FUMETTOMANIA STORY
Stiamo pubblicando i testi tratti dal n. 12 (dicembre 1999-gennaio 2000), con il quale festeggiammo dieci anni di vita editoriale, era di 32 pagine, formato comic book, in B/N e con una tiratura di circa 350 copie. La copertina era di Luca Bertelè con la partecipazione di un certo Michele Duck.
Dopo i vari articoli di Domenico Cutrupia, socio dell’associazione Fumettomania, oggi è la volta di Maurizio Pustianaz, di Torino, che intervistò Leo Ortolani (ai tempi astro nascente del fumetto italiano). Maurizio, come potete leggere nell’index in fondo all’articolo, collaborò con Fumettomania dal 1992 al 2003.
Come scrivevo altrove quest’anno sono 50 anni dalla messa in onda della serie televisiva Spazio 1999, e fra poco scoprirete il nesso tra questa serie e la genesi di Rat-Man (serie che terminò con il numero 122 del settembre 2017, NdR). Anche se l’intervista riflette il lavoro che nel 1999 stava producendo Ortolani, l’abbiamo lasciata inalterata, come una sorta di “fermo immagine storico”.
Solo la biografia, è quella aggiornata all’anno 2025.
Gli articoli tratti dalla fanzine cartacea Fumettomania continuano…
Come sempre, buona lettura
Mario Benenati, curatore di Fumettomania Factory APS Magazine
Il sommario del n. 12 è riportato di seguito
- 3 c’è vita oltre le edicole. di Michele Ginevra
- 5 La Factory dei talenti – Intervista a Luça Bertelé e Diego Cajelli. di Domenico Cutrupia
- 5 Zelda e i suoi compari – recensione di D. Cutrupia
- 8 Spazio esordienti: Giuseppe Bellavia e Silvano Callegari
- 9 Morgan di Domenico Cutrupia
- 9 Dove vola il Palumbo di Domenico Cutrupia
- 10 Perché Ortolani è unico!: intervista a Leo Ortolani. di Maurizio Pustianaz (che stiamo pubblicando oggi)
- 12 Continua… C’è vita oltre le edicole… di M. Ginevra
- 14 Spazio esordienti: L. Casalanguida – C. Rossi – G. Fratini
- 15 Spazio esordienti: Otello Castellani – Adriano Belfiore
- 16 Bastard !!, un manga nell’arte. di Margherita Biondo
- 17 Lo stregone gentiluomo. di Giuseppe Maio
- 18 L’inizio di tutte le storie – intervista a S. Ciantini e A . Camerini. di Ambrogio Isgrò
- 20 Tardi ovvero l’arte della copertina. di Mario Benenati
- 20 Comics USA. di Giorgio Cambini
- 22 Bonerest: intervista agli autori: Casali e Camuncoli. di A. Isgrò
- 24 Gea, Sprayliz e tutto il resto – intervista a Luca Enoch. di D. Cutrupia
- 26 Spazio esordienti: Anna Leotta – Giovanni Freri
- 27 Fumetto: Le cento giornate di Djustine di Enrico Teodorani e AntonioConversano
- 31 Aspettando… Dampyr
- 32 Le news di Voltapagina – News da internet di E.&T. di Mario e Domenico
Io e Leonardo Ortolani abbiamo molte cose in comune; è come se fossimo gemelli (come Swartzy e De Vito), però dal DNA deviato. Andiamo per ordine:
- Siamo del 1967
- Siamo sposati
- Siamo dello stesso sesso
- Siamo simpatici ( 😉
C’è solo qualche punto di dissonanza:
- Lui disegna gli uomini con il volto di scimmia, io disegno come una scimmia…
- Se fa dello humour viene acclamato, io riesco solo a tirare fuori dell’humus…
- Lui è laureato in geologia, io scavo la sabbia solo per levare la cacca delle mie gatte dalla lettiera…
- Lui ha fatto del suo hobby il suo lavoro, io lavoro per fare il mio hobby.
Come vi dicevo, siamo uguali. Ma allora, perché non mi sono intervistato da solo?
Perché Ortolani è unico!
di Maurizio Pustianaz – autunno 1999
Qual’è la genesi degli uomini dal muso di scimmia?
“ Settembre 1976… alla tele hanno appena dato una stupenda serie di telefilm che si intitola SPAZIO 1999 e il giovanissimo Leo decide di farci delle storielle… ma non trova facile affatto, fare i visi degli uomini… Come poter ovviare all’inconveniente? Chi era più vicino all’uomo tra gli animali, per lui di più facile disegno? (In questo cercavo di avvicinarmi al modello disneyano classico!
La scimmia, of course! E il gioco era fatto!… Erano scimmie un pò più grezze rispetto a quelle di adesso, ma decisamente adatte alle mie storie. Da allora, il “musetto” E’ rimasto come ‘marchio di fabbrica’! ”
Quali furono i tuoi primi personaggi?
“ Prima dei personaggi con il muso a scimmia avevo una serie di animali antropomorfi che avevo creato ispirandomi sempre ai modelli disneyani… in particolare c’era Lello, un topo (MA VA?!ORIGINALISSIMO!) che risolveva casi polizieschi e misteriosi aiutato da Ciappy (!) un cane (Anche qua, fantasia a vagoni!) che faceva da spalla comica. La loro prima avventura si intitolò “Il rapimento”, ma purtroppo E’ andata persa. La prima e basta. Per il resto ho TUTTO il materiale prodotto dai miei 5 anni in poi! (Sono malato).
Amavo già le parodie e ho informato “topo” (ancora!) l’intero “Sandokan“. Ho disegnato anche Barbapapà per la loro facilità di esecuzione e mi piaceva fare “L’Omino Bufo” di Alfredo Castelli con tutte le strisSie a finale tipico (“Siore e siorri avete visto…”).
Dopo di loro, sono arrivate le scimmie e da allora non le ho più abbandonate.”
Come mai decidesti di puntare su Ratman per produrre un fumetto autoprodotto?
“ Il motivo è presto detto… tra tutte le cose che avevo minimamente pubblicato, era l’unico personaggio che poteva essere sfruttato, e l’unico di cui alcuni lettori si sarebbero ricordati, per averlo visto più volte in giro (Spot, Made in USA, “Ridere di Paura”, una mostra di tavole dedicata al fumetto comico nell’horror organizzata dalla Bonelli e così via…) ”.
Quale fu la genesi del ratto (come lo creasti)?
“ Come dice il Vasco… ’Certe canzoni nascono da sole… ’In un certo senso E’ stato così anche con lui. Per partecipare a un concorso per esordienti realizzai una storia seria ad effetto, ma volevo abbinarle una comica, come era mia vera natura… e visto che in Italia e nel mondo era uscito il fenomeno del Batman cinematografico, decisi di farne la parodia.”
Due parole sul rapporto con i tuoi editori…
“ Partendo dagli inizi-inizi?
Con il marchio Fox Trot di Marcello Toninelli ho pubblicato i primi tre numeri autoprodotti più lo speciale Origini. Un buon rapporto, anche se mancava coraggio editoriale e i costi erano troppo alti, per me.
Con Andrea Rivi, delle Ed.Bande Dessinée il rapporto è stato ottimo, e ci siamo proprio divertiti. Per certi versi, mi spiace aver terminato questa avventura anche se era veramente faticosa. Comunque ho imparato davvero il mestiere “intorno” al fumetto, in questi due casi!
Arriviamo alla Marvel Italia! Qua il gioco si fa duro! Scherzo, mi trovo benone per tanti motivi, soprattutto per le persone che ci lavorano dentro. Certo, ci sono ancora dei gradini da salire, specie per quanto riguarda le ristampe, la distribuzione e la tiratura (E basta??), ma piano piano si farà strada. La cosa che più mi piace è quella di poter dedicarmi al mio lavoro senza dovermi più occupare del profilo tecnico e organizzativo!
Non sono due parole, vero? ”
Date le alte potenzialità del ratto, come mai quando eri edito da Band Dessinée non riuscivi ad andare oltre le 3000 copie (o giù di li)? Io a fatica riuscivo a trovare la mia copia in fumetteria e se volevo prenderne una per i miei amici, in modo da farlo conoscere, era come bestemmiare in aramaico!
“ Il mercato è una strana cosa. Questo l’ho capito, ma ancora non riesco a capacitarmene. Eppure non andavo oltre le 3000 copie. Magari il prezzo era alto (?) per sole 24 pagine (3000 lire),magari il negoziante non lo riordinava, magari molti che lo comprano adesso lo hanno preso solo perché edito da una casa editrice “ufficiale”(?)..chissà! ”
Puoi spiegare le principali differenze tra Ratman ed altre tue creazioni come “Venerdi 12”, “Quelli di Parma”, etc?
“ L’unica differenza sta nelleorecchie. Già, sembra stupido, ma in effetti si fa sempre lo stesso personaggio anche se la storia sotto è diversa. Tutti sono solo sfaccettature del carattere dell’autore! ”
Quali sono le cose principali che pensi siano cambiate, per te, nel disegnare/scrivere le tue storie?
“Non mi bastano più le pagine! Un’evoluzione nella narrazione? Macché! Ho sempre fatto storie lunghissime, ma dovendo autoprodurre un albo di 24 pagine mi ero costretto a stare in una gabbia che mi andava stretta…e adesso mi sto sfogando!
Per la serie del Ratto sto procedendo con un occhio di riguardo alla benedetta/maledetta continuità, perché la storia, alla fine avrà una fine e tutti i nodi dovranno venire al pettine, e perché le storielline autoconclusive che peraltro mi piacciono moltissimo non permettono di farlo. Molti lettori vorrebbero Rat-Man contro questo o quello, una serie di scontri autoconclusivi che però non portano da nessuna parte (ed è una strada che molti personaggi di successo percorrono da decenni, intendiamoci! Mica è sbagliata!), mentre la strada del Ratto è lunga e leggermente diversa. Avere tra le mani un personaggio che ha già vissuto diverse storie mi permette sicuramente di approfondire alcuni aspetti e di sottintendere altri, così sicuramente le storie sono sempre più “succose”. Credo. ”
Come mai hai deciso di dividere il corso narrativo in due tronconi: le storie uniche (più scanzonate: vedi quella del Dr. Destino) e quelle in più parti (che generalmente sono più malinconiche) ?
“Ho già risposto in parte nella risposta precedente. Come una lunga e unica storia di 100 puntate, la saga di Rat-Man si evolverà e finirà, così è inevitabile che anche il personaggio faccia lo stesso. Cresca. Non succede così in ogni serie manga? Anche negli X-File! Ma non disdegno di creare storielle a se stanti, come piccole isole di follia dove si possa ridere e basta. Per il resto, tutti sappiamo che nella vita non ci sono solo le risate…e senza le lacrime ale risate perdono della loro preziosità! ”
Quali sono per te le storie principali della saga del ratto e perché?
“Sicuramente, dopo le Origini, tutte le trilogie (a parte forse quella del Ragno) sono strumenti indispensabili per capire la storia del ratto, ma tutte quante dovranno poi comporre un enorme mosaico di cui al momento sembrano solo tessere sparse… leggerete!…”
A quali personaggi comprimari sei più affezionato o che ti fa più piacere inserire nelle tue storie (la Gatta, Brakko, Topin. etc)?
“Brakko e Cinzia. Ho un debole per loro. Ma anche Arcibaldo. Piano piano cercherò di dare risalto a tutti, come nei cartoni dei mitici Simpson! ”
Continuerai a fare strisce?
“ Se ne avrò il tempo sicuramente!! ”
Ci sono novità a proposito di Venerdì 12? Dovresti produrre le nuove storie, vero?
“Esatto. Per ora sono state stampate le prime dieci avventure e la serie terminerà con altre dieci e inedite storie!! A partire da novembre!”
Se vuoi puoi spiegare la genesi e “morte” del progetto della Rat Agenda… (sigh!)
“ Per l’Agenda ci sono state incomprensioni ed errori da parte dello studio grafico che aveva in mano la cosa e da parte dell’editore che ha proprio sbagliato di grosso, violando anche il contratto con lo studio grafico. Alla fine è uscito un prodotto anonimo, che sarebbe stato meglio non avessero stampato neanche. Della serie” nessuno crede nel tuo prodotto finché non vedono che NONOSTANTE TUTTO riesce a vendere”! Che tristezza. ”
Quali sono le principali novità per il futuro?
“Direi l’albo fuoriserie di ottobre…STAR RATS! 48 pagine inedite e nuove di zecca con Rat-Man e Guerre Stellari intimamente mescolati!
Per il resto proseguirà la serie sulla collection e niente altro. ”
Hai in programma altre collaborazioni (come per Morgan che creasti con Capone)?
“ Per ora no. Vorrei ‘riposarmi un pò’, perché in questo anno editoriale ho davvero fatto salti mortali!”
Ho dimenticato nulla?
“ Forse sì, ma non te lo dirò maaiii! Ah! Ah! Ah! ”
Ultimissima: è vero che al tuo matrimonio hai fatto suonare come marcia nuziale la marcia di Guerre Stellari? Mi commenti la scena?
“ er la precisione era la marcia del Trono (quella che si sente alla fine del primo film, quando la principessa premia i suoi eroi)… La scena è stata che c’era talmente confusione che Alessandra (che doveva suonare) si è accorta, girandosi verso l’altare, che… noi eravamo già entrati alla grande! Allora il sacerdote ha chiesto” Ma non doveva esserci una marcia?” Così l’ha suonata, ma non marciava nessuno! GH! ”
Ciao Maurizio!
a prestooo!
Leo
NOTA A MARGINE
LA BIOGRAFIA DI LEO ORTOLANI
(Estratta dal sito ufficiale di RAT-MAN)

Leonardo Ortolani nasce a Pisa il 14 gennaio 1967 e nel novembre dell’anno successivo si trasferisce a Parma dove in seguito si laurea in Geologia.
Prima dei quattro anni, inizia a “pasticciare” sui fogli disegnando soprattutto dinosauri, grazie a un libro regalatogli dal nonno. Nel 1971 disegna la prima storia a fumetti: è un’avventura di Paperino e Zio Paperone che, ovviamente, attraversano un mare pieno di dinosauri.
Il giovane Ortolani viene a contatto con Topolino del dopoguerra che suo padre aveva collezionato da ragazzo. Conosce così l’Agente Segreto X-9 di Alex Raymond, il Topolino di Floyd Gottfredson, il Paperino di Carl Barks e i lavori di Rino Albertarelli. Inoltre comincia a leggere il Corriere dei Piccoli degli anni sessanta e Il Giornalino del decennio successivo. Successivamente Leo Ortolani conoscerà i supereroi Marvel pubblicati dall’editoriale Corno. Nasce il grande amore per i Fantastici Quattro scritti da Stan Lee e disegnati da Jack Kirby. Kirby, soprannominato in USA “The King”, avrà su Ortolani un’influenza decisiva.
Nel 1975 crea i suoi primi personaggi, Lello e Giappi, rispettivamente un cane e un topo antropomorfi.
Nel 1976 realizza le parodie di Spazio 1999 per le quali crea i primi personaggi con il muso da scimmia, il cui esempio più riuscito è proprio il nostro Rat-Man.
Nel 1983 disegna Squalo, una parodia dell’italianissimo film “L’ultimo squalo” realizzato sulla scia del più celebre film di Steven Spielberg. La storia verrà pubblicata 13 anni dopo su un albo fuori serie delle Edizioni Bande Dessinée. Sempre in quegli anni realizza una nutrita schiera di storie che hanno come protagonisti (e unici lettori) i suoi amici.
Nel 1989 partecipa a un concorso per autori esordienti indetto dalla rivista L’Eternauta. Dopo aver scritto e disegnato “Ognuno ha i suoi problemi” una storia non comica, che si ispira al taglio “fantastico” della rivista, decide di spedire insieme a essa anche un’altra storia, stavolta di genere umoristico: “Rat-Man”. Inutile dire che sarà proprio Rat-Man a essere selezionato per la pubblicazione sul secondo numero di Spot, trimestrale allegato a L’Eternauta n. 86. L’altra storia, quella scartata, sarà successivamente pubblicata dalla fanzine Fumettando.
La notorietà arriva un anno dopo a Lucca, dove il suo Rat-Man vince il “Premio Spot” come “migliore sceneggiatura”. Nello stesso anno partecipa al concorso “Prato ’90”.
Fra i suoi lavori migliori ricordiamo le storie mai narrate dei Fantastici Quattro, pubblicate su Made in USA, in cui emerge prepotentemente l’amore per i fumetti Marvel, in particolare quelli del periodo Lee/Kirby. Appare subito evidente che Ortolani non si limita a una sterile parodia, o a un dovuto omaggio ai padri del Marvel Universe. La narrazione è fluida e matura, i ritmi, la costruzione delle tavole e i dialoghi fanno sobbalzare il cuore a più di un appassionato della vecchia guardia dell’era Marvel/Corno. I “suoi” Fantastici Quattro sono pressoché indistinguibili da quelli originali, se non fosse per il tratto cartoonesco con cui sono disegnati, un tratto che soltanto a un’analisi distratta può sembrare destinato a un pubblico infantile.
Sempre su Made in USA viene pubblicato il secondo episodio di Rat-Man: “Tòpin, The Wonder Mouse!”.
La terza storia di Rat-Man viene preparata per una rivista che non vedrà mai la luce. La storia è “Dal futuro” e verrà riproposta successivamente sull’albo autoprodotto Rat-Man 3 del marzo 1996, mentre la versione originale disegnata in strisce orizzontali, è comparsa su Made in USA n. 10 nel novembre 1994.
Nel 1992, durante il servizio di leva, collabora con la rivista Star Comìx, diretta da Luca Boschi, e Totem Comics per il quale crea “Clan”, “Le meraviglie della natura”, “Le meraviglie della tecnica” e, per Totem Extra, “Gli intaccabili”. Di quel periodo rimane anche “Ex-Men: Intrappolati nella zona negativa” pubblicato su Made in USA.
Il 2 gennaio 1993 Leo riceve una telefonata da Bonvi, creatore delle Sturmtruppen: gli comunica che aveva visto e apprezzato le strisce “L’ultima Burba” e che vorrebbe pubblicarle. La collaborazione fra i due dura un paio d’anni.
Anche a seguito di questa collaborazione è invitato alla mostra “Ridere di Paura” nell’ambito del “Dylan Dog Horror Fest 4”. È il segno tangibile della considerazione di cui comincia a godere fra gli addetti ai lavori. Nello stesso anno inizia a pubblicare la serie di strisce “Quelli di Parma” per la Gazzetta di Parma. La collaborazione con il giornale proseguirà fino al 1996.
Nel 1994 il n. 0 di Tilt pubblica una gag di Rat-Man, mentre Made in USA, su un numero speciale, piange la scomparsa di Jack Kirby. L’omaggio di Ortolani al “Re” è struggente: una splash-page in cui il nostro dimostra una padronanza del tratto che non ha eguali neanche tra i disegnatori americani.
Nel novembre dello stesso anno Made in USA conclude la sua corsa riproponendo la versione a strisce della storia “Dal futuro”.
Nel maggio 1995 Ortolani crea “Venerdi 12” una serie pubblicata sul mensile L’isola che non c’è.
Dal novembre 1995 Ortolani sceglie l’impervia strada dell’autoproduzione. Rat-Man è pubblicato sull’omonimo periodico dapprima per le Edizioni Foxtrot di Marcello Toninelli e poi per la Bande Dessinée di Andrea Rivi. La serie autoprodotta dura 12 numeri.
Nell’ottobre 1996 Rat-Man esordisce sul mensile Marvel Magazine della Marvel Italia, con la storia “Rat-Man contro il Punitore”, la prima versione a colori di Rat-Man.
Dal marzo 1997, Rat-Man viene pubblicato anche su Rat-Man Collection, un trimestrale pubblicato dalla Marvel Italia, che raccoglie le prime storie (pubblicate in prima battuta nell’albo autoprodotto), più un’avventura inedita, un team-up, con un supereroe Marvel. Dopo quattro numeri di prova, Rat-Man Collection dimostra di essere una garanzia di vendite e la serie autoprodotta, proseguita durante i quattro numeri, cessa di esistere e si trasferisce direttamente su Rat-Man Collection che diventa bimestrale e inizia a proporre le avventure inedite del personaggio. La serie termina con il numero 122 del settembre 2017.
Di lui Andrea Plazzi, editor della Panini Comics e curatore di tutte le serie di Ortolani, ha scritto che è “il più grande autore Marvel vivente”: sottoscriviamo.
Nel novembre 2006 RaiDue trasmette i cartoni animati di Rat-Man prodotti dallo studio di animazione Stranemani.
Nel settembre 2011 Leo Ortolani dà alle stampe il suo primo libro “Due figlie e altri animali feroci” che descrive la sua esperienza di adozione internazionale.
Nel 2013, in occasione del Lucca Comics & Games, presenta la rivista Comics & Science, edita dal CNR, in cui è presente una storia della serie parodistica “Misterius”. La serie, che nel corso degli anni è comparsa anche su Rat-Man Collection, nel 2016 torna all’interno della rivista scientifica Mate.
Il 2 novembre 2014 l’autore di Rat-Man imprime le impronte delle sue mani sul cemento per quella che costituirà la Walk of Fame della città di Lucca.
Nel 2015 collabora ai testi dello spettacolo di Arturo Brachetti, Brachetti che sorpresa, che verrà replicato 200 volte, fino al gennaio 2016, diventando lo spettacolo più replicato in Italia degli ultimi dieci anni.
Nel 2016 la Casa editrice BAO Publishing pubblica Cinemah presenta – Il buio in sala, “recensioni” a fumetti dei film raccontate in prima battuta da Leo Ortolani sul suo blog.
Nel 2017, prosegue la collaborazione con BAO Publishing con la riproposta di Oh! Le meraviglie, con alcune storie inedite. Nello stesso anno Ortolani pubblica C’è spazio per tutti (Panini Comics), in collaborazione con A.S.I. (Agenzia Spaziale Italiana) e E.S.A. (European Space Agency). Un opuscolo di C’è spazio per tutti sarà portato dall’astronauta Paolo Nespoli a bordo della Stazione Spaziale Internazionale: è il primo fumetto mai portato nello Spazio.
Nel 2018, viene pubblicato il volume Cinzia e il secondo volume delle irriverenti recensioni cinematografiche dal titolo Il buio colpisce ancora, sempre per i tipi di Bao Publishing.
Nel 2019 la riproposta di Due Figlie e altri animali feroci da parte di BAO con numerose pagine inedite a fumetti e Luna 2069 edito dal Feltrinelli Comics.
In occasione della Pandemia di COVID-19 del 2020 Ortolani pubblica sui suoi social una striscia quotidiana dove il virus è una sorta di spalla comica. La pubblicazione inizia l’8 marzo, giorno in cui Parma è diventata zona rossa come tutta l’Italia, e termina il 4 maggio, data in cui Ortolani annuncia che le strisce saranno raccolte in un libro intitolato Andrà tutto bene pubblicato da Feltrinelli Comics. Nello stesso anno comincia la pubblicazione della miniserie Star Rats, la nuova parodia della saga di Star Wars, composta di 6 albi per Panini Comics. La serie è anche il seguito della saga di Star Rats iniziata nel 1999.
Nel maggio 2020 Tom Brevoort, editor Marvel che supervisiona la testata Fantastic Four dal 2007, traduce le quattro storie sui Fantastici Quattro realizzate tra il 1992 e il 1994 da Leo Ortolani per la fanzine Made in USA presentando l’opera ai lettori americani sul suo blog. Nello stesso anno Leo Ortolani pubblica nella collana I Robinson edita da Laterza Dinosauri che ce l’hanno fatta, un fumetto “in preparazione” dal 1972. Sempre nel 2020 Bao Publishing darà alle stampe Bedelia, una nuovo volume dedicata al personaggio omonimo di Venerdì 12.
Nel 2021 viene pubblicato Matana, una miniserie western di 6 numeri con Rat-Man come protagonista che sarà successivamente raccolta in volume. Nello stesso anno Marvel Comics pubblica uno speciale intitolato Fantastic Four Anniversary Tribute 1, che vede 50 autori, fra cui Ortolani, realizzare il remake di due classici di Stan Lee e Jack Kirby: Fantastic Four 1 del 1961, con la prima apparizione del quartetto, e Fantastic Four Annual 3 del 1965, che presentò il matrimonio fra Reed Richards e Susan Storm. Sempre nel 2021 viene pubblicato Blu tramonto, il terzo volume della “Trilogia dello spazio”, dopo C’è spazio per tutti e Luna 2069.
Del 2022 è la miniserie di sei numeri Night-Man per Panini Comics che si rifà ai film horror degli anni Ottanta e Novanta, come Nightmare e Halloween, che sarà poi raccolta in volume unico. Dello stesso anno è Rat-Man Saga, 12 volumi in 3 cofanetti pubblicata in occasione del venticinquesimo anniversario della creazione di Rat-Man, che presenta tutte le storie in continuity del Ratto senza gli episodi “parodia”.
L’INTERO NUMERO DODICI DI FUMETTOMANIA
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L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 14 maggio 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona P.G., – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 34 anni dalla fondazione – è quello di diffondere la cultura del Fumetto e, fra i nostri obiettivi, c’è la volontà di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori
NOTE EXTRA
FUMETTOMANIA INDEX 1990 – 2012
ovvero, tutte le informazioni e tutti i contenuti relativi ai 20 numeri pubblicati della rivista cartacea Fumettomania.



















