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Le più grandi scuole del fumetto internazionale s’incontrano sulle Alpi

di Enzo Parretta e Erika Centomo

montimages 2005 loghi

Montimages è un progetto sul mondo del fumetto e del disegno animato finanziato dall’UNIONE EUROPEA in attuazione del Programma Comunitario INTERREG IIIA ALCOTRA e realizzato dal comune di La Salle in associazione con il comune francese di Bassens.

La Salle è già nota in Italia e all’estero per “Fumetti di Frontiera”, l’annuale manifestazione che ha ospitato dal 1999 al 2004 i più prestigiosi autori e le loro opere.

Montimages nasce dall’esperienza accumulata con “Fumetti di Frontiera” dalle organizzatrici, le sorelle Erika e Katja Centomo, e dal desiderio di promuovere in modo innovativo l’area transfrontaliera, offrendo nuove opportunità al mercato del turismo culturale.

Il programma prevedeva, da Pasqua 2005 a fine 2006, l’organizzazione di:

– due importanti eventi espositivi internazionali stages nazionali e internazionali

– la realizzazione di un Centro internazionale permanente che ospiterà, attraverso la prevista ristrutturazione della storica Maison Grassy, la sede della Scuola di fumetto e offrirà ampi spazi espositivi.

foto di montimages
Foto di Montimages. Per gentile concessione

Dal 26 marzo al 10 aprile l’esposizione d’apertura “Immagini e Disegni in cima all’Europa” ha presentato tre autori di tendenza del fumetto contemporaneo: l’italiano Giulio De Vita, l’argentino Carlos Meglia e il francese Guillaume Bianco.

Ogni autore ha presentato 24 tavole, accompagnate dalle biografie e da schede sul genere fumettistico rappresentato.

Inoltre, una sezione della mostra, curata dal centro Montimages di Bassens, è stata dedicata alla didattica nel fumetto e nell’animazione.

Le opere sono state esposte a la Salle nelle sale di Maison Gerbollier e Maison Grassy, attraverso un percorso che permetteva all’appassionato non solo di ammirare l’ingegno di tre fumettisti di fama mondiale, ma anche di godere di un incredibile colpo d’occhio sul Monte Bianco. La mostra si è quindi spostata nel comune francese di Bassens, dove è stata visitabile dal 16 al 30 aprile 2005.

Ciascuno dei tre autori ha poi tenuto uno stage rivolto a giovani fumettisti dai 18 anni in su.

L’adesione era riservata ai maggiorenni con una buona predisposizione o preparazione nell’ambito del disegno a fumetti.

I corsisti sono stati selezionati dalla direzione artistica di Montimages valutando la tavola a fumetti a tema libero inviata da ciascun aspirante fumettista.

Gli stages erano completamente gratuiti, infatti, l’organizzazione di Montimages ha offerto anche il soggiorno completo in prestigiosi hotel della Valdigne ai piedi del Monte Bianco.

Dal 4 al 8 aprile contemporaneamente alla mostra si è svolto il primo stage internazionale rivolto a 18 stagisti, 11 di nazionalità italiana e 7 francese.

Il corso si è tenuto per un totale di 24 ore, 12 in Francia e 12 in Italia.

Lo stage è stato condotto, per la parte italiana, da Giulio De Vita sul tema “Il palcoscenico per raccontare una storia” e, per quella francese, da Vincent Bailly, che ha illustrato “Il personaggio nel linguaggio del fumetto”.

Scorcio fotografico degli edifci interessate dalle mostre espositive
Scorcio fotografico degli edifici interessati dalle mostre espositive

Il secondo stage, dal titolo “La recitazione per raccontare una storia” e diretto dal francese Guillaume Bianco della scuola umoristica franco-belga, si è tenuto dal 22 al 24 giugno. Le 12 ore di lezione si sono svolte a La Salle. Anche in questo caso i partecipanti erano italiani e francesi.

Il terzo stage, sempre a La Salle e anch’esso di 12 ore, si è tenuto dal 22 al 24 agosto. Insegnare a “Raccontare una storia” è stato un docente d’eccezione: Carlos Meglia, maestro della scuola di Fumetto sudamericana. 16 i partecipanti, tutti di nazionalità italiana.

Il quarto stage avanzato d’illustrazione e colorazione del fumetto diretto da Vincent BAILLY (autore di fumetti e già docente del 1° stage) si é tenuto nel comune francese di Bassens dal 14 al 16 novembre 2005.

Guillame Bianco

Esponente di punta del fumetto comico per la casa editrice Soleil di Tolone, rappresenta il filone più ricco ed attuale dell’umorismo disegnato in Francia.

Popolarissimo e molto amato nel suo paese, riesce a trascinare con la sua verve carismatica i lettori più giovani come quelli adulti e smaliziati.

Autoritratto di Guillaume Bianco. per gentile concessione
Autoritratto di Guillaume Bianco. Per gentile concessione

Con un segno moderno e pungente come i suoi testi, dà vita a personaggi che trasportano il lettore in storie rutilanti e paradossali che riflettono, attraverso la speciale lente del suo talento umoristico, le contraddizioni, le aspirazioni e le piccole vittorie quotidiane della vita moderna.

Guillame Bianco nasce a Tolone, in Francia, nel 1976 e, dopo aver ottenuto un diploma in arti plastiche, decide inaspettatamente di dedicarsi allo studio del Cinese.

Iscritto al primo anno del corso per quattro sessioni consecutive, decide di tornare alla sua vena artistica e cercare un lavoro come disegnatore di fumetti.

Insieme all’amico Olivier Dutto, frequenta negli anni tra il 1995 e il 1998, lo studio di Didier Tarquin a Hyères.

Pubblica i suoi primi lavori su un giornale regionale, mentre è del 1998 il suo primo volume: una raccolta di fumetti umoristici intitolata “Kegoyo & Klamédia”.

Nel 2000 pubblica “La véritable Histoire des Krashmonsters”, insieme agli amici Tarquin, Dutto e Floch, e dà il via alla serie semi-autobiografica “Will” il cui protagonista, un eterno adolescente, decide di trovare un vero lavoro come fattorino dopo aver tentato per anni di diplomarsi in arti plastiche.

Lancia, insieme a Olivier Dutto, la serie “Izbarkan le Sorcier” e, nel 2004, dà inizio alla serie “Hot Dog” nella rivista Pif Gadget.

La recitazione per raccontare una storia.

Grazie all’opera di Guillaume Bianco ci introduciamo in una dimensione del racconto per immagini che è stata portata alla sua massima espressione dal fumetto umoristico in generale e dal fumetto umoristico franco-belga in particolare.

Foto allestimento. della mostra dedicata a Guillaume Bianco
Foto allestimento. Per gentile concessione

La recitazione dei personaggi disegnati coinvolge non solo il viso, ma tutto il corpo e la loro caratterizzazione è uno strumento decisivo che l’artista utilizza sapientemente per rendere i suoi personaggi immediatamente familiari al lettore, quasi degli alter-ego di carta che lo coinvolgono proprio in virtù della loro vicinanza con le sue caratteristiche, desideri ed emozioni più profonde.

Carlos Meglia

Fuoriclasse assoluto dell’arte fumettistica internazionale, rappresenta il perfetto connubio tra l’eccellente scuola artistica sudamericana che lo ha formato e lo slancio moderno delle più attuali innovazioni del fumetto.

Carlos Meglia foto piccola
Il compianto Carlos Meglia

Il segno personalissimo, la narrazione efficace e coinvolgente, fanno di lui uno dei maestri indiscussi della narrazione per immagini. Carlos Meglia nasce a Quilmes, in Argentina, nel 1957 ed inizia molto presto a seguire le orme dei grandi maestri dell’illustrazione e del disegno di cui ammira il lavoro (Harold Foster, Norman Rockwell, Frank Frazzeta, José Luis Salinas, Albert Uderzo e altri). Frequenta la scuola d’arte di Quilmes e, nel 1974, entra nello studio dell’affermato disegnatore Osvaldo Viola, noto come Oswal, dando vita ad un forte legame di amicizia e rispetto reciproco.

Dalla fine degli anni ’80, Meglia collabora con numerose riviste e periodici: Bang, El Péndulo, Satiricón, Billiken, El Gráfico ed altre, per le quali realizza illustrazioni serie ed umoristiche, mettendo a frutto la sua grande maestria tecnica nel disegno e nell’uso del colore.

In questi anni, realizza in collaborazione con Horacio Domingues la sua prima grande opera illustrata: “La Biblia para los Niños”, di cui produrrà in seguito anche una versione rivisitata.

Dal 1983 realizza numerosi lavori per l’animazione, in collaborazione con la sede argentina degli studios della Hanna-Barbera.

Nel 1987 incontra Carlos Trillo ed inizia con lui una feconda collaborazione, che porterà i due autori a successi come “Irish Coffee”, “Big Bang”, “El libro de Gabriel”, “Lam”, “Livevil” e la multipremiata serie “Cybersix”, pubblicata anche in Francia, Italia e Spagna. Da essa è stato tratto un lungometraggio ed un film di animazione coprodotto da Canada e Giappone.

Per lo stile grafico di “Cybersix” l’autore ha ricevuto il premio “Caran D’Ache” di Roma.

Montimages_ pagina disegnata da Carlos Meglia
Tavola di Meglia. Per gentile concessione

Attualmente l’autore vive in Spagna, a Barcellona, e lavora per il mercato internazionale pubblicando in Europa e negli Stati Uniti per le maggiori case editrici.

Raccontare una storia

Con l’opera di Carlos Meglia raggiungiamo la sintesi assoluta delle potenzialità espressive e comunicative del racconto per immagini.

L’utilizzo dell’ambientazione per coinvolgere il lettore è, in questo autore, sapientemente integrato con la caratterizzazione e la recitazione dei personaggi. Al livello grafico come nella narrazione, Carlos Meglia è riuscito a sintetizzare tutto il bagaglio della grande scuola sudamericana e dei suoi autori, che hanno fatto scuola nel mondo del fumetto, con le tendenze più moderne, risultando uno dei maggiori esponenti del fumetto internazionale.

Giulio De Vita

Siamo di fronte ad un autore che ha esportato con grande successo la sua arte e la scuola realistica italiana oltre confine. Dopo aver collaborato con le più importanti case editrici francesi ed essere passato attraverso esperienze formanti a tutto tondo nel settore artistico, è tornato in Italia per lanciare una nuova e importante serie a fumetti, carico di tutta la maturazione stilistica e contenutistica acquisita nel corso del suo viaggio umano e professionale.

Foto di Giulia De Vita
Foto di DE VITA. Per gentile concessione

Giulio De Vita è nato a Pordenone, in Italia, nel 1971 ed ha iniziato prestissimo la sua attività come visualizer di layouts e storyboards per la pubblicità.

A 21 anni, mentre frequenta i corsi di cinema del Dams di Bologna, si affaccia nel mondo del fumetto collaborando, tra le altre, con la casa editrice Star Comics e con la neonata Marvel Italia. Nel 1995, a ventiquattro anni, riceve il premio come miglior giovane disegnatore italiano al festival di Falconara.

Negli anni successivi, si allontana momentaneamente il fumetto per dedicarsi alle altre passioni di sempre: il cinema e i videoclips. Realizza così diversi video musicali per autori italiani ed internazionali, curandone la regia o collaborando con autori come Roman Polansky, Zucchero, Sting.

Non abbandona mai, però, il mondo del racconto disegnato e nel 2000 realizza il character design dei personaggi del lungometraggio di animazione “Aida degli Alberi”, diretto da Guido Manuli per la casa di produzione “Lanterna Magica”.

Tornato al fumetto, esordisce sulla scena internazionale con “Les Ombres de la Lagune” scritto da F. Corteggiani per il quale riceve “L’Elephant d’Or” al festival Internazionale di Chambery come miglior nuova proposta.

Nel 2001, collabora con la Glènat, mentre nel 2002 é il primo italiano a firmare un contratto per la prestigiosa collana Troisiéme Vague della casa editrice belga Lombard per la serie “James Healer” scritta da Y. Swolfs per il quale viene premiato come miglior disegnatore a Merly (Francia).

Nel 2003 esce il secondo episodio di James Healer “La Nuit du Cobra” per il quale riceve il premio miglior disegnatore dalla giuria dei professionisti al “Festival internazionale della Costa Azzurra” a Mandelieu (Francia).

Nel 2004 esce il terzo episodio di James Healer “La Montagne Sacre” e il primo episodio in edicola di “Kylion”, la nuova serie della Disney pensata per un pubblico di ragazzi, di cui è creatore insieme a F.Artibani.

Vive e lavora in Italia, ma le sue opere sono state esposte a Falconara, Trento, Aosta, Losanna, Angouleme, Ligugé ed una selezione del suo lavoro fa parte dell’esposizione permanente a “Le Centre Belge de la Bandes Dessinées” di Bruxelles, il museo del fumetto più prestigioso al mondo.

Nel frattempo continua la sua attività di visualizer per alcune agenzie pubblicitarie parigine e si occupa della promozione e crescita di nuovi talenti artistici friulani per l’Associazione Culturale Vastagamma.

Illustrazione promozionale di Giulio De Vita.
Illustrazione promozionale di Giulio De Vita. Per gentile concessione

Il palcoscenico per raccontare una storia

Attraverso l’opera di Giulio De Vita possiamo apprezzare appieno l’importanza, nel racconto per immagini, della cura per l’ambientazione: non uno sfondo monodimensionale alle azioni dei personaggi, ma un elemento cardine che l’artista utilizza per condurre il lettore in un mondo realmente tridimensionale, per immergerlo nell’atmosfera del racconto e raggiungerlo con sensazioni che coinvolgono tutti i sensi attraverso la vista.

La scuola realistica, in questo senso, è da sempre un riferimento sicuro per quanti vogliano sfruttare fino in fondo le potenzialità espressive del racconto per immagini.

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