Dopo una pausa di una settimana, per permettere l’ultimazione dell’approfondimento dedicato Hector Oesterheld da parte dell’amico collaboratore, nonché esperto e Antropologo Damiano Gallinaro​ (e qualche giorno di ritardo per problemi tecnici), ecco una nuova puntata (la numero 15) dedicata a Dragon Age, dal Videogame ai fumetti.

Alla tastiera c’è sempre Fabio Ciaramaglia (già apprezzato sullo storico sito Glamazonia), che prosegue il suo viaggio tra le varie versioni di Dragon Age e tra le varie espansioni.

In questa puntata, come indicato nel titolo dell’articolo, Fabio si sofferma sull’approccio a Dragon Age Inquisition e sugli antefatti in The Masked Empire. Questa puntata così come la precedente la potete leggere anche in inglese.

Vi consigliamo di recuperare le precedenti puntate di questo approfondimento, i link li trovate in coda a questo articolo.
Attendiamo i vostri commenti.

Mario Benenati,
curatore del sito Fumettomania Factory Magazine


foto dei libri e sui fumetti su Dragon Age

APPROFONDIMENTO:
DRAGON AGE dal videogame ai fumetti!

L’approccio a Dragon Age Inquisition e gli antefatti in The Masked Empire.

di Fabio Ciaramaglia

Copertina di The Masked Empire
Copertina di The Masked Empire © Bioware

Sebbene Asunder (2011) e The Masked Empire (2014) siano stati pubblicati a distanza di alcuni anni, da un punto di vista di narrativa interna essi sono ambientati pressappoco nello stesso periodo, l’anno 9:40 Dragon, lo stesso della cornice narrativa di Dragon Age II.

Anche in questo caso l’ambientazione è nell’Impero di Orlais, ma le questioni relative alla Chiesa di Andraste e lo scoppio della guerra Maghi-Templari restano maggiormente sullo sfondo -ma si badi che l’incontro tra l’Imperatice Celene Valmont I e Leliana nel suo ruolo di Left Hand of the Divine in cui si discute di questo ce lo ricorda fin dalle prime pagine.

Entriamo come tematiche molto di più nella politica interna dell’Impero e di come essa sia gestita, attraverso il “Grand Game”. Definirlo gioco è un eufemismo per nascondere una serie di intrighi e complotti, alleanze strette e poi tradite, un intreccio di relazioni sociali su più livelli per ottenere fama e reputazione, il tutto condito con astuzia, ma anche violenza.

É un mondo che si nasconde dietro le maschere, come quelle del titolo e come quelle che tutti i nobili orlaisiani indossano. L’esistenza del Grand Game era stato menzionato più volte da personaggi di origine orlaisiana nei giochi, sopratutto nei dialoghi con Leliana. Il tipo di ambientazione, da un punto di vista estetico, ricalca con grande decisione la Francia pre-rivoluzionaria, ma è chiaro che quel periodo storico è anche l’ispirazione generale per Orlais.

La trama principale riguarda l’Imperatice Celene Valmont I e i problemi riguardanti il fatto che lei non sia sposata, e quindi non ha eredi diretti. Suo cugino, il Gran Duca Gaspard de Chalons, si propone più volte come consorte e lo fa anche da una posizione di forza politica, visto che è il capo delle forze armate dell’Impero.

Celene a dire il vero non ha nessuna intenzione di sposarsi poiché è in una relazione molto stretta con la sua dama di compagnia, l’elfa Briala; è però anche consapevole che presto o tardi il problema della successione dovrà essere risolto. Briala non è una semplice amante, ma è a capo del servizio di spionaggio di Celene, pertanto viene spesso mandata in missioni per conto dell’Imperatrice. Altro personaggio centrale della sua cerchia ristretta è il primo cavaliere Ser Michel de Chevin, che funge da discreta guardia del corpo.

L’Inquisitore e ser Michel © Bioware

Gaspard sa che per disfarsi di Celene deve mettere fuori dal gioco Michel, pertanto invia la sua spia-bardo Melcendre a distrarlo. La distrazione, a dire il vero, è uno degli snodi centrali della trama, poiché la barda rivela a Michel delle sue vere origini, ovvero che non è nobile, ma un mezzo elfo adottato solo in seguitoda un nobile.

Colto dalla rabbia e dalla frustrazione, Michel uccide Melcendre, ma non prima che Briala, inviata da Celene per cercarlo, venga a conoscenza di tutta la vicenda. Promette di mantenere il segreto in cambio di un favore che lei gli chiederà quando lo riterrà opportuno, nella strategia così tipica del Grand Game. Frattanto, privata dei suoi più fidati alleati, Celene viene affrontata da Gaspard durante una battuta di caccia, contesto ideale per uno sfortunato incidente, ma lo scontro finisce con un nulla di fatto.

Dopo una rivolta degli elfi nella città di Halamshiral contro la prepotenza di un nobile, Celene invia Briala a risolverla, ma la propaganda di Gaspard mette in scena in una rappresentazione teatrale su Andraste una situazione che ricorda quella attuale di Orlais: nella narrazione del play Maferath, il marito terreno di Andraste, deve, per il bene del regno, tradirla perché Andraste stessa è troppo presa dalla sua amante elfa. È un chiaro riferimento all’attualità dell’Impero e Celene deve dare un segnale che non è così amichevole con gli elfi, pertanto si mette alla guida di un suo battaglione per sedare la rivolta di Halamshiral.

Nel momento di confusione, la stessa Briala viene arrestata dalle truppe di Celene. Dopo la battaglia con gli elfi, le truppe di Celene cadono in un agguato di quelle di Gaspard e l’imperatrice deve fuggire, scortata dai soli Michel e Briala.

È questo il vero inizio della guerra civile in Orlais, la cui situazione noi ritroviamo in Dragon Age Inquisition come ulteriore tassello di un complesso sfondo di eventi. Celene, Gaspard, Briala e Michel sono infatti tutti personaggi che incontriamo e con i quali interagiamo a vari livelli in quel capitolo del gioco. Probabilmente questo fatto marca una differenza con il romanzo precedente: se Asunder approfondisce vecchi personaggi e costruisce dei primi agganci con Inquisition (le ragioni della guerra Maghi-Templari e il personaggio di Cole), The Masked Empire è per certi versi un vero e proprio prequel del gioco, o per lo meno per una parte di esso -d’altronde viene pubblicato solo circa sei mesi prima.

Celine, Briala and Gaspard in Inquisition © Bioware
Celine, Briala and Gaspard in Inquisition © Bioware

Nella quest “Wicked Eyes and Wicked Hearts” l’Inquisitore protagonista viene invitato proprio a corte, dove deve investigare su un complotto per uccidere l’Imperatrice. Sempre nell’ottica delle scelte multiple, salvare Celene è solo un’opzione, perché si potrà anche decidere di parteggiare per Gaspard o addirittura per Briala, o trovare un compromesso tra i tre: è ovvio che la lettura di questo romanzo potrebbe far propendere per una scelta piuttosto che un’altra. Anche Michel ci offre delle scelte multiple quando lo si incontra nella Emprise du Lion e che parzialmente dipendono anche dalle scelte fatte a corte.

La parte più politica di questo romanzo viene accompagnata anche da una più esoterica, non meno importante, e che riguarda proprio gli elfi, che non vengono coinvolti nella trama solo per la ribellione di Halamshiral o per i personaggi di Briala e Michel. Entriamo più profondamente in questioni di “lore” degli elfi del Thedas, che sono abbastanza diversi rispetto agli elfi nella mitologia di Tolkien o del fantasy in genere.

Abbiamo già accennato a qualcosa nei precedenti articoli, poiché si incontrano svariati elfi o comunità elfiche in tutti i prodotti di cui abbiamo parlato. Tuttavia, nonostante la possibilità di scegliere un personaggio elfo in Origins e le missioni che riguardano gli elfi di città di Denerim, capitale del Ferelden e i Dalish della Brecilian Forest, solo con Dragon Age II si entra un po’ più nel merito con la comprimaria Merril e la missione sulla possibile ricostruzione di un “eluvian”, un artefatto elfico simile a uno specchio che consente di viaggiare extradimensionalmente.

Sono presenti gli eluvian in tutte le scene ambientate, e non solo nei giochi, nel Fade, la dimensione del sogno da cui proviene tutta la magia, e per il quale essi rappresentano un possibile ingresso da svegli. In un eluvian Morrigan fugge (con o senza il Grey Warden) alla fine del DLC di Origins “Witch Hunt”. Insomma, questo è un mistero che viene gradualmente svelato negli anni e che trova in The Masked Empire un primo approfondimento.

Il mondo attraverso gli eluvian -  Bioware
Il mondo attraverso gli eluvian – © Bioware

Nella storia di questo mondo, in principio erano proprio gli elfi gli essere viventi dominanti. Essi erano immortali, il Fade era il loro cielo e vivevano in armonia con esso, senza che ci fossero barriere. Entrarono in conflitto con i Titani sulla terra che conosciamo, e vincendo li seppellirono nelle profondità e dal loro sangue ricavavano il Lyrium. Potevano viaggiare attraverso il Fade dove crearono anche delle piccole cittadelle, e tutto ciò attraverso gli eluvian.

Presto però questi elfi entrarono in conflitto con i propri dei, gli Evanuris, guidati da una dea ribelle, Mythal, che però viene “uccisa”. Un altro di questi dei, Fen’Harel (anche conosciuto come il Dread Wolf, nome che abbiamo già incontrato), con uno stratagemma li esilia, ma per fare ciò crea il Velo, quella barriera che divide il Fade dal mondo della veglia. Gli elfi perdono la propria immortalità, sebbene mantengano una certa longevità, ma gradualmente perdono anche il contatto con la loro cultura primigenia.

Stabilitisi nel nord del Thedas, comunque dalla capitale Arlathan del loro regno, Elvhenan, gli elfi dominano ancora il mondo, finché dopo alcuni millenni compaiono i primi esseri umani. Questi inizialmente si organizzano in piccoli regni fino a quando si unificano sotto il nome di Tevinter Imperium. Sono gli elfi a dire il vero ad aprire le ostilità, poiché incolpano proprio gli esseri umani di averli privati della propria immortalità: ma sta di fatto che la reazione di Tevinter è secca, decisa e letale, poiché fanno letteralmente tabula rasa della civiltà elfica, rendendone schiava gran parte della popolazione.

Gli elfi sopravvissuti emigrano più a sud nelle Dales, nel tentativo di ricostruire la propria civiltà. Si alleano con gli umani guidati da Andraste contro Tevinter e per questo motivo ottengono ufficialmente il territorio che controllano. Frattanto, tuttavia, una nuova potenza si affaccia nella storia del Thedas, l’Impero di Orlais, che, legato a doppio nodo con la Chiesa di Andraste, cerca di convertire gli elfi delle Dales. Dopo il casus belli del villaggio di Red Crossing, gli elfi entrano di nuovo in ostilità con gli umani, che indicono una Exhalted March (una crociata) contro le Dales.

L'Inquisitore nelle Dales, accolto dai Dalish © Bioware
L’Inquisitore nelle Dales, accolto dai Dalish © Bioware

Questa nuova sconfitta causa la situazione attuale degli elfi del Thedas che in pratica non hanno una patria. Molti elfi, probabilmente la loro maggioranza, iniziano a vivere nelle comunità umane, dalle quali però sono letteralmente ghettizzati, vivendo in Alienage, quartieri poveri e in rovina nelle periferie delle città. In molti stati gli elfi sono sottoposti anche a regole più rigide, come il divieto di portare armi, e gran parte di essi sono costretti ad accettare lavori molto umili a servizio degli umani. Una sorta di schiavitù, insomma, solo leggermente edulcorata rispetto a quella vera e propria che gli elfi subiscono in Tevinter.

Alcuni elfi, come abbiamo visto in Redemption, trovano rifugio nella filosofia Qun, ed entrano nel complicato meccanismo sociale dei Qunari. Il resto degli elfi conduce una vita nomadica: sono i Dalish. Le comunità Dalish sono generalmente in conflitto con gli umani, ma tendono a starne alla larga, poiché il loro obiettivo è quello di restaurare la propria antica civiltà. Gran parte del loro nomadismo infatti è per ricercare antichi artefatti elfici per poterli studiare e per poi poterli usare per il proprio scopo principale. Eppure molti degli stessi Dalish faticano a comprendere anche la propria storia e sono intellettualmente divisi anche su cosa restaurare, se il periodo di Arlathan o quello delle Dales.

Si può dire che gli elfi in Dragon Age, in qualche modo ricordano la storia del Popolo Eletto dopo la sua caduta dalla grazia divina: le Marce Esaltate, la ghettizzazione, ma al contempo la loro tenacia nel riuscire a sopravvivere in un contesto culturale che costantemente lo ostracizza, potrebbero essere letti come un’allegoria della storia degli Ebrei.

Andando un po’ più a fondo nel parallelismo, potremmo dire che la storia degli elfi è assimilabile alla Genesi, quella del proprio ruolo nel Tevinter Imperium al resto dell’Antico Testamento, mentre la ribellione di Andraste e la nascita della sua Chiesa a parte del Nuovo Testamento, mentre il resto della storia politico-religiosa del Thedas ricalca la storia dell’Europa e del Mediterraneo. Ci sono ovviamente sostanziali differenze perché questo è un setting nuovo, ma l’ispirazione di alcuni suoi aspetti sono piuttosto evidenti.

Tornando a The Masked Empire, il gruppo di Celene, Michel e Briala, in fuga dalle truppe di Gaspard, si ritrovano proprio in un campo Dalish, che li tiene prigionieri. Questi Dalish hanno evocato un demone per farsi aiutare a far funzionare un eluvian. Il demone si fa chiamare Imshael: evidente l’inside-joke del titolo della quest di Inquisition con l’incipit di Moby Dick nel titolo della quest in Inquisition relativa a questa parte della storia, “Call Me Imshael”.

Durante il tentativo di fuga, Michel inavvertitamente libera il demone, che fa strage degli elfi Dalish, ma ricompensa il gruppo per questa liberazione spiegando loro il funzionamento degli eluvian e fornendo loro una “keystone”, una vera e propria chiave per farli attivare. Il gruppo quindi continua la propria fuga da Gaspard attraverso una rete di eluvian, ma il Duca che è sulle loro tracce trova una superstite dei Dalish, Mihas la quale è a sua volta in grado di viaggiare attraverso questi specchi (poiché in realtà posseduta da Imshael). L’inseguimento prosegue e arriva a compimento, tuttavia i due gruppi decidono una tregua perché il mondo oltre gli eluvian è decisamente ostile e nessuno di loro davvero conosce una via di uscita.

Poco prima di riuscire finalmente a tornare nella propria dimensione, Celene e Gaspard decidono di giocarsi il regno attraverso un duello tra il campione di lei Michel e Gaspard stesso. Michel si trova subito in difficoltà, poiché Imshael, attraverso il corpo di Mihas, lo sta indebolendo, ma quando Briala si disfa dell’altra elfa, ha facilmente la meglio su Gaspard.

Tuttavia Briala gli ricorda quel favore che aveva ottenuto tenendo segreta la sua origine elfica, e gli chiede di risparmiare Gaspard, scatenando le ire di Celene che già si vedeva più saldamente sul trono orlesiano. Briala, infatti, si ritiene tradita da Celene anche perché ha scoperto che nel lontano passato proprio l’Imperatrice aveva causato la morte dei propri genitori.

All’uscita dall’eluvian, Celene si ritrova nel proprio Palazzo, Gaspard e Michel nella valle di Chevin in Orlais, mentre per Briala comprendiamo che vuole investigare maggiormente sulla natura degli eluvian per poter aiutare la restaurazione del proprio popolo elfico, al quale, in qualche modo, si sente più vicina.

Sarà questa la situazione politica che troviamo giocando a Dragon Age Inquisition. È una situazione di stallo in cui le truppe leali a Celene non riescono a contrastare quelle di Gaspard, che però non riescono nemmeno a prevalere con decisione. Non c’è solo la guerra civile che imperversa più o meno ovunque nell’Impero di Orlais, ma anche la fitta rete di spie che frattanto Briala sta organizzando per poter entrare in una terza fase della storia elfica. Ed è tra i tre che dovremo decidere per il destino di Orlais all’interno della già citata quest “Wicked Eyes and Wicked Hearts”.

La conclusione della vicenda di Imshael © Bioware
La conclusione della vicenda di Imshael © Bioware

Ha spazio anche Michel, caduto dalla grazia imperiale, e il cui unico attuale scopo è sconfiggere definitivamente il demone Imshael, della cui liberazione si sente il responsabile, e che verrà aiutato dall’Inquisitore nella quest “Call Me Imshael”. Successivamente, Michel potrà essere impiegato dall’Inquisizione come agente, oppure si potranno completare delle altre sezioni del gioco per far sì che Celene lo perdoni e torni al suo servizio, oppure che entri al servizio di Gaspard, ma ciò dipenderà anche dall’esito delle scelte nella precedente sezione del gioco.

Contrariamente ai due romanzi prequel di Origins, che fungono più che altro da arricchimento del setting ma non delle immediate circostanze del suo gameplay, The Masked Empire non è un semplice romanzo prequel a mio avviso.

Oltre a essere un anello importante nella catena di eventi del gioco, principali e di background, potremmo dire che è un romanzo con un finale aperto, e la cui conclusione siamo noi a decidere, i giocatori di Inquisition, scegliendo il destino finale di ognuno dei protagonisti principali. Qualcosa di simile era stato fatto per Loghain e la scelta del suo destino in Origins, ma per l’appunto si tratta di un solo personaggio, e la distanza cronologica tra i romanzi prequel e il gioco è piuttosto lunga.

Gli eventi di The Masked Empire anticipano quelli di Inquisition di un solo anno, pertanto è il giocatore davvero a decidere come sviluppare personaggi ed eventi a essi associati.

Nel prossimo articolo torneremo a parlare dei Grey Warden, protagonisti del romanzo The Last Flight, anche per comprendere come la caratterizzazione di questi cambi molto rispetto ai primi giochi.

fine parte 15

Bibliografia minima

Patrick Weekes, The Masked Empire, Tor, aprile 2014. Esiste una versione deluxe pubblicata da Dark Horse nel giugno 2019. E’ del luglio 2014 la traduzione italiana per la casa editrice Multiplayer edizioni.

Dragon Age Inquisition è uscito nel novembre 2014 e fino al settembre del 2015 di sono susseguite varie espansioni e DLC, di cui i più interessanti da un punto di vista narrativo sono The Descent e Trespasser. È possibile acquistare la versione originale in DVD ma sulle piattaforme Origin e Steam è possibile acquistare a prezzo moderato il gioco con un “bundle” con inclusi tutti i contenuti aggiuntivi.

Per la storia degli elfi, i riferimenti sono i già citati due volumi The World of Thedas del 2013 e 2015 pubblicati da Dark Horse, ma anche le varie voci nel Wiki non ufficiale di Dragon Age, specificamente https://dragonage.fandom.com/wiki/Elf dal quale poi è possibile approfondire attraverso gli altri link suggeriti.

Biografia

FABIO CIARAMAGLIA

Con una laurea in letteratura inglese con una tesi su Shakespeare nei fumetti (2000) e con un dottorato con una tesi su Shakespeare nella televisione italiana (2004), ho sempre cercato di occuparmi della relazione tra letteratura e altri media.

Ho collaborato con varie riviste di fumetti, da Fumo di China a Fumettomania nella sua precedente incarnazione, ma ho anche tradotto due fumetti per la Magic Press e alcune poesie inglesi. Ho poi iniziato a insegnare inglese nelle scuole superiori prima a Roma e poi, dal 2015, a Trieste.



English version

This is another step towards the third game of the franchise, which provides further insight on the Empire of Orlais and on Elven culture.

The approach to Dragon Age Inquisition and the background in The Masked Empire.

di Fabio Ciaramaglia

The Masked Empire covers © Bioware

Though Asunder (2011) and The Masked Empire (2014) were published with a time gap of some years, according to the internal continuity the two novels are set more or less in the same period, year 9:40 Dragon, the same of narrative frame of Dragon Age II.

The geographical setting is the same too, the Empire of Orlais, but the focus here are not the Templars-Mages conflict or the Church of Andraste -though in the first pages a meeting between Empress Celene Valmont I and Leliana as Left Hand of the Divine is about the conflict. The main theme is the structure of the Empire and the “Grand Game”, that vicious, scheming and witty way of the Orlesian nobles in dealing with political matters.

Calling it a game is an euphemism for a complex network of plots and twists, loyal or betrayed alliances, and a series of multi-layered relationships built in order to earn fame and reputation: all of this is dealt with wit but also violence. It is a world which hides behind masks, as those of the title and those all Orlesian nobles routinely wear. The existence of the Grand Game is mentioned several times in the games, especially by those characters of Orlesian origin, such as Leliana. The style of this setting reminds us of Pre-Revolutionary France, which provides also the most direct source of inspiration for the structure of Orlais itself.

The main plot deals with the succession problems of Orlais due to the fact Empress Celene Valmont I is unmarried and without direct heirs. Her cousin, Grand Duke Gaspard de Chalons, has proposed to her more than once: he is also the supreme head of Orlesian Army. Actually, Celene does not wish any marriage, because she is an a romantic relationship with her Elven handmaid Briala, but she is aware she needs to resolve the problems of succession. Briana is not just her lover, but also her spymaster and for this reason she is often tasked for delicate missions for the Empress.

Another important character for Celene’s inner circle is Ser Michel de Chevin, her Champion and bodyguard.

Gaspard is aware that to get rid of Celene he needs Michel out of the games, so he dispatches the bard-spy Melcendre to distract him. This is a first turning point in the plot, because the bard reveals Michel of his real origins, that is he is not a noble but just an adopted half-elf orphan. Out of rage and frustration, Michel kills Melcendre, yet Briala has overheard all the dialogue. She promises to keep the secret in change of a favour she may ask him when she better thinks, in the typical strategy of the Grand Game.

Meanwhile, Celene is alone and is faced by Gaspard during a hunting trip, the ideal context for some unexpected unlucky accident, but the meeting ends pretty eventless.

Celine, Briala and Gaspard in Inquisition © Bioware
Celine, Briala and Gaspard in Inquisition © Bioware

After a rebellion of the Elves in the city of Halamshiral caused by the arrogance of a noble, Celene tasks Briala to fix the situation. Meanwhile, Gaspard’s propaganda makes up a play on Andraste which reminds the audience of the current political situation: the play deals with Andraste’s secular husband Maferath who decides to betray his wife for the sake of the kingdom, because she is too busy and distracted with her elven lover. It is a clear reference to the Empire current events, so Celene has to show she is not so friendly with elves and she does that by leading part of her soldiers to suppress the rebellion first hand. In the mayhem which follows, even Briala herself is imprisoned by Celene’s soldiers.

Shortly after the battle against the elves, Celene’s force is defeated by a surprise attack of Gaspard’s army and the Empress is forced to flee, with only Michel and Briala to protect her.

This marks the beginning of the Civil War in Orlais, the same situation we find in Dragon Age Inquisition, as another brick in the complex building of background events. As a matter of fact, Celene, Gaspard, Briala and Michel are all characters we directly meet and interact with in that chapter of the videogame.

This is different from the previous novel, because whereas in Asunder there is a link between older characters and plots and only the first functional elements actually meant for DAI (the reasons of the conflict Mages-Templars and the character of Cole), in The Masked Empire we are provided a proper and direct background for the new game -which was released only six months after the novel. In the quest “Wicked Eyes and Wicked Hearts”, our protagonist, the Inquisitor, is invited at Court where they have to investigate about a plot against Celene’s life.

According to multiple choices, saving Celene is just one of the possible options, because we can decide to take Gaspard’s side or even Briala’s side, or we can ultimately try to find a complex compromise among the three factions. It is clear that reading this novel might influence our choices. Michel is in the videogame too, and we are offered different options for his story too, but they depend also on what has happened at Court.

If we can state the theme of this novel is mostly political, there is also a more exoteric theme, especially related to Elven magics. As a matter of fact, further details are provided about the lore on the Elves of Thedas who are pretty different from those in Tolkien or in the most classic fantasy products. We have already said something in the previous articles, also because we interact with some of them in all the videogames.

Il ritorno di Morrigan alla corte di Celene
Morrigan’s return to Celene’s court – © Bioware

We can choose an Elven character in Origins and there are missions in that game related both to city elves in Denerim (capital of Ferelden) and the Dalish in the Brecilian Forest. It is anyway in Dragon Age II that further insight is provided, with the companion Merril and her quest to restore an “Eluvian”, a mirror-like Elven artefact which allows extradimensional travelling. Eluvians are always there in the games when there are scenes set in the Fade, the dream dimension all the magics comes from, and they are one of the possible ways-in.

An eluvian is the escape strategy of Morrigan (with or without our Grey Warden) at the end of the final DLC of Origins, Witch Hunt. Eluvians are a big mystery in Elven lore, which is gradually explained in the products of the franchise, and in The Masked Empire some important pieces of information are added.

In the history of Thedas, at the beginning only Elves existed. They were immortal, the Fade was their sky and they lived in harmony with it, without any border such as the Veil. They started a conflict against the Titans, they won and they buried them underground: their blood is the origin of Lyrium.

Thanks to Eluvians, the Elves could travel freely in the Fade where they built citadels. Soon enough, though, these Elves, led by goddess Mythal, started a conflict against their own gods, the Evanuris. Because of the death of Mythal, another god, Fen’Harel (also known as the Dread Wolf, whom we have already mentioned) managed to exile the other gods using a trick: in order to accomplish his goal, he created the Veil, that is the border between the Fade and the waking world.

One of the many statues of the Dread Wolf © Bioware
One of the many statues of the Dread Wolf © Bioware

The Elves, in this way, stopped being immortal, though their life span is still pretty long, but they also began losing touch with their ancestral culture. They settled in the northern area of Thedas, and they named their land Elvhenan, whose capital was Arlathan. After several millennia, the first humans appeared and they started organizing themselves in smaller kingdoms, until their unification in what was called Tevinter Imperium.

The Elves started a conflict because they blamed the loss of their immortality to humans, but Tevinter’s reaction was plain, determined and deadly since in no time they easily overwhelmed them, making them slaves. The few Elven survivors escaped southwards, in the Dales, in the attempt to restore their civilization.

They allied with other humans, those led by Andraste, in order to fight Tevinter, and for this reason they were officially assigned the Dales as their new nation. Meanwhile, a new superpower entered in the history of Thedas, the Empire of Orlais, which, because of its strong links to the Church of Andraste, tried to forcefully convert the Elves of the Dales to the teachings of the Chantry. A casus belli arose, with the village of Red Crossing incident, and the Elves entered a new conflict with humans, who summon the first Exhalted March, a sort of crusade, against the Dales.

This new defeat is the basis for the current situation of the Elves in Thedas, basically a homelandless people. Most Elves started living within the human settlements, but they were discriminated and isolated in the poorer areas, the Alienages: these are proper ghettos where stricter rules are applied, for instance they cannot carry weapons.

Most of these Elves are forced to find humble jobs, such as those of servants within the houses of humans. It is a sort of serfdom and in some nations, such as Tevinter, they are treated in an even worse way. As we have seen in Redemption, some elves convert to the Qun and join the complex social mechanism of the Qunari.

The remainder of the Elves, the Dalish, live as nomads, they occasionally start skirmishes with humans, but they normally live in the wilderness in order to try to restore their ancient civilization. One of the reasons for their being nomadic is to find and study old Elven artefacts in order to achieve their goal. Nevertheless, the Dalish themselves have a hard time to understand their own ancient history and they are split even in what actually trying to restore, whether the Arlathan days or the Dales ones.

We might say the main source of inspiration of the Elves in Dragon Age is the history of Jews, after their fall from grace: the Exhalted marches, the lack of a homeland and the ghettos but at the same time their stubbornness in surviving and trying to overcome the hostile human environment, could be actually interpreted as an allegory of the history of the Jews.

We may compare the early history of the Elves to what is told in the Book of Genesis, their relation to the Tevinter Imperium to what is told in the remainder of the Old Testament, while the rebellion of Andraste and the birth of her Church can be seen as a reference to the rise of Christianity, with the rest of the history of Thedas which could be probably interpreted as an allegory of Mediterranean and European modern history. There are clearly differences, because this is a fictional setting, but some aspects in my opinion are pretty evident.

Going back to the plot of The Masked Empire, the group of Celene, Michel and Briala, while on the run, are caught by a Dalish clan. These Elves have summoned a Demon while investigating on how making an Eluvian work. The Demon wants to be called Imshael, with an inside-joke of the quest in Dragon Age Inquisition, “Call Me Imshael”, which clearly blinks to the incipit of Moby Dick.

During an escape attempt, Michel incidentally releases the Demon, who slaughters the Dalish: in change of his freedom, though, he rewards the party with a keystone needed to activate the Eluvian, and he explains them how it works. Thus, the group keeps running away using the Eluvian network.

Duke Gaspard is really close and finds the only survivor in the Dalish camp, Mihas, who claims to be able to travel through the Eluvians -and this is true, because the elf is actually possessed by Imshael. The chase keeps on and finally is complete, but the two conflicting parties opt for a truce, because the areas beyond the Eluvians is pretty hostile for all of them, so they join forces to find a way out to the real world.

Shortly before reaching their homeworld, Celene and Gaspard agree to decide the future of Orlais through a duel between the Empress’s Champion Michel and the Duke himself. At first Michel is weakened by the magics of Mihas-Imshael, but when Briala stops her, he manages to win the duel. However Briala decides to call out the favour back (related to the secret Elven origin of Michel) and demands that Gaspard’s life is spared.

This fact clearly disappoints Celene who was already cheering about keeping her throne. This twist is not wholly unexpected, since Briala had previously found out that Celene was the one who ordered the murder of her parents. Once out of the Eluvians, Celene is teleported in her Palace, Gaspard and Michel in Chevin Valley in Orlais, while Briala decides to investigate more on the Eluvians in order to help the Elven restoration.

This is the political background we interact with when playing Dragon Age Inquisition. It is a stalling situation in which the army still loyal to Celene is unable to face Gaspard’s soldiers, who, in turn, are unable to win the war. It is not just the matter of the Civil War at a stake, but also the increasing Elven espionage network led by Briala, who is determined to enter a sort of third stage in Elven history.

A possible compromise solution to the civil war in Orlais © Bioware
A possible compromise solution to the civil war in Orlais © Bioware

Our choices in the videogame are related to taking sides with one of these three characters and factions in the quest “Wicked Eyes and Wicked Hearts”. There is also Michel, fallen from the Imperial grace, whose only goal is to defeat the Demon Imshael since he blames himself for his escape.

We can help Michel in the quest “Call Me Imshael”, and eventually he can be inducted as Inquisition Agent. It is not the only option, for we can complete some other subplots in order to have him forgiven by Celene and so resuming his bodyguard role, or to have him employed by Gaspard: yet, it all depends on the results and choices in “WEaWH”.

Differently from the two prequel novels of Origins, which serve to enrich and explain the setting but do not enter in the game mechanics, The Masked Empire is not simply a prequel novel. It is an important ring for the chain of the events of videogame, but most importantly it has an open ending somehow. As a matter of fact the real end of the story is what we play in Inquisition, by choosing the final destiny of each of the protagonists of the novel.

Something similar was done with just one character, Loghain in Origins, but there is a bigger time-gap in the continuity than in this case. The events of The Masked Empire anticipate those of Inquisition of just a few months, so the players are clearly more than motivated to develop by themselves any further development for characters and plots.

In the next article we shall go back to the Grey Wardens, protagonists of the novel The Last Flight, to understand how their portrayal changes if compared to the first videogames.

Further readings

Patrick Weekes, The Masked Empire, Tor, April 2014. Dark Horse has released a Deluxe version in June 2019.

Dragon Age Inquisition was released in November 2014 and until September 2015 several DLCs were released, among which The Descent and Trespasser. The physical purchase of the DVD is still possible, yet it is advisable to look for it in the digital version on the gaming platforms Origin, Steam and GoG, where you can find them even discounted but, more importantly, including all the DLCs.

The main references for the Elves of this setting are the already mentioned The World of Thedas published by Dark Horse in 2013 and 2015, but also the unofficial-yet-reliable Dragon Age Wiki, starting from this link, https://dragonage.fandom.com/wiki/Elf , and then browsing all the names we have provided in the article.

end of part 15


Biography

FABIO CIARAMAGLIA

With an M.A. degree in English Literature, with a dissertation on Shakespeare and comics (2000) and a Ph.D. with a dissertation on Shakespeare and Italian TV (2004), I have always tried to deal with the complex relationship between literature and other media.

I have written for comics magazines, such as Fumo di China and Fumettomania (in its previous printed version), but also translated into Italian a couple of American comics for the publisher Magic Press and some poems. Meanwhile I have begun teaching English language at High School, at first in Rome and then, after 2015, in Trieste.

I have never lost the nerdy attitude even as a teacher, but since 2006 videogames have attracted me more and in some of them, maybe for a personal inclination, I have found several elements which are worth of being analysed, though before this year I had never dared approaching more seriously.


NOTE EXTRA

Le puntate precedenti di “DRAGON AGE dal videogame ai fumetti!”:

Articolo del 7 luglio 2022

Articolo del 28 giugno 2022

Articolo del 14 giugno 2022

Articolo del 1 giugno 2022

Articolo del 17 maggio 2022

Articolo del 10 maggio 2022

Articolo del 19 aprile 2022

Articolo del 12 aprile 2022

Articolo del 29 marzo 2022

Articolo del 15 marzo 2022

Articolo dell’1 marzo 2022

Articolo del 15 febbraio 2022

Articolo dell’1 febbraio 2022

Articolo del 18 gennaio 2022

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