Dopo la panoramica sulle origini de Las Historieta Argentinas, oggi Damiano Gallinaro approfondisce l’Epoca d’Oro delle Historietas, cioè il periodo compreso tra il 1950 ed il 1980.

Damiano che, ricordo a chi ci legge, è uno scrittore e antropologo di Roma (oltre che collaborare con Fumettomania), nei mesi passati ci ha intrattenuti con sei articoli dedicati ad alcuni fumetti di Oesterheld meno conosciuti.

Vi ricordiamo che a Cremona dal 9 al 26 giungo, nei locali del Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, è visitabile la mostra collettiva “ANTHROPOCENE, nella sua seconda tappa itinerante.

E vi rammentiamo pure che è ripresa la raccolta a sostegno del B.A.M. FUMETTO, che ha come obiettivo quello di coprire le spese vive di avvio dell’Archivio del fumetto (nonché sede dell’associazione).

Buona lettura

Mario Benenati
Curatore di Fumettomania Factory Magazine


LAS HISTORIETA ARGENTINAS.
L’EPOCA D’ORO DELLE HISTORIETAS 1950-80 (1)

di Damiano Gallinaro

Il periodo che va dalla seconda metà degli anni cinquanta alla fine degli anni ottanta del novecento, può essere considerato senza alcun dubbio l’epoca d’oro delle Historietas argentine, gli anni in cui emergono e si affermano gli sceneggiatori e i disegnatori che influenzeranno le opere di chi li seguirà nell’avventura non sempre facile del fumetto in Argentina.

Se si può discutere o criticare, come fa Ivan de la Torre, il “canone” proposto da Trillo e Saccomano che poggia sulla figura quasi “onnipotente” di Oesterheld, e se in realtà alcuni autori come Robin Wood e Ray Collins siano stati, da questi due grandi autori, quasi del tutto ignorati nella loro storia ufficiale, è inequivocabile che proprio da Oesterheld bisogna partire nella seconda tappa del nostro viaggio.

Nel 1957, Hector German Oesterheld fonda unitamente al fratello l’Editorial Frontera e come accennato porta con sé il “Gruppo (o la Scuola) di Venezia”. L’esperienza inizialmente esaltate si rivelerà alla lunga un fallimento per l’incapacità da parte dei fratelli Oesterheld di gestire un’impresa forse più grande di loro, ma soprattutto, per la testardaggine e la pretesa di Hector di scrivere praticamente quasi tutte le sceneggiature.

una copertina della rivista hora cero rolo
una copertina della rivista hora cero rolo

Per alcuni anni, comunque, le riviste Hora Cero, Hora Cero Semanal e Frontera saranno al top delle vendite e diverranno un referente unico per tutti coloro che lavoravano e leggevano il fumetto in Argentina.

Con il suo lavoro come editore e sceneggiatore Oesterheld dimostrò che le historietas potevano essere buone tanto quanto la migliore letteratura, potenziando il talento dei suoi scrittori con serie costruite apposta per esaltare le loro peculiarità: Randall the Killer per Arturo del Castillo, Sherlock Time per Alberto Breccia, Ernie Pike per Hugo Pratt, Rolo el marciano adoptivo e El Eternauta per Solano Lopez.

randall the_killer
randall the_killer

In generale i disegnatori godettero di un clima di completa libertà, sia nello stile che nei temi, una libertà che con la Editorial Abril non avrebbero mai avuto, aprendo la porta alla gente comune verso un mondo letterario spesso difficilmente accessibile.

Ma come accennato, nonostante tutto, il sogno durò poco e Oesterheld fu costretto dopo vari tentativi infruttuosi, tra cui un lungo tour in Europa alla ricerca di partner, a vendere tutte le sue riviste all’Editorial Ramirez nel 1961, per pagare i debiti accumulati.

Oesterheld, quindi deve ricominciare da capo e così i suoi soldali, che in alcuni casi ritornano a lavorare in Europa attratti dal mercato inglese e dal nascente mercato italiano del fumetto, e dove si accorgono con amarezza che parte del loro materiale originale era stato rivenduto a prezzi molto bassi senza che gli autori avessero ricevuto il benché minimo ristoro, come accadeva anche alla Abril.

Quanto ne sapeva Oesterheld di tutto questo?
Come mai alla fine finì per comportarsi come gli altri editori?
Non conosciamo la storia fino in fondo ma che la situazione tra l’editore e i suoi disegnatori fosse tesa si evince da queste parole riportate dal disegnatore Vogt: “Se Oesterheld non fosse divenuto un martire, lo avremmo ricordato per uno dei più grandi figli di p… del mondo. Parola di Hugo Pratt”.

Quale sia la verità, è chiaro che l’esperienza di Frontera era destinata comunque a fare scuola.

Negli stessi anni altri autori si mettono in luce e saranno altrettanti grandi delle historietas argentinas.

Alfredo Grassi
Alfredo Grassi

Alfredo Grassi pubblica il suo primo racconto nel 1943. Nel 1951 inizia a scrivere, per la rivista ACME, le sue prime sceneggiature per la serie Bucaneros. Successivamente lavora per l’editrice Codex dove incontra un’aspirante disegnatore che diverrà uno dei grandi del fumetto mondiale Juan Zanotto.

Nel 1962 inizia a lavorare per l’editoriale Columba una delle grandi editrici che fino alla fine degli anni ottanta marcherà la storia del fumetto anche in questo caso con luci e ombre, e di cui dal 1966 diventerà direttore editoriale.

Carlos Albiac, inizia la sua carriera professionale nel 1958 a 39 anni come sceneggiatore della rivista Impacto, mentre nel 1962 crea per l’Editoriale Columba il personaggio di “Alamo Jim”. Parallelamente scrive, produce e dirige corti e documentari, che lo porteranno nel 1963 a vincere il premio Martin Fierro.

Mentre di Grassi e Albiac in Italia sono state pubblicate poche opere, maggiormente pubblicato e conosciuto anche nel nostro paese è Ray Collins, che all’inizio degli anni cinquanta inizia a lavorare come sceneggiatore per i fotoromanzi che l’editoriale Abril riceveva dall’Italia.

Nel 1962 su richiesta di Hugo Pratt, allora direttore di Misterix inizia a scrivere su disegni del grande Jose Munoz, la sua opera forse più famosa e riuscita Precinto 56, un poliziesco nero, malinconico e duro con protagonista Zero Galvan, un disincantato detective newyorkese che riflette sui dubbi e la realtà implacabile della vita.

robin wood
robin wood

A questi tre autori si affianca uno dei grandi del fumetto argentino, al centro della diatriba tra canone e contro canone proposto da Ivan de la Torre, un autore immenso di cui in Italia abbiamo la fortuna di poter leggere alcuni dei suoi capolavori, Robin Wood, lo sceneggiatore che rivoluzionerà l’Editorial Columba.

Nato nella colonia irlandese del Paraguay nel 1944, Wood lavora in fabbrica e studia disegno alla Escuela Panamericana de Arte, dove conosce il disegnatore Lucho Olivera che fu il primo a chiedergli di scrivere una sceneggiatura.

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Historia para Lagash” diverrà l’episodio pilota di quella serie di gran successo, che sarà ed è ancora, “Nippur”. A questa storia seguirono altre celebri, Jackaroe, Dennis Martin, e Mi novia y yo. Lo stile di Wood ricorda quello di Collins, ma, mentre i personaggi di Ray Collins sono uomini malinconici, disincantati, coscienti che nonostante gli sforzi saranno sconfitti, gli antieroi di Wood trasmettono, al contrario, una sensazione di allegria, forza e ottimismo , il sentimento secondo il quale, seppure certi di essere sconfitti vale la pena lottare.

Altre opere fondamentali e conosciute di Wood sono Savarese (di cui ultimamente Aurea Editoriale sta ripubblicando la collezione completa), e il celeberrimo Gilgamesh.

Data importante negli anni settanta, è il 1974, anno in cui Alfredo Scutti per la editrice Record lancia la rivista Skorpio, di cui abbiamo un clone qui in Italia, a cui presto si aggregano altre tre pubblicazioni: Tit-bits, Pif-paf e Corto Maltese  (anche in questo caso avremo una rivista omonima in Italia). La Record, a differenza di Columba che dipendeva dalle sue vendite in tutto il Sud America per sopravvivere, contava sulla forte connessione con il mercato italiano che le permetteva di comprare originali in Argentina a prezzo basso per poi rivenderli a prezzo superiore in Italia.

copertine della rivista argentina Skorpio

Skorpio fu un vero successo e il merito maggiore di Scutti fu recuperare i miglior artisti degli anni cinquanta e sessanta, promuovendo al tempo stesso una nuova generazione di creativi.

Per Skorpio e le riviste della Record infatti, ritorna a scrivere Oesterheld producendo quattro nuove serie “Loco Sexton” con disegni di Arturo del Castillo, Wakantanka, con disegni di Juan Zanotto, e il più conosciuto in Italia “Nekradamus” su disegni di Horacio Laila, nonchè la seconda parte dell’Eternauta di cui abbiamo parlato in precedenza a lungo.

Ray Collins
Ray Collins

Ray Collins recupera per Record i suoi personaggi più famosi, Misterix, Garret e Precinto 56, e crea nuovi personaggi, Mandy Riley e El Cobra, e con la collaborazione di Grassi, Henga Y Hor, dove i due si dividono la sceneggiatura dei due protagonisti, padre e figlio, evidenziando le peculiarità delle differenti scritture.

Ritorna a scrivere anche Albiac, che crea Lord Jim, una storia ambientata in una oscura e decadente Londra vittoriana, e alcuni personaggi dal carattere più classico ritratti nelle serie “Los Aventurieros e Atraves de Oceania.

corto maltes_ a traves de oceania

Il quarto grande, Alfredo Grassi, crea con il disegnatore Lucho Oliveira, Yo Ciborg, Ronar e Planeta Royo, e con Alberto Salinas , Voorttrekkers la storia su una carovana di coloni che parte da Città del Capo per fondare una comunità al nord del fiume Orante, e Hombre de la Legion che ricorda film di reclutamento sullo stile di Top Gun.

Ma come accennavamo, la Record ha avuto il merito di lanciare nuovi autori che saranno ponte tra l’epoca d’ora del fumetto argentino e la difficile contemporaneità.

Guillermo Saccomanno è uno dei più significativi, anche per aver, con Trillo, definito il famoso “canone” della historieta argentina. Inizia a scrivere sceneggiature con la Columba ma è proprio con la Record che trova la libertà creativa creando il suo primo personaggio importante Alias Flic. Segue El Condenado con disegni di Chaco Mandrafina che ricorda la storia di Papillon. Negli anni ottanta creerà le sue opere più conosciute anche in Italia, come Gomez, Memphis 33 e Clitemnestra, primi episodi della Serie Negra, dapprima su disegni di Altuna e poi di Trigo.

Anche di Ricardo Barreiro è possibile trovare alcune importanti opere tradotte in italiano, a partire dalla celebre “La Città”. Ma il lavoro per cui probabilmente è più conosciuto è Barbara su disegni sensuali ed espressivi di Juan Zanotto in cui sono già presenti tutti i tratti distintivi delle sue storie: azione con protagonisti superuomini nati per essere leader, le cui brutalità sono implicitamente giustificate perché i nemici sono addirittura peggiori. Nel coso di Barbara ci troviamo chiaramente davanti ad una superdonna. I lavori successivi (Penitenciario, El Instituto, e Slot Barr), seguono la linea descritta.

Ancor più famoso dei primi due in Italia è Carlos Trillo conosciuto in Italia per una serie di titoli iconici: Un Tal Daneri  e “El Loco Chavez”. Trillo iniziò a lavorare per la Record nel 1976 lavorando in tandem con Enrique Breccia di cui è in riedizione in questi mesi l’edizione integrale di Alvar Mayor.

Saranno questi autori e disegnatori a caratterizzare la terza fase della storia delle historietas.

Trillo, Saccomanno e Barreiro, divengono parte anche di un nuovo progetto trainato da Andres Cascioli delle edizioni La Urraca, le riviste El pendulo e Superhumor.

El pendulo mescolava racconti di science fiction con una proposta saltuaria e irregolare di fumetti e adattamenti di Alberto Breccia di racconti di Lovecraft, Poe e Grimm.

Le basse vendite della rivista, però, portarono alla divisione dei contenuti, con la fondazione della rivista Superhumor dedicata completamente ai fumetti, in cui inizia a lavorare anche il giovane e talentuoso Juan Sasturian che inizia una collaborazione duratura con gli altri due leader della rivista Trillo e Saccomanno. Sarà proprio Sasturian nel corso della sua carriera, ad editare una nuova storia del fumetto argentino riprendendo e aggiornando il canone proposto dai primi due.

Tra le opere più riuscite e pubblicate sulla rivista Superhumor tre sono di Trillo: Merdichesky, storia di un minuto detective ebreo che ancora vive con la madre che non smette di ridicolizzarlo, Charlie Moon storia di un adolescente che si perde tra i vari disinganni del Nord America e il già citato “Un Tal Daneri, , storie di un detective di quartiere disegnato mirabilmente da un ispirato Alberto Breccia. Meno incisivi gli apporti di Saccomanno e Fontanarrosa.

La rivista Superhumor che ebbe scarse vendite fu, alla fine, solo una bozza della futura rivista Fierro ( https://revistafierro.com.ar/revistafierro) che invece sarà “la rivista” per eccellenza nell’ambito delle historietas fino alla fine degli anni novanta.

E dall’analisi di questa rivista e degli autori che la animarono partiremo per la terza e ultima tappa nel viaggio nel mondo della Historieta Argentina.

FINE – SECONDA PARTE

La prima parte di questo articolo è stata pubblicata il 25 maggio


Damiano Gallinaro Breve biografia

Antropologo è socio e ricercatore per l’Associazione Nazionale Professionale Italiana Antropologi (ANPIA). Nel 1996 si laurea in Giurisprudenza e  nel 2004 in Teorie e Pratiche dell’Antropologia. Nel 2011, dopo un percorso di ricerca di tre anni ottiene un PhD in Etnologia e Etnoantropologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Da sempre appassionato di fumetti ha collaborato alla rivista Glamazonia e nelle sue pause dal lavoro di ricerca antropologica si diletta nello scrivere storie che spera un giorno possano diventare fumetti. E’ sempre più convinto che da grandi poteri nascano grandi responsabilità.

Sotto trovate il link per accedere la suo nuovo sito

NOTE EXTRA

Gli articoli precedenti dello stesso autore, del 2022:

6 aprile 2022

Articolo del 22 marzo 2022 di DAMIANO

8 marzo 2022

22 febbraio 2022

8 febbraio 2022

25 gennaio 2022


Articoli del 2021

UNIVERSO ETERNAUTA

L’Eternauta si può considerare una delle maggiori opere di letteratura disegnata di tutti i tempi, questo per una serie di motivi. Prima di tutto lo stretto legame della storia di Juan Salvo con la storia personale di Hector German Oesterheld e della sua famiglia, il dramma dei desaparecidos, e della nuova Argentina che sarebbe nata da quel terribile periodo storico.
In seconda battuta per il valore universale che la storia ha rappresentato e ancora rappresenta, come racconto della lotta degli oppressi contro gli oppressori, lotta che non sempre purtroppo porta alla vittoria finale e alla redenzione.

Ma l’Eternauta non è solo la prima opera di Oesterheld e Solano Lopez, è molto di più, è un romanzo incompiuto, una seconda parte scritta a pochi mesi dalla scomparsa di Oesterheld, il tentativo di Ongaro di continuare l’opera del grande scrittore argentino, fino alle ultime storie di Matzegui, Pol e Solano Lopez che disegnano un intero Universo Eternauta, spesso difficile da seguire anche nella stessa storia editoriale.

In tre appuntamenti cercherò di ricostruire la storia editoriale e umana dell’Universo Eternauta, cercando anche di rilevare quali sono le differenze tra le varie incarnazioni di Juan Salvo e come la figura dello stesso e dei suoi comprimari cambia nel corso degli anni al cambiare degli autori e dell’epoca di riferimento.
D. Gallinaro

Per rileggere le quattro parti di questo approfondimento critico dedicato all’universo de “L’eternauta” basta cliccare sopra le immagini di seguito:

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