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Anteprima Eddie Campbell | 10 . 11 . 12 ottobre

La decima edizione del Festival Internazionale del Fumetto di realtà Komikazen presenta come da tradizione importanti anteprime di autori internazionalmente accreditati, ma ancora inediti in Italia, insieme a firme del fumetto ben note al pubblico italiano.
Sarà nostro ospite quest’anno
Eddie Campbell, con una sua mostra al MAR Museo d’arte della città, e un workshop di cui presto vi daremo più informazioni.
Eddie Campbell
è un fumettista e disegnatore scozzese.

La sua attività artistica comincia alla fine degli anni ’70 e si caratterizza sin da subito per i toni irriverenti e sarcastici, a tratti surreali, e per l’abilità del ricorso al mezzo fumettistico come assurda e ironica ricerca di sé.
Il primo progetto vede luce all’inizio degli anni ’80, quando realizza i primi disegni della serie semi-autobiografica
Alec, i cui volumi, inizialmente autoprodotti, vengono successivamente pubblicati da vari editori (Eclipse Comics, Fantagraphics, First Second) nel corso di circa un ventennio.



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I racconti della vita di Alec McGarry, protagonista nonché alter ego di Eddie Campbell, svelano al lettore (e forse anche all’autore stesso) una serie di diverse autobiografie, rilasciate in diversi momenti della sua vita, con stili e tonalità differenti.

L’ambientazione è del tutto caratteristica: il più delle volte, il pub.

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La più recente edizione Alec: The Years Have Pants, raccoglie tutti i distinti albi della serie in un unico volume.
Bacchus, (prima Deadface) è il lavoro successivo, un racconto bizzarro e beffardo che ha come protagonista il dio del vino e della baldoria, volto a rivisitare sarcasticamente il mito e a mostrare come Bacco in realtà viva ancora oggi tra di noi, dove e come.

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Nel 1989 Eddie Campbell incontra il genio di Alan Moore, con cui collabora nella realizzazione dell’acclamata graphic novel sui delitti commessi da Jack lo Squartatore, ovvero From Hell, una possibile versione della storia del serial killer ottocentesco. Moore reputa che sia Eddie Campbell l’illustratore adattoalla sua opera: il suo approccio realistico ed il suo tratto preciso rendono la rappresentazione delle uccisioni e delle torture più fredda e analitica, scongiurando il rischio di cadere su un effetto eccessivamente drammatizzante della violenza.

L’indagine autobiografica torna protagonista nel 2006 con The fate on the artist edito da First Second Book, in cui parenti e amici dell’autore investigano sulla sua misteriosa scomparsa. Tuttavia le differenti e molteplici visioni che questi hanno della sua persona, accompagnate da continue anomalie tipografiche, fanno sì che l’autore non appaia mai realmente come se stesso.





Nel 2012 Top Shelf pubblica il suo ultimo lavoro The lovely horrible stuff, che si pone in continuazione della sua ricerca dell’io, modulata da toni ironici e tratti surreali. Senonché in questo lavoro si è evoluto il suo stile artistico, attraverso l’uso del colore e il ricorso al collage e a Photoshop che rendono più pulito il suo caratteristico stile “trasandato”.

Nato a Galsgow nel 1955, Eddie Campell attualmente vive con la sua famiglia in Australia, dove scrive e disegna in un sobborgo del Queensland.

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