Bentornati su questo sito, su questo web magazine, curato dall’ass. culturale Fumettomania Factory
Dopo appena un mese, tornano le note a Grandville, con la prima parte delle note al quarto volume (di questa bella saga steampunk) intitolato: Grandville Nöel, sempre scritto e disegnato da Bryan Talbot.
Questo volume è inedito per l’Italia.

Le note di oggi sono tradotte ed adattate dal giovanissimo Domenico Alesci, socio dell’associazione, studente universitario, ed appassionato di fumetti e dei fumetti di Bryan in particolare.
Mario Benenati


BENVENUTI NELLE NOTE DI GRANDVILLE,
di James Robertson e Bryan Talbot

EDIZIONE ITALIANA

di Cesare Giombetti, Alberto Conte,
Domenico Alesci e Mario Benenati

James Robertson, che è il curatore del sito del sito ufficiale dedicato al pluripremiato autore britannico Bryan Talbot, ha iniziato a pubblicare le varie puntate di “Grandville Annotation” nell’estate del 2018 ed ha completato l’intera saga. Noi di Fumettomania abbiamo iniziato a farlo (nella versione in italiano), dal 16 novembre 2018 con blocchi di 4 puntata (ogni 14/15 giorni nello stesso ordine degli articoli in lingua inglese), alla fine del 2019 siamo arrivati al quarto blocco.

Videata del Sito Ufficiale dedicato a Bryan Talbot, con l'inizio della quarta parte di "Grandville the Annotations"

Questo delle Note (Annotation) è un concetto simile a quello di
DirectorsCut of Heart of Empire creato da Bryan e James Robertson: si tratta di un tentativo di rispondere all’eterna domanda “da dove prendi le tue idee?”, ed è un modo  per  presentarvi le influenze e le immagini che fanno parte della creazione dei 5 libri in cui è stato pubblicato Grandville. Mario Benenati


Le note a Grandville: Nöel,
PARTE PRIMA

a cura di Domenico Alesci

Pagina 1

Nel mio viaggio attraverso i temi del genere investigativo, ho lavorato sulle cospirazioni politiche nel primo volume, su un serial killer nel secondo e su un tentato colpo di stato in pieno stile “Bondiano” nel terzo (mantenendo il segreto della camera blindata durante la narrazione) e incorporando numerosi stereotipi sulla scrittura crime come affari di droga, prostituzione, poliziotti brutali, servizi segreti, ragionamento deduttivo e corruzione. Questa volta, ho lavorato sulla classica missing person story, incentrandola sulla cospirazione religiosa, la politica dell’odio, la buddy story e l’uomo normale.

Pagina 2

Gli indumenti dei membri della setta sono ispirati alle toghe romane. Potrete notare sulle pagine di queste scene che il palco è posizionato in modo tale che il pubblico deve guardarlo con il sole dritto negli occhi.

Pagina 3

Vignetta 3

L’uomo sulla sinistra è una reference dal supereroe Plastic Man, creato da Jack Cole nel 1941.

L’uomo sulla sinistra è una reference dal supereroe Plastic Man, creato da Jack Cole nel 1941.

Plastic Man, creato da Jack Cole nel 1941.

Il personaggio di Nicholas Gryphon è chiaramente un incrocio fra il Gryphon di John Tenniel da “Alice nel Paese delle Meraviglie” e Nick Griffin; ex-capo dell’estrema destra del partito British National Party.

Pagina 4

La ragione per cui ho scelto un unicorno come personaggio per rappresentare Apollo è perché gli unicorni sono simboli non solo della purità, ma anche di Gesù Cristo.
Questa inquadratura è stata utilizzata per il retro di copertina del CD rap di Baba Brikman, ma non riesco a ricordare quale.

Questa inquadratura è stata utilizzata per il retro di copertina del CD rap di Baba Brikman, ma non riesco a ricordare quale.

Vignetta 3
La voce di Apollo meritava di essere speciale, suggerire una presenza carismatica e ipnotica. Il modo più semplice per realizzare ciò è scrivere tutto in corsivo. Un altro metodo è farlo parlare in giambi.
Tutti i suoi versi sono in numero pari di sillabe, così il suo discorso imita il battito cardiaco (EG). “Essere o non essere…”. Lui spesso finisce una frase in modo Shakespeariano rimandando a un pentametro giambico.

Per dargli una caratteristica speciale visivamente ho dovuto adoperare un paio di scappatoie. Ogni scena del libro ha la sua colorazione d’ambienti, qualcosa che si ripete per tutti i libri di Grandville. Di base c’è una tinta di colore trasparente, differente in ogni scena, per dare a quella scena un’atmosfera distinta. In Noël Apollo è l’unica parte delle illustrazioni non affetta da questa tinta solo dopo che lui si rivela un uomo ordinario a pagina 81 aggiungo una pallida sfumatura blu. Ha anche un’estremamente sottile luminescenza blu che è appena visibile. Spicca di più a pagina 43. Ho fatto ciò nella speranza che queste trovate lo investano di una indescrivibile qualità subliminale.

Vignetta 4
Negli ultimi decenni sono successi numerosi incidenti di culti religiosi che commettono suicidi di massa, ad esempio quello di The People’s Temple, in Jonestown, Guyana (1978) e il culto dell’Heaven’s Gate in California (1997). Su Wikipedia potete trovare delle liste di questi culti.

La tiritera di Apollo in questa scena è presa dalla ridicola credenza dei membri dell’Heaven’s Gate che, dopo aver commesso il suicidio, le loro anime sarebbero uscite da “Arterie e vene della Terra” e avrebbero migrato su una navicella spaziale che segue la Cometa di Haley.

La tiritera di Apollo in questa scena è presa dalla ridicola credenza dei membri dell’Heaven’s Gate che, dopo aver commesso il suicidio, le loro anime sarebbero uscite da “Arterie e vene della Terra” e avrebbero migrato su una navicella spaziale che segue la Cometa di Haley. Apollo ha convinto i suoi adepti che intraprenderanno un viaggio verso un posto di gioia infinita.

Pagina 6

Doc sta indossando un qualcosa che ho ricavato da un’invenzione Vittoriana pensata per dare supporto alle dita di dattilografi e pianisti. Guardando attentamente l’illustrazione, si può notare un simbolo massonico sul bottone della camicia.

Doc sta indossando un qualcosa che ho ricavato da un’invenzione Vittoriana pensata per dare supporto alle dita di dattilografi e pianisti. Guardando attentamente l’illustrazione, si può notare un simbolo massonico sul bottone della camicia.

Pagina 8

Pagina di riconoscimenti (Credits page)
“Piccola nella mia tazza”: La citazione è presa da Washoe lo scimpanzè (1965-2007) ed è la prima frase comunicata ad un umano usando il linguaggio dei segni (in lingua americana) che le è stato insegnato dalla nascita, dopo aver visto una bambola che era stata posta nella sua coppa per bere nel 1973.
Più avanti nel libro scopriamo che invece LeBrock ha un bambino.

Pagina 10

Vignetta 1
In caso non fosse chiaro LeBrock sta costruendo un’esca per pesci volanti. È ovviamente un pescatore attento – esempi di attrezzatura da pesca o per ittica sono stati visti per la prima volta nel suo salotto nel libro 2, e nel volume finale vedremo che egli ha ereditato l’interesse dal padre. Pensai potesse essere una buona caratteristica per il personaggio, essere sia un detective che un pescatore.

Vignetta 6
Wessex” era il nome di un antico regno Anglo-Sassone che regnò fino al sesto secolo ed era il nome della fittizia contea dove Thomas Hardy (1840-1928) ha ambientato i suoi racconti, tra cui “Far From the Madding Crowd” e “Tess of the D’Ubervilles”.

Pagina 11

Vignetta 4
La nipote di Miss Doyle si chiama Bunty Spall come l’attore inglese Timothy Spall, perché ricorda un porcellino d’india.

La nipote di Miss Doyle si chiama Bunty Spall come l’attore inglese Timothy Spall, perché ricorda un porcellino d’india.

Il primo nome di Bunty è preso dal classico fumetto inglese per ragazze “Bunty” (1958-2001).

Pagina 12

Vignetta 4
Lungomare di Brighton. Nello sfondo una versione fumettistica del West Pier di Brighton, distrutto nel nostro mondo da un incendio nel 2003.

Vignetta 5
Sul muro potete osservare una fotografia del famoso cantante da bar e rubacuori di teenager (Bunty è ovviamente una sua fan) Justin Beaver.

Sul muro potete osservare una fotografia del famoso cantante da bar e rubacuori di teenager (Bunty è ovviamente una sua fan) Justin Beaver.

<<Tutti gli esempi dei ricami di Bunty in questa pagina e nelle prossime due sono stati ispirati dai lavori di mia madre intorno al 1950>>, Mary Talbot.

Tutti gli esempi dei ricami di Bunty in questa pagina e nelle prossime due sono stati ispirati dai lavori di mia madre intorno al 1950. May Talbot.

Pagina 13

Vignetta 9
“Ago per cucire…” ecc.: Sono tutti termini del ricamo.

Pagina 14

Vignetta 4
Elm Grove è il nome di una scuola a Brighton, ma nel nostro mondo, è una scuola elementare.

Pagina 16

Vignetta 3 e 4
Una chiara referenza dalla favola “La Tartaruga e la Lepre” del padre delle moderne favole di animali antropomorfi, Esopo (sesto secolo A.C.)
Sotto un’amabile illustrazione realizzata da Arthur Rackham (1867-1939).

un’amabile illustrazione realizzata da Arthur Rackham (1867-1939).

Vignetta 5
Bettie sta usando l’ombrello di Mary Poppins.

Bettie sta usando l’ombrello di Mary Poppins.

Vignetta 9
Chiesa della Teologia Evoluzionaria” prosegue il concetto che ognuno sta parlando in francese.

Pagina 17

Viale della città, Piazza Bartolomeo: ubicazione originale della stazione di polizia di Brighton, adesso luogo della Old Police Cells Museum.

Pagina 18

Questa è realmente Brighton Street, elegantemente fotografata per la mia reference dal mia brava collega Hannah Berry, residente a Brighton e autrice di graphic novel.

Pagina 19

Vignetta 1
Una rivisitazione della Rue de Paris, Temps de Pluie (Paris Street, Rainy Weather) di Gustave Caillebot (1848-1894).

Una rivisitazione della Rue de Paris, Temps de Pluie (Paris Street, Rainy Weather) di Gustave Caillebot (1848-1894).
Una rivisitazione della Rue de Paris, Temps de Pluie (Paris Street, Rainy Weather) di Gustave Caillebot (1848-1894).

Vignetta 2
Maxim’s è un chiaro esempio di Art Nouveau Restaurant a Parigi, vicino agli Champs Elysèes.

Vignetta 3 +
Nell’arte antropomorfica i camerieri sono spesso rappresentati come pinguini, famosi nella versione cinematografica di Mary Poppins (Disney, 1964).

Nell’arte antropomorfica i camerieri sono spesso rappresentati come pinguini, famosi nella versione cinematografica di Mary Poppins (Disney, 1964).

Pagina 20

Vignetta 1
Professor Ursine: guardare le annotazioni di Bête Noire a pagina 44, vignetta 4.

Vignetta 2
“Il Ratto Gigante di Sumatra”: cito Wikipedia:
Il Ratto Gigante di Sumatra è un ratto gigante fittizio, per la prima volta decritto da Arthur Conan Doyle in “Le Avventure del Vampiro del Sussex”. In una parte della storia, il protagonista, Sherlock Holmes, dichiara che esiste una “storia” collegata con questo ratto, presumibilmente un caso da detective con cui ha avuto a che fare. Il nome del ratto e la sua storia mai pubblicata furono successivamente usati in altri lavori da molti altri scrittori”.

Fine prima parte

Le note a Grandville Nöel
(quarto volume della saga)
continuano tra 15 giorni!

© Bryan Talbot and James Robertson 2009-19. All rights reserved.
Per gentile concessione di Bryan Talbot e James Robertson

BREVE BIOGRAFIA

foto recente di domenico alesci

Domenico Alesci, 20 anni,  frequenta il secondo anno di Medicina alla Humanitas University di Milano; appassionato di fumetti fin dal bambino è stato il primo ragazzino che si è iscritto all’associazione culturale “Fumettomania factory”, dopo averci sbalordito ed emozionato il 6 giugno 2013. Quel giorno di fronte ad una sala gremita di persone, di adulti,  si presentò (a tredici anni) da solo davanti a Mary e Bryan Talbot, per dialogare con loro in inglese e per porgere un suo omaggio disegnato a Bryan.

Ha esperienze teatrali e provini, ha frequentato per alcuni anni l’accademia di recitazione e dizione da Giuseppe Fazio sita in Barcellona p.g., ed è appassionato di arte moderna ed informatica. Ha frequentato alcuni workshop di fumetti con il disegnatore messinese  Lelio Bonaccorso, ed ha intenzione di frequentarne di nuovi.
Ha svolto attività di standista, presso alcune fiere del fumetto, con l’associazione fumettomania factory.

Le note al terzo libro di Grandville:

Prima parte delle note di Grandville Bete-Noire – pagine 1-20

Seconda parte delle note di Grandville Bete-Noire – pagine 21-40

Terza parte delle note di Grandville Bete-Noire – pagine 41-60

Quarta ed ultima parte delle note di Grandville Bete-Noire – pagine 60-96

Le note al secondo libro Grandville:

Copertina del volume Grandville Mon Amour.

prima parte delle note di Grandville Mon Amour – pagine da 1 a 20

seconda parte delle note di Grandville Mon Amour – pagine da 21 a 40

terza parte delle note di Grandville Mon Amour – pagine da 41 a 60

quarta ed ultima parte delle note di Grandville Mon Amour

Le note al primo libro Grandville:

prima parte delle note di Grandville – pagine da 1 a 20
seconda parte delle note di Grandville – pagine da 21 a 37
terza parte delle note di Grandville – pagine da 40 a 60
parte quarta delle note del primo libro – pagine 61 – 100

SOME IMPORTANT LINKS:

http://www.mary-talbot.co.uk (author’s website)

http://www.bryan-talbot.com/ (The Official Bryan Talbot fan page)

Le edizioni italiane dei primi due volumi di di Grandville, tra cui Mon Amour, sono acquistabili presso il sito di Comma 22, presso il sito Fumetto-online, su Amazon, e credo anche altrove, basta cercarli.

Recenti Articoli in questo sito, dedicati a Mary e a Bryan Talbot.

http://fumettomaniafactory.net/anche-fumettomania-e-contro-la-violenza-sulle-donne/

http://fumettomaniafactory.net/con-marybryan-talbot-barcellona-p-g-scopre-le-graphic-novel-i-romanzi-a-fumetti/

http://fumettomaniafactory.net/leggendo-un-romanzo-a-fumetti-ovvero-marybrayn-talbot-a-barcellona-pozzo-di-gotto-me/

https://fumettomaniafactory.net/2012/10/06/grandiville-mon-amour-di-bryan-talbot/

NOTE BIOGRAFICHE

Per leggere  l’intera biografia di Bryan Talbot cliccare QUI