Chris Claremont, Jamie Delano, ed oggi Dave McKean!
Ancora una bella intervista dell’infaticabile Filippo Marzo, la terza di seguito ad un Autore inglese famoso, conosciuto ed apprezzato anche dal pubblico italiano, che ha dato tantissimo al fumetto americano (quello mainstream e non solo).

Che aggiungere? Complimenti a Filippo ed un grazie a Dave, è un piacere ascoltarlo nella video intervista, speriamo di poterlo incontrare in Italia, appena l’emergenza sanitaria sarà finita.
Buona lettura da Mario Benenati, curatore di Fumettomania Web Magazine

DIRETTAMENTE DAL NOSTRO INVIATO A MONTERREY (MESSICO)

Quattro chiacchiere con ..

banner-intervista-con dave mckean1

di Filippo Marzo e Vanessa Molina

(Traduzione Mario Moschera)

cover del volume di sandman: Brief Lives (brevi vite), di Dave McKean

Filippo Marzo: Salve a tutti amici di Comics Reporter e Fumettomania, oggi abbiamo davvero un ospite stellare: Dave McKean

Dave McKean: Grazie a tutti, davvero un piacere essere qui, ovunque qui sia. Qui è ovunque!

originale di Dave McKean, della cover del n. 1 di Sandman con  John Constantine.

FM:  Domanda dal pubblico : “se potessi passare una giornata con un maestro del quale hai amato i lavori, chi sceglieresti ?”

DM: Devo cercare di essere breve perché ci sono davvero molte persone che mi piacciono e che ho amato. Sicuramente Picasso, il maestro, semplicemente perché ha continuamente ridefinito se stesso, cambiando continuamente. È stato un suo ideale di vita.., una volta che padroneggiava qualcosa, doveva buttarla via e ripartire, continuando ad apprendere in un processo ininterrotto. Credo che sia un modo fantastico di vivere.

Picasso di dave Mckean

FM: Sempre una domanda dal pubblico: “hai una copertina preferita di Sandman?”

DM: Tendono ad esserle per tante ragioni e per epoche diverse. Le prime erano costruite e dipinte intorno ad oggetti fisici, erano molto grandi, davvero imponenti. La mia preferità è quella del numero 3 (Sotto a sinistra, NdR) che è un ritratto di John Constantine, non di Sandman, che è anche l’unica che io possiedo ancora. Ma, è come ti dicevo, le amo per molte ragioni, c’è quella della raccolta Brevi Vite. A quel tempo tutti facevano primi piani di facce, con personaggi di azione, esplosioni, molto energiche. Mentre invece in quella copertina c’erano solo piccole cose messe assieme, fotografie (è stata usata anche come cover di un album dei Dream Theather NDT) . Ed amo il contrasto, perché le cose piccole emergevano dal quadro sul cavalletto proprio perché minimali. Un’altra, che era, non ricordo il numero, credo il 63 di Sandman (sotto a destra, NdR). Era un’immagine di una persona con serpenti nei capelli su sfondo verde. Ed un esperimento fatto col digitale. Stavo iniziando ad impratichirmi con photoshop, per cui presi l’immagine principale, i serpenti, lo sfondo, scansionai tutto e misi tutto assieme in un minuto. Fu divertente. E mi fece ridere proprio perché fu divertente. E mi sorprese nel modo in cui normalmente gli altri sorprendono me. Quando disegni e dipingi, raramente ti sorprendi, ti può piacere, o far provare altre emozioni. Difficilmente ti sorprendi. Ma in questo caso, mi sorpresi davvero molto e mi piacque.

FM: Hai lavorato in molti campi e sei stato molto produttivo, ma c’è un’opera che ti rende più fiero ?

DM: È una domanda complicata. Le cose di cui sono più orgoglioso sono le più recenti.
C’è un comic book, si tratta di Black Dog – The dreams of Paul Nash, questo probabilmente è il fumetto di cui sono più orgoglioso. Ovviamente anche Cages, è la mia creatura e significa ancora molto per me. Il film che  più amo è il più recente, Luna. Che ancora non ha avuto una presentazione importante. Abbiamo vinto un paio di festival ed è stato presentato dalla BBC in America. Non è perfetto come film, ma dice quello esattamente quello che volevo. Quello che dice significa molto per me, per questo davvero mi piace.

Tra le altre cose nominerei Savage con David Almond e Crime and Punishment di Dostoevskij che ho appena finito di illustrare e sono molto soddisfatto. Ma in definitiva la cosa di cui sono più felice è quello che deve ancora arrivare. Quello è la cosa che più amo. Le cose su cui sto lavorando in questo momento, e che spero siano buone.

comic book:  Black Dog - The dreams of  Paul Nash. cover di Dave McKean
Manifesto di Luna (film). Dave McKean
Crime and punishment di Dostoevskij appena finito di illustrare da Deve McKean

FM: Hai realizzato il lungometraggio Mirror Mask con Neil Gaiman.
Puoi raccontarci questa esperienza?

DM:  Fu una grande occasione di apprendimento. Era la prima volta che lavoravo con attori, attori molto bravi, e fu stupefacente. Ho scoperto che amavo lavorare con attori. Ho amato lavorare sul set e trovare soluzioni. A volte dovevi improvvisare e collaborare, ed emergeva qualcosa che era meglio di quello che originariamente pensavi. Avevamo messo assieme un team di giovani animatori ed esperti di grafica digitale. Ed erano grandiosi, furono davvero capaci di rispondere alla sfida. Gli avevo dato tutte le sequenze da sviluppare, non solo piccoli dettagli, ma proprio ogni elemento, e furono strepitosi.

Ho amato lavorare alla musica con Iain Ballamy. Ed ho molti progetti con lui. C’erano un sacco di cose positive. Ma anche qualcuna negativa. Avevamo poco tempo per scrivere qualcosa e preparare alcune immagini per ottenere i finanziamenti. Così preparammo qualcosa velocemente, ma quando lavoro così puoi avere una bella idea principale che deve essere sviluppata. Bizzarramente, invece di dirci, ok lavorate su per qualche mese, ci dissero che andava bene così com’era. Cominciammo subito, ma poi ci rendemmo conto che bisognava lavorare un po’ di più sulla sceneggiatura, migliorare la storia e renderla meno un fantasy tradizionale.

L’altra cosa di cui non sono felice è il livello della computer grafica. La tecnologia non ci aiutava abbastanza, e molte cose risultavano sbagliate e da rifare. Quindi non ho una grande memoria della post produzione. Anche se ovviamente ci sono stati dei momenti grandiosi anche là. Adesso che il film è finito, bè sono passati 15 anni da quando è finito, non l’ho più rivisto. L’ho visto troppe volte mentre ci lavoravamo e poi naturalmente l’ho visto al Sundance Film Festival, e ad altri festival durante la promozione: ma era abbastanza. E non l’ho più visto da quel momento in poi. Ne ho visto alcuni pezzetti, ma non molto, perché riporta indietro alcuni ricordi abbastanza frustranti. Magari lo rivedrò fra cinque anni!

Mirror Mask_manifesto film

FM: Dave tu hai lavorato molto con la pittura, la fotografia ed il collage.
Come è cambiato il tuo lavoro con l’avvento della tecnologia digitale.

DM: In un certo senso, non è cambiato affatto, perché di fatto il problema rimane lo stesso : hai un’idea, una storia, una emozione, qualcosa che vuoi comunicare e cerchi solo il giusto modo, il giusto tono di voce per farlo che sia un dipinto, una canzone o una fotografia. Il computer è solo un altro strumento. Ma in certi casi, cambia molto, perché è uno strumento molto potente perché ti dà controllo sull’immagine che vuoi sviluppare e ti dà molte possibilità per farlo. Puoi provare così tante cose ed in poco tempo che è quasi un pericolo, perché rischi di perderti in tutti questi tentativi. Ma se ti sai controllare, è uno strumento efficace per realizzare quello che vuoi. Prima di utilizzare Photoshop, credo che l’immagine nella mia mente, paragonata con l’immagine che riuscivo ad ottenere su carta era simile a un 30-40%, ma dopo aver utilizzato Photoshop, la fotografia e il collage al computer, si avvicinava a un 78-90% di quello che immaginavo sullo schermo. Quindi in versione stampata in questo aspetto, sì, ha avuto un grande impatto.

Nitrato, cover di Dave Mckean

FM: Dave, puoi parlarci dei tuoi progetti futuri Non sono particolarmente segreti anche se non sono stati ancora annunciati ufficialmente.

DM: Sto lavorando ad una graphic novel che ho scritto, è quasi terminata; si tratta di due storie che si muovono in parallelo, ma che si toccano in un punto. Una è ambientata nel nostro mondo, nel tardo diciottesimo secolo, ispirata ad uno scrittore horror gallese che ha appena perso la moglie e disperatamente cerca qualcosa che sia al di là della nostra vita di tutti i giorni. E poi c’è l’altro mondo, dove c’è un cacciatore di mostri. Ma si tratta di mostri politici. Volevo raccontare la nostra realtà ma attraverso una lente simbolica. È una storia sulla capacità di corrompere della politica e sulla sofferenza. Inoltre sto editando un film, Wolf’s child basato su una pièce teatrale che ho scritto per la Wildworks. Ne ho girato una gran parte e ora sto montando il film. Ci sono anche altre cose nell’ambito dell’illustrazione e della musica. Sto anche pensando ad un volume retrospettivo che spero sia enorme e spesso, con tutte le cose cui ho lavorato.

Raptor cover di Dave McKean

FM: Raccontaci il tuo rapporto con l’Italia?

DM: Non lo dico perché sto parlando con te, ma l’Italia è il mio posto preferito. Il solo problema è che non parlo l’italiano. Amo andare in Italia, alcuni dei miei posti preferiti sono là, Perugia, Treviso, Venezia. Amo lo stile di vita ed il cibo. Sono sempre rilassato in Italia, ed ho sviluppato un sacco di progetti basati sulle fotografie fatte quando sono là. È meraviglioso, e amo andare a Lucca. Non ricordo quante volte ci sono stato, credo 4, ma è stato un sacco di tempo fa, quando era nella città, adesso è fuori dalla città. Amo ancora la parte fatta nella città, ma ora tutto il festival è la città. Amavo quando le prime volte di mattina la gente iniziava ad arrivare e io ero al bar bevendo un thè o il mio espresso, mentre si riempiva. Ed amo il fatto che molti miei amici sono là, e ci possiamo incontrare. Ma ci sono troppe persone, è diventato troppo americano. Puoi trovare un sacco di cose che sono ancora europee, ma è troppo globalizzato. Preferivo quando era più tipicamente italiana o europea. Ma è sempre bello stare assieme con gli amici come Lorenzo Mattotti, Josè Muñoz, e i fan.

FM: Grazie per il tuo tempo, da parte di Comics Reporter e Fumettomania per oggi è tutto, ciao.

DM: Ciao, grazie a voi, arrivederci.

cartolina postale venezia di Dave McKean

BIOGRAFIA DI DAVE McKEAN

Nato nel 1963 a Maidenhead (Regno Unito), è uno dei più importanti illustratori e designer britannici. La sua versatilità lo ha portato ad illustrare copertine di album, libri, realizzare progetti pubblicitari per John Cale, Stephen King o Rolling Stones, dirigere cortometraggi e un lungo eccetera.

Il suo potere creativo e artistico stupisce tutti gli amanti del design e dell’illustrazione. È anche fotografo, musicista (pianista) e regista in erba. Fin da giovanissimo è stato legato all’arte. È stato influenzato da suo padre, che era un pilota di aeroplani e amava disegnare nel suo tempo libero.

È probabilmente meglio conosciuto per i suoi romanzi grafici, che riportano molte delle storie di Neil Gaiman come Signal to Noise (1992), Violent Cases (1987), Black Orchid (1988) o Mr. Punch (The Tragical Comedy o Comical Tragedy of Mr. Punch, 1994), oltre alle copertine della serie The Sandman; un prestigio che è stato confermato con il suo lavoro Cages come autore completo. Ha anche collaborato con Grant Morrison in Batman: Arkham Asylum (1989). Nel 2005 ha debuttato al cinema con MirrorMask, da lui diretto e scritto in collaborazione con Neil Gaiman.

Al suo lavoro visivo si aggiungono il film Luna,  i cortometraggi N [eon], The week before, Il sonetto di Shakespeare, Reason and Me e la mia grande idea. Ha studiato al Berkshire College of Art and Design, uno dei migliori istituti d’arte. Lì stabilì stretti rapporti con José Muñoz e Bill Sienkiewicz, il primo in particolare fu un’influenza importante, come anche lo fu Lorenzo Mattotti. Ma il rapporto più importante della sua carriera fu stabilito, anche al Berkshire College, con Neil Gaiman. Iniziarono a lavorare insieme e la fama di entrambi aumentò grazie all’importante lavoro svolto alla fine del XX secolo. Neil Gaiman ha incaricato Dave McKean di illustrare le loro storie e automaticamente hanno sorpreso e deliziato i fan con la ricchezza e la bellezza travolgente delle loro immagini.

I disegni di McKean sono visivamente forti e offrono immagini irreali, oniriche e sparse a causa del suo stile, fortemente supportato dalla pittura e dall’uso del collage. Tra i lavori da non perdere il suo adattamento Crime and Punishment di Dostoevsky, Black Dog the Dreams of Paul Nash, sue le illustrazioni per il volume scritto da David Almond: The Savage e l’atteso Raptor: A Sokol Graphic Novel, che verrà pubblicato dalla Dark Horse.



NOTE EXTRA

IL VIDEO DELL’INTERVISTA a DAVE MCKEAN

https://youtu.be/_cPinxv4Y0c

In inglese con i sottotitoli in italiano

Nel caso non appaia l’anteprima del video ecco il link da digitare e/o cliccare per vederlo sul canale YouTube di Comics Reporter.

Si ringrazia Mario Moschera e The Fly Was Show: https://www.facebook.com/flywas.net

LE ALTRE “QUATTRO CHIACCHIERE” di FILIPPO

ANNO 2021

prima intervistahttps://www.fumettomaniafactory.net/con-i-personaggi-che-davvero-ti-interessano-ce-qualcosa-di-te-in-loro-sicuramente-intervista-a-jamie-delano/

ANNO 2020

Ventunesima intervista – https://www.fumettomaniafactory.net/chris-claremont-non-ho-ancora-finito-intervista-di-filippo-marzo-e-fabio-butera/

Ventesima intervistahttps://www.fumettomaniafactory.net/con-tom-defalco-torniamo-a-chiacchierare-della-marvel-degli-anni-80/

Diciannovesima intervista – https://www.fumettomaniafactory.net/mi-piacciono-molto-i-periodi-della-storia-dellarte-kevin-eastman-lintervista/

Diciottesima Intervistahttps://www.fumettomaniafactory.net/siamo-ununica-famiglia-nel-mondo-della-fantascienza-e-dei-fumetti-intervista-a-bob-layton/

Diciasettesima intervistahttps://www.fumettomaniafactory.net/justice-league-tantissimo-divertimento-a-volte-non-sembrava-neanche-di-lavorare-4-chiacchiere-con-jm-dematteis/

Sedicesima Intervistahttps://www.fumettomaniafactory.net/gli-italiani-hanno-un-grande-senso-dellumorismo-intervista-a-geof-darrow/

Le altre interviste le trovate accedendo alla stanza-pagina “QUATTRO CHIACCHIERE DI FILIPPO CON….


Filippo Marzo nasce nel 1975, grande appassionato fin da piccolo di cartoni animati e fumetti, da Topolino a Sturmtruppen fino a Beetle Bailey. Crescendo i suoi gusti si spostano verso i super eroi e il connubio durerà per moltissimi anni.

Collaboratore con fanzine locali, diverse fan page e siti con contenuti cinematografici, visto che il cinema è un’altra sua passione. Piccolo collezionista di opere originali  è curatore di due mostre di sketchbook di disegnatori di comics negli anni ’90, sposta ancora una volta i suoi interessi verso il fumetto maturo e dai contenuti artistici sopraffini, con un occhio di riguardo alle case editrici indipendenti, come Eclipse, Tundra, Fantagraphics e Dark Horse.

Fan delle opere di Bill Sienkiewicz, Mike Mignola e John Byrne.

Da  qualche anno reporter e corrispondente dall’estero per quanto riguarda Comic Convention che hanno luogo in Messico e negli Stati Uniti.