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REPORTAGE

A cura di Antonio Recupero

Nel momento in cui scrivo si sta concludendo l’edizione 2009 della nota kermesse toscana dedicata all’intrattenimento, popolata come sempre da decine di miglia di visitatori, oltre che da appassionati, autori, editori e altri operatori del settore.

Lasciamo i soliti balletti di cifre sull’affluenza a chi ama leggere numeri, e passiamo invece ad una prima, rapida analisi della manifestazione.

Gli spazi espositivi separati per il settore Comics e il settore Games sono, ancora una volta, uno degli aspetti migliori della manifestazione: senza voler discriminare nessuno, è sicuramente più rapido e meno fastidioso muoversi in corridoi che, seppur comunque saturi, non vengono ulteriormente affollati dagli appassionati di GDR e videogames che si ritrovano, loro malgrado, ad attraversare i padiglioni dedicati ad editori e rivenditori di fumetti.

Foto di una parte degli allestimenti, Lucca comics&Game 2009. Foto di Antonio Recupero
Foto di una parte degli allestimenti, Lucca comics&Game 2009. Foto di Antonio Recupero

La riorganizzazione degli stessi spazi, quest’anno, pur disorientando qualche habituè, ha ottimizzato molto la struttura della fiera, dando spazio a qualche espositore in più (con maggiori incassi per gli organizzatori, che son riusciti a non rincarare i già non economici biglietti d’ingresso), anche se qualche intoppo logico lo si è avuto accorpando, negli spazi del Real Collegio, l’area Japan Palace e le mostre delle tavole di Paco Roca, del Darwin di Rotunno e Ferrandino, del Super Spy di Matt Kindt, e degli autori del Lucca Project Contest. L’accesso alle mostre è stato al sottoscritto possibile infatti solo dopo aver lungamente sgomitato tra cosplayer dalle sembianze spesso a me oscure e rivenditori di noodles precotti (gli spaghetti in brodo giapponesi, il cui assaggio continuo fermamente a rifiutare).

 Particolare mostra dedicata ad Alan Ford. Lucca comics&Game 2009. Foto di Antonio Recupero
Particolare mostra dedicata ad Alan Ford. Lucca comics&Game 2009. Foto di Antonio Recupero

Le altre mostre, ospitate a Palazo Ducale, da quella dedicata alle Clamp (il collettivo di autrici giapponesi che da vent’anni sforna serie e miniserie manga dal successo planetario), a quella sulle donne disegnate da Vittorio Giardino, passando per le tavole di Marco Corona, Giorgio Rebuffi, Enrico Marini, per finire con la retrospettiva su Alan Ford e le spettacolari illustrazioni di Donato Giancola, si sono rivelate tutte di livello elevatissimo, una vera e propria gioia per gli occhi. Menzione particolare do’, personalmente, alle mostre su Alan Ford e su Rebuffi e il suo Pugacioff, che hanno acceso nel sottoscritto una fiammella malinconica di fronte a questo amarcord dell’infanzia.

Il pezzo forte sul fronte espositivo era però la mosta dedicata a Rick Berry e Phil Hale, gli artisti autori delle locandine gemelle del Lucca Comics di quest’anno. Nelle sale del nuovo museo d’arte moderna e contemporanea della cittadina toscana è stato possibile ammirare tavole, illustrazioni, making of ed esempi di video arte altamente suggestivi.

Venendo alla mostra mercato, quest’anno le sorprese sono state tante e decisamente piacevoli. Moltissime le novità librarie di rilievo: “le strade di sabbia” di Paco Roca, “Grandville” di Brian Talbot, “Esperanto” di Otto Gabos, “Comix Show” di Sergio Algozzino, “Sereno su gran parte del paese” di Andrea Scoppetta, e tantissime altre opere, che senza voler discriminare non citiamo per puri motivi di spazio.

 Stand della GP Publishing, la nuova casa editrice che pubblica manga. Foto di Antonio Recupero
Stand della GP Publishing, la nuova casa editrice che pubblica manga. Foto di Antonio Recupero

Va inoltre segnalata l’outcoming in grande stile della GP Publishing, che con uno stand monumentale ha debuttato a Lucca con una miriade di manga, testate per bambini che potevano sfruttare brand di successo come Hello Kitty e Gormiti, e, infine, il primo volume della ristampa in edizione deluxe di Morgan, miniserie scritta a quattro mani da Ade Capone e Leo Ortolani che vide la luce negli anni ’90 nella sua prima incarnazione. Un ingresso titanico che in maniera evidente lancia un guanto di sfida ad altri colossi dell’editoria a fumetti in Italia.

Gli showcase hanno visto alternarsi nell’apposita area del Padiglione Napoleone autori quali Ortolani, Manara, Sualzo, Max Bunker e Paolo Piffarerio. Forte la presenza di autori stranieri: oltre al già citato Paco Roca vi erano infatti Eduardo Risso, Jorge Gonzales, Ethan Sciver, Nate Powell. E va citata la fugace apparizione anche di Joe Madureira, che ha presentato in area games il videogame Darksiders, di cui ha curato il design oltre che la storia.

Ma Lucca Comics, dopo il passaggio dal palazzetto dello sport (divenuto assolutamente inadeguato a contenere una manifestazione di tale entità) al centro della città, mutua da Angouleme un’altra interessante usanza: gli eventi culturali e le performance. All’auditorium di San Girolamo infatti si sono svolti vari eventi che univano egregiamente fumetti, teatro e musica. Citiamo solo gli spettacoli del Don Zauker’s Talk Show vs Orchestra Bailam, e il dinamico duo Ortolani & Bollani. Alcuni eventi sono poi stati legati al Telethon, nota iniziativa di beneficenza che finanzia la ricerca medica, sotto il nome di Comics Day. Ben 101 autori si sono cimentati, ognuno con una tavola realizzata in maniera improvvisata, nella realizzazione di una storia a fumetti. Le tavole sono poi state oggetto di una accanita asta di beneficenza. Si segnala tra gli eventi di beneficenza anche il divertente concerto di venerdì pomeriggio in cui una decina di fumettisti, coordinati da Sergio Algozzino, hanno lasciato penne e matite per esibirsi sul palco in una magnifica jam session rock e blues. Certo non sono mancate le scene esilaranti e le piccole sfasature, ma considerando l’intento benefico e che non sono state fatte prove di questo spettacolo, il risultato è stato assolutamente gradevole.

 La jam session rock e blues dei fumettisti organizzata da Sergio Algozzino. Foto di Antonio Recupero
La jam session rock e blues dei fumettisti organizzata da Sergio Algozzino. Foto di Antonio Recupero

Il parallelismo con Angouleme in chiusura trova un finale amaro: infatti, proprio nelle ultime ore della manifestazione lucchese, si è sparsa la voce dei problemi e contrasti sul lato finanziario tra gli organizzatori della manifestazione francese e gli amministratori della città ospitante, contrasti che sembra possano compromettere lo svolgimento stesso della convention. Come dire, che non solo in Italia il fumetto ha le sue belle gatte da pelare…

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