Le nostre pagine ospitano oggi un grandissimo scrittore di fumetti USA, l’immenso John Marc De Matteis, con l’intervista di Filippo Marzo e Fabio Butera. De Matteis è stato in Sicilia, ad Etnacomics, due anni fa e nell’intervista ci racconta quella sua esperienza, che non divulgo per non spoilerare. E’ bello sentire, per la seconda volta consecutiva dopo Geof Darrow, questo amore per l’Italia da parte di autori di fumetti americani.
Speriamo di poter rivedere in Italia, l’anno prossimo, anche De Matteis.
Buona lettura
Mario Benenati, curatore di Fumettomania Web Magazine


DIRETTAMENTE DAL NOSTRO INVIATO A MONTERREY (MESSICO),
PRESENTIAMO:

Banner dell'intervista a J.M. De Matteis

Quattro chiacchiere con J.M. De Matteis

di Filippo Marzo e Fabio Butera

cover del n. 1 della maxi serie moonshadow
cover del n. 1 della maxi serie moonshadow
© degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

Filippo Marzo: Salve a tutti amici di Comics Reporter e Fumettomania, oggi abbiamo un’altra intervista con il grandioso autore, scrittore J.M. De Matteis. Lo conosciamo tutti per “L’ultima caccia di Kraven”, per il suo “Moonshadow”, la serie “Seekers into the Mistery”, per “Justice League” eccetera, eccetera. Ha veramente scritto moltissime opere che sono rimaste nella nostra memoria di lettori. Intanto lo salutiamo.

F.M.: Salve J.M, benvenuto.

J.M.DEMATTEIS : Salve, lieto di essere qui a parlare con voi

SCRIPT estratto dalla graphic novel Moonshadow.
© degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

FM: Cominciamo con la prima domanda che riguarda appunto l’ultima candidatura di “Moonshadow”.
Il volume “Moonshadow” realizzato da te ed illustrato da Jon J. Muth, è candidato agli Eisner Awards nella categoria “Miglior riproposizione di vecchie opere”. Raccontaci la tua sensazione.

J.M.DEMATTEIS: Oh, è sempre una gioia ed un’emozione quando accade qualcosa del genere e quando un lavoro ottiene questo riconoscimento. In particolare, “Moonshadow” è stato scelto tra almeno altri due o tre progetti e questo rappresenta molto per me, all’interno di tutta la mia carriera, dal momento che “Moonshadow” ha raggiunto questo livello. È un progetto che ho scritto all’inizio della mia carriera. È stato il progetto che mi ha consentito di allontanarmi dallo stereotipo dei supereroi Marvel e Dc, e scrivere per quello che era il mio stile, con la mia vera voce, per la prima volta.

Ero già eccitato per la ristampa che la Dark Horse ha realizzato: hanno fatto davvero un buon lavoro. Ottenere anche una candidatura agli Eisner, non può che migliorare le cose. Ovviamente non posso fare a meno di menzionare la mia collaborazione con Jon J.Muth, uno degli artisti più straordinari con cui abbia lavorato. Ed anche un buon amico. Quindi per entrambi, così tanti anni dopo, ottenere un riconoscimento del genere, è qualcosa di splendido.

Appunti di De Matteis per una cover di Moonshadow.
Appunti di De Matteis per una cover di Moonshadow. © degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

FM: Continuiamo questa volta con alcune domande, fatte dal pubblico, che ti chiede “Ci sono dei personaggi su cui non hai mai lavorato e su cui vorresti realizzare qualcosa”?

J.M.DEMATTEIS: Questa è una domanda interessante…faccio questo mestiere da davvero tanto tempo, come potete immaginare. Tra la Marvel e la DC e il mio lavoro nel campo dell’animazione, ho scritto davvero tanti di questi personaggi. Ci sono quindi personaggi su cui mi piacerebbe ritornare come Doctor Strange, Silver Surfer… ho già scritto questi personaggi ma penso ci siano ancora tanti aspetti da poter esplorare. Mi piacciono moltissimo i personaggi dell’Universo DC che hanno a che fare con il sovrannaturale, come The Spectre o Constantine o Swamp Thing, tutti questi personaggi straordinari.

Ho scritto la serie Justice League Dark per alcuni anni, ma c’è davvero tanto di cui poter trattare in quella porzione di universo. Ma tornando a dei personaggi che non ho mai scritto… non appena mi avete fatto la domanda, ho pensato ai Fantastici Quattro. Ho scritto alcune storie individuali dei membri dei Fantastici Quattro, ma non ho mai scritto la serie. I Fantastici Quattro sono uno dei miei fumetti preferiti da sempre. E, personalmente, quando sento i Fantastici Quattro, penso a me, a Keith Giffen, Kevin Maguire, a noi tre insieme, a realizzare una miniserie dei Fantastici Quattro. Penso che sarebbe tremendamente divertente.

cover di Brooklyn dreams
cover di Brooklyn dreams © degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

FM: Continuiamo con altre domande. Questa volta tocca a Maurizio Clausi, che ti chiede “Qual è il fumetto di cui tu sei più fiero di avere scritto”?

J.M.DEMATTEIS: Ce ne sono tanti, ma come dicevo prima, ce ne sono probabilmente tre che amo più di tutti gli altri. Uno è proprio “Moonshadow”. Un altro è un graphic novel autobiografico dal titolo Brooklyn dreams e forse se dovessi realmente scegliere tra i tre, la mia scelta cadrebbe su questa storia.

La terza è una storia abbastanza poco conosciuta, che non penso neanche le persone sappiano io l’abbia realizzata, dal titolo Abadazad. L’ho realizzata come un fumetto della linea Crossgen insieme a Mike Ploog. La Crossgen alla fine fallì, non avemmo l’occasione di terminarlo. Subentrò la Disney Publishing che ne realizzò tre volumi. Divenne così una serie di volumi illustrati per la Disney Publishing e, anche in questo caso non trovò una fine. Ma, nonostante tutto, è una delle mie preferite ed una delle collaborazioni migliori, perché è stato bello collaborare con Mike Ploog. E anche qui, se dovessi scegliere le mie collaborazioni migliori, riconfermerei loro: Jon J. Muth su “Moonshadow”, Glenn Barr su “Brooklyn dreams” e Mike Ploog su “Abadazad

cover di Abadazad
cover di Abadazad © degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

FM: Perfetto, continuiamo.
Questa volta la domanda riguarda una delle tue opere che realmente è rimasta nella storia e nella memoria di tutti i lettori, ovvero “L’ultima caccia di Kraven”.
I personaggi delle tue storie sono noti per le caratterizzazioni. Kraven ne è soltanto un esempio. A cosa ti ispiri per realizzarli?

J.M.DEMATTEIS: Quando scrivo io cerco di portare il mondo interiore all’esterno. Non si tratta di “C’è una grande trama, dove vado a posizionare all’interno il mio personaggio?”. Si tratta sempre di scrivere dei pensieri e dei sentimenti dei personaggi. Sono sempre affascinato dagli aspetti umani, cosa spinge queste persone nelle loro scelte? Tu hai citato come esempio Kraven. Era un personaggio che era già stato esplorato per tanti anni. In tutta onestà, non avevo neanche preso in considerazione quel personaggio, anzi pensavo fosse piuttosto stupido.

cover di Amazing Spiderman #293, con la seconda parte di "Kraven's Last Hunt"
cover di Amazing Spiderman #293, con la seconda parte di “Kraven’s Last Hunt”.
© degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

E la sua storia mi è venuta in mente un giorno e mi domandai “Perché? Perché agisce in questo modo, cosa è accaduto nella sua vita, cosa lo spinge ad indossare i suoi pantaloni leopardati, imbracciare un fucile ed inseguire Spider-Man?”. È questo l’aspetto divertente della scrittura per me: prendere un personaggio, rovistare dentro la sua mente come con una torcia, per trovare chi sia realmente.

E con personaggi che sono in giro da così tanto tempo, come Superman, Batman, Spider-Man il trucco consiste proprio nel trovare quell’angolo che nessuno ha mai esplorato con la torcia. Per me è tutto basato sui personaggi. Non penso mai ad una grande trama: deve sempre trattarsi di qualcosa che riveli un aspetto realmente importante della mente, del cuore e dell’anima dei personaggi.

Cover Soul of the Hunter – ASM © degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

Fabio Butera: Oltre ai fumetti, hai lavorato molto nel campo dell’animazione, come, ad esempio, il tuo “Superman: Red Son” o “Deathstroke: knights and dragons”. Quanto cambia sceneggiare tra due media così differenti?

J.M.DEMATTEIS: La più grande differenza per me è che qualsiasi animazione, di norma, raggiunge un numero di persone maggiore di quanto possa io raggiungere in media con un fumetto. Quindi ho un pubblico molto più vasto. Per me come creatore la grande differenza è che quando sto lavorando ad un fumetto, anche in uno come Spider-Man o Batman, ho molto controllo sul mio lavoro. Per quanto lavori con un supervisore o con un disegnatore, si tratta della mia visione della storia. Il supervisore è lì per supportare la mia visione, così come il disegnatore, talvolta per ampliarla.

Quando lavori nel campo dei film o della televisione, diventa più un lavoro di squadra. Specie quando lavori per una animazione per la tv, hai un ingaggio da libero professionista, scrivendo l’episodio tre, l’episodio cinque, l’episodio undici… Mentre gli altri lavorano per l’intero arco narrativo della serie. Quindi io arrivo e spiego cosa vorrei realizzare in particolare per l’episodio e mi dicono “No, aspetta, sediamoci e discutiamo”. Tra l’altro io sono a New York, loro a Los Angeles, così dobbiamo anche sentirci per telefono…E discutiamo il tipo di storia che vogliono realizzare per poter essere in linea con il resto della stagione. Quindi divento parte della squadra. Lavoro con il produttore o con il regista e devo astrarmi dai protagonismi… sapete quando lavoro da solo è come se fosse “Questa è la mia storia”.

immagine pòromozionale di DEATHSTROKE KNITGHS & DRAGON (SERIE ANIMATA)
© degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

Quando lavoro per la televisione devo cambiare atteggiamento ed entrare a far parte della squadra. E questo è molto divertente per me, perché sapete è quello che facciamo da liberi professionisti… mi viene da dire che siamo pagati per essere rinchiusi in una stanza con i nostri “amici immaginari”. E quindi siamo io e la mia immaginazione. Ed è grandioso quando, ad esempio hai citato “Superman: red Son”, sono al telefono con Bruce Timm, uno dei geni alla base di tutto l’universo animato della DC, o con il produttore Jim Krieg, una persona meravigliosa, e tutti e tre discutiamo della storia anche per un’ora, un’ora e mezza, come ad esempio per “Red Son” che è una storia molto complessa. Prendine una parte, rimontala, decidi come raccontarla.

È molto piacevole per me stare con altri creatori, essere parte di una squadra e lavorare in questo modo. Questa alla fine è la differenza fondamentale: scrivere per il fumetto è più personale, per quanto tu faccia parte di una squadra. C’è un supervisore, c’è un disegnatore, ci sei tu e c’è la tua storia. Lavorare per la televisione invece è molto più cooperativo e qualche volta non ci sono solo tre persone al telefono: ci sono progetti che hanno cinque o sei dirigenti al telefono, ognuno con le sue idee e con le sue osservazioni. E il tuo lavoro è quello di tenere tutto in considerazione e, tuttavia, rendere il risultato finale il più possibile attinente al tuo stile personale, anche quando ci sono dieci persone a dirti cosa fare.

FB: Uno dei cicli che ti ha reso molto famoso è quello della “Justice League”. Del resto, tu stesso hai menzionato Giffen e Maguire. Quindi vorremmo che tu ci parlassi di come è stato sviluppare quel periodo e quel tipo di storie così particolari.

J.M.DEMATTEIS: Si è trattato, per molti versi, di una delle cose più divertenti che io abbia mai fatto. Sapete, io e Keith Giffen… ed anche Kevin Maguire, sebbene non tanto come Kevin, continuiamo a lavorare insieme da allora su tantissimi altri progetti, semplicemente perché… è divertente. Keith ha una delle immaginazioni più straordinarie che abbia mai visto, rispetto a tutte le persone che io abbia mai incontrato. Non esagero definendolo il ‘Jack Kirby‘ della mia generazione, per quel che riguarda i creatori di fumetti.

cover dell’acclamato Justice League #1.
© degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

Le idee semplicemente vengono fuori dalla sua testa in maniera spontanea. Quindi, lui crea la trama per le storie e la passa a me, e io ho piena libertà di scrivere qualsiasi cosa io voglia. Sapete, quando lavori con un altro scrittore, non hai questo tipo di libertà. Keith imbastisce la trama e non gli importa del resto. Si fida di me, abbastanza da sapere che sarò capace di poter giocare con la sua storia ed aggiungere il mio stile. Poi io gli restituisco ciò che ho fatto e lui lo espande, e tutto diventa solo divertimento.

Inoltre, avere un’artista come Kevin Maguire, che riesce a portare alla vita queste storie con una tale abilità nel saper rendere le espressioni facciali, le movenze, dare umanità ai personaggi… è realmente unico nel suo genere. Io non credo che chiunque riesca a rendere ciò che fa Kevin nel riuscire a far recitare i personaggi nelle sue tavole. Ma l’aspetto principale, ritornando indietro alle origini, avendo come supervisore Andy Hefler, uno dei migliori supervisori nel campo, che ci ha dato tutto l’appoggio di cui avevamo bisogno e ci ha aiutato molto, cercando di mantenere in riga questi tre pazzi, mentre lavoravano su questo titolo, è stato senz’altro il divertimento.

Tantissimo divertimento, a volte non sembrava neanche di lavorare. Sapete cosa intendo: puro e semplice spasso.

E anche negli anni a venire, nei tanti progetti in cui ho lavorato insieme a Keith e Kevin, è rimasto il divertimento e, in fondo, stiamo parlando proprio di fumetti: devono essere spassosi.

Ma la libertà di essere un po’ più scanzonati su quel titolo e, contemporaneamente, mantenere i personaggi realistici era ciò che manteneva il giusto bilanciamento.

Da un lato lavoravamo sull’aspetto umoristico, dall’altro i personaggi dovevano essere reali, credibili. E, per molti versi, proprio a causa dell’aspetto umoristico, trovavo quei personaggi molto più reali di tanti altri.

FB: Spesso una bella storia dipende dall’intesa, come anche tu accennavi, tra disegnatore e scrittore. Non possiamo chiederti quale sia il tuo preferito perché sarebbe impossibile rispondere, però, tra i tanti con cui hai lavorato, ricordi qualche caso che possa, diciamo, essere esemplificativo?

J.M.DEMATTEIS: Sai, anche tu ne hai parlato… è realmente magia quel legame… non puoi crearlo. È un po’ come quando sei ad una festa e cominci a parlare con qualcuno, e sembra anche una persona gradevole ma, semplicemente, non scatta alcuna connessione. Non c’è alcuna chimica in quel rapporto. Poi ti giri, parli casualmente con qualcuno che è sbucato dal nulla, e scatta, così, dal nulla, quella chimica, quella magia. È la stessa cosa tra sceneggiatore e disegnatore.

Ho lavorato su delle storie in cui mi dicevo “So di avere scritto una buona storia”, e so che quel disegnatore ha fatto davvero un buon lavoro, ma qualcosa nell’unione dei due elementi non scatta, non c’è quella chimica e la storia non fa altro cha adagiarsi pigramente sulle pagine del fumetto. Invece, con altri artisti, non devi neanche stare a pensare più di tanto a ciò che fare, semplicemente accade. Un esempio, hai ragione è difficile scegliere… non posso dire “questo è il mio preferito”. Ho lavorato con così tanti artisti straordinari, durante tutti questi anni. Ma un esempio di chimica, andando indietro nel tempo, è il mio lavoro con Sal Buscema su “Spectacular Spider-Man”… ah, vedo che apprezzi.

Cover di the Spectacular Spiderman #200.
© degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

FB: Ecco, pensavo esattamente a lui.

J.M.DEMATTEIS: Io e Sal non ci conoscevamo neanche così tanto. Aveva illustrato un paio di storie che avevo scritto. Ma ho scritto il soggetto per il primo episodio e non appena ho avuto indietro le tavole, qualcosa della mia trama s’era immediatamente connesso a lui, qualcosa dei suoi disegni s’era connesso con me.

E sin dalla prima frase, sin dalla prima vignetta, qualcosa di magico era accaduto. E siamo andati avanti così per due anni su quel titolo. E se dovessi scegliere una delle mie storie preferite di supereroi che ho scritto, sarebbe proprio “Spectacula Spider-Man” 200, con la morte di Harry Osborn.

Ed è così per tutti questi progetti: non puoi scindere il disegnatore dal risultato finale. Non posso dire, alla fine “La mia storia era così buona che…” se il giusto disegnatore non l’ha realizzata.

Abbiamo parlato de “L’ultima caccia di Kraven”, di “Moonshadow” e in ognuno di loro, che ho realizzato lungo gli anni, se dovessimo rimuoverne il disegnatore e sostituirlo con un altro, probabilmente non staremmo qui a parlarne. Se qualcun altro avesse sostituito Mike Zeck ne “L’ultima caccia di Kraven”, anche se ogni frase, in ogni vignetta fosse rimasta esattamente la stessa, non ne parleremmo ancora. Si basa tutto su questa chimica. E non posso che amare questo aspetto, perché è abbastanza inspiegabile. Non puoi crearla, non puoi forzare qualcuno ad innamorarsi di te, no? Non c’è alternativa: o questa chimica c’è, o no, ed è questa la magia del fumetto.

Sequenza da "L'ultima Caccia di Kraven"
Sequenza da “L’ultima Caccia di Kraven”.
© degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

FM: Bellissima risposta, veramente. Siamo ritornati indietro nel tempo con queste fantastiche storie.
Il tuo cognome ci fa ritornare alle tue origini italiane. Puoi raccontarci qual è il tuo rapporto con l’Italia, visto che l’hai recentemente visitata. Sei stato ospite di Etnacomics, quindi qual è stata la tua impressione, la tua sensazione?

J.M.DEMATTEIS: Lasciate che vi dica una cosa: quello è stato uno dei viaggi migliori che abbia mai fatto. Sono per metà italiano, non ero mai stato nel vostro paese prima di allora. Ho un carissimo amico, Carlo Carlei, un regista televisivo e per il cinema… ma per cominciare, la convention, ci hanno trattato in maniera così meravigliosa, che non saprei da dove cominciare nel raccontarvi quanto bene ci hanno trattato, e che momenti meravigliosi abbiamo passato, ero anche con mia moglie. E… ciao Salvo, se ci stai ascoltando (Salvo Di Paola, consigliere senior di Etnacomics, ndr).

In seguito, ho incontrato il mio amico Carlo in Calabria, che è il luogo da cui proviene la mia famiglia. Abbiamo passato del tempo in Calabria, mi ha mostrato il posto dove è cresciuto, siamo stati nella città da cui provengono i miei nonni e, nuovamente, queste persone che non avevo mai incontrato prima, ci hanno accolto con così tanto amore. Infine, siamo andati a Roma… è stato uno dei viaggi migliori che abbia mai fatto. Non mi sono mai sentito così italiano, come quando mi sono trovato effettivamente in Italia. È stato davvero fantastico, potrei stare a parlarvene per tutto il giorno. Sono passati due anni e io e mia moglie ancora parliamo di questo viaggio, con così tanta riconoscenza, gioia e amore… è stato fantastico! Amo l’Italia.

foto del redattore di questo web magazine (Mario Benenati) con De Matteis ad EtnaComics 2018 © Fumettomania Factory

FM: Perfetto, facciamo l’ultima domanda. Adesso, per favore, J.M. raccontaci quali sono e quali saranno i tuoi progetti presenti e futuri.

J.M.DEMATTEIS: Ho dei progetti in fase di sviluppo, di cui non posso parlarvi, sfortunatamente. Quindi se volete sapere cosa c’è al momento disponibile… Avete già parlato di “Superman: Red Son”, “Deathstroke: knights and dragons”, che sarà disponibile nel mese di Agosto (l’intervista è stata realizzata a fine giugno del 2020, NdR).

Fumetti… Anche in questo caso, sfortunatamente non posso rivelare su cosa stia lavorando, quindi se volete trovare qualcosa che sia al momento sul mercato, ci sono la ristampa di “Moonshadow”, ho realizzato un progetto lo scorso anno per Karen Berger, Berger Books e Dark Horse, dal titolo “The girl in the bay”, ed è la prima volta che io e Karen lavoriamo insieme, sin dai cari vecchi tempi ed è stato molto divertente ed è un progetto molto in linea con quelli della Vertigo, ho amato realizzarlo. Un progetto con la IDW, una grande, spiritosa, avventura cosmica, dal titolo “Impossible Inc.” anche se non so se questi libri siano stati ancora pubblicati in Italia. In caso contrario… procuratevi le edizioni americane. Quindi, come vedete, ci sono tanti lavori nel campo dell’animazione e dei fumetti, ma questi ultimi sono i più recenti che potete trovare disponibili.

Tavola estratta dal GN Moonshadow © degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

FM: Perfetto, J.M. Sei stato veramente molto, molto gentile.
Ti volevo soltanto dire, ma tu lo sai benissimo, che il pubblico italiano ti apprezza e ti ama tantissimo. Ricorda con molto affetto e con molto piacere le tue opere a fumetti. Per oggi, da parte di Comics Reporter e Fumettomania è tutto. Ti ringraziamo e ti salutiamo. Ciao.

J.M.DEMATTEIS: Grazie ad entrambi. Spero di poter avere la possibilità di tornare nuovamente in Italia. Mi piacerebbe tanto ritornare, perché, come vi dicevo, è stato uno dei periodi migliori della mia vita. Grazie tanto ragazzi, ciao.

cover del graphic novel Shamballa © degli aventi diritti. immagine utilizzata solo a fini divulgativi

BIOGRAFIA JM DEMATTEIS

Jean Marc DeMatteis nato a New York, ma orgoglioso delle sue origini italiane,è un noto scrittore di fumetti che nel corso della sua carriera professionale ha firmato le sue opere come J. M. DeMatteis, Marc DeMatteis, Michael Ellis e Wally Lombego.

Nel 1984, DeMatteis e l’artista Bob Budiansky hanno realizzato una serie limitata con Namor. DeMatteis e l’illustratore Jon J. Muth hanno creato la graphic novel Moonshadow, per la linea Marvel’s Epic: ciò che è rivoluzionario nella storia è che è stata la prima serie completamente dipinta nei fumetti americani. DeMatteis fece lo stesso con il graphic novel del 1986 su Doctor Strange, intitolato “Into Shamballa“, pubblicato nel Marvel Graphic Novel Vol.1 # 23, e disegnato da Dan Green, così come Blood: A Tale, una storia di vampiri. disegnato da Kent Williams.

Nel 1987, DeMatteis e Zeck tornarono a lavorare per l’arco narrativo intitolato “Kraven’s Last Hunt“, che in quel periodo comprendeva i tre titoli con protagonista Spiderman alla Marvel. La storia è stata raccolta in più edizioni e rimane una delle più apprezzate e rispettate nella storia dell’arrampicamuri. Tornando alla DC, DeMatteis è succeduto a Gerry Conway come scrittore della testata Justice League of America. Quando la serie è stata cancellata sulla scia della miniserie Legends, DeMatteis ha continuato con il suo rilancio come Justice League International, gestendo le sceneggiature e lavorando con il fumettista Keith Giffen. JLI ha assunto i personaggi DC meno conosciuti.

Tornato alla Marvel, DeMatteis è di nuovo succeduto a Conway, questa volta come scrittore della serie di Peter Parker, The Spectacular Spider-Man nel 1991, portando la serie in una direzione più oscura e psicologicamente elaborata. In collaborazione con l’artista Sal Buscema, DeMatteis ha prodotto l’arco narrativo intitolato “The Child Within” (Peter Parker, The Spectacular Spider-Man Vol.1 # 178-Peter Parker, The Spectacular Spider-Man Vol.1 # 184), con il ritorno di Harry Osborn nei panni del Green Goblin. La battaglia di Spiderman contro il Green Goblin è continuata in “The Osborn Legacy” (Peter Parker, The Spectacular Spider-Man Vol.1 # 189) e si è conclusa quando Harry è morto in “The Best Of Enemies!” (Peter Parker, The Spectacular Spider-Man Vol. 1 # 200).

DeMatteis ha scritto una miniserie autobiografica, Brooklyn Dreams, pubblicata su Paradox Press della DC. È il lavoro più personale di DeMatteis e successivamente è stato raccolto in un volume con l’etichetta Vertigo. Nel 2006, DeMatteis e Giffen hanno iniziato a lavorare su due serie comiche di supereroi Hero Squared e Planetary Brigade per Boom! Studi. DeMatteis ha collaborato con l’artista veterano Mike Ploog per creare la storia fantasy Abadazad (maggio 2004). L’anno successivo, Ploog e DeMatteis hanno annunciato che stavano collaborando a una miniserie in cinque numeri, Stardust Kid, per Desperado Publishing di Image Comics. La serie è passata a Boom! Studios nel 2006. La Walt Disney Company ha acquisito Abadazad per la sua linea di libri Hyperion Books for Children.

Altri lavori per l’animazione vedono DeMatteis come sceneggiatore del film Batman vs Robin. Ha anche scritto per la televisione, inclusi episodi per The Twilight Zone, Le avventure di Superboy e Earth: Final Conflict, nonché per la serie di cartoni animati The Real Ghostbusters, Justice League Unlimited, Legion of Super-Heroes, Batman: The Brave and the Bold, Ben 10: Ultimate Alien, Sym-Bionic Titan, ThunderCats e Teen Titans Go!.

DeMatteis ha anche scritto il film d’animazione del 2015 Batman vs Robin. Ultimamente ha collaborato con alcuni episodi della serie animata Superman: Red Son e sempre per la Warner, Deathstroke: Knights & Dragons (agosto 2020).



NOTE EXTRA

IL VIDEO DELL’INTERVISTA a J.M. DeMatteis

In inglese con i sottotitoli in italiano

Nel caso non appaia l’anteprima del video ecco il link da digitare e/o cliccare per vederlo sul canale You Tube di Comics Reporter.

https://youtu.be/60nMvDBTmLA

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Filippo Marzo nasce nel 1975, grande appassionato fin da piccolo di cartoni animati e fumetti, da Topolino a Sturmtruppen fino a Beetle Bailey. Crescendo i suoi gusti si spostano verso i super eroi e il connubio durerà per moltissimi anni.

Collaboratore con fanzine locali, diverse fan page e siti con contenuti cinematografici, visto che il cinema è un’altra sua passione. Piccolo collezionista di opere originali  è curatore di due mostre di sketchbook di disegnatori di comics negli anni ’90, sposta ancora una volta i suoi interessi verso il fumetto maturo e dai contenuti artistici sopraffini, con un occhio di riguardo alle case editrici indipendenti, come Eclipse, Tundra, Fantagraphics e Dark Horse. Fan delle opere di Bill Sienkiewicz, Mike Mignola e John Byrne. Da  qualche tempo reporter e corrispondente dall’estero per quanto riguarda Comic Convention che hanno luogo in Messico e negli Stati Uniti.