituisce una narrazione storica nazionale, “un nuovo formato della storia dell’Ucraina”. Gli albi si concentrano sui momenti chiave della difesa aeroportuale, basandosi sui ricordi dei testimoni oculari, e alcune parti dei fumetti sono perfettamente coerenti con le riprese dell’evento.

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(foto 7: khybohry images)
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(foto 8:kybohry images 3)

Il luogo e la data degli episodi sono evidenziati nei titoli, indicando giorno, mese e anno, che documentano anche il corso degli eventi facendo riferimento a informazioni ufficiali. La serie a fumetti forma una sorta di narrativa nazionale, un nuovo formato della storia dell’Ucraina:

La base documentaria delle storie è rafforzata dall’inserimento di ricordi dei difensori, mappe, veri rapporti militari, targhe automobilistiche con i vecchi codici della regione di Donetsk, ritratti dei difensori dell’aeroporto e inserti tratti dalle biografie dei prototipi. Gli autori ricostruiscono con cura il tempo e lo spazio e descrivono gli eventi in modo dettagliato. La serie Kiborhy mostra, soprattutto, il desiderio di registrare e raccontare il trauma della guerra.

Il russo è la lingua dei nemici nel mondo di Kiborhy, che parlano anche in modo rozzo. Questa lingua, come segno di aggressione, perde il diritto alla propria ortografia ed è scritta in traslitterazione ucraina, il che crea un effetto di comicità e caricatura, da un lato, e, dall’altro, una negazione del suo funzionamento sul territorio ucraino. Tali testi, a causa di questa complessità, richiedono una lettura più lenta, rafforzando l’assurdità e il grottesco intenzionali.

Qui si delinea un’immagine eroica dell’esercito ucraino, presentato come erede della vittoria cosacca. Nei fumetti, i “cyborg” militari ucraini sono in grado di proteggere l’Ucraina in condizioni estreme e mostrano straordinario coraggio, resilienza e indomabilità. E anche quando sono stati costretti a lasciare l’aeroporto, la sconfitta è evidenziata come un atto eroico e una vittoria simbolica.

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(foto 9: kyborhy images)

Mostrano una forza e una volontà sovrumane in modi ben precisi e per questo motivo vengono chiamati “cyborg”, persino dai loro nemici. I “cyborg” si contrappongono all’esercito russo e ai combattenti delle autoproclamate repubbliche orientali, entrambi definiti “orchi” per la loro maleducazione e le loro azioni ingiuste e subdole. Dal 2014, entrambi i termini sono stati ampiamente utilizzati nei discorsi più ampi (sui media di massa e sui social media ucraini e internazionali).

In questo modo, le immagini della cultura di massa (ad esempio, “cyborg” e “orchi”) acquisiscono un nuovo significato nel conflitto ucraino-russo. Questo fumetto-documentario adatta queste immagini e conferisce loro un contesto più mitologico, simile ai fumetti di supereroi, in cui la guerra russo-ucraina si trasforma in una battaglia su scala planetaria tra il Bene e il Male.

Il graphic novel che ha anticipato la guerra: TATO (Papà) di Oleksandr Komyakov.

TATO, pubblicato profeticamente all’inizio del 2021 è un esempio di una chiara, persino mistica anticipazione di una guerra su larga scala a venire.

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(foto 10: tato_n)

Il graphic novel rievoca la drammatica storia della quattordicenne Maryna e della sua famiglia durante la Rivoluzione della Dignità e il conflitto armato nel Donbass (ATO). Il romanzo racconta i burrascosi eventi dell’inverno 2013-2014 ed è ambientato a Kiev e nella regione di Donetsk. La famiglia di Maryna si sta disgregando a causa degli atteggiamenti contrari dei suoi genitori nei confronti degli eventi in Ucraina.

Dopo la Rivoluzione della Dignità, suo padre ha iniziato ad aiutare l’esercito come volontario, poi si è arruolato nelle Forze Armate e ha preso parte alle ostilità nel Donbass. Sua madre, tuttavia, non sostiene Euromaidan e cerca di prenderne le distanze. Maryna si ritrova nel mezzo di un conflitto familiare, che si sovrappone al conflitto nel Paese. Secondo l’autore, la storia del raggiungimento della maggiore età di Maryna è anche la storia del raggiungimento della maggiore età della società ucraina, in cui Maryna stessa diventa una “metafora della società”.

L’autore satura la graphic novel con numerosi elementi riprodotti con accuratezza documentaria (ad esempio, l’architettura della tendopoli), attraverso i quali presenta la storia dell’emergere di Euromaidan e la crescita di una manifestazione pacifica che ha dovuto affrontare metodi di repressione violenti, nonché la lotta per un’Ucraina democratica e, in seguito, per la sua integrità. Komyakov osserva che in TATO, ha “cercato di fornire quanti più dettagli documentari possibili su eventi, luoghi, immagini e numerosi reperti”.

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(foto 11: 48516623_tato_n)

La matrice realistica del graphic novel (ad esempio, Euromaidan, l’inizio dell’ATO) è integrata da una componente mistica che introduce un tocco dark fantasy nell’opera. La Strega di Ferro appare alla ragazza nei suoi sogni e le mostra terrificanti episodi del futuro, che si avvereranno in seguito. Alla fine, Maryna si rende conto che la Strega di Ferro è una guerra, i cui tratti nota nelle persone che la circondano.

Il personaggio della Strega di Ferro e la sua rappresentazione visiva nel romanzo intrecciano sia le idee popolari ucraine sulle streghe sia, allo stesso tempo, il contesto sociale e politico moderno. Per Komyakov, l’immagine di una strega è andata oltre la graphic novel dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

Ha creato una serie di disegni separati in cui la Strega di Ferro appare come una vendicatrice, una protettrice, una guerriera e una dea ucraina della guerra, e semina morte tra i nemici preservando la vita degli ucraini. Qui possiamo vedere una resa artistica di un’immagine ucraina “archetipica” di una “donna-madre” (ad esempio, una madre che protegge, o una madre custode), che la guerra trasforma in una terribile strega, capace di uccidere i nemici e di vendicarsi sanguinosamente per la morte dei suoi figli.

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(foto 12. taton)

Alcune tavole tratte dalla serie sono state esposte a Kiev in Piazza Maidan, come si può vedere dalle foto pubblicate sulla pagina facebook dedicata al fumetto https://www.facebook.com/tatographicnovel/photos. Sulla stessa pagina trovate tutte le informazioni utili e altre belle foto delle pagine interne del graphic novel.

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(foto 13: pannelli maidan)

Nella prossima (e forse) ultima puntata analizzeremo alcune delle opere realizzate durante la guerra e vedremo come è cambiata la percezione della guerra e del sentimento nazionale, e poi, chissà che non ci sia una puntata speciale con una bella sorpresa … finger crossed.


NOTE A MARGINE:

i fumetti che raccontano la Guerra, nello specifico i tre anni di guerra in Ucraina.

PRIMA PUNTATA, 5 APRILE 2025

SECONDA PUNTATA, 2 MAGGIO 2025

Per conoscere un autrice Russa, ecco questo interessante articolo


Damiano Gallinaro Breve biografia

Antropologo è socio e ricercatore per l’Associazione Nazionale Professionale Italiana Antropologi (ANPIA). Nel 1996 si laurea in Giurisprudenza e  nel 2004 in Teorie e Pratiche dell’Antropologia. Nel 2011, dopo un percorso di ricerca di tre anni ottiene un PhD in Etnologia e Etnoantropologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Da sempre appassionato di fumetti ha collaborato alla rivista Glamazonia e nelle sue pause dal lavoro di ricerca antropologica si diletta nello scrivere storie che spera un giorno possano diventare fumetti. E’ sempre più convinto che da grandi poteri nascano grandi responsabilità.

Sotto trovate il link per accedere la suo nuovo sito

https://www.damianogallinaro.it/

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