Nuovo appuntamento con Dario Janese, storico e super esperto di fumetti USA, su tre autori seminali dell’epoca fumettistica chiamata Golden Age, che ancora una volta possiamo scoprire o riscoprire grazie alla sua instancabile opera di riscoperta storica. I loro nomi erano Matt Baker, Al Hartley, e Roy Crane.

Continuiamo ad essere felici e grati di avere Dario ‘a bordo’, tutte le volte che è possibile. Seguitelo nelle pagine social RARO e COMICART, su FB, per scoprire tanti altri albi deliziosi e le storie ad essi legate; non ve ne pentirete!

mario benenati, direttore culturale del magazine on line di Fumettomania Factory APS

L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 35 anni dalla fondazione – è quello di continuare a diffondere la cultura del Fumetto, e di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori.


di Dario Janese

MATT BAKER

L’Agosto 1959 ci lasciava a soli 38 anni MATT BAKER, il primo artista afroamericano e gay del fumetto mainstream.

Nato nel 1921, a 20 anni si trasferì a Wasginton dove, esente dal servizio militare con Pearl Harbour alle porte, entrò all’Iger Studio – la prima agenzia artistica al mondo a provvedere storie e serie per editori interessati a entrare nel mercato del fumetto, di cui presto sarebbe stato socio Will Eisner – con un solo sketch a colori nella borsa, per uscirne con un lavoro fisso.

Baker era uno straordinario disegnatore di anatomia femminile, iniziò con Sheena e ricreò Phantom Lady, una delle prime supereroine in assolute (di recente ripresa dalla DC), facendone un successo nazionale, e avendo l’onore di essere preso di mira nel 1954 dal famigerato Dottor Wertham in SEDUCTION OF THE INNOCENT, che prese una cover demi-bondage della serie (la 17) come uno dei segni della degenerazione morale del Fumetto.

Quattro immagini  con opere di Matt Baker. per genitle concessione di afNews, che si ringrazia
Composizione con quattro immagini di opere di Matt Baker. Per gentile concessione di afNews, che si ringrazia.

Nel 1945 Baker creò il primo eroe di colore in America, Voodah, in CROWN COMICS #3, e nel 1950 firmò con lo scrittore Arnold Drake quella che molti considerano la prima graphic novel , IT RHYMES WITH LUST per le edizioni St. John, col cui fondatore e proprietario Archer St. John ebbe una lunga relazione.

Dal 1955 collaborò con Atlas, la futura Marvel, su serie come STRANGE TALES, WORLD OF FANTASY e TALES OF ASTONISH.

La sua debolezza di cuore genetica ne fermò la parabola nel 1959.
Dal 2009 è entrato nella Eisner Hall of Fame, l’Olimpo del fumetto mondiale.

AL HARTLEY

Non è obbligatorio conoscere il nome di Al Hartley, di cui l’Italia ha visto passare davvero poco o nulla: ma il suo è un nome cardinale nel genere teen e romance, fondamentale in America e quasi assente da noi, dove il genere romantico è stato occupato dai fotoromanzi o considerato sempre con accademica sufficienza.

Ma gli Anni ’50 sono stati letteralmente il suo regno, grazie alla Atlas pre-Marvel, dove dal 1949 Hartley ha composto con Stan Lee il duumvirato di PATSY WALKER, la testata-record che attraverserà tutte le incarnazioni Marvel sin dalla prima epoca Timely, e il suo felice spin-off PATSY AND HEDY.

Sarà proprio PW 95 di Hartley a portare per la prima volta il minuscolo marchio MC (Marvel Comics) nel Giugno 1961. Dal 1967, dopo una crisi religiosa che lo porterà alla conversione alla confessione protestante dei “cristiani rinati” (la stessa del futuro George Bush Jr), passerà alla Archie Comics, da noi ignota ma per molti anni secondo editore per vendite dopo la DC e molto davanti a Marvel; qui disegnerà l’epica leggera dei ragazzi protagonisti delle varie serie di cui i telefilm “Happy Days” saranno una sorta di erede sul piccolo schermo.

Dal 1972, ottenendo dall’editore Goldwater l’uso dei personaggi Archie, Al co-fonderà la Spire Christian Comics, di cui sino al 1977 sarà l’artista di punta.

A questa linea di ispirazione appartiene la rilettura della storia dell’indipendenza americana “Yankee Doodle Riders Again” sotto nelle immagini, con uno dei suoi rarissimi autografi in frontespizio.

VITA E AVVENTURE DI ROY CRANE

Royston Campbell Crane, già a partire dal nome, è stato quasi un personaggio dei fumetti prima che un autore di fumetti. Ma la sua importanza, per quanto poco noto alla nostre latitudini, è enorme per la storia del genere.

Texano classe 1901, fin dall’adolescenza srudiò arte e disegno, ma un carattere inquieto gli fece preferire all’università una vita da vagabondo e di lavori occasionali, prima come lavorante nei tendoni educativi itineranti, e poi come mozzo su una nave a vapore che lo portò in Europa.

Buz Sawyer Comics #3 1949-Roy Crane

Tornato in America nel 1922, prese casa a New York entrando al New Totk World di Joseph Pulitzer come vignettista: il 21 Aprile del 1924 varò WASH TUBBS, una strip comica di immediato successo dallo stile innovativo, un misto di realismo su base di cartoon: Roy fu il primo a introdurre nel fumetto la rumoristica, creando gli effetti onomatopeici che tutti gli dobbiamo (a volte i più fantasiosi ed elaborati). Ma la sua ambizione era realizzare la prima serie di avventura a fumetti, e per trasformare WAH TUBBS nel 1927 si unì a un circo viaggiante e passò prima in Messico, e poi a Cuba, accumulando materiale e spunti per le nuove storie.

captain Eays_tavola a fumetti

Il frutto delle sue esperienze fu la celebre CAPITAN EASY, sulle peripezie di un mercenario, che colpì come una folgore il panorama americano, soprattutto con le pagine festive a colori, un capolavoro in fieri che innescò innumerevoli imitazioni.

Nel 1943 si unì alla possente King features, cui offrì la sua nuova serie BUZ SAWYER, avventure di un pilota militare su cui ottenne la piena proprietà dei diritti d’autore. Sawyer attraverserà 40 anni di storia americana, arrivando negli anni ’60 a volare nei cieli del Vietnam.

Nel 1965 Crane verrà invitato dal Presidente Johnson insieme a Milton Caniff e Mort Walker alla Casa Bianca come alfiere del fumetto bellico americano. Il suo allievo più illustre è considerato John Severin.

Costretto al ritiro nei secondi ’60 da una grave ulcera, Roy se ne andrà nel 1977. Sawyer gli sopravviverà sino al 1989. Dal 2001 è nell’Olimpo del Fumetto, la Eisner Hall of Fame.

di Dario Janese

La Silver Age si sarebbe aperta ufficialmente solo qualche mese dopo con il reset DC di Flash su SHOWCASE #4, ma la soave follia di quel periodo spirava già in Atlas, dove a metà 1956 la cupezza di inizio decennio, di forte segno horror, era stata archiviata a forza dal Comics Code, dando il via a un panorama di vari e sovente strampalati esercizi di fantasia.

E così, in tre pagine di scrittore ignoto disegnate dal duo Forgione-Abel, assistiamo alla più scombinata invasione aliena di sempre, con un’astronave di gaglioffi dal muso di tartaruga cattiva che, anziché atterrare in una radura dell’Idaho al riparo dalla vista degli umani, seguono un cartello di deviazione stradale lasciato al posto sbagliato da un operaio pigro, e si schiantano contro il fianco della vicina montagna.

Da notare che l’aspetto degli alieni sarà ripreso paro paro nel racconto di TALES OF SUSPENSE #53 (1964) dove l’Osservatore, per prendere tempo senza agire direttamente sugli eventi, racconterà a un altro aspirante conquistatore le origini della sua specie… mentre l’astronave di quell’altro affonda in una sabbia mobile. 8 anni non avevano migliorato l’acume di questi dilettanti.

BIOGRAFIA

Dario Janese, torinese, 1964, sociologo e storico americanista, dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture. Per vari anni ha condotto un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e coordina vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.


NOTE EXTRA

I più recenti articoli ‘storici’ di Dario …

12-11-25

13-09-25

05-08-25


Nella ‘stanza’ SCOPRI IL FUMETTO, nella sezione approfondimenti del Magazine, potrete trovare:

La prima stagione di Lone Ranger (articoli di approfondimenti scritti da Dario),
cliccando la sottostante pagina del magazine:

https://www.fumettomaniafactory.net/appunti-di-critica-fumettistica/lone-ranger-un-blog-di-storia-critica-del-fumetto

e la seconda stagione di Lone Ranger,
che potete rileggere cliccando la sottostante pagina del magazine:

https://www.fumettomaniafactory.net/appunti-di-critica-fumettistica/lone-ranger-una-pagina-social-di-storia-critica-del-fumetto

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.