BREVE BIOGRAFIA

Prima di inziare l’intervista vera e propria, mi soffermo sulla buografia di Romano Garofalo, nato a Rimini nel 1941, giornalista, è arrivato al fumetto intorno ai trent’anni.
Nei primi anni Settanta il filone degli eroi “neri” si stava esaurendo: sarebbe sopravvissuto solo Diabolik (tuttora in ottima salute); invece nel 1972 Garofalo, quasi per reazione alla moda degli agenti segreti imperante nel cinema e nei fumetti, ha creato Jonny Logan, personaggio chiaramente improbabile e caricaturale.
Jonny Logan era un personaggio che in qualche modo si richiamava, in chiave positiva e ironica, a quei modelli in “k”. Come loro indossava una calzamaglia nera, ma assomigliava a un attore comico molto popolare come Lando Buzzanca, e dava la caccia a banditi di ogni risma, solo per guadagnare la taglia promessa dalle autorità. Dietro al nome americaneggiante si nascondeva un anonimo Giovanni Logarotti, che con alcuni amici incapaci, o quasi, e con l’aiuto di qualche marchingegno casareccio, tentava di ripulire la metropoli.
Le storie erano disegnate da Leo Cimpellin e altri bravi autori; la serie ha avuto successo ed il personaggio ha vissuto con un albo mensile per qualche anno, per essere poi riproposto in ristampe amatoriali, o quasi.
Lo spirito ironico e dissacrante di Garofalo aveva bisogno di altri sbocchi, e lo ha trovato nel filone umoristico, che ha sempre arricchito con abbondanti dosi di graffiante satira realistica. E’ bastato guardarsi intorno per scoprire i piccoli eroi delle sue storielle, dal prete al vigile, dal tifoso, all’automobilista, al portiere di un condominio, e così via, fino a Mostralfonso, il suo più surreale (forse) e più riuscito personaggio. Moltissime strisce sono apparse nel corso degli anni su giornali, riviste e periodici, non solo umoristici, di molti Paesi.
Negli anni Ottanta ha sceneggiato una ventina di tavole, uscite su TV Junior, dedicate a Sbirulino, il personaggio interpretato in tv da Sandra Mondaini.
Adesso, il vulcanico sceneggiatore, tenta la strada dell’animazione, perché forse sono maturi i tempi per i prodotti italiani, proprio con Jonny Logan che potrebbe approdare in qualche canale televisivo, come protagonista di una lunga serie animata che Garofalo e il suo gruppo di lavoro stanno preparando.

Una copertina delle serie Jonny Logan

Romano Garofalo da Jonny Logan all’animazione

Intervista di Carlo Scaringi

Carlo Scaringi: Prima di parlarne, sentiamo come Garofalo vedrebbe oggi il suo eroe.
Romano Garofalo: “Per prima cosa lotterebbe contro il potere, perché come tale, sia esso di destra o di sinistra, è per sua stessa natura prevaricatore.
Ma forse questo più che Jonny Logan lo farebbe Romano Garofalo, che è un po’ matto. In ogni caso, oggi come ieri, combatterebbe contro i cattivi, anche se con la loro esistenza gli permettono di sbarcare il lunario”.

C.S.: A suo tempo questo personaggio suscitò qualche critica, o no?
R.G: “Più che altro si disse che il fumetto non si prestava alla satira di costume, soprattutto se rivolta a lettori di 12-13 anni con storie ambientate in Italia. I fatti hanno dimostrato il contrario, e nei personaggi umoristici che ho ideato in seguito ho sempre cercato di raccontare situazioni realistiche, viste forse in chiave paradossale”.

Dopo Jonny Logan il suo personaggio più noto è senz’altro Mostralfonso, uno yeti piombato nella civiltà degli anni Ottanta, quasi un’anticipazione dei problemi dei “diversi” e dell’integrazione.

C.S.: Oggi in mezzo a telefonini, prodotti tarocchi, smog, ecc., come se la caverebbe Mostralfonso?
R.G.: “Come sempre cercherebbe di adattarsi, ma alla sua maniera, in modo ingenuo ma anche disarmante.
Mostralfonso è apparentemente un alieno, ma in esso ho voluto rappresentare i problemi e gli ostacoli che un “diverso”, o un disabile, deve affrontare in questa società. Mostralfonso è buono, ma c’è anche chi reagisce in altro modo. E non sempre ha torto”.

una striscia di Alfonso

C.S.: Come hai creato i tuoi personaggi?
R.G.: “Di solito le strip comiche nascono da situazioni di umorismo involontario. Io invece cerco di creare i protagonisti quasi dal basso, osservandoli e facendoli muovere nella loro quotidianità. Poi scaturiscono le battute che attribuisco ai personaggi più adatti. In questo modo ho lavorato a più strisce contemporanemente, senza essere un fenomeno”.

Mostralfonso, disegnato da Marzio Lucchesi, è apparso su vari giornali, in Italia, Germania e altri Paesi, è stato premiato a Bordighera nel 1991 ed è apparso sulle reti di Odeon. Adesso, insieme a tanti altri piccoli personaggi, è destinato a vivere ancora in un ciclo animato in 52 episodi di pochi minuti, come tante brevi strisce quotidiane. Il progetto di Garofalo e del suo gruppo è ambizioso, vi hanno coinvolto anche alcuni fra i migliori disegnatori italiani, da Giorgio Cavazzano (autore delle avventure di Slim Norton, parodia degli agenti segreti e dei Due Colonnelli) a Silver, che ha abbandonato Lupo Alberto per cimentarsi in una Gangsters Story, da Leo Cimpellin a Clod, da Marzio Lucchesi a Giorgio Trevisan, e altri ancora.
Le storie, visibili anche su www.mostralfonso.com, propongono personaggi realistici (il vigile, l’automobilista, il tifoso, il prete, ecc.) e altri di fantasia, come gli dei dell’Olimpo, Sauro il dinosauro, il cane Osvaldo, il barone Von Strip, in un’alternanza capace di soddisfare tutti i gusti e di colpire, con l’arma dell’ironia, tutte le situazioni.

C.S.: I problemi nascono adesso, dice implicitamente Garofalo, perché dopo aver realizzato i 48 “demo” esplicativi, bisogna trovare la forza di passare alla fase esecutiva.
R.G.: “Da soli è quasi impossibile, abbiamo fatto circolare il progetto e il nostro materiale e ho ricevuto richieste di coproduzione da ogni parte del mondo. Ma vorremmo un partner italiano e l’unico ente che investe nell’animazione è la RAI, ma finora non ci ha aperto alcuno spazio. Mi sbaglierò, ma ho l’impressione che favorisca solo gli amici e gli amici degli amici”.

C.S.: Grazie Romano, in bocca al lupo !

una striscia di  Sauro

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