In prossimità di metà agosto (ferragosto), e mentre continua il nostro tributo ai 60 anni di Spider-man, ecco un nuovo articolo dedicata a “Dragon Age, dal Videogame ai fumetti“, a cura dell’amico super esperto Fabio Ciaramaglia (già apprezzato sullo storico sito Glamazonia).

In questa diciottesima puntata Fabio, dopo tante ore giocate, si sofferma sulle ulteriori ramificazioni delle scelte multiple nella narrativa di Dragon Age Inquisition.

Vi ricordiamo che nelle puntate precedenti l’autore ha approfondito gli approcci a Dragon Age Inquisition, gli antefatti in The Last Flight, quelli in The Masked Empire e la trama di Dragon Age Inquisition (cioè sui nuovi protagonisti, sugli eventi e sulle altre scelte multiple nel “Path of the Inquisitor”). Ce n’è per tutti i palati e per colmare tutte le curiosità.

Questa puntata la potete leggere anche in inglese.

Vi consigliamo di recuperare le precedenti puntate di questo approfondimento, i link li trovate in coda a questo articolo.
Prossimo appuntamento tra due settimane.

Mario Benenati, curatore del sito Fumettomania Factory Magazine


foto dei libri e sui fumetti su Dragon Age

APPROFONDIMENTO: DRAGON AGE dal videogame ai fumetti!

Dragon Age Inquisition.
Ulteriori ramificazioni delle scelte multiple nella narrativa di DAI.

di Fabio Ciaramaglia

Nel corso dei precedenti articoli ci siamo soffermati spesso sulla questione delle scelte multiple che, fondamentalmente, è parte integrante del fascino del mondo di Dragon Age, perché ramifica le nostre possibilità di fruizione della storia, non in una maniera infinita, ma con un numero di possibili permutazioni piuttosto alto.

Alcune scelte sono minime, altre molto sofferte, qualcuna incide permanentemente sul resto della storia con cui stiamo interagendo e qualcun’altra è eletta “canonica” dal team creativo della serie.

Non ci siamo soffermati su molte di esse e di alcune non ne abbiamo nemmeno accennato, anche quando vanno a incidere sul Thedas in maniera decisa, come per esempio l’elezione del Re di Orzammar tra i due nani candidati Bhelen e Harrowmont in Origins o il destino di Nathaniel Howe in Awakening.

Non siamo nemmeno entrati nel dettaglio delle storie di alcuni comprimari, come Zevran, o di alcune simpatiche comparse-cammeo come quella di Sketch (protagonista di “Leliana’s Song”) in Dragon Age II.

Potrei fare molti altri esempi anche di quest parallele toccanti (gli elfi e i lupi mannari della Brecilian Forest in Origins, la storia di Feynriel in DAII), ma oltre all’esigenza di non essere troppo digressivi (la digressione purtroppo altre volte è una necessità), alcune di queste storie hanno inciso poco o quasi nulla sul resto dei media del franchise, e per questo le abbiamo tralasciate.

Ovviamente la situazione potrebbe cambiare perché Dragon Age è un costante “work in progress” e, nonostante le numerose anticipazioni sul prossimo “Dragon Age 4previsto per il 2023, i dettagli sono tuttora oscuri anche sulla modalità di migrazione delle scelte fatte nei precedenti giochi. Ci saranno, come di consueto, dei comprimari del tutto nuovi, ma non ci sorprenderebbe vedere la “promozione” a personaggi importanti di alcuni di quelli che abbiamo incontrato in precedenza, un po’ come è capitato a Cullen nel suo passaggio da Origins a Dragon Age II e infine a Inquisition.

Proprio in questo gioco, all’interno dello “Inquisitor’s Path”, ci ritroviamo davanti a una scelta importante quasi subito, ovvero se richiedere il supporto dei Templari o dei Maghi.

Come già detto (e scritto), un’opzione esclude l’altra rendendo la fazione non scelta uno dei principali alleati del villain Corypheus. Le altre tappe del Path resteranno invariate cronologicamente, ma è ovvio che molte cose saranno diverse in base alle scelte, dalle missioni ai comprimari, fino alle reazioni dei propri alleati e quelle dello stesso mondo circostante.

Sia i Templari che i Maghi hanno le loro ragioni, ma entrambi i gruppi hanno anche i loro torti, ognuna delle scelte è del tutto legittima in base a come si vuole interpretare la storia vista finora.

I Maghi sono quasi del tutto privati dei propri diritti di esistenza dai Templari che abusano del loro potere, ma al contempo alcuni Maghi sono suscettibili alla propria hubris e hanno bisogno di qualcuno che possa controllarli prima che causino danni potenzialmente devastanti. È una scelta del diritto individuale e personale contro l’ordine costituito, delle libertà personali contro i pericoli che queste possono causare alla comunità: sono gli stessi dibattiti morali che abbiamo sentito nel periodo Covid sulla questione dei vaccini e delle mascherine, per esempio.

Sebbene sia un profondo credente nel diritto individuale, la mia scarsa fiducia nel prossimo a volte mi fa propendere maggiormente per un “controllo istituzionale”, chiamiamolo così. Tuttavia, per quello che riguarda Dragon Age, essendo un prodotto di fantasia, ho frequentemente optato maggiormente sull’individuo, nella speranza che almeno in quel caso l’individuo stesso sia in grado di autoregolamentarsi per il bene del prossimo.

Per questo motivo, nei panni dell’Inquisitore, ho deciso di dare fiducia ai Maghi, supportando la loro autodeterminazione sempre nell’azzardata speranza che non distruggano il Thedas. Segnalo che ho giocato anche l’altra opzione, potrei parlarne diffusamente, ma con tutta probabilità appesantirebbe gli articoli di troppe minuzie nel ripetere la storia due volte. Pertanto da questo momento seguiremo il mio “canone”.

Dragon Age Inquisition: I Maghi si alleano all’Inquisizione © Bioware

Tornando al nostro “Path”, quindi, entreremo nello step “In Hushed Whispers”. Decidendo di richiedere l’aiuto dei Maghi, dobbiamo recarci nel villaggio di Redcliffe nel Ferelden, che era stato già sede di importanti momenti in Origins. Visitando il villaggio possiamo incontrare il giovane Connor, figlio di Arl Eamon, qualora, sempre nell’ottica delle scelte multiple precedenti, avessimo deciso di non sacrificarlo per salvare suo padre. Peraltro nel villaggio è presente un monumento in gloria e in ringraziamento del Grey Warden- Eroe del Ferelden con un ammiccamento proprio a quel gioco.

A Redcliffe i Maghi guidati da Fiona si sono rifugiati e hanno ottenuto la protezione di un gruppo di maghi del Tevinter, guidati dal Magister Gereon Alexius. Dopo essersi recati nella locanda dove Fiona apparentemente ha pianificato l’incontro con l’Inquisitore, questa nega di essere stata in Val Royeaux e che non può negoziare nulla per conto dei Maghi, essendo diventato il loro referente Alexius. Il colloquio con questi non procede per il meglio, ma mentre si discute, suo figlio Felix si sente male e la trattativa viene interrotta. In realtà proprio Felix ha lasciato un messaggio per incontrare l’Inquisitore nella locale cappella di Andraste.

Dragon Age Inquisition: Felix e Alexius © Bioware

L’atmosfera di mistero e intrigo si infittisce quando al posto di Felix all’incontro si presenta Dorian Pavus. Questi ci rivela che Alexius era stato il suo mentore, e con lui, stava ricercando un rituale magico che potesse cambiare il corso del tempo (ché poi è all’origine dello strano incontro con Fiona in Val Royeaux). Secondo Dorian, e Felix, Alexius in qualche modo è riuscito a concepire un incantesimo di tale calibro, con lo scopo principale di salvare la vita a Felix stesso, infettato dai Darkspawn.

Per ottenere accesso completo a quella magia, il Magister ha fatto un patto con Corypheus, del quale condivide anche l’idea di ribaltare il Thedas e metterlo sotto giogo del Tevinter. Per la prima volta veniamo a conoscenza del gruppo ristretto dei Venatori, ovvero dei Magister che hanno stretto un’alleanza inscindibile con Corypheus.

Grazie a Dorian, l’Inquisizione con a capo Leliana si organizza per tendere una trappola ad Alexius al momento dell’incontro con il nostro protagonista, tuttavia le cose non vanno come si pensa e, in un atto disperato, il Magister lancia un incantesimo. L’Inquisitore e Dorian si ritrovano in una sorta di realtà alternativa, in cui i piani di Corypheus sono stati vincenti.

Il mondo è pieno di demoni, il Velo che lo separa dal Fade è quasi del tutto dissolto e, soprattutto, il Red Lyrium, quel materiale che amplifica la magia ma nella sua versione corrotta che abbiamo visto in Dragon Age II, è ovunque. Dalle segrete del castello di Redcliffe, vengono liberati le versioni di questa linea temporale dei compagni che durante l’assalto ad Alexius erano con il nostro personaggio, e si parte alla ricerca proprio di questi.

Dorian pensa di riuscire a concepire un contro-incantesimo per tornare al proprio flusso temporale. Parlando con essi, o leggendo i documenti che si trovano nel castello, si comprende che in questa realtà alternativa la vittoria di Corypheus e i Venatori è stata garantita dall’annientamento del principale nemico di Tevinter, l’Impero di Orlais: l’Imperatrice Celene è stata uccisa, ma Gaspard non è riuscito a fermare la guerra civile, quindi Orlais resta nel caos ed è incapace di affrontare i propri nemici.

Dragon Age Inquisition: Leliana invecchiata nella realtà alternativa © Bioware

Anche una versione di Leliana è prigioniera in questo flusso temporale, ha resistito alle torture dei Venatori, ma è ferita, invecchiata precocemente e stanca. Purtuttavia, sa come raggiungere Alexius e si unisce al gruppo una volta liberata.

Nello scontro finale, per permettere a Dorian di completare il proprio controincantesimo, la Leliana di questa dimensione, con gli altri compagni, si sacrificano per permettere all’Inquisitore di tornare al proprio flusso temporale. È un momento decisamente toccante: pur sapendo che è, per l’appunto, una realtà alternativa, veder morire in questo modo personaggi come Leliana è straziante (un po’ come avviene con quegli “What If?” o “Elseworld” scritti bene della Marvel e della DC Comics).

Al ritorno alla realtà, Alexius viene imprigionato, ma frattanto Redcliffe è stata presa d’assalto dalle truppe del Ferelden, guidate dal proprio monarca – potrà essere Alistair accompagnato da Anora, secondo le scelte fatte in precedenza, o la sola Anora. Il re farà capire che non hanno gradito né l’ingerenza del Tevinter nel proprio regno, né particolarmente quella dell’Inquisizione, a cui lascia il compito di decidere cosa fare dei maghi guidati da Fiona. Siamo di fronte a diverse opzioni anche in questo caso.

Avendo scelto questa “quest” invece di “Champion of the Just”, è chiaro che i Maghi saranno il principale gruppo di supporto dell’Inquisizione, ma si può decidere di tenere i Maghi quasi come prigionieri oppure renderli più indipendenti come alleati. È una decisione politica vera e propria che incide su alcuni eventi successivi, e che procura delle reazioni positive (Solas, Blackwall, Dorian, Cole) o negative (Cassandra, Vivienne, Sera, Iron Bull) nei confronti dei propri compagni, ma anche lunghi dibattiti con il circolo dei consiglieri. La mia scelta, come già accennato, è dare fiducia completa ai maghi nella speranza che essi trovino una quadra su come autoregolamentarsi.

Al ritorno a Haven, Dorian offre il proprio aiuto all’Inquisizione (si badi che è possibile rifiutare il suo aiuto) e quindi entrerà nel cast dei comprimari. Il baffuto mago del Tevinter è uno dei personaggi più interessanti in Inquisition, e in base ai riscontri su gruppi di fan in vari siti internet, è uno dei più apprezzati.

Ciò che colpisce maggiormente è il suo patriottismo razionale nei confronti dell’Imperium, che lui vede come un grandioso potenziale che, invece di cercare di fare ammenda per gli errori passati (la creazione delle Blight, la distruzione degli Elfi, la schiavitù, ecc), ha una classe dirigente fin troppo pronta a commetterne altri, come questa alleanza con Corypheus. In qualche modo egli vuole dimostrare che non tutti a Tevinter sono malvagi.

Altra caratteristica importante di Dorian è che questo è un personaggio omosessuale (la scelta del nome che ricorda il famoso romanzo di Oscar Wilde non sembra casuale, forse è anche un po’ ovvia).

Dragon Age Inquisition: Dorian Pavus © Bioware

Nel gioco, con un personaggio omosessuale maschio, possiamo avere una relazione romantica con Dorian, ma è anche possibile avere con lui una stretta amicizia. La relazione con questo personaggio si infittisce nel caso compiamo delle “quest personali” (questo meccanismo è valido per tutti i comprimari, consiglieri inclusi). Attraverso le due quest “One Less Venatori” e “Last Resort of Good Men”, veniamo a conoscenza del passato di Dorian, di come egli sia stato in pratica scacciato dalla sua famiglia per via della propria omosessualità che destava scandalo in Tevinter, ma abbiamo la possibilità di fargli far pace con suo padre, Halward Pavus.

I dialoghi sono molto moderni e possiamo dire che affronta il problema dell’omosessualità e omofobia con toni maturi e profondi. Abbiamo già accennato a come nel mondo di Dragon Age, in generale, l’orientamento sessuale è mostrato con una certa apertura, poiché anche nelle nostre scelte di giocatori abbiamo tutte le permutazioni possibili in base alla corretta combinazione di partner.

C’è però da dire che nel setting le relazioni omosessuali sono viste con gradi diversi a seconda della nazione: ci possono essere atteggiamenti un po’ Vittoriani come nel caso di Orlais (si possono avere amanti omosessuali, ma è buona norma avere un partner del “giusto” sesso con il quale procreare) e altri più vagamente reazionari come nel caso di Tevinter, con tutta una serie di gradazioni nelle altre nazioni (disinvoltura quasi totale in Antiva, un certo sciovinismo nel Ferelden).

Bioware, in generale, ha sempre avuto questo approccio anche nel suo Neverwinter Nights e nel franchise Mass Effect, pertanto non è per loro una novità affrontare la tematica dell’omosessualità. Ribadiamo che l’argomento non viene affrontato in maniera macchiettistica o per cliché, e gran parte dell’utenza di Dragon Age è molto lieta di questo mindset di apertura.

Dragon Age Inquisition: Anora e Alistair, reali del Ferelden © Bioware

Tornando alla nostra trama, e a prescindere se essi sono prigionieri o alleati, i Maghi di Fiona aiutano l’Inquisitore a cercare di chiudere la breccia più grande che è proprio sopra Haven. Si noti che, nel caso di Alistair re del Ferelden, questo è il primo incontro tra madre e figlio dopo decine di anni, ma il nostro non è a conoscenza di questo segreto. Peraltro, le frasi sibilline di Fiona, suggeriscono che c’è qualcosa dietro, ma se non avessimo letto The Calling, ma soprattutto Asunder, anche noi non le comprenderemmo pienamente. Questo sottolinea ancora una volta quanto i romanzi prequel siano importanti per poter godere nel pieno del fitto tessuto narrativo di Dragon Age.

Nello step successivo del nostro path, “In Your Heart Shall Burn”, grazie a Fiona e i suoi, il Rift più importante viene chiuso (anche se non totalmente), ma proprio durante i festeggiamenti per questa vittoria, un esercito di Templari è visto marciare proprio verso Haven. Contrariamente a quello che si può pensare, non sono lì per uno scontro finale con i Maghi, ma sono guidati da Corypheus stesso, con il quale abbiamo il primo drammatico scontro che vedremo nel prossimo articolo.

fine parte 18

Dragon Age Inquisition: La chiusura della breccia su Haven con l’aiuto dei Maghi © Bioware

Bibliografia minima

Dragon Age Inquisition è uscito nel novembre 2014 e fino al settembre del 2015 di sono susseguite varie espansioni e DLC, di cui i più interessanti da un punto di vista narrativo sono The Descent e Trespasser. È possibile acquistare la versione originale in DVD ma sulle piattaforme Origin e Steam è possibile acquistare a prezzo moderato il gioco con un “bundle” con inclusi tutti i contenuti aggiuntivi.

Biografia

FABIO CIARAMAGLIA

Con una laurea in letteratura inglese con una tesi su Shakespeare nei fumetti (2000) e con un dottorato con una tesi su Shakespeare nella televisione italiana (2004), ho sempre cercato di occuparmi della relazione tra letteratura e altri media.

Ho collaborato con varie riviste di fumetti, da Fumo di China a Fumettomania nella sua precedente incarnazione, ma ho anche tradotto due fumetti per la Magic Press e alcune poesie inglesi. Ho poi iniziato a insegnare inglese nelle scuole superiori prima a Roma e poi, dal 2015, a Trieste.

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English version

In this article we deal with the first part of the plot of the game Dragon Age Inquisition by focusing, once more, on the matter of the previous and the current multiple choices.

Further pervasion of multiple choice in the storytelling of Dragon Age Inquisition.

di Fabio Ciaramaglia

In the previous articles we have often digressed on the matter related to multiple choices, which is basically one of the most interesting aspects of the Dragon Age world, because it widens and amplifies our way to enjoy the story, not in an infinite number of ways but we daresay with a high degree of permutations.

Some choices are minor, some others quite hard to make, some of them ultimately change the story we are interacting with and a few of them can become part of the canon according to the creative staff.

On some of these we could not linger and we ignored some others, even when they are “world-changing”, such as the election of the King of Orzammar with the choice between Bhelen and Harrowmont in Origins, or the destiny of Nathaniel Howe in Awakening. We did not enter further details on some companions such as Zevran or about some nice cameos such as that of Sketch (companion in Leliana’s Song) in Dragon Age II.

There are many other examples of very touching side quests (such as that of the elves and the werewolves in the Brecilian Forest in Origins or that of Feynriel in DAII), but most of them have had scarce impact on the other media of the franchise, and despite digression sometimes is necessary, some other times can be just distracting.

Of course all of this may change, because Dragon Age is consistently a work in progress and, despite the several rumours about the next release of Dragon Age: The Dread Wolf scheduled for the second half of 2023, details are still undisclosed, including the way we shall use to import the choices of our previous gameplays. We may assume there will be, as usual, brand new companions, but it would not be wholly surprising to witness the promotion of some other characters just like it happened with Cullen from his brief appearances in Origins and Dragon Age II to that of member of the Inner Circle in Inquisition.

Within the “Inquisitor’s Path” we have to face soon enough a very important dilemma, whether asking for Templars’ or Mages’ support.

Dragon Age Inquisition: I Maghi si alleano all’Inquisizione © Bioware

The options are mutually exclusive and our choice will also decide who the main allies of the villain Corypheus’s are. The main steps of the Path are not going to change chronologically, but it is obvious that many other things are going to be different, from the side missions to companions’ attitude to end with the very essence of this world. Both Templars and Mages are right and wrong in many ways, it just depends on our interpretation of the story so far.

The Mages are abused by the Templars but at the same time the Mages are too exposed to Demons because of their hubris to be let completely free. It is a choice between the individual rights and the established order at stake here, individual freedom versus the welfare of the community: it is in a way similar to the moral debates we have heard in these Covid days on matters related to vaccines and surgery masks, for instance.

Personally speaking, my attitude leads towards individual freedom yet I am quite untrusty of mankind as a whole, thus in real life I tend to accept some institutional control. Yet, as far as Dragon Age is concerned, since it is a fictional product, I have always opted for the individual rights, in the hope at least in our imagination the person can self rule in order not to harm the others.

For this reason, while playing the Inquisitor, I have opted to trust the Mages, supporting their wish of self-ruling, gambling on the chance they may instead destroy Thedas. I have also played the other option, the Templars’ support, and I may deal with it thoroughly, but this would likely weight down this analysis with some things which would be simply told twice. Thus, from this moment on we shall follow and focus on my own “canon”.

“In Hushed Whispers” starts. In order to ask the Mages’ support we have to go to the village of Redcliffe, in Ferelden, which was already an important setting in Origins. By visiting the restored village we may meet Connor, Arl Eamon’s son, in the case we did not sacrifice him to save his father in that game. As a side note, in the Redcliffe there is a monument which celebrates the Grey Warden and Hero of Ferelden, that is an inside joke to Origins itself.

The Mages, led by Fiona, have found shelter in the village and they are protected by a group of Tevinter Mages led by the Magister Gereon Alexius. After having gone to the inn where Fiona had scheduled the meeting, she denies having ever been to Val Royeaux and she adds she cannot represent the Mages anymore because their representative is now Alexius. So we meet the Magister and the talk is not being positive but it is interrupted by a sudden sickness of Alexius’s son Felix.

Actually, Felix pretended his sickness in order to pass a secret message to the Inquisitor, to meet in the local temple of Andraste. This mysterious and scheming environment thickens when instead of Felix we meet Dorian Pavus. He explains that Alexius, his former mentor, is researching a ritual to change the flowing of time (which partially explains the meeting with Fiona in Val Royeaux).

According to Dorian, Alexius has managed to make up this powerful incantation but his goal was mainly that of saving Felix’s life, infected by the Darkspawn in the past. In order to achieve the power needed to complete the spell, the Magister has allied to Corypheus, with whom he also shares the dream of restoring Tevinter power over all Thedas. For the first time we are mentioned the name of the Venatori, that is a group of Magisters who have bound completely to Corypheus’s cause.

Thanks to Dorian’s leaking, Leliana leads a group of Inquisition spies to capture Alexius, but this simple plan does not work properly, because out of desperation the Magister casts the time-changing spell. The Inquisitor and Dorian finds themselves in a sort of alternative reality in which Corypheus achieved his goals.

The world is filled with Demons and the Fade is no more limited by the Veil; furthermore Red Lyrium, that corrupted version of the material we had seen in Dragon Age II, is everywhere.

The protagonist and Dorian save from the dungeons of Redcliffe Keep the other two companions who were with us before Alexius’s spell, but they are the current reality versions of them. Dorian thinks he is able to cast a counter-spell to go back to the normal timeline, since he had collaborated with Alexius in the past and has some know-how on the matter.

From the dialogues with the current timeline companions and from the document readings, we find out something more about this alternative reality. The victory of Corypheus and the Venatori was achieved mainly by outgaming the main rival in Thedas politics, that is the Empire of Orlais: Empress Celene was murdered and Duke Gaspard did not manage to end the Civil War, thus making Orlais unable to face Tevinter.

Dragon Age Inquisition: Leliana invecchiata nella realtà alternativa © Bioware

There is also Leliana in this alternative world: she is kept captive, but she has resisted the Venatori’s tortures, yet she is wounded, precociously aged and tired. Nevertheless, once freed, she knows how to reach Alexius. In the final fight, in order to allow Dorian the completing of the counter-spell, this alternative Leliana, with the other companions, fight to the death the hordes of Demons who try to prevent their escape. It is a very moving moment: even if we know this is just an alternative reality, witnessing this ultimate sacrifice of Leliana is heartbreaking (a bit what happens in the best Marvel What If?s and DC’s Elseworlds).

Going back to the actual timeline, Alexius is finally caught, yet Redcliffe has been meanwhile invaded by the army of Ferelden, led by their monarch -it can be Alistair with Anora, according to previous choices, or Anora alone. The King is highly disappointed by this intrusion in their territory of Tevinter and of the Inquisition.

In spite of this he leaves any decision making on the destiny of Mages to the Inquisition itself. We are offered, once again, several options. Having chosen this quest instead of “Champion of the Just”, the Mages have to be our allies of course, but we can decide whether keeping them as captives or free them and having them as proper independent allies.

It is a very important political decision which influences future events and which causes different reactions in the companions: Solas, Blackwall, Dorian and Cole are glad of more freedom to Mages, while Cassandra, Vivienne, Sera and the Iron Bull are not. There is also a long debate about this matter within the Inner Circle. As I have already suggested, my choice is trusting the Mages by giving them more freedom, in the hope they manage to self-rule.

Once back in Haven, Dorian offers his help to the Inquisition and enters the cast of companions (as a side note, we can also refuse him). The moustached Tevinter Mage is one of the most interesting in Inquisition and also among the most appreciated by the audience according to the feedback provided by several fan websites.

One of the interesting things of this character is his sensible patriotism for his homeland, because he considers Tevinter an Empire with a great potential to accomplish good things, but while they do not even try to be forgiven for their past crimes (the creation of the Blights, the destruction of Elves, slavery, etc) they are always ready for more foul world-changing plots such as this of Corypheus. Somehow Dorian is determined to prove that not all Tevinter Mages are villains.

The other important feature of Dorian is related to his sexuality, since he is openly gay (the choice of the first name is not just suspicious but probably way too blatant). By using a male homosexual Inquisitor we can have a romantic relationship with Dorian, but at any rate it is always possible to have him as one the closest friends. The relationship is further deepened if we play some “personal” quests (personal quests are available for all the companions, Inner Circle included).

Dragon Age Inquisition: Dorian Pavus © Bioware

In “One Less Venatori” and in “Last Resort of Good Men” we have an insight on Dorian’s past, specifically about his family who rejected him because of his homosexuality, a scandalous thing in Tevinter. In these quests there is the chance of having Dorian forgiving his father Halward Pavus. The dialogues are modern and we can say the whole matter of homosexuality and homophobia are dealt with very deep and mature tones.

We have already told here and there than in Dragon Age setting the themes related to sexuality are used with a high degree of open-mindedness, since even in our multiple choices we are offered a lot of permuting possibilities to match different combinations of partners. Within the setting, though, the homosexual relationships are seen slightly differently from nation to nation: there can be a vaguely Victorian attitude such as in Orlais (you can have whatever partner, but your official one has to be the one to grant children) or a reactionary attitude such as that in Tevinter, while there are some different shades in the other nations (total sexual freedom in Antiva, some masculinism in Ferelden).

Bioware‘s approach to these themes is the same they had in Baldur’s Gate and Neverwinter Nights and in their other franchise Mass Effect, thus dealing with homosexuality is nothing new to them. We want to underline the theme is not dealt with in a cliché or stereotyped way, and most gamers are quite glad of this open-mindedness.

Dragon Age Inquisition: Anora e Alistair, reali del Ferelden © Bioware

Going back to the plot, and not depending on the option captivity-freedom, the Mages led by Fiona help the Inquisitor to close the biggest Rift above the sky of Haven. As a side note, this meeting between Fiona and Alistair is the first, but the latter is completely oblivious of the fact she is his mother. The ambiguous phrases of Fiona hint there is something more, but if we did not read The Calling and Asunder, we would not understand them either. This stresses once more how the prequel novels are quite important to understand several details of Dragon Age storytelling.

The next step in the Path is “In Your Heart Shall Burn”. The biggest Rift is finally closed (but not fully sealed) and celebrations follow in Haven. The happiness is soon frustrated by the news of a Templar army approaching to the village. They are not there to fight the Mages, though, but for else, since they are led by Corypheus himself, with whom we shall have our first dramatic meeting. We shall speak of this in the next article.

Further readings

Dragon Age Inquisition was released in November 2014 and until September 2015 several DLCs were released, among which The Descent and Trespasser. The physical purchase of the DVD is still possible, yet it is advisable to look for it in the digital version on the gaming platforms Origin, Steam and GoG, where you can find them even discounted but, more importantly, including all the DLCs.

end of part 18

Dragon Age Inquisition: La chiusura della breccia su Haven con l’aiuto dei Maghi © Bioware

Biograph

FABIO CIARAMAGLIA

With an M.A. degree in English Literature, with a dissertation on Shakespeare and comics (2000) and a Ph.D. with a dissertation on Shakespeare and Italian TV (2004), I have always tried to deal with the complex relationship between literature and other media.

I have written for comics magazines, such as Fumo di China and Fumettomania (in its previous printed version), but also translated into Italian a couple of American comics for the publisher Magic Press and some poems. Meanwhile I have begun teaching English language at High School, at first in Rome and then, after 2015, in Trieste.

I have never lost the nerdy attitude even as a teacher, but since 2006 videogames have attracted me more and in some of them, maybe for a personal inclination, I have found several elements which are worth of being analysed, though before this year I had never dared approaching more seriously.


NOTE EXTRA

Le puntate precedenti di “DRAGON AGE dal videogame ai fumetti!”:

Articolo del 5 agosto 2022

Articolo del 28 luglio 2022

Articolo del 22 luglio 2022

Articolo del 7 luglio 2022

Articolo del 28 giugno 2022

Articolo del 14 giugno 2022

Articolo del 1 giugno 2022

Articolo del 17 maggio 2022

Articolo del 10 maggio 2022

Articolo del 19 aprile 2022

Articolo del 12 aprile 2022

Articolo del 29 marzo 2022

Articolo del 15 marzo 2022

Articolo dell’1 marzo 2022

Articolo del 15 febbraio 2022

Articolo dell’1 febbraio 2022

Articolo del 18 gennaio 2022

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