Nuovo Approfondimento su Dragon Age, dal Videogame ai fumetti.
Fabio Ciaramaglia (già apprezzato sullo storico sito Glamazonia), procede il suo viaggio tra le varie versioni di Dragon Age e tra le varie espansioni.

In questa quattordicesima puntata non solo Fabio si sofferma su Dragon Age Inquisition, che: <<rispetto ai primi due capitoli del gioco, è letteralmente monumentale. Al di là di questioni meramente tecniche -miglioramento nella grafica, nella customizzazione, nella fluidità- il gioco mette a frutto circa cinque anni di costruzione del mondo, e infatti anche la parte del mondo di Thedas in esso rappresentata si espande notevolmente. >>, ma c’è un bella novità sicuramente apprezzata dai lettori stranieri

Questo articolo lo potete leggere anche in inglese.
Così ci introduce Fabio: “Here we start speaking more deeply about the third game, Dragon Age Inquisition, and some background provided by the novel Asunder.”

Se è la prima volta che ci leggete, Vi consigliamo di recuperare le precedenti puntate di questo approfondimento i link li trovate in coda a questo articolo.
Attendiamo i vostri commenti.

Mario Benenati,
curatore del sito Fumettomania Factory Magazine

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foto dei libri e sui fumetti su Dragon Age

APPROFONDIMENTO:
DRAGON AGE dal videogame ai fumetti!

L’approccio a Dragon Age Inquisition e gli antefatti in Asunder.

di Fabio Ciaramaglia

Dragon Age Inquisition, rispetto ai primi due capitoli del gioco, è letteralmente monumentale.

Cover di dragon Age Inquisition

Al di là di questioni meramente tecniche -miglioramento nella grafica, nella customizzazione, nella fluidità- il gioco mette a frutto circa cinque anni di costruzione del mondo, e infatti anche la parte del mondo di Thedas in esso rappresentata si espande notevolmente.

Se Origins si svolgeva prevalentemente in una parte del Ferelden e Dragon Age II addirittura nella sola città di Kirkwall e nei suoi dintorni, in Inquisition l’ambientazione è gran parte dell’Impero di Orlais, soprattutto l’area sud-occidentale con il Western Approach, le Dales, gli Arbor Wilds e la capitale Val Royeaux, ma anche il confine orientale con il Ferelden e con la catena montuosa delle Frostback Mountains e l’Emprise du Lion fino ad arrivare all’estremo sud di essa Frostback Basin; inoltre parte dell’azione si svolge anche nella zona delle Hinterlands del Ferelden, in cui vi è il villaggio di Redcliffe.

Anche la “base” del giocatore cambia e migliora: se in Origins è un semplice accampamento e in DAII è la villa di Hawke (preceduta dalla casa di suo zio Gamlen), in Inquisition abbiamo a disposizione prima l’intero villaggio di Haven e poi l’intera fortezza di Skyhold che, peraltro, attraverso una parte semi-manageriale del gioco, è altamente customizzabile scegliendone tipologia di finestre, porte, arazzi ma anche parti voluminose esterne come la cappella, la torre dei maghi, ecc.

Vista la vastità dell’ambiente di gioco, vengono aggiunte anche delle cavalcature per poter viaggiare più rapidamente (se non si vuole usare il “teleport” interno attraverso la mappa), nonché il cosiddetto “asse Z”, ovvero quel maggior senso di tridimensionalità fornito dalle alture e quindi la possibilità di scalare montagne; viene aggiunto anche il comando del “salto” che era assente nei due precedenti giochi.

Il sistema di gioco verte più sullo stile degli “open world”, ovvero una quasi totale libertà di esplorazione delle varie zone del gioco, anche con il rischio di finire in aree troppo pericolose per il livello del giocatore (aggiungendo però così anche l’eccitazione del rischio).

Alcune aree si possono sbloccare in base a delle missioni, altre ottenendo un certo punteggio, ma quasi sempre è possibile anche tornare indietro. L’eventualità di essere dispersivi viene parzialmente risolta dal fatto che all’accesso in ogni zona è sempre consultabile il menù di gioco che indica cosa è possibile/obbligatorio fare in ognuna di esse.

Anche la questione delle scelte multiple fatte nella costruzione della storia è gestita in maniera diversa, cioè non con un file dei giochi precedenti che viene importato/gestito dal nuovo software, ma attraverso il portale Dungeon Keep che diventa parte integrante della multimedialità del franchise.

Una schermata del Dungeon Keep
Una schermata del Dungeon Keep © degli aventi diritti

Registrandosi in esso è possibile selezionare tutte le scelte, anche quelle minori, fatte in Origins e DAII e relative espansioni, per poi generare un file che è caricabile al momento di iniziare il proprio gameplay in DAI. In questo modo è possibile utilizzare numerosissime combinazioni di scelta che arricchiscono il proprio “canone personale” nell’interazione con la storia, pur ricordando che anche in Inquisition ci sono alcune tappe fondamentali che è necessario raggiungere e superare all’interno della trama.

Proprio per ciò che riguarda la storia, come abbiamo visto, il percorso da Dragon Age II a Inquisition è ricco di antefatti: non solo abbiamo delle decise anticipazioni proprio nei DLC del gioco precedente, ma un graduale approccio anche attraverso molti prodotti multimediali come Warden’s Fall e Redemption.

Molto però viene costruito anche attraverso tre romanzi pubblicati tra il 2011 e il 2014, ovvero fino a poco tempo prima che Bioware metta in vendita il nuovo gioco. Abbiamo già accennato a essi qua e là e ora cercheremo di delineare quegli elementi importanti che approfondiscono l’esperienza di Inquisition.

Asunder (letteralmente “in frantumi”) è decisamente il più seminale dei tre.

È un romanzo in ventidue capitoli più un epilogo scritto da David Gaider e copre il periodo immediatamente successivo agli eventi di Kirkwall e quindi gli effetti che ha soprattutto in Orlais e, considerato che l’Impero è sede della Chiesa di Andraste, conseguentemente nel resto del Thedas.

È un romanzo fantasy che chiaramente ha tutte le caratteristiche del genere, ma è anche un romanzo di tipo “politico”, poiché illustra con dettaglio tutte le posizioni delle parti in causa, i tentativi diplomatici di mediazione e il fallimento definitivo con lo scioglimento dei Circoli e l’emancipazione dei Templari dal controllo della Chiesa. È evidentemente un mondo che va in frantumi, come suggerisce il titolo stesso. In Asunder ritroviamo personaggi che avevamo già incontrato nei giochi (Leliana, la maga Wynne e il golem Shale) e nei romanzi (la vera madre di Alistair, Fiona), vediamo nel pieno della propria azione la Divina Justinia, ma vengono anche introdotti luoghi, come la fortezza di Adamant, e altri personaggi, come Cole, che saranno tra i protagonisti di Inquisition.

La storia è ambientata nell’autunno di 9:40 Dragon, ovvero circa un anno prima dell’inizio di Inquisition.

Gran parte di essa si svolge a Val Royeaux e nella White Spire, il Circolo dei Magi più importante, dove si stanno svolgendo degli incontri diplomatici tra Maghi, Templari, Seeker e la Divina per comprendere come appianare quelle divergenze che si sono amplificate dopo gli eventi di Kirkwall.

Il protagonista indiscusso del romanzo è il mago Rhys, figlio di Wynne, leader della fazione dei maghi Libertarians, mentre sua madre è una Aequitarian. Come si evince dal nome, i primi vorrebbero i Circoli completamente emancipati dalla Chiesa, mentre i secondi ne vorrebbero una scissione per autoregolamentarsi. Esistono altre fazioni con posizioni diverse, tra cui i Loyalist che vorrebbero la persistenza dello status quo, ma le due sono quelle predominanti e non solo nel libro.

Altro deciso protagonista è Cole, uno Spirito della Compassione, che è stato attratto fuori dal Fade e che, pur possedendo il corpo di un giovane contadino morto, mantiene i suoi poteri da spirito. Cole è anche l’autore materiale di una serie di omicidi all’interno della White Spire, ma le vittime sono tutte maghi che hanno fondamentalmente chiesto di essere uccisi perché sono prigionieri dei Templari che hanno in serbo per loro molto peggio della morte.

Rhys e Cole instaurano subito un rapporto, perché il primo è un mago specializzato proprio sugli Spiriti, pertanto è l’unico che riesce a vederlo e sentirlo sempre: infatti, Cole è completamente invisibile e impalpabile per chiunque non lo invochi in disperazione, o per chi non lo stia cercando specificamente. Tuttavia, proprio questa capacità di comunicazione di Rhys farà credere ai Seeker, che frattanto sono intervenuti per offrire supporto ulteriore ai Templari, che lo stesso mago sia l’assassino della White Spire.

Tramite Leliana, Wynne chiede alla Divina di rilasciare Rhys per una missione di ricerca per la Chiesa nella fortezza abbandonata di Adamant, nel Western Approach. Essi vengono accompagnati anche dalla Templare Evangeline e dalla golem Shale. Nel viaggio verso ovest, il gruppo si imbatte in numerose scene di guerra civile, che frattanto è scoppiata (e i cui motivi sono illustrati nell’altro romanzo The Masked Empire, di cui parleremo nel prossimo articolo, NdR).

Ad Adamant essi trovano una completa devastazione: l’ex fortezza dei Grey Warden, costruita strategicamente in una zona totalmente devastata dalla Second Blight, vede anche i confini tra mondo reale e Fade estremamente sottili, pertanto è un luogo ideale per la magia. Non ci sono sopravvissuti ad Adamant, se non il Tranquil Pharamond, un elfo: questi era alla ricerca di un modo di invertire il rito della Tranquillità, ovvero quella sorta di lobotomizzazione di cesura con il Fade a cui sono sottoposti i maghi considerati troppo pericolosi. Proprio nel Fade il gruppo dovrà entrare per sconfiggere il Demon Pride che ha posseduto Pharamond, portandolo a compiere la strage in Adamant. Una volta liberatolo, lo scortano dalla Divina, ma Wynne invia Shale in altri circoli per spargere la notizia della effettiva fattibilità di inversione del Rito della Tranquilità. L’anziana, e saggia, maga è consapevole che mentre tale notizia potrebbe trovare un supporto della Divina, il gruppo dei Templari potrebbe vederla come un indebolimento dei loro poteri di controllo dei maghi.

Viene indetto un Conclave dei First Enchanter dei Circoli per discutere di questa scoperta e tutte le massime autorità delle fazioni in causa sono comunque presenti in città. Pharamond viene fatto prigioniero per la strage di Adamant e Rhys torna anche lui in prigione per i suoi legami con Cole e i suoi assassini. Pharamond chiederà a Cole di essere ucciso, mentre Rhys sarà liberato da un gruppo guidato da Leliana, Shale, Evangeline e sua madre Wynne. Questa, per salvare il figlio, permetterà allo Spirito della Fede che la possiede di passare proprio in Evangeline: in questo modo, quella vita allungata anche innaturalmente di Wynne arriverà alla sua conclusione.

Durante il confuso Conclave, Fiona riesce a ottenere i voti di una larghissima maggioranza dei maghi per una completa scissione dalla Chiesa. Nell’epilogo, il Lord Seeker Lambert invia una lettera alla Divina dichiarando anche la scissione degli ordini di Seeker e Templari dalla Chiesa. È l’inizio della “guerra globale” tra Maghi e Templari che fa da sfondo a Inquisition.

Sebbene abbia tentato di essere sintetico per descrivere la sequenza degli eventi, ho comunque tralasciato di parlare di alcuni elementi del romanzo che pure sono importanti, come la storia d’amore tra Rhys ed Evangeline che si costruisce a poco a poco e di tutta una serie di personaggi secondari, come la maga Adrian, che pure sono funzionali allo svolgersi degli eventi.

Aggiungo anche che da un punto di vista estetico il romanzo è estremamente gradevole, è scritto bene, con dialoghi frizzanti e un buon approfondimento e sviluppo dei personaggi. Inoltre, sebbene sia chiaramente inserito all’interno di un setting specifico, ci sono sufficienti spiegazioni all’interno di esso che non appesantiscono la lettura per chi si avvicinasse per la prima volta a questo mondo.

Asunder rappresenta un anello di congiunzione narrativo molto importante tra i primi giochi e l’ultimo.

Intanto riprende i personaggi di Wynne e Shale che erano stati fortemente caratterizzati in Origins, dove sono possibili scelte per far parte del gruppo guidato dal Grey Warden. Incontriamo Wynne nel Circolo dei Magi del Ferelden dove aiuta a ottenere il supporto dei Maghi nello sconfiggere l’Arcidemone. È una maga molto anziana e non si spiega come faccia ancora a essere così attiva.

Nel caso si stabilisse una forte amicizia con lei, lei rivelerà del suo passato e di come fu salvata da uno Spirito della Fede da morte certa, entrando però in simbiosi con lei. Anche se in Asunder il suo rapporto di madre con Rhys sembra abbastanza contrastato, il suo sacrificio finale in qualche modo lo ripristina con decisione. A margine rileviamo che Wynne compare anche in “Awakening” per una missione secondaria.

Shale e Wynne (ultime due a destra, Zevran in mezzo) nel cast di Origins. © degli aventi diritti
Shale e Wynne (ultime due a destra, Zevran in mezzo) nel cast di Origins. © degli aventi diritti

Per quanto il background di Wynne sia articolato, quello di Shale è forse anche più complesso: oltretutto se Wynne può servire nel gruppo, il reclutamento di Shale è del tutto opzionale, perché inserito in una “side quest inclusa nel DLC “Stone Prisoner” e non nella trama principale di Origins. Casualmente si può incontrare un mercante che venderà una bacchetta per controllare un golem, anche se, a suo dire, non funziona bene. Ottenuto il controllo di Shale, questo golem interagirà sempre in maniera estremamente sarcastica, ma eseguirà fedelmente gli ordini.

Instaurando un rapporto di amicizia, Shale confesserà di avere ricordi precedenti alla sua trasformazione in golem e, investigando sul suo passato, si scoprirà che era una nana di Orzammar trasformata per difendere la città dai Darkspawn. Peraltro Shale compare anche in The Stolen Throne, quando ancora è controllata dal mago Wilhelm che aiuta Maric a liberare il Ferelden.

In Asunder comprendiamo che dopo gli eventi del primo gioco ha chiaramente instaurato una forte amicizia con Wynne, ma soprattutto che è alle prese con una quest personale, ovvero trovare il modo di essere trasformata nuovamente da golem a nana -e questo spiega perché collabora con i maghi che pure aveva apertamente detestato in tutto Origins.

Ritroviamo in Asunder anche Leliana nel suo ruolo di Left Hand of the Divine, che è probabilmente non solo un anello, ma una vera e propria catena che lega tutti i giochi, visto che è personaggio fondamentale in Inquisition. È però Cole che ci proietta con maggiore decisione verso quell’ultimo gioco, perché in esso compare come possibile comprimario.

Nel gioco lo incontriamo la prima volta a Haven poco prima del primo attacco di Corypheus, e successivamente seguirà il protagonista. Il suo modo di parlare è misterioso e quasi incomprensibile: diversamente da Wynne che ha lo Spirito in maniera quasi simbiotica (e se vogliamo lo stesso vale per Anders e Justice), Cole possiede il corpo morto di un essere vivente, quindi potremmo dire che è quasi un non-morto. Non avendo un essere vivente come ospite, non fruisce nemmeno di un pieno contatto con la realtà contingente, tanto da confondere spesso, in una stessa frase, passato, presente e futuro.

L’interazione con Cole è sempre molto complessa, ma all’interno di Inquisition, instaurando un buon rapporto di amicizia con lui, si potranno sbloccare delle missioni secondarie per Rhys ed Evangeline, creati per questo romanzo ma che non compaiono nel gioco. Sempre nel caso di rapporto di amicizia stretto con Cole, si potrà compiere un rituale per renderlo o completamente umano o completamente spirito, salvandolo da questa sua vita a metà.

Nell’ottica delle scelte multiple, ci viene fornito un pieno background del personaggio attraverso le molte pagine di un romanzo, ci viene offerta la possibilità di interagire come meglio crediamo con lui, ma alla fine sceglieremo noi giocatori, nel pieno dello stile del franchise: viene delineato un “canone” ma all’interno di esso il giocatore/lettore/pubblico ha sempre la possibilità di incidere sugli eventi e sui loro sviluppi.

Nei prossimi articoli parleremo degli altri due romanzi prequel a Inquisition, The Masked Empire e The Last Flight.

fine parte 14

La mappa del Thedas - sul desktop di fabio ciaramaglia

Bibliografia minima

David Gaider, Asunder, Tor Books, 2011 (485 pp.). Nel 2019 è uscita una versione deluxe per la Dark Horse. Esiste una traduzione in italiano, pubblicata nel 2012 dalla casa editrice Multiplayer Edizioni.

Dragon Age Inquisition è uscito nel novembre 2014 e fino al settembre del 2015 di sono susseguite varie espansioni e DLC, di cui i più interessanti da un punto di vista narrativo sono The Descent e Trespasser. È possibile acquistare la versione originale in DVD ma sulle piattaforme Origin e Steam è possibile acquistare a prezzo moderato il gioco con un “bundle” con inclusi tutti i contenuti aggiuntivi.

Biografia

FABIO CIARAMAGLIA

Con una laurea in letteratura inglese con una tesi su Shakespeare nei fumetti (2000) e con un dottorato con una tesi su Shakespeare nella televisione italiana (2004), ho sempre cercato di occuparmi della relazione tra letteratura e altri media.

Ho collaborato con varie riviste di fumetti, da Fumo di China a Fumettomania nella sua precedente incarnazione, ma ho anche tradotto due fumetti per la Magic Press e alcune poesie inglesi. Ho poi iniziato a insegnare inglese nelle scuole superiori prima a Roma e poi, dal 2015, a Trieste.

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English version

Here we start speaking more deeply about the third game, Dragon Age Inquisition, and some background provided by the novel Asunder.

The approach to Dragon Age Inquisition and the background in Asunder.

di Fabio Ciaramaglia

Dragon Age Asunder  - Cover

Compared to the previous two games, Dragon Age Inquisition is huge. By the technical improvement – in graphics, in customization and in the general smoothness- the game is the product of five years of world-building, thus also the areas of Thedas in it are sensibly increased. Origins is set mainly in Ferelden while DAII in just the city of Kirkwall and its immediate whereabouts; Inquisition is instead set in most Orlais (the south-western side, mainly, with the Western Approach, the Dales, the Arbor Wilds and the capital Val Royeaux), but also in the long shared border with Ferelden (Frostback Mountains and Emprise du Lion, reaching the south with the Frostback Basin) and in parts of Ferelden (namely the Hinterlands and the Village of Redcliffe and the Storm Coast).

Also the “headquarter” of the protagonist improves: in Origins it is a simple camp, in DAII it is Hawke’s estate (after the temporary location at his uncle Gamlen’s place), whereas in Inquisition we are based at first in the whole village of Haven and later in Skyhold keep, which, after some managerial parts of the game, can be highly customizable, by choosing the types of windows, doors, tapestry but also by adding further facilities such as the chapel, the tower of mages, etc.

Because of the dimension of the maps, mounts are added in order to travel faster (if one doesn’t want to use the unimmersive teleport through the map). Also “Z axis” is added, that is that tridimensional effect provided by higher places, so with the chance of climbing mountains, but also the “jump” command which was wholly absent in the previous two games.

The game style is closer to that of “open world”, that is an almost complete freedom to explore the several areas, even risking to end into some unexpected danger -which adds some thrill to the experience. Some areas are unlocked only after having completed specific missions, others after getting some special points, but it is always possible to go back to the HQ. It can be confusing, though when entering each area there is always a guide in the game menu which stresses what is possible or mandatory to do there.

The matter of the multiple choices in the story-building is managed in a different way, too. The system of importing files from the previous games is removed and replaced by a portal, Dungeon Keep, which becomes a standing stone for the whole franchise. By registering on it, it is possible to select any choice we have made in the previous games and their DLCs, including those related to side-missions: a file called “World State” is then generated and this is uploaded before starting our new game in Inquisition. In this way it is possible to have as a background our own canon and our individual interaction with the whole story so far, though we must remember that also in this game there are some milestones which need to be reached and played before going on.

As we have seen, the path from Dragon Age II to Inquisition is paved by a rich background: we do not have just some anticipation in the DLCs, but a gradual approach provided also by other media, such as Warden’s Fall and Redemption. The background is also enriched by three novels published from 2011 to 2014, that is up to the very eve of the release of the new game. We have hinted to some of them here and there, but now we are going to go deeper in some important elements which enrich our experience in Inquisition.

The map of Thedas
The map of Thedas © Bioware

Asunder by David Gaider is probably the most inspiring one. It is divided in twenty-two chapters and an epilogue and it covers a long period after the events of Kirkwall dealing with the effects of them in Orlais, on the Chantry, and subsequently on all Thedas. It is the typical fantasy novel with all the features of this genre, but it also a political novel because it shows and explains all the reasons of the opposing factions, the diplomatic and mediation attempts, the failure of diplomacy and the disbanding of the Circles of Magi and the rebellion of Templars too. It is the description of a collapsing world, and this explains the title.

In Asunder there are characters who were also in the games (Leliana, the mage Wynne and the golem Shale) and in the novels (Fiona, Alistair’s mother), but also characters which are fully developed just here, such as Divine Justinia. New places are introduced such as Adamant Fortress, and new characters such as Cole (who is a companion choice in Inquisition).

The story is set in 9:40 Dragon, in autumn, that is about one year before the beginning of Inquisition. Most of it is set in Val Royeaux and in the White Spire, which is the most important Circle of Magi, where some diplomatic meetings are scheduled among Mages, Templars, Seekers and the Divine in order to find a compromise for the divergent stances and to prevent an escalation.

The main character of the novel is Rhys, Wynne’s son, who is the leader of the Libertarians, one of the factions of Mages, while his mother is an Aequitarian. As we get from the names, the former faction aims to a total independence of the Circles from the Chantry, while the latter aims to be treated as peers but still within the Chantry’s control. There are other factions, such as the Loyalists, who would not mind the current management, but Libertarians and Aequitarians are the most popular ones.

The other protagonist of the book is Cole, a Spirit of Compassion, who has been attracted out of the Fade and has entered the body of a dead peasant boy. Cole is also guilty of having killed several people within the White Spire, yet all the victims were Mages who had basically asked him to end their life of pain in the harsh captivity of the Templars. Rhys and Cole have an empathic relationship, because the former is a Mage specialized in the study of Fade Spirits, and he is the only one who can actually see and hear the Spirit: as a matter of fact, Cole is always invisible to anyone unless he is summoned out of desperation or if he is being specifically looked for. Because of this empathic connection, though, Rhys is blamed for the murders by the Seekers and he is considered the White Spire killer.

Cole in Inquisition
Cole in Inquisition © Bioware

Wynne asks Leliana, her old friend, to intercede for Rhys with the Divine. He is meant to accompany her to the abandoned Adamant Keep for a research mission, along with Templar Evengeline and the golem Shale. In the westward journey they witness some episodes related to Orlesian Civil War, which has meanwhile broken out -as told in the novel The Masked Empire. Once in Adamant, they find it in shatters because of Demons: this former Grey Warden’s Keep, built in the days of the Second Blight, has the peculiarity of being an ideal place for magics, because the Veil which separates the waking world from the Fade is particularly thin.

There are no survivors, excluding the elf Tranquil Pharamond: he had been successfully researching a ritual to revert the effects of the Rite of Tranquillity, that is the lobotomization-like process in which the links to the Fade are severed for those Mages who are considered too dangerous. Pharamond is possessed by a Pride Demon who is the actual cause of the slaughter in Adamant: the group is to enter the Fade to defeat him. After this, they are meant to bring the elf to the Divine, but meanwhile Wynne tasks Shale to deliver the news about the inversion of the Rite of Tranquillity to all the Circles. Wynne, old and wise, is aware that while this news could be supported by the Divine, the Templars would be extremely disappointed because they would lose their main final weapons against the Mages.

A Conclave of the Heads of the Circles of Magi, the First Enchanters, is summoned to discuss of this discovery. Pharamond is imprisoned because of the slaughter of Adamant and Rhys is imprisoned again too because of Cole’s murders. The former asks Cole to be killed, while the latter is involved in a prison break led by Leliana, Shale, Evangeline and his mother. Wynne, to save her son, will allow the Spirit of Faith who has been possessing her, to pass to Evangeline. In this way that unnaturally extended life of Wynne (whose background is told in Origins) finally marks its end.

During the confusing Conclave, Fiona manages to win a sort of confidence vote with a very large majority of Mages who want a complete independence from the Church. In the epilogue of the novel, Lord Seeker Lambert sends an official letter to the Divine in which he proclaims the independence of Seekers and Templars from the Church too. These two acts mark the beginning of the “global war” between Mages and Templars in Inquisition.

Though we have tried to be brief in the summary of the events, we have neglected some things which are anyway important, such as the love relationship between Rhys and Evangeline or secondary characters as the Mage Adrian. We have also to add the novel is well written, with its intense and quick dialogues and a deep character development. Moreover, though it is clearly part of a specific setting and franchise, there are enough in-story explanations to grant the enjoyability for the casual reader.

Asunder is an important ring in the narrative chain which links the first videogames and the last one.

Shale and Wynne (last two on the right, Zevran in the middle) in the cast of Origins
Shale and Wynne (last two on the right, Zevran in the middle) in the cast of Origins © Bioware

To start with, it uses characters such as Wynne and Shale who had been deeply portrayed in Origins, where they are companions of our Grey Warden protagonist. We meet Wynne in the Circle of Magi of Ferelden where she is fundamental to gather the help of Mages against the Archdemon. She is a very old mage, but her young-like energy is explained when she speaks about her past (in the case we manage to improve our friendship relationship): she had been saved from certain death by a Spirit of Faith who eventually has entered her body in a sort of symbiosis, extending her life-span. If on one hand her relationship with her son Rhys is struggled, her final sacrifice to save him finally shows her motherly love. As a side note, Wynne appears as a “mission giver” for a side-quest in Awakening.

The background story of Shale is even more complex, also because her recruitment as companion is wholly optional -we might even end the game without even meeting the golem.

Using the DLC Stone Prisoner, we can randomly meet a merchant who sells a golem-controlling rod which works funny. Once having managed to make the rod work, Shale interacts with our protagonist always following orders, but with a sarcastic attitude. We can improve the friendship with Shale and, in this case, she confesses to have glimpses of memories of the days before she was turned into a golem: by investigating on her past, we find out she was a female Dwarf living in Orzammar, who was eventually turned in order to defend her land from the Darkspawn. It is not the first time Shale stars in the franchise, since she was also in The Stolen Throne, controlled by the Mage Wilhelm, helping King Maric’s army in the Independence War against Orlais.

In the events of Asunder we understand she has developed a great friendship with Wynne but also she is on a personal quest, that to be turned from golem into dwarf again -and this explains why she is collaborating with Mages whom she had quite despised throughout Origins.

We cannot forget Leliana, in her role of Left Hand of the Divine, who is not just a ring but herself a chain which links all the games, since she is a fundamental character in Inquisition. It is Cole, though, the character which foreruns the last game, since he is one of the possible companions. In that game he appears the first time in Haven shortly before the assault led by Corypheus. His way of speaking is mysterious to the point of unintelligibility because differently from Wynne for whom the relationship with the Spirit within is symbiotic (and we can say the same for Anders and Justice), Cole is possessing the dead body of a living being, thus we can state he is almost an undead (more similar in this to Kirkoff-Justice duo).

Lacking the living being part, Cole often confuses the tangible matters of the reality around him, arriving to the point of confusing even present, past and future within the same sentence.

The interactions with Cole are extremely complex, but it is anyway possible to become friends of him and in that case some secondary missions mentioning Rhys and Evangeline are unlocked -though they never appear physically in the game. If we become close friends to Cole, it is possible to play a special quest in which, through a ritual, we can make him either completely human or completely Spirit, thus ending this half-life of his.

This is one of the cases in which our multiple choices can become very intriguing, since we are provided a full and detailed background of a character through the many pages of a novel, we are offered the chance of interacting with him as we wish, but ultimately the final choice is ours. And this is the style of this franchise: a “canon” is provided, but within it the player/reader/audience has always the great chance to have a say on the events and on their developments.

In the next articles we shall deal with the other two novels which act as prequels to Inquisition, that is The Masked Empire and The Last Flight.

Fiona in the Inquisition
Fiona in the Inquisition © Bioware

Further readings

David Gaider, Asunder, Tor Books, 2011 (485 pp.). In 2019 the novel has been re-printed in Deluxe version by Dark Horse.

Dragon Age Inquisition was released in November 2014 and until September 2015 several DLCs were released, among which The Descent and Trespasser. The physical purchase of the DVD is still possible, yet it is advisable to look for it in the digital version on the gaming platforms Origin, Steam and GoG, where you can find them even discounted but, more importantly, including all the DLCs.

end of part 14

Biografia

FABIO CIARAMAGLIA

With an M.A. degree in English Literature, with a dissertation on Shakespeare and comics (2000) and a Ph.D. with a dissertation on Shakespeare and Italian TV (2004), I have always tried to deal with the complex relationship between literature and other media.

I have written for comics magazines, such as Fumo di China and Fumettomania (in its previous printed version), but also translated into Italian a couple of American comics for the publisher Magic Press and some poems. Meanwhile I have begun teaching English language at High School, at first in Rome and then, after 2015, in Trieste.

I have never lost the nerdy attitude even as a teacher, but since 2006 videogames have attracted me more and in some of them, maybe for a personal inclination, I have found several elements which are worth of being analysed, though before this year I had never dared approaching more seriously.


NOTE EXTRA

Le puntate precedenti di “DRAGON AGE dal videogame ai fumetti!”:

Articolo del 28 giugno 2022

Articolo del 14 giugno 2022

Articolo del 1 giugno 2022

Articolo del 17 maggio 2022

Articolo del 10 maggio 2022

Articolo del 19 aprile 2022

Articolo del 12 aprile 2022

Articolo del 29 marzo 2022

Articolo del 15 marzo 2022

Articolo dell’1 marzo 2022

Articolo del 15 febbraio 2022

Articolo dell’1 febbraio 2022

Articolo del 18 gennaio 2022

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