FUMETTOMANIA STORY
Ovvero la storia della rivista Fumettomania, creata nel 1989-90, e dell’associazione siciliana fondata nel 1991.

In questa ultima settimana del 2025 presentiamo un’intervista di Antonio Recupero tratta dal n. 13 (Aprile 2001), numero dedicato alla fantascienza, con il quale festeggiavamo i 10 anni dell’associazione Fumettomania; quel numero era di 24 pagine, formato comic book, in B/N e con una tiratura di circa 350 copie. La copertina era a quattro mani, personaggio principale del grande fumettista Giuseppe Palumbo e rifiniture sia a colori, sia in scala di grigio dall’artista barcellonese Giuseppe Orlando.

L’intervista di Antonio forniva uno spaccato della situazione fumettistica italiana del periodo, per chi voleva produrre fumetti indipendenti, e chiudeva in un certo senso l’approfondimento del numero precedente (che era dedicato alle Autoproduzioni, NdR).

Gli articoli tratti dalla fanzine cartacea Fumettomania continuano…
Come sempre buona lettura, e tanti cari auguri di Buon Anno nuovo a tutti voi

mario benenati, direttore culturale del magazine on line di Fumettomania Factory APS

L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 35 anni dalla fondazione – è quello di continuare a diffondere la cultura del Fumetto, e di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Fumettomania-Story-600x223.png
FM13 - copertina web a colori
FM13 – copertina web a colori. Disegno di Giuseppe Palumbo, colori di Giuseppe Orlando (2001)

Il sommario del n. 13 è riportato di seguito

  • 3 Editoriale di Mario Benenati e Salvatore Bucca
  • 4 Destinazione F….iasco (Resoconto della mostra espositiva “DESTINAZIONE FUTURO”di Barcellona P.G.). di Mario BENENATI
  • 5 Autori in mostra : Giuseppe PALUMBO
  • 6 Duri, indipendenti ed incazzati! Intervista alla Perfect Trip Production . di Antonino RECUPERO (lo stiamo pubblicando oggi)
  • 8 L’angolo dell’IGNORANTE. di Maurizio PUSTIANANZ
  • 9 Autori in mostra: Stefano CASINI
  • 10 Cittadino del mondo di Lucio SOTTILE
  • 11 Un impegno concreto: avvincere i lettori . di L. SOTTILE
  • 12 La commedia alla Mystère. DI Michele GINEVRA
  • 13 Autori in mostra : Alessio SPATARO
  • 14 Silvana GANDOLFI a Barcellona P.G. diE&T
  • 14 Comics USA? di Giorgio CAMBINI
  • 15 Medicina Nucleare di Diego GABRIELE
  • 16 La nuova riforma scolastica: Fortyfield School di Ambrogio Isgrò
  • 17 La fantascienza nei manga di Peppe MAIO
  • 18 Autori in mostra: Salvo SANTONOCITO e Giovanni GENOVESI
  • 19 Ista puella Amanda est di Domenico CUTRUPIA
  • 19 D-Road : recensione di A. RECUPERO
  • 20 Autori in mostra: Daniele G. FRERI
  • 21 cfapaz_members-unsubscribe@egroups.com di M. BENENATI
  • 22 Autori in mostra: John BOLTON
  • 23 Aspettando… Alessandro BONI da Siena, una nuova autoproduzione dell’editore Medicina Nucleare
  • 24 DEDICHE di Francesco FERRARI e Sam GLANZMAN

Nella confusionaria cornice dell’Expocartoon di Novembre 2000 (a Roma, NdR) ci rifugiamo in un raro angolo tranquillo del corridoio degli editori indipendenti per iniziare un’intervista che si rivelerà a dir poco scomoda per molti operatori del settore fumetto. Lo sguardo di Simone Panepuccia è semplicemente truce, mentre quello di Baldo Di Stefano è spiritato e sembra fissare un punto immaginario nel vuoto. Ma d’altronde questi sono gli effetti di 4 giorni da standista. Con un po’ di timore accendo il registratore e inizio questa chiacchierata.

EDITORI INDIPENDENTI: PERFECT TRIP PRODUCTION
DURI, INDIPENDENTI, ED INCAZZATI!

Ovvero un’intervista senza censure con Simone Panepuccia e Baldo Di Stefano,
leader carismatici di una delle etichette indipendenti più fuori dai canoni degli ultimi anni,
e creatori di PT7, la loro testata di bandiera.
di Antonio Recupero (NOV.-DIC. 2000)

Copertina della serie PT7 n.3


Iniziamo con una domanda semplice: perché è nata la Perfect Trip, e cosa volevate ottenere?
Simone: Perché è nata?! Questo ce lo stiamo ancora chiedendo! Mah, è nata in seguito alla nascita di PT7, forse dovresti chiederci prima perché è nato PT7.

Allora… perché è nato PT7?
S.: PT7 è nato perché non avevamo niente da fare. Avevamo dei soldi da buttare e ci siamo messi a fare un fumetto, che era appunto PT7. PT7 è nato per il motivo per cui nascono tutte le autoproduzioni: perché gli editori non ti danno spazio per pubblicare, quindi ce lo siamo voluti pubblicare da soli. Volevamo fare qualcosa che fosse veramente nostro, e con questo fumetto crediamo di esserci riusciti. Se lo guardi è davvero un “fumetto indipendente”, perché parliamo di quello che ci pare, degli argomenti che i fumetti che siamo abituati a leggere generalmente non trattano.

Abbiamo anche scelto un formato editoriale abbastanza “ingannevole”, praticamente quello bonelliano. Così il lettore bonelliano che compra PT7 e lo legge credendo di trovare un prodotto di quel tipo viene colpito dalle notevoli differenze. Se avessimo scelto un formato diverso, ad esempio un comic book all’americana, sarebbe stata naturalmente una strategia editoriale forse più diffusa, ma ugualmente diretta ad attirare un lettore tipico verso un prodotto decisamente atipico, come PT7.

Intanto Baldo ha assunto un’aria meditabonda. Hai niente da aggiungere?
Baldo: No, ha detto tutto lui. Ora vedremo con la prossima domanda…

Dove vorreste arrivare con PT7? Uso il condizione apposta!
B.: Bella questa! L’idea di fondo era quella di attirare più lettori possibili, per continuare a scrivere storie che ci piacessero, senza doversi piegare ai giochi commerciali della grande editoria, e rappresentando forse una concorrenza di tutto rispetto. Poi ci siamo resi conto che era decisamente difficile, come obiettivo da raggiungere, quindi abbiamo corretto il tiro, decidendo di fare in modo da continuare a pubblicare il più a lungo possibile, fregandocene di tutto e di tutti, e magari poi riuscire ad appioppare l’intera serie a qualche editore intelligente, che ci potesse pubblicare. Ma ci siamo accorti, dopo tre anni di PT7, che di editori intelligenti in Italia non ne esistono tanti, anzi forse nessuno.

S.: Anche perché possiamo dire di aver fatto una serie originale e di buona qualità…
B.: … e che vende! E ci farebbe comodo avere una struttura seria alle spalle, che ci aiutasse a continuare a vendere. Ma nessun editore è disposto a darci questa struttura, nonostante si tratti di CONTINUARE a vendere perché va ribadito che PT7 vende!

Copertina della serie PT7 n.3

Dopo PT7 avete deciso di ampliare il parco testate, prima assorbendo altri studi autoriali all’interno della vostra etichetta, come la Geko Comics, che si muove autonomamente e ora pubblicando una vostra testata nuova, che è D-ROAD.
Volete illustrarci brevemente queste due fasi della vita editoriale della Perfect Trip?
B.: Di D-Road è meglio che ne parli Simone, essendo lui l’autore. Per quanto riguarda l’apertura alle varie sotto-etichette, si tratta di una idea nata con la Perfect Trip. Quando noi abbiamo deciso di fare un’autoproduzione, ci siamo rivolti a gente che già faceva autoproduzioni, per avere aiuti, consigli. Non che fosse poi così difficile: basta avere uno sceneggiatore, un disegnatore, e si può iniziare.

Ma nessuno, neanche chi lo faceva gia da tempo, ci sapeva dire come si fa un’autoproduzione. O forse, non ce lo voleva dire. Abbiamo alla fine scoperto che per proporci al pubblico in maniera seria bisognava costituire una casa editrice, o almeno un’associazione culturale, come abbiamo fatto noi, che per statuto proponga materiale editoriale, e nel nostro caso, albi a fumetti. Noi comunque abbiamo deciso di comportarci in maniera diversa, e avendo dovuto sperimentare sulla nostra pelle la diffidenza che c’è nell’ambiente, abbiamo deciso di metterci a disposizione di chiunque volesse intraprendere un’autoproduzione seria la nostra esperienza, per quanto piccola, e la copertura della nostra etichetta.

Così abbiamo accolto volentieri i ragazzi della Geko Comics, che stanno già portando avanti due miniserie come sottoetichetta della Perfect
Trip (Devils Hill e Christ Machine, NdR), e nei prossimi mesi ne assorbiremo un’altra, la Howling Mad Studios, che ci presenterà Stonewing, una testata che si muove tra l’horror e fantasy, disegnata da Matilde Chiofalo e Serena Fanara e sceneggiata da una nostra vecchia conoscenza che al momento preferisce restare anonimo.

E di D-Road, cosa mi dite?
S.: D-Road, a differenza di PT7, nasce come storia singola, che sotto un certo punto di vista rappresenta un omaggio alla produzione Vertigo, e inaugura una collana che nei nostri piani attuali dovrebbe presentare storie autoconclusive a colori. Nasce soprattutto dall’esigenza di raccontare delle storie più particolari, meno d¡rette, senza avventure eclatanti di fondo. Se PT7 è tutto sommato una
serie che ha aspirazioni commerciali per la sua forma, D-Road è invece una storia che mi andava semplicemente di raccontare, al di là della possibilità di catturare il “grande pubblico”.

D-Road_copertina del numero singolo del 2000



Oltre D-Road e PT7, altri progetti che avete al momento?
B.
: (Sfoggiando un sorriso che va da un orecchio all’altro) Bella domanda anche questa!
S.: Stiamo preparando un nuovo albo autoconclusivo che dovrebbe uscire sempre per la stessa etichetta di D-Road, la Widows Dream (che
comprende in pratica il nucleo originario degli autori di PT7), che ha come titolo provvisorio “Bostik”, e dovrebbe essere realizzata interamente da Manuel Decarli, disegnatore del n.2 di PT7, con la mia collaborazione ai testi. E Baldo ti ha già detto della Howling Mad, che è la nuova etichetta che stiamo assorbendo, e di Stonewing, che sarà la loro prima testata. Un prodotto che per altro aggiunge il fantasy alle tante facciate della nostra casa editrice
B.: Peraltro, apprezziamo molto il fatto che con questa etichetta il parco autori della Perfect Trip vede finalmente due presenze femminili! (espressione indescrivibile di Baldo e risate).

Ora una domanda classica, con una piccola variazione: chi volete ringraziare per quello che siete riusciti a fare fino ad ora, e chi invece volete mandare al diavolo?
B.: Anche qui e meglio che inizia Simone. Io intanto cerco una risposta esauriente.
S.: La risposta per me è semplice: ringraziare nessuno, mandare al diavolo tutti. (un attimo di silenzio gelido) Dico sul serio!

B.: La mia risposta invece è più complessa. Ringrazio tutti quelli che hanno creduto nel progetto, perché francamente disegnare 96 tavole non è semplice, e i disegnatori dei primi tre numeri e del numero zero (Cristiano Panepuccia, Vito Rallo, Manuel Decarli e Marco Dominici) che hanno accettato di lavorare su PT7 basandosi solo su un ipotetico abbozzo di serie. Questo ci fa molto piacere e speriamo di essere riusciti ad accontentarli, visto che bene o male abbiamo portato i loro prodotti da esordienti in libreria, che non è poco, e loro con la fiducia ci hanno dato in cambio un attestato di stima per il quale li ringrazio pubblicamente.

Ringrazio anche i nostri lettori, che ci stanno dando una grossa mano ad andare avanti, e se proseguiamo lo facciamo anche grazie a loro. Riguardo invece quelli da non ringraziare, farò una scaletta che spero illustri bene la situazione. Al gradino più basso ci metterei i librai, poi i distributori, e qui ci vorrebbe una intervista su come funziona la distribuzione in Italia.

Copertina della serie PT7 n.4

A questo punto faccio dei nomi, e me ne prendo ogni responsabilità! Praticamente la grande distribuzione viene affidata ad un grande distributore che fa capo ad una casa editrice, cosa di cui nessuno parla, ma che secondo me è una cosa gravissima. Penso che succede solo in Italia, perché negli USA la Marvel aveva provato a fare la stessa cosa, ma un altro colosso editoriale, la DC Comics, ha messo dei freni concorrenziali, facendo così che si dovesse ristabilire la prassi comune!

In Italia come sapete tutti la PAN, maggior distributore, è una “sotto etichetta” della Marvel Italia, che praticamente distribuisce nelle fumetterie le testate di tutti gli editori, e chiaramente i fumetti della Marvel sono i primi per capillarità di distribuzione, e il resto invece si trova a volte a vivacchiare.

Riprendendo la scaletta, aggiungo anche gli editori, e così ne ho per tutti. Come ho già detto. in Italia di editori intelligenti a quanto sembra non ce ne sono, e così quando sentiamo un editore o l’altro che si lamenta che questo non vende o che il fumetto italiano non vende, noi proseguiamo il nostro cammino e ci facciamo delle grasse risate perché noi riusciamo a vendere anche con pochi mezzi. Prima o poi forse se ne accorgeranno anche loro.

A.R.: A questo punto crediamo che si sia detto tutto, forse troppo, forse troppo poco, sulla situazione della Perfect Trip e di molti editori indipendenti in Italia. Dato che la piccola oasi di tranquillità che avevamo trovato inizia a venire invasa da troppo caos, chiudiamo l’intervista, e salutiamo Baldo e Simone, dandoci appuntamento alla prossima fiera fumettistica.

Note a Margine

I 6 albi di PT7, furono poi ristampati nel 2009 da CAGLIOSTRO E-PRESS e si trovano ancora disponibili nel sito Fumetto on-line di AD Alessandro.

Copertine del n. 2 di PT7, ristampati nel 2009 da CAGLIOSTRO E-PRESS

NOTE BIOGRAFICHE… del 2001

Di Stefano Baldo è… Blue, Fatece Largo, Selen, Dal Prà, l’Intrepido, Simone, PT7, la PerfectTrip, la Paso Doble Film, Roma, le sue periferie, la Lazio, gli amici (tanti), gli amici veri (uno), le ragazze (poche), l’eterna fidanzata (Deborah), che mi lascia (puttana) e mi riprende (amore), 34 anni e non sentirli (ma ci sono tutti), l’alcool (astemio), le droghe (non fumo nemmeno), le ore piccole (più per lavoro che per piacere), i libri che nessuno legge, musica che nessuno ascolta, Ken Parker, Berardi, Miller, David, Lee (Jae – e non Jim), Roi e i suoi schizzi di china, Kotz e la sua fottuta trilogia, i film di Hong Kong, Besson, i seguaci del Dogma più che il fondatore del Dogma stesso, le filosofie orientali, l’ateismo prima, l’a gnosticismo adesso (per pararmi il culo caso mai ci fosse davvero qualcuno lassù), la 500 Fiat classe ’65 tenuta come nuova, la moto con cui un giorno mi perderò in giro per il mondo, la frase “Mollo tutto e vado via” (ma poi non vado via mai), la schizofrenia latente, al pazzia assoluta, il manicomio, e… questa cazzo di camicia di forza che mi impedisce di scrivere ma non di pensare.

Biografia Aggiornata al 2017
Baldo Di Stefano
Sceneggiatore, classe 1967.
Dopo essermi diplomato presso la Scuola Internazionale di Comics, ho iniziato a lavorare professionalmente nei primi anni novanta come collaboratore di Roberto Dal Prà (Casa Editrice Universo e Eura Comics).
Ho poi fondato la Casa Editrice Perfect Trip Production per cui ho curato la serie regolare “PT7” e la rivista “Fatece Largo”.
Ho collaborato successivamente con Blue Press, Mare Nero, Coniglio Editore, 3ntini Edizioni, Cagliostro Epress, Approbation Comics (USA) e con la casa di produzione cinematografica PasoDoble.
Ho sceneggiato diversi episodi de “La Banda delle Verdurine”, una serie di cartoni animati edita dalla TopToon, e l’episodio “Abbado” per la serie di cartoni animati UpTown
Ho poi collaborato con il disegnatore Max Balance con cui ho pubblicato sia in Italia che in Francia per diverse case editrici
Attualmente lavoro, come collaboratore esterno in qualità di “dialoghista”, per diverse case di produzioni cinematografiche (PasoDoble, RR Company, Lux Vide) e con la Casa Editrice Prankster Comics per cui curo le serie a fumetti “Wolfskin”, “Wolfskin Chronicles”, “Legio Tenebrarum” e “Diana the Huntress”.

NOTE BIOGRAFICHE… del 2001

Simone Panepuccia si nutre di fumetti dall’età di 5 anni. Adesso ne ha 28 e si ritrova ad aver scritto solo quello che gli andava di scrivere. Anche quando ha pubblicato su Selen… Oltre a PT7 ha scritto il one-shot “DROAd” ed è apparso su riviste moolto indipendenti, quali Centrifuga, Amazing Comics e Fatece Largo. Attualmente lavora nel campo del web design, continua a crescere il suo bambino PT7 e sta lavorando ad un progetto talmente segreto che neanche lui sa di cosa si tratti.
Molte volte ha pensato di non esistere veramente, ma poi il suo sceneggiatore ha cambiato i suoi pensieri e tutto è tornato a posto … Finora

Aggiornato al 2014
Simone Panepuccia, sceneggiatore.
Alla fine degli anni 90 ha creato il fumetto indipendente PT7 per PerfectTrip Production. Ha collaborato con Ed.3ntini, Coniglio Editore, Panini. Ha sceneggiato “Serial Victim”, graphicnovel per il mercato americano,pubblicato da Arcana Studio nel 2014.Marco Dominici, disegnatore:Ha collaborato con diversi editori tracui Coniglio, Heavy Metal Magazine,Star Comics ed altri. Ha realizzato i disegni del quartovolume di “Succubes” per Soleil.


LINK PER SCARICARLO SUL PROPRIO COMPUTER

https://www.fumettomaniafactory.net/wp-content/uploads/2024/06/FM_13_2001.pdf

copertina della rivista Fumettomania #13 - aprile 2001
FM#13 – 2001

NOTE EXTRA

FUMETTOMANIA INDEX 1990 – 2012

ovvero, tutte le informazioni e tutti i contenuti relativi ai 20 numeri pubblicati della rivista cartacea Fumettomania.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.