Settembre, nel mondo del fumetto è sinonimo di ripartenza; si pubblicano i nuovi volumi, si prepara la nuova stagione editoriale e si attendono le fiere del fumetto di ottobre-novembre che, quasi sempre, hanno come momento di spicco Lucca Comics&Games.

Mai come in questo momento settembre è stato tanto atteso, dopo 18 mesi in balia dell’emergenza sanitaria da Covid-19, ed invece siamo ancora nell’incertezza, con tanti contagi, sottoposti a zone colorate “ballerine” con annesse restrizioni. Un grande ed immenso stress!

Anche noi di Fumettomania non siamo esenti da questo stato confusionale e stressante, dovendo e volendo ripartire con le nostre attività culturali: le mostre, gli incontri con l’autore, i laboratori con adolescenti, la Fumetto-Biblioteca, eccetera eccetera...

Al momento, dunque, ci affidiamo ancora al Web con un magazine che sarà, nei prossimi mesi, ancora più ricco di contenuti, di ospiti, forse anche migliorato nell’aspetto.

Oggi la nuova stagione si apre con la prosecuzione della nostra festa virtuale: “Fumettomania da 0 a 30, Trent’anni straordinari!“, e con un nuovo testo estratto dal n. 2 della fanzine Fumettomania (pubblicato ad Aprile del 1991) dalla rubrica Obiettivo suFumetti USA in lingua originale

Ringrazio il socio Ambrogio Isgrò che ha trascritto questi testi.

Prosegue anche Il racconto sul Salone di Lucca del 1990.

Mario Benenati, responsabile del Web Magazine Fumettomania.

Nota bene: II festeggiamenti per l’anniversario dei trent’anni dell’associazione Fumettomania Factory non si sono affatto conclusi! A settembre si pubblicheranno altre testimonianze di amici ed ex collaboratori. Abbiamo tante idee e progetti legati ai 30 anni che speriamo di realizzare entro dicembre del 2021.


Fumettomania da 0 a 30, Trent’anni straordinari!

Com’era il Salone del Fumetto di Lucca – settima parte

L’intervista a John Bolton”

Scrivevo nella scorsa puntata che tra gli ospiti dell’edizione del Salone lucchese del 1990, c’era anche il grande Autore inglese John Bolton, per la prima volta in Italia.

La Play Press, non so se per coincidenza o se volutamente, pubblicava proprio a LUCCA il nuovo numero di Hellraiser, una collana Horror con racconti provenienti dagli STATES tra cui uno di J. Bolton, dunque colse “la palla al balzo” ed invitò nel suo stand John per intervistarlo e promozionare i loro albi.

C‘era solo un piccolo problema: sapevano poco dei lavori di John, e non avevano una persona che parlasse inglese: ci prendemmo noi di Fumettomania questa responsabilità, togliendo la casa editrice dall’impaccio, con Vito Di Domenico che pose le domande e tradusse le risposte per il pubblico, mentre io facevo le foto e suggerivo qualche domanda (conoscendo un po’ della produzione di Bolton).

L’accordo fu che loro pubblicavano la versione breve dell’intervista e delle foto nel numero successivodi Hellraiser (tra l’altro senza neanche ringraziarci …), mentre noi avremmo pubblicato nel n. 2 della nostra fanzine l’intervista intera a Bolton. Nacque così l’amicizia con John e Liliana.

Mario Benenati

fine

john bolton allo stand play press, nov. 1990 a Lucca Comics

Dopo gli ottimi articoli pubblicati nel n. 1 , che avevano riguardato : una sequenza di storie suDetective Comics,Gotham By Gaslight,L.E.G.I.O.N. della DC Comics,The Phantom (sempre della DC Comics), la mini serieMeltdown (Marvel comics), ed una ricca rassegna dei fumetti pubblicati dagliIndipendent publisher , ci rendemmo conto che la potevamo proseguire questa linea editoriale ed anche nel n. 2 ospitammo degli altri ottimi articoli sul fumetto USA di quel periodo.

OBIETTIVO SU …
Recensioni su alcuni fumetti U.S.A. del 1991
SECONDA PARTE

di Giorgio Cambini

(NOVEMBRE 1990-FEBBRAIO 1991)

MANGA: UN’INVASIONE?

Dopo l’ondata di comics made in USA che ha colpito l’Italia negli ultimi mesi, raggiungendo toni anche spropositati, finalmente sembra giunta l’ora dei Manga. (nota bene: l’articolo è stato scritto tra novembre 1990 e febbraio 1991, NdR)

Anche in questo caso, comunque, il fenomeno manga colpisce la nostra penisola solo di riflesso, venendo filtrata dai gusti e, in qualche caso, dall’interpretazione americana. Ma andiamo con ordine: già qualche anno fa i primi cartoons “made in Japan”, avevano fatto capolino in Italia: Mazinga, Goldrake, Gundam e compagnia fecero diventare comune il grido di “Alabarda Spaziale”.

Sulla loro scia vennero presentati altri cartoni, anche di valore: Candy Candy, Sampei, Ken il guerriero per citarne alcuni. La critica di allora li stroncò, paragonandone l’animazione molto statica a quella ridondante e quasi barocca dei cartoon della Disney.

Questo dimostra la scarsissima preparazione culturale dei suddetti “critici”, che non si preoccuparono (e non se ne preoccupano tuttora) di studiare il diverso background, il diverso retroterra culturale dei manga rispetto ai “toons” americani.

Copertine del n. 1 della rivista Zero (Granata press)

Soprattutto mancò l’approfondimento e la voglia di andare a ricercare i fumetti che avevano dato origine a tali cartoni. Ecco che le stupende illustrazioni di Go Nagai per Mazinger sono rimaste nel dimenticatoio per anni: troppo facile denigrare una produzione così diversa dagli standard a cui gli USA ci avevano abituato.

Ma ecco che, di riflesso dagli Stati Uniti, come sempre, anche in Italia si comincia a sentir parlare di manga. 

Va dato atto, a questo punto, ai redattori di MANGAZINE di aver mantenuta incrollabile la fede nel manga; onore anche alla GRANATA PRESS per aver avuto il coraggio di uscire con “ZERO”, anche se di questo non condivido le scelte riguardo i fumetti pubblicati. 

Vediamo ora la situazione dei Manga negli USA, con brevi note di commento per i titoli più interessanti. Bisogna ricordare che in ogni “filone” culturale, insieme al capolavoro si annidano le “bufale”, i manga non fanno eccezione.

La casa editrice principe per quanto riguarda i manga negli USA è la VIZ COMICS. Le uscite più interessanti sono Nausicaa, Grey, 2001 Nights e Crying Freeman, mentre di più basso livello sono Horobi, Baoh, Pineapple Army e Mai, The Psychic Girl.

Nausicaa of the Valley of the Wind, di Hayao Miyazaki, rintracciabile facilmente nell’edizione in 4 volumi che compendia tutto il lavoro prodotto finora, è una delle opere fantasy più spettacolari che siano mai uscite. Ottima la grafica e la storia, che tratta di una giovane ragazza sballottata in mezzo alla guerra tra impero e ribelli in un mondo devastato e coperto per gran parte di spore distruttrici. 

copertine del n. 1 dell'edizione italiana di Nausicaa of the Valley of the Wind, di Hayao Miyazaki (Planet Manga)

Grey, di Yoshihisa Tagami, è una violenta polemica contro la guerra, rappresentando un mondo in cui le città, isolate l’una dall’altra, sono in perenne conflitto tra loro, e in cui l’unica possibilità di diventare un cittadino, e di godere dei privilegi a questi concessi, è di combattere e sopravvivere. 

2001 Nights, di Yukinobu Hoshino, è un fumetto di fantascienza pura, che deve molto ad Arthur C. Clarke nell’ambientazione.

Cover del volume #5 di 2001 Nights, di Yukinobu Hoshino  (edizione USA, 1990)

Degno di menzione, seppur di livello inferiore, è Horobi, dello stesso autore di Grey, che rappresenta un tentativo di realizzare un horror psicologico.

Ultimamente la VIZ si è ingrandita, forte del successo che i manga stanno riscuotendo negli USA, e ha presentato la sua prima Graphic Novel, Shion: Blade of the Minstrel, e sta pubblicando anche comics a colori. 

Un po’ tutte le altre case editrici si sono cimentate con i manga, ad eccezione della DC. La MARVEL sta pubblicando Akira, di Katsuhiro Otomo, che da qualche mese è reperibile anche in Italia per i tipi della Glenat. Akira non è certo un capolavoro, anzi, la storia è piuttosto banale, ma la grafica è molto bella e i personaggi sono ben caratterizzati.

Spazio a sé merita quello che deve essere considerato il capolavoro assoluto del fumetto giapponese: sto parlando di Lone Wolf And Cub, di Kazuo Koike e Goseki Kojima, pubblicato negli USA dalla FIRST Comics di Chicago.

La storia che fa da base al fumetto dovrebbe essere nota a chi ha seguito la serie televisiva “Samurai”, trasmessa qualche tempo fa da ITALIA 1. Si parla di un samurai che, disonorato da un complotto, rinnega la sua vita, diventa Ronin (cioè un samurai senza padrone), e vaga per il Giappone del IX secolo in compagnia del suo figlio infante.

La storia è narrata benissimo e i disegni sono spettacolari ed ispirati: si trova fortissima la mentalità giapponese ed i concetti di onore, anche al di là della morte, e di predestinazione sono molto marcati. Molto interessante è anche lo spaccato di storia giapponese e di vita quotidiana dell’epoca che Koike e Kojima sanno rendere alla perfezione.

In conclusione, si tratta di un vero e proprio capolavoro, che consiglio a tutti, amanti dei manga e non. Per invogliarvi, dirò che le copertine dei primi numeri erano di Frank Miller, mentre poi si sono succeduti Sienkiewicz e Matt Wagner (autore e disegnatore di Mage e di Grendel).

Cover del volume 11 di ne Wolf And Cub, di Kazuo Koike e Goseki Kojima, pubblicato negli USA dalla FIRST Comics (1990-91)

Da ricordare anche la ECLIPSE, che da tempo pubblica manga, come Area 88, di Kaoru Shintani, e Xenon, di Masaomi Kanzaki (pubblicato anche in Italia su Zero), ma soprattutto Appleseed, del maestro Masamune Shirow.

Appleseed è la storia della ragazza Deunan, innamorata del cyborg Briareos, e arruolatasi per stargli vicino nel gruppo speciale di polizia della città di Olympus, al termine di un conflitto mondiale. I disegni sono tra i più belli che si possano trovare anche al di là dei manga e denotano uno studio molto approfondito della grafica di certi autori “Gaijin” (barbari, stranieri, quindi per trasposizione occidentali). Bella e molto lucida la narrativa, che però forse pecca di eccessivo desiderio di convincere delle proprie opinioni in alcuni passaggi, specie nelle conclusioni delle storie.

Dello stesso autore sono stati pubblicati Dominion e Black Magik, non malvagi ma certo non dello stesso livello di Appleseed.

Da citare è anche la saga di Robotech, che dopo un excursus alla defunta (e poi resuscitata) COMICO, è passata alla ETERNITY.

Questo è uno dei più classici esempi di reinterpretazione di un cartone giapponese visto anche in Italia. L’ambientazione è la guerra spaziale tra terrestri e Zentraedi prima e tra terrestri e Invid poi. Nel quadro di questa guerra si muovono un’infinità di personaggi, tra i quali spiccano Rick Hunter, comandante delle forze terrestri, sua moglie Lisa Hayes e la cantante Lynn Minmay.

In Italia si è vista anche la serie Star Blazers (La corazzata Yamato, NdR), pubblicata brevemente dalla COMICO, che denota molte similarità con Robotech, e più a lungo la serie Capitan Harlock, ora pubblicata dalla ETERNITY.

Vanno citate anche le interpretazioni di cartoni giapponesi fatte da autori ed artisti statunitensi, come Cobra, di Buichi Terasawa, che parla di un avventuriero stellare perennemente circondato da bellissime ragazze in bikini.

Anche Dirty Pair, creato da Haruka Takachiho, è stato adattato e disegnato negli USA da Toren Smith e Adam Warren. Si parla di una coppia di giovani (e generalmente poco vestite) agenti di polizia spaziale che creano disastri ovunque vadano.

Da menzionare anche Outlanders, di Johji Manabe, pubblicato dalla DARK HORSE. La storia dell’invasione dallo spazio è un po’ banale, ma l’evoluzione del rapporto tra la principessa aliena Kahm e il fotografo terrestre Tetsuya è molto ben caratterizzata e rende ben leggibile il fumetto, insieme ad una grafica abbastanza originale.

Questi appena citati sono solo una goccia nel mare magno del manga, che in Giappone esce in quantità nemmeno sospettate in Europa, e che viene letto indifferentemente da grandi e piccoli.

Consigli per gli acquisti.

Assolutamente necessari:

LONE WOLF AND CUB

APPLESEED

GREY

Consigliati:

DIRTY PAIR

NAUSICAA

Cover dell'albo n. 1 di 5 di Dirty Pair, creato da Haruka Takachiho (dark Horse,1990)


L’INTERO NUMERO DUE DI FUMETTOMANIA

FM#2 – COPERTINA – Aprile 1991

LO POTETE VISUALIZZARE E SCARICARE DAL SITO DALL’APP HyperComix


NOTE EXTRA

FUMETTOMANIA INDEX 1990 -2021

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