Alternandosi con l’amico Damiano Gallinaro, Fabio Ciaramaglia (già apprezzato sullo storico sito Glamazonia) ci propone la dodicesima puntata dell’approfondimento su Dragon Age, dal Videogame ai fumetti.

Cosi scrive Fabio:<<Sebbene ogni gioco di Dragon Age abbia una storia che può reggere completamente in maniera autonoma, ognuno di essi si riallaccia agli altri in modi piuttosto evidenti, soprattutto con alcuni personaggi e comprimari che ritornano e una serie di situazioni, a volte anche minori, che fungono da antefatti alla trama principale oltre che alle trame secondarie.>>
Proseguendo la lettura capiremo meglio cosa intende dire l’autore in questa sua introduzione.

Vi consigliamo di recuperare le precedenti 11 puntate, i link li trovate in coda a questo nuovo articolo.
Attendiamo i vostri commenti.

Mario Benenati, curatore del sito Fumettomania Factory Magazine


foto dei libri e sui fumetti su Dragon Age

APPROFONDIMENTO:
DRAGON AGE dal videogame ai fumetti!

L’approccio a Dragon Age Inquisition
e gli antefatti in “Awakening” e nelle altre espansioni di Origins.

di Fabio Ciaramaglia

Introduzione

Sebbene ogni gioco di Dragon Age abbia una storia che può reggere completamente in maniera autonoma, ognuno di essi si riallaccia agli altri in modi piuttosto evidenti, soprattutto con alcuni personaggi e comprimari che ritornano e una serie di situazioni, a volte anche minori, che fungono da antefatti alla trama principale oltre che alle trame secondarie. Per certi versi potremmo anche considerare Dragon Age Origins e Dragon Age II, comprensivi delle loro espansioni, un lungo antefatto proprio a Dragon Age Inquisition.

Fine introduzione

Dragon Age Inquisition.

Questo si apre con il protagonista, il futuro Inquisitore, che assiste all’uccisione della Divina Justinia V, si risveglia in prigione e viene interrogato da Cassandra e Leliana. Se della prima abbiamo parlato già abbondantemente, è il caso di dire qualcosa anche sulla seconda. Viene incontrata la prima volta in DAO nella città di Lothering, e lì appare come fervente seguace della Chiesa di Andraste. Caratterizzata da un fisico esile, capelli corti rossi e un dolce accento francese, Leliana colpisce subito l’occhio da un punto di vista grafico.

Leliana in Origins
Leliana in Origins © degli aventi diritti

Nel corso del gioco comprendiamo che lei comunque non è semplicemente una folle che crede di parlare con Andraste stessa, ma una ex spia Orlesiana che proprio a Lothering si è rifugiata. Attraverso l’espansione “Leliana’s Song” di DAO riviviamo il suo passato, il suo rapporto di amore e odio con la sua mentore Marjoline e di come inizi un processo di redenzione grazie alla Reverenda Madre Dorothea, che in seguito diventerà proprio la Divina Justinia V.

A prescindere dalle scelte fatte in DAO, ovvero se avere una relazione romantica con lei o meno, incontreremo nuovamente Leliana in DAII, quando avvisa Hawke di possibili problemi relativi alla locale Chiesa, e si presenta come “Sister Nightingale” (sorella usignolo) e “Left Hand of the Divine”. Quindi, se Cassandra è la mano destra, ovvero quella dell’azione e il cosiddetto braccio armato, Leliana è mano sinistra del capo della Chiesa, ovvero colei che si occupa maggiormente delle faccende più delicate, della diplomazia e dello spionaggio, riassumendo praticamente quel ruolo da “Bardo” che aveva avuto in gioventù.

Leliana in Dragon Age II
Leliana in Dragon Age II © degli aventi diritti

È però una Leliana più matura e ovviamente con una direzione più decisa per quello che riguarda i suoi scopi. Nella chiusura della cornice narrativa di DAII, subito dopo l’interrogatorio di Varric, Cassandra proprio con Leliana va a conferire, portando con sé il libro dell’Inquisizione. Leliana infatti sarà una vera e propria eminenza grigia, anche se mai come protagonista assoluta, non solo in Inquisition, ma di tutto il resto del franchise, e anche lei diventa un’opzione, come Cassandra, nell’elezione della futura Divina.

Leliana in Dragon Age Inquisition
Leliana in Dragon Age Inquisition © degli aventi diritti

L’uccisione della Divina avviene durante un grande Concilio nel quale lei ha invitato tutte le più alte cariche della Chiesa di Andraste, dei Templari e dei Circoli dei Magi, in un ultimo disperato tentativo di sedare la guerra senza confini che si è scatenata in tutto il Thedas. Come già detto, se qua e là avevamo avuto suggerimenti che il conflitto aveva iniziato una escalation, la miccia di Kirkwall scatena una serie di eventi descritti nel romanzo Asunder.

Fondamentalmente da un lato i Templari invocano il “Right of Annulment” di tutti i Circoli, un eufemismo per una sorta di soluzione finale di eliminazione di tutti i Maghi; dall’altro i Maghi dei Circoli sono divisi in fazioni interne, tra chi vorrebbe mantenere uno status quo con maggiori diritti e chi vuole portarsi a uno scontro frontale con la Chiesa e i suoi Templari. Gran parte dei Circoli opta per la seconda ipotesi, ma anche quelli neutrali o che parteggiano ancora per la Chiesa sono comunque assaltati dai Templari.

L’assassino della Divina, pertanto, potrebbe essere stato perpetrato da qualunque delle parti coinvolte nel conflitto, per creare maggiore confusione e poter avvantaggiarsene (un po’ come nella storia di Dawn of the Seeker).

Leliana nelle sue vesti della Divina Victoria
Leliana nelle sue vesti della Divina Victoria © degli aventi diritti

In realtà, come si capirà più avanti nel gioco, il vero assassino è Corypheus, uno dei Magister che tentò di incontrare il Maker, e poi fu trasformato in un antico Darkspawn senziente. Quindi, se il conflitto tra Maghi e Templari fa da sfondo deciso di Dragon Age Inquisition, in realtà la trama principale è proprio legata ai tentativi del protagonista di fermare i piani di distruzione totale di Corypheus. Questi, però, non è il primo Darkspawn “senziente” che incontriamo nei giochi, infatti era stato preceduto da The Architect (già antagonista nel romanzo The Calling) in “Awakening”, espansione di Dragon Age Origins.

Nell’espansione è possibile proseguire la vicenda del proprio Grey Warden del gioco principale o crearne uno nuovo.

La storia segue gli eventi di Origin ad Arcidemone sconfitto e si svolge ancora nel Ferelden, nella fattispecie nei dintorni di Amaranthine. Il protagonista deve prendere il comando di una fortezza di Grey Warden, Vigil’s Keep, e restaurarla (c’è persino una parte che potremmo definire manageriale nel gioco), ma soprattutto investigare sulla presenza cospicua e anomala di Darkspawn.

Normalmente queste creature, create dalla corruzione di una Blight, non scompaiono completamente alla sconfitta dell’Arcidemone, ma tendono a ritirarsi in massa nel sottosuolo, nelle Vie Profonde, e quindi a essere un pericolo solamente per la comunità dei nani. Questo perché, come viene spesso spiegato, essi agiscono come uno sciame guidato da una mente unica, quella dell’Arcidemone per l’appunto, e in sua assenza diventano più animali smarriti in cerca di rifugio, sebbene sempre molto pericolosi. L’anomalia proprio in questo sta, ovvero che i Darkspawn sono ancora molti e anche apparentemente motivati a restare in superficie.

All’interno del gameplay di “Awakening”, mentre si investiga su questo, all’arrivo nel villaggio abbandonato nelle Blackmarsh ci imbattiamo nel corpo defunto di Kristoff, un Grey Warden che aveva iniziato a seguire degli indizi prima dell’arrivo del protagonista a Vigil’s Keep. Quella parte della storia porterà a un rocambolesco viaggio nel Fade, all’incontro con lo spirito di Justice e a una resa dei conti con un Pride Demon chiamato The Baroness.

Anders in Dragon Age II_RID
Anders in Dragon Age II © degli aventi diritti

Lo spirito di Justice rimane intrappolato poi nella nostra realtà e possederà il corpo di Kristoff e aiuterà il protagonista nelle sue avventure. È lo stesso Justice che poi possederà Anders, che ricordiamo, proprio in “Awakening” è introdotto nella storia.

Le vicende relative alle investigazioni di Kristoff prima della sua morte sono narrate in un altro prodotto sperimentale del franchise: Dragon Age: Warden’s Fall è un cortometraggio del consorzio Machinima di circa trenta minuti prodotto quasi esclusivamente utilizzando il “toolset” del gioco stesso.

il frame di apertura di Warden's Fall
il frame di apertura di Warden’s Fall © degli aventi diritti

Il gruppo Machinima è specializzato nel produrre fan fiction animate tratte dai più disparati prodotti di culto e/o di nicchia, ma Warden’s Fall è stato fin da subito inserito nel “canone” proprio dalla Bioware forse anche grazie al grande successo di pubblico -sono circa sei milioni le sue visualizzazioni su YouTube al momento che scrivo.

La trama è piuttosto breve e semplice:

I Grey Warden prendono possesso di Vigil’s Keep e si sostituiscono parzialmente alle autorità locali cercando di riportare l’ordine in quella parte del Ferelden. Kristoff viene incaricato di investigare su un villaggio bruciato e alcuni civili uccisi nelle campagne e pensa subito ai Darkspawn, ma il suo superiore (del quale non sappiamo il nome) gli dice che i criminali hanno un modo di agire troppo sofisticato.

Kristoff è molto determinato nella sua ricerca e agisce anche in un modo abbastanza privo di scrupoli: riesce a ottenere finalmente delle informazioni da un contrabbandiere Cyril, che poco prima di morire lo indirizza alle Blackmarsh, parlando di un male indicibile. Il quinto episodio si conclude con un “To be continued”, ma in realtà non è poi stato prodotto il collegamento narrativo pieno con “Awakening”.

Primo piano di Kristoff
Primo piano di Kristoff © degli aventi diritti

Da un punto di vista tecnico è estremamente apprezzabile quello che in Machinima sono riusciti a produrre, poiché, nonostante le limitazioni del toolset di DAO, riescono a giocare con le inquadrature per dare decenti immagini panoramiche e per soffermarsi sui volti ed espressioni dei vari personaggi; anche le scene d’azione sono ben concepite, così come alcune altre in soggettiva per dare maggiore immersione.

È possibile che negli episodi successivi si volesse approfondire la questione dei Darkspawn senzienti -un loro emissario compare, nascosto, mentre spia Kristoff-, ma purtroppo gli elementi misteriosi che sono introdotti poi non sono successivamente elaborati.

Un elemento che può facilmente sfuggire è sul ruolo dei Grey Warden. Se in DAO sono i protagonisti assoluti, già nell’espansione “Warden’s Keep” (giocata all’interno della sua trama principale), emergono alcune loro ambiguità nei rapporti con le varie istituzioni: quell’avventura parla, in retrospettiva, di una ribellione dei Custodi contro il Re del Ferelden e il motivo per cui furono parzialmente banditi dal regno.

In “Awakening” si evince che alcuni Grey Warden siano interessati anche al cosiddetto potere temporale, oltre al semplice essere sempre vigili contro i Darkspawn e una possibile Blight.

Justice in Awakening
Justice in Awakening © degli aventi diritti

Nel romanzo del 2014 Last Flight, in una cornice narrativa che si svolge nel pieno della guerra tra Maghi e Templari, si ritrovano delle memorie che risalgono alla Fourth Blight di circa un secolo prima. Senza dilungarci troppo sul romanzo, da esso però capiamo che a volte quella degli Arcidemoni e dei Darkspawn è una vera e propria ossessione e che i Grey Warden sono pronti letteralmente a tutto per poterli sconfiggere, come per esempio usare la proibita e pericolosa magia del sangue.

Questo in effetti porterà a estreme conseguenze in Dragon Age Inquisition, in cui non solo il ruolo dei Grey Warden viene estremamente limitato, ma, in base alle scelte fatte nel gioco, essi possono diventare degli antagonisti fino a essere esiliati dall’Impero di Orlais. Gli elementi di ambiguità dell’ordine sono tutti presenti in Kristoff, ma sono purtroppo solo accennati.

Il gruppo Machinima, tuttavia, si è sentito molto a proprio agio nella produzione di spin-off di Dragon Age, tant’è che successivamente hanno prodotto una live-action web-series, Redemption, di cui parleremo nel prossimo articolo.

fine parte 12

L'emissario dei Dark Spawn senzienti
L’emissario dei Dark Spawn senzienti © degli aventi diritti

Bibliografia minima

Dragon Age Inquisition è uscito nel novembre 2014 e fino al settembre del 2015 di sono susseguite varie espansioni e DLC, di cui i più interessanti da un punto di vista narrativo sono The Descent e Trespasser. È possibile acquistare la versione originale in DVD ma sulle piattaforme Origin e Steam è possibile acquistare a prezzo moderato il gioco con un “bundle” con inclusi tutti i contenuti aggiuntivi.

A.A.V.V., Dragon Age: Warden’s Fall, 2010. Inizialmente trasmesso su YouTube in episodi (per un totale di cinque) e in versione gratuita, in seguito è stato raccolto in un link unico, disponibile ancora su https://www.youtube.com/watch?v=8vbs_FaXNyI

Liane Merciel, Dragon Age: Last Flight, Tor Books, settembre 2014 (esiste una versione deluxe pubblicata da Dark Horse nel settembre 2019).

Copertina di Last Flight_RID
Copertina di Last Flight © degli aventi diritti

NOTE EXTRA

Le puntate precedenti di “DRAGON AGE dal videogame ai fumetti!”:

Articolo del 1 giugno 2022

Articolo del 17 maggio 2022

Articolo del 10 maggio 2022

Articolo del 19 aprile 2022

Articolo del 12 aprile 2022

Articolo del 29 marzo 2022

Articolo del 15 marzo 2022

Articolo dell’1 marzo 2022

Articolo del 15 febbraio 2022

Articolo dell’1 febbraio 2022

Articolo del 18 gennaio 2022


Biografia

FABIO CIARAMAGLIA

Con una laurea in letteratura inglese con una tesi su Shakespeare nei fumetti (2000) e con un dottorato con una tesi su Shakespeare nella televisione italiana (2004), ho sempre cercato di occuparmi della relazione tra letteratura e altri media.

Ho collaborato con varie riviste di fumetti, da Fumo di China a Fumettomania nella sua precedente incarnazione, ma ho anche tradotto due fumetti per la Magic Press e alcune poesie inglesi. Ho poi iniziato a insegnare inglese nelle scuole superiori prima a Roma e poi, dal 2015, a Trieste.

Non ho perso l’animo nerd nemmeno da insegnante, ma a partire dal 2006 ho virato più sul versante dei videogiochi, in alcuni dei quali, forse per deformazione professionale, ho riscontrato elementi degni di analisi che però prima di ora non avevo avuto il coraggio di affrontare con maggiore serietà.

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