Subito dopo Pasqua, arriva una nuova intervista a cura di Filippo Marzo.
L’autore è una star inglese di prima grandezza, che noi lettori italiani apprezziamo tanto, mr. Brian Bolland.

Mario Benenati,
curatore del sito Fumettomania Web Magazine


DAL NOSTRO INVIATO DA MONTERREY (MESSICO)

Quattro chiacchiere con ...

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di Filippo Marzo e Salvatore Privitera

Staff editor & writer Fumettomania Factory Italy | ComikazeWidemovie Italy | Comics Reporter

pagina capolavoro tratta da Batman: The Killing Joke - disegni di Brian Bolland
pagina capolavoro tratta da Batman: The Killing Joke – disegni di Brian Bolland

Filippo Marzo: Salve a tutti amici di Comics Reporter, Fumettomania Factory, e del Vertigo Fan Club di Catania. Ai nostri microfoni oggi, uno degli artisti più amati a livello mondiale, è con noi Mister Brian Bolland. Benvenuto.

Brian Bolland: Grazie per l’invito.

FM: Può parlarci dei suoi progetti e futuri a livello professionale?

BB: Al momento posso dirmi in pensione non avendo fatto nulla di continuativo negli ultimi due anni. Adesso sto disegnando una copertina di Batman. Negli ultimi anni ho lavorato principalmente come autore di copertine. Principalmente a copertine variant, è questo quello che faccio al momento.

Batman e Joker di Brian Bolland

FM: Quale ritiene sia stato il suo lavoro più impegnativo?

Qual’è stato il più impegnativo? Direi nessuno in particolare. Uno degli aspetti più impegnativi del mio lavoro è stato sempre quello di consegnare le pagine in tempo. Ho sempre lavorato con grandi ritardi. Ad esempio gli ultimi due numeri di Camelot 3000 uscirono con parecchi mesi di ritardo. Quindi direi che la vera sfida per me era rispettare le scadenze. Disegnare non è mai facile, ma al di là di questo non c’è stato un lavoro più difficile di altri.

Camelot 300_n. 3 di 13 - cover di Brian BOLLAND
Camelot 300_n. 3 di 13 – cover di Brian Bolland

Salvatore Privitera: A Proposito del suo lavoro come copertinista, tra le piu rilevanti ci sono sicuramente quelle di Animal Man, una serie alquanto particolare, perché sfociava spesso nel “metafumetto”. Come nascevano queste copertine? Aveva indicazioni o richieste da parte dell’autore (Grant Morrison Ndr). Questa domanda la pone Fabio Butera.

BB: A quanto ricordi, non comunicavo in alcun modo con Grant Morrison all’epoca. Sostanzialmente ricevevo le sceneggiature e le scorrevo alla ricerca di un momento della storia che secondo me sarebbe potuto diventare una buona copertina.

A quel punto facevo degli schizzi preliminari da inviare all’Editor. Ricevevo dei feedback, ma non ricordo di aver mai ricevuto specifiche istruzioni sulle copertine che erano sempre il risultato di quello che avevo letto nelle sceneggiature.

AnimalMan #5  - cover di Brian Bolland
AnimalMan #5 – cover di Brian Bolland

SP: Sempre a proposito della collaborazione con Grant Morrison, quando ha realizzato le copertine per serie cme “The Invisibles” e “Doom Patrol” ogni copertina, rispetto a quelle precedenti, aveva degli aspetti davvero unici, delle composizioni particolari, ricche di simbolismi e molto psichedeliche, era una scelta legata alla storia o c’era una sorta di supervisione da parte della DC Comics?

BB: Durante la mia gestione delle copertine di The Invisibles ho cominciato la mia transizione tra il lavoro ad inchiostro su carta e quello al computer con Photoshop. Questo mi ha permesso di sperimentare maggiormente e di includere elementi fotografici nelle copertine.

the invisibles #7 _cover di Brian Bolland
the invisibles #7 – cover di Brian Bolland

La mia editor all’epoca era Shelly Bond e come dicevi il lavoro di Grant Morrison all’epoca era molto psichedelico e mea-testuale, il che mi permise di sperimentare molto su quelle copertine. Le ultime storie della serie dovevano condurci al nuovo millennio ed erano numerate da 12 a 1, con l’ultima che sarebbe dovuta uscire con l’arrivo dell’anno 2000, ma ovviamente uscì in ritardo.

Questo mi permise comunque di lavorare coi numeri e se guardi a quelle copertine troverai riferimenti ad ognuno di questi numeri, da 12 a 1, nelle copertine. In genere ho avuto la possibilità di improvvisare e Shelly mi ha lasciato fare.

FM: Si parla sempre più spesso degli scrittori , ma pochissimo degli Editor. Qual è stato un Editor con cui si è trovato meglio?

BB: Senza dubbio il mio editor preferito è stata Shelly Bond, all’epoca si chiamava ancora Shelly Rosberg. Era sempre molto entusiasta tutte le volte che i miei disegni arrivavano sulla sua scrivania. Mi telefonava analizzando i disegni in ogni loro aspetto e mi riempiva di complimenti. Era davvero incoraggiante.

Ma ho avuto anche molti altri Editor estremamente incoraggianti, come Mark Chiarello (clicca per poter leggere la nostra intervista a Mark Chiarello), Axel Alonso e anche quelli con cui lavoravo a 2000AD.

judge dredd #8_cover di brian bolland
judge dredd #8_cover di brian bolland

Ad essere sincero gli unici con cui ebbi difficoltà furono gli editor Marvel. Non ho mai avuto molto successo alla Marvel, ma a parte questo, il rapporto con gli Editor è sempre stato buono.

FM: La classica domanda che poniamo ai nostri ospiti. Qual è il suo rapporto con l’italia, ha visitato il nostro paese?

BB: Sì, sono stato in Italia. C’è una città, Lecce credo, ci sono stato per una convention, credo nel 1996, un po’ di tempo fa, ormai. L’ho adorata, abbiamo fatto molte gite. Ho guidato fino in Umbria, credo. Siamo stati a Perugia e Gubbio, uno splendido paesino medievale. Adoro l’Italia. Ho avuto un incidente d’auto a Lucca. Un ragazzo in motorino mi ha tagliato la strada e l’ho investito. È arrivata la polizia, insomma ho avuto un po’ di avventure in Italia.

FM: Speriamo di poterla evere come ospite in qualche manifestazione in Sicilia.

BB: È molto gentile. Grazie. Siete davvero gentili, mi piacerebbe molto. Grazie.

Bolland Strips – Cover

IL VIDEO DELL’INTERVISTA a Brian Bolland

In inglese con i sottotitoli in italiano

Nel caso non appaia l’anteprima del video, ecco il link da digitare e/o cliccare per vederlo sul canale YouTube di Comics Reporter:

https://youtu.be/FM3_qpgZT08

BIOGRAFIA

foto recente di Brian bolland

Brian Bolland è un fumettista britannico. È conosciuto come uno degli artisti definitivi di Judge Dredd e uno dei migliori artisti di copertina per Marvel e DC Comics. Inoltre, è ricordato per aver disegnato il fumetto Batman: The Killing Joke.

Bolland è nato nel Lincolnshire, in Inghilterra, e ha iniziato a disegnare fumetti all’età di 10 anni. Da bambino, è stato ispirato dalle pubblicazioni di Dell Comics e DC Comics. Alla scuola d’arte, Bolland ha disegnato e autopubblicato fanzine e il suo lavoro è stato pubblicato sulle riviste britanniche Friendz, International Times, OZ e Times Out.

Nel 1972, alla convention di fumetti al Waverley Hotel, Bolland incontrò Dave Gibbons. Su raccomandazione di Gibbons, è entrato a far parte dell’agenzia d’arte Bardon Press Features, ed è stato Bardon a fargli ottenere il suo primo lavoro professionale: Powerman, un eroe dei fumetti africano pubblicato in Nigeria.

Bolland e Gibbons si sono alternati disegnando la serie. Nel 1977, Bardon trovò un posto per Bolland, e poi Gibbons, in un nuovo settimanale dalla Gran Bretagna: 2000 d.C.

Il primo lavoro di Bolland presso la rivista è stato sulla copertina del numero 11. Quando un artista ha lasciato Judge Dredd, Bolland è stato chiamato per completare una storia per il numero 41 ed è stato presto adottato come artista regolare della serie. I suoi primi lavori sulla serie sono stati fortemente influenzati da Mike McMahon, un talentuoso nuovo arrivato e artista il cui stile eccentrico stava aumentando l’interesse per il nuovo personaggio.

judge dredd #21 - cover di Brian Bolland
judge dredd #21 – cover di Brian Bolland

Bolland ha iniziato a lavorare per la DC Comics nel 1979 realizzando copertine e brevi storie di accompagnamento. La sua prima copertina per la DC Comics è apparsa in Lanterna Verde #127. Tra i suoi lavori nelle pagine interne di un fumetto c’è un capitolo in Justice League of America #200, insieme agli autori Joe Kubert, Carmine Infantino, Gil Kane, Jim Aparo, George Pérez e Dick Giordano.

Nel 1982, l’editore DC Comics Len Wein scelse Bolland come artista per Camelot 3000, una serie limitata di 12 numeri, insieme allo scrittore Mike W. Barr, la cui trama segue il ritorno di Re Artù per salvare l’Inghilterra da un’invasione aliena nell’anno 3000 .

Nel 1986, Bolland è stato uno dei tanti artisti a lavorare al numero speciale di Batman #400. Grazie alla sua acclamata qualità come artista grafico, l’editore DC Comics Dick Giordano gli ha offerto l’opportunità di partecipare a qualsiasi progetto DC Comics che Bolland volesse. La scelta di Bolland è stata quella di realizzare una graphic novel di Batman con il Joker come protagonista.

Per questo Bolland ha chiesto personalmente una sceneggiatura al famoso Alan Moore. Il risultato fu la popolare e influente graphic novel Batman: The Killing Joke, apparsa per la prima volta nel 1988. Il lavoro di Bolland per la Marvel si è concentrato sulle varie copertine, così come sulla partecipazione dell’artista al one-shot di beneficenza Heroes for Hope Starring The X-Men, insieme a molti altri autori. Attualmente, in pensione, si dedica alla realizzazione di alcune copertine e variant cover, soprattutto per la DC Comics.

sequenza di Vignette tratte da Batman: The Killing Joke -  - Disegni di Brian Bolland
sequenza di Vignette tratte da Batman: The Killing Joke – Disegni di Brian Bolland

NOTE EXTRA

LE ALTRE INTERVISTE DEL 2022 DI FILIPPO MARZO

intervista pubblicata il 16/03/2022


ANNO 2021

Le 22 interviste realizzate da Filippo del 2021
le trovate accedendo alla “stanza-pagina
QUATTRO CHIACCHIERE DI FILIPPO CON….

https://www.fumettomaniafactory.net/contenuti-extra-dal-2012-in-poi/le-interviste-di-filippo-marzo/



ANNO 2020

Anche le 21 interviste realizzate da Filippo del 2020
le trovate accedendo alla “stanza-pagina
QUATTRO CHIACCHIERE DI FILIPPO CON….

https://www.fumettomaniafactory.net/contenuti-extra-dal-2012-in-poi/le-interviste-di-filippo-marzo/


BIOGRAFIA DI FILIPPO MARZO

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Filippo Marzo nasce nel 1975, grande appassionato fin da piccolo di cartoni animati e fumetti, da Topolino a Sturmtruppen fino a Beetle Bailey. Crescendo i suoi gusti si spostano verso i super eroi e il connubio durerà per moltissimi anni.

Collaboratore con fanzine locali, diverse fan page e siti con contenuti cinematografici, visto che il cinema è un’altra sua passione. Piccolo collezionista di opere originali  è curatore di due mostre di sketchbook di disegnatori di comics negli anni ’90, sposta ancora una volta i suoi interessi verso il fumetto maturo e dai contenuti artistici sopraffini, con un occhio di riguardo alle case editrici indipendenti, come Eclipse, Tundra, Fantagraphics e Dark Horse.

Fan delle opere di Bill Sienkiewicz, Mike Mignola e John Byrne.

Da  qualche anno reporter e corrispondente dall’estero per quanto riguarda Comic Convention che hanno luogo in Messico e negli Stati Uniti.

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