immagine disegnata da Hugo Pratt

Dopo un mese dedicato interamente a Lanterna Verde, con 4 articoli nello SPECIALE 80 ANNI DI LANTERNA VERDE, ci rilassiamo con un articolo di Dario Janese (il 32° estratto dal suo vecchio blog Lone Ranger), dedicato all’estate, precisamente a quella del 1966 ed alla prima apparizione di un fumetto Marvel in Italia.
Buona lettura e se l’articolo vi piace condividetelo, grazie.

Mario Benenati, curatore di Fumettomania Web Magazine

Nota introduttiva per chi ci legge: questi articoli (estratti dal blog di Dario: “Lone Ranger, di storia critica del fumetto”) vengono ri-pubblicati, a distanza di oltre sette anni, nel nostro web magazine e completati con l’aggiunta di immagini.


da LONE RANGER, un BLOG DI STORIA CRITICA DEL FUMETTO

MARVEL NUMERO SPECIALE:
FORSE NON TUTTI SANNO CHE…

(Articolo originario del 26.03.13)

Poster dei fantastici quattro

La prima apparizione degli eroi Marvel in Italia NON è il n.1 dell’UOMO RAGNO dell’Aprile 1970 ,

ma lo speciale LINUS ESTATE del Giugno 1966, edito dalla Corno,

speciale LINUS ESTATE del Giugno 1966, edito dalla Corno, in cui viene presentato il primo leggendario numero di FANTASTIC FOUR (uscito in America nel Settembre 1961)

in cui viene presentato il primo leggendario numero di FANTASTIC FOUR (uscito in America nel Settembre 1961): sono presenti entrambe le storie dell’albo, quella delle origini e la prima avventura contro l’Uomo Talpa, in assenza della celebre copertina.
Le reazioni del pubblico italiano all’esperimento furono però tiepide, e il direttore Luciano Secchi – alias Max Bunker – riprovò a pubblicare un episodio del Quartetto l’anno dopo, nel supplemento di Febbraio detto       ProvoLinus. Stavolta si trattava di FF 3, l’esordio del terribile Dottor Destino, che Secchi volle astutamente titolare “Doctor Fato e il Tesoro del Pirata Barbanera“, dando un colpo al cerchio del gusto italiano per i super-cattivi che stava facendo la fortuna della Corno (Kriminal e Satanik, sorti sulla scia del Diabolik del 1962, stavano spopolando), e uno alla botte del genere avventuroso (Corto Maltese di Pratt, per fare un nome).

Supplemento di Febbraio 1967 di LINUS, detto ProvoLinus. Stavolta veniva pubblicato FF #3

Ma anche questo test andò a vuoto, inducendo la Casa  a posporre l’esordio italiano delle collane Marvel fino al 1970, quando il successo planetario di AMAZING SPIDERMAN convinse la Corno al tentativo: i FQ dovettero peraltro aspettare l’anno successivo, e superare un certo scetticismo verso le testate di squadra (anche del mondo DC l’Italia aveva visto sempre e soltanto i titoli individuali di SUPERMAN e BATMAN e non, per esempio, la JUSTICE LEAGUE o la LEGION OF SUPER-HEROES).

LA PRIMA VERA TESTATA MARVEL IN ITALIA

La prima testata Marvel in Italia NON è, di nuovo, l’UOMO RAGNO Corno del ’70 bensì il SERGENTE FURY della piccola casa Le Maschere, un’emanazione della Sansoni che nel 1966 pensò di sfruttare il successo popolare delle storie di guerra per acquisire i diritti della serie minore SGT. FURY AND HIS HOWLING COMMANDOS. La serie durò soltanto 13 numeri, oggi introvabili, nei quali però con vari anni di anticipo comparvero famosi nemici di CAPITAN AMERICA come il Barone Strucker e il Barone Zemo (qui nella sua unica apparizione a volto scoperto).

Copertina del n.1 della collana "IL SERGENTE FURY E I SUOI COMMADOS" della piccola casa Le Maschere (1966)

DUE STORIE BREVI IMPORTANTI PRIMA DEL N.1 DELL’UOMO RAGNO CORNO

Esistono due storie brevi in cui , PRIMA del numero 1 dell’UOMO RAGNO Corno (che contiene AMAZING FANTASY 15 dell’Agosto 1962 e AMAZING SPIDERMAN 1 del Marzo 1963), vengono introdotti rispettivamente Zia May e Zio Ben e un personaggio in tutto e per tutto simile a Peter Parker, di nome Tad Carter. Si tratta dei cosiddetti “prototipi” o “tryout”, usati dagli autori per provare i visual dei nuovi personaggi e certe loro caratteristiche salienti (vi rimandiamo all’articolo dello scorso 1 giugno, NdR).

La prima storia, nella quale vengono introdotti rispettivamente Zia May e Zio Ben è "Addio a Linda Brown", ed è stata pubblicata da Panini in SPIDERMAN COLLECTION 1 (in origine era apparsa su STRANGE TALES 97, due mesi prima della nascita di Spidey)

La prima storia, “Addio a Linda Brown”, è stata pubblicata da Panini in SPIDERMAN COLLECTION 1 (in origine era apparsa su STRANGE TALES 97, due mesi prima della nascita di Spidey); nella seconda, invece, “Carter” è presentato come un liceale che scopre di avere poteri mutanti e viene assalito dai suoi compagni per essere salvato a distanza da un telepate molto simile al Professor X degli X-MEN. Apparve sul numero 14 di AMAZING FANTASY come preparazione dell’esordio di Spidey il mese successivo, rispetto al quale Stan Lee decise però di rimuovere il tema mutante, per destinarlo l’anno dopo a una serie specifica (vedi i miei articoli sulla nascita di X-MEN, vi rimandiamo alla pagina principale per rintracciarli, Ndr).
In Italia è stata pubblicata nel 2005 su X-MEN CLASSIC 5 come la “prima storia mutante”, una sorta di X-MEN Zero.

nella seconda storia, invece, "Carter" è presentato come un liceale che scopre di avere poteri mutanti e viene assalito dai suoi compagni per essere salvato a distanza da un telepate molto simile al Professor X degli X-MEN. In Italia è stata pubblicata nel 2005 su X-MEN CLASSIC 5 come la "prima storia mutante".

HULK GRIGIO

HULK in Italia è stato verde fin dall’inizio : così campeggia sulla copertina di UOMO RAGNO Corno 55, annunciando la sua prima apparizione il 25 Maggio 1972.

HULK in Italia è stato verde fin dall'inizio : così campeggia sulla copertina di UOMO RAGNO Corno 55, annunciando la sua prima apparizione il 25 Maggio 1972.

In origine, come è abbastanza noto, il colore della sua pelle era grigio : ma la difficoltà di riproduzione della giusta tonalità con i mezzi tecnici dell’epoca portò rapidamente alla seconda, celebre versione. La storia completa della nascita del Golia Verde fu ristampata in Italia solo nell’Agosto 1981, quando sui numeri 11/13 della serie gigante L’INCREDIBILE HULK venne raccolta la miniserie originaria uscita in America nel 1962. Pochissimi da noi sanno che la prima edizione grigia fu testata 2 mesi prima della mini, in una storia di JOURNEY INTO MYSTERY 79 intitolata “The Midnight Monster”, in cui uno scienziato di nome Victor Avery grazie a un filtro alla Dr.Jeckyll si trasforma in un titano immortale dalla pelle grigia  che in due riquadri è pressoché identico al futuro HULK dei primordi.

ochissimi da noi sanno che la prima edizione grigia fu testata 2 mesi prima della mini, in una storia di JOURNEY INTO MYSTERY 79 intitolata "The Midnight Monster", in cui uno scienziato di nome Victor Avery grazie a un filtro alla Dr.Jeckyll si trasforma in un titano immortale dalla pelle grigia  che in due riquadri è pressoché identico al futuro HULK dei primordi.

Anche qui, nei due mesi trascorsi tra le due pubblicazioni Lee decise di accantonare la tradizionale origine dello scienziato pazzo ( in favore di un adattamento del tema di Prometeo all’età atomica, con il suo duplice contenuto di promessa di sviluppo e di minaccia di distruzione, e facendo di Bruce Banner un simbolo e una vittima di questa cupa ambiguità. Intuizione , una volta di più, confermata dalla Storia.

IL PASTICCIO DELLA PUBBLICAZIONE DEL DOTTOR STRANGE

Infine, il pasticcio della pubblicazione del DOTTOR STRANGE , che la Corno destinò fin dall’inizio agli albi dell’UOMO RAGNO , ma cominciando a stamparlo da metà serie, cioè dalla gestione Roy Thomas/Gene Colan: ciò sia perché il tratto di Colan appariva più moderno e di maggior impatto immediato, sia perchè éusare le prime 35 storie di Ditko avrebbe significato pubblicare un’intera collana dello stesso disegnatore (perché Steve era ovviamente già l’artista di AMAZING SPIDERMAN), rischiando fortemente di annoiare il pubblico con un unico tratto grafico. Ragion per cui, arrivati al numero 22 di UR – e dopo aver nel n.16 pubblicato un crossover con una formazione dei VENDICATORI di cui nessuno aveva mai sentito parlare (con la Visione, il Cavaliere Nero, Pantera Nera e l’incarnazione di Hank Pym sciaguratamente tradotta come “Giacca Gialla” anzichè Calabrone) – i Nostri si trovarono con una serie interrotta a metà di una storia, dato che Marvel aveva chiuso la testata di Strange con un triplo crossover continuato su SUB-MARINER 22 e HULK 126, al termine del quale il dottore rinunciava alle arti mistiche in cambio di una vita normale.

Fortunato lui, meno il lettore che con UR 24 si trovò a rileggere dal vero inizio la saga del Mago Supremo, salvo arrivare al n.80 per arenarsi al punto in cui la Corno aveva cominciato nel n.1. A peggiorare la scena, le due storie di Namor e Hulk furono la prima pubblicata in sequenza di serie su FANTASTICI QUATTRO (e nessuno ne capì niente), la seconda semplicemente dimenticata. Risultato: su UR 81 i fans trovarono uno Strange semplice mortale senza alcuna spiegazione, costretto a ritornare alla magia per scongiurare un complotto dell’arcinemico Mordo, travestito come Strange stesso, MA nella versione demonica che era stata temporaneamente introdotta in UR 11/22 per rendere il suo aspetto più fantasy – e di cui quasi nessuno più si ricordava.

Non è tutto per ora, perchè gli aneddoti sul rapporto tra serie americane e pubblicazione italiana è ricco e pittoresco,  ma è abbastanza per un articolo solo.

“Make Mine Marvel”,
Dario

BREVE BIOGRAFIA

Dario Janese, torinese, 1964, sociologo e storico americanista, dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture. Da vari anni conduce un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.

NOTE EXTRA

L’articolo di Dario sui PROTOTIPI MARVEL è il seguente:

29° articolo del 01-06-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/evento-zero-lincredibile-storia-dei-prototipi-marvel/