30° ANNIVERSARIO DI FUMETTOMANIA FACTORY! 

Dopo un mese di Maggio ricco di avvenimenti, culminati con l’anniversario dei 30 anni dell’ass culturale “Fumettomania Factory” e con il bellissimo incontro-workshop con Cinzia Ghigliano, riprendiamo la ripubblicazione degli articoli estratti dall’edizione cartacea della fanzine Fumettomania.

Questo mese ed il prossimo torniamo indietro nel tempo al secondo semestre del 1990, ed avremo modo di leggere ben 11 articoli, alcuni anche ‘pepati’, del n. 1 della fanzine pubblicato a Novembre del 1990.

Nota bene: II festeggiamenti per l’anniversario dei trent’anni dell’associazione culturale non si sono affatto conclusi! Nelle prossime settimane si pubblicheranno altre testimonianze di amici ed ex collaboratori. Abbiamo tante idee e progetti legati ai 30 anni che speriamo di realizzare entro dicembre del 2021.

Mario Benenati, responsabile del Web Magazine Fumettomania.


Fumettomania da 0 a 30, Trent’anni straordinari!

Com’era il Salone del Fumetto di Lucca – prima parte

Marzo 1990″

I tre giorni al Palazzetto dello Sport di Lucca, all’interno del quale si svolse l’edizione primaverile del Salone del Fumetto, furono Incredibili! Emozioni su emozioni, lì incontrai per la prima volta un numero indefinito di persone, di artisti. Una cosa stupenda.

Questo evento lo attendevo da 4 anni perché era dal 1986 che volevo fare quest’esperienza, ma una volta lì tutte le fatiche, le difficoltà personali passarono in secondo piano così come gli errori “di gioventù” della rivista Fumettomania che debuttava a livello nazionale

Avevamo uno stand, insieme ad altre realtà amatoriali, nella zona alta del palazzetto e lo riempimmo di copie della rivista, di disegni realizzati da Giuseppe Orlando, di magliette. Non solo Incontrammo i disegnatori dei nostri amati fumetti ma vedemmo anche delle belle mostre espositive.

Mario

continua


APPUNTI
Pareri su Fumetti, autori e tendenze

 IBS Splatter 12/giugno 1990

IMMONDE E PUTRESCENTI LARVE, SANGUINOLENTI ESSERI, PUSTOLOSI MOSTRICIATTOLI

di Giovanni Genovesi

(SETTEMBRE – NOVEMBRE 1990)

Se questa fosse stata una rivista splatter avrei così apostrofato i miei Iettori, esasperando la vecchia moda dell’espressione macabra per renderla più aderente alla horror-mania, resuscitata dopo anni di silenzio sull’onda del travolgente successo ottenuto in America dal cinema splatter, gore, trash, ed in particolare dall’ultimo Nightmare (l’articolo è del luglio-agosto 1990, NdR).

I caratteri distintivi di “spruzzo, sangue, spazzatura”, come si traducono, letteralmente, i termini inglesi suddetti, sono l’uso spropositato di atti sanguinari in virtù dei quali, la vittima designata subisce, generalmente, ogni tipo di lesione e mutilazione, perpetrata col più cinico sadismo, in mezzo ad eccessivi schizzi violenti e voluminosi di sangue.

Praticamente tutte le storie sono ambientate nel mondo contemporaneo, con la stragrande preferenza per gli ambienti urbani occidentali ove si possono pescare, direttamente riferendosi alle cronache giornalistiche, situazioni di brutale degrado, al limite del patologico e dell’inumano.

A questa particolarità si disgiungono, pur se apparentemente privati di importanza nei confronti dell’immagine del sangue, i temi che hanno dato base alla cultura horror e hanno accompagnato quella fumettistica in particolare, dalla comparsa degli Entertraining Comics di William Gaines, nel gennaio 1950, all’italianissimo “Dylan dog” di Tiziano Sclavi, protagonista del ritrovato successo del fumetto horror: per la prima dal boom del genere, negli anni ’70, usciva una pubblicazione piacevole e matura interamente dedicata a storie di terrore.

La paura suscitata dall’insoluto, dal soprannaturale, da tutto ciò che sfugge ai criteri dell’umana comprensione o che si rifiuta ostinatamente di soggiacere all’ordine apparente e forzato che il buon senso vuole imporre alla realtà, è il più elementare degli ingredienti per ogni tendenza horror, dunque anche splatter. Insieme a questo e da esso dipendente, è il tema del cambiamento inaspettato ed indesiderato che può travolgere il tranquillo tran-tran delle nostre giornate, tema che abbraccia un’enorme gamma di possibilità: dall’incedente casuale e catastrofico, totalmente estraneo al soggetto, al soggetto stesso artefice, più o meno consapevole, delle insane azioni cui è devoluto il compito di impressionare il lettore.

Quest’ultimo caso segue la logica del cambiamento quale è semplificata dallo sdoppiamento della personalità, secondo le coppie di opposti ormai tradizionali: dr Jekill-mr. Hyde, conte Dracula-Vampiro, uomo-licantropo, omino timido-sadico crudele, innocente bambino-cinico assassino. Proprio giocare sul tradizionale carattere di ingenuità e debolezza che il sentimento benpensante ha impresso alle verdi età dell’infanzia e dell’adolescenza, lo splatter, nella sua distruzione dei capisaldi della morale comune, inventa paurose, disgustose, ma efficaci situazioni.

gore-scanners


Però l’horror splatteriano dimentica, nel preparare i manicaretti, alcune raffinate e preziose spezie, omesse le quali lo splatter non può che rivelarsi di ben poco gusto per i palati fini. Il fumetto di paura si era posto in risalto, fin dal suo primo apparire, per la curatezza delle storie, congegnate ispirandosi alla migliore letteratura di genere e alle sempre più raffinate tecniche d’espressione cinematografica, urtando decisamente contro la banalità che furoreggiava sui fumetti di altro genere, pieni di eroi acefali e di situazioni più che banali.

L’horror ha aperto la strada verso un fumetto sempre più arguto, intelligente e fruibile, lottando contro la massificazione evidente condotta dall’editoria in generale, dalla pubblicità e dall’allora ancora infante televisione.

Per come è concepito lo splatter, o forse, per come si è accodato ad una nascente moda, invece che esserne l’ispiratore così imitando la precedente ondata di fumetti horror, esso rimette in moto, in senso inverso, il procedimento di cui abbiamo parlato sopra. La cultura del disegno parlato viene sfrontatamente dileggiata, proprio quando così tanto si è fatto e si continua a fare per cancellare l’etichetta di immaturità intellettuale e di subletteratura per adolescenti.

I fumetti splatter che, ahimè, pare tanto attraggano i giovani, mi sono sembrati assolutamente banali, privi di inventiva, di profondità, di analisi introspettiva, di capacità d’avvicinamento, di indispensabile humor.

Gli squartamenti ritrovati nelle decine di storie che mi sono costretto a leggere, hanno suscitato in me il ricordo dell’ingenuità con cui i bambini distruggono i loro giocattoli, compiendo i primi passi verso la scoperta del mondo, cercando chissà quale segreto nascosto dentro una bambola o tra gli ingranaggi di un’automobilina. Era la ludica conseguenza di un pensiero immaturo, incapace di porre e di porsi qualsiasi limite, un modus operandi che, portato all’esasperazione, significherebbe non la scoperta, ma la distruzione di quanto ci circonda. Ad impedire questo interviene la natura, coi i suoi meccanismi e le sue regole.

La crescita fisica si accompagna a quella psicologica, impone una maturazione che fa dimenticare gli eccessi emotivi ed istintivi e fa riconoscere la necessità di rispettare alcuni limiti, per poter sopravvivere in una realtà socioculturamente determinata, in cui pare predestinato che l’uomo si debba inquadrare.

Con questo non desidero affatto esaltare la necessità di un consensuale conformismo in opposizione alla sanguinaria trasgressione splatteriana, bensì affermare, insieme ai latini, che è necessaria una misura nelle cose, un delicato equilibrio tra gli eccessi.

Soprattutto, non sono tanto scandalizzato dalle esplosioni di sangue a buon mercato, dalle lacerazioni cui è sottoposto il corpo umano o dalla cruda rappresentazione di raccapriccianti drammi che sappiamo possibili o accaduti nella realtà, oppure dal fatto che si abbia il pessimo gusto e lo sfrontato coraggio di pubblicare quella spazzatura, simile a ciò che trovava spazio in sub-culturali edizioni stile “Oltretomba” o”Cronaca Nera”. Sono indignato perché a tale paccottiglia si voglia dare una qualche dignità, se non altro per il nuovo modo di proporre il piacere della paura.

pagina estratta dalla rivista HORROR POKER - Gore Scanners 5
editore: Ediperiodici
(data: 1990 - prezzo: L 2000 - pagine: 48 + copertina - formato: cm 17,8 x 27 spillato)
pagina estratta dalla rivista HORROR POKER – Gore Scanners 5

In verità, l’unica prospettiva che ci permette di comprendere lo splatter è quella economica. Si sta incorrendo in una prepotente azione di merchandising e di strumentalizzazione del pubblico, soprattutto adolescente, per invogliarlo e canalizzarlo verso il consumo massiccio dalla gadgettistica creata sull’onda del successo dell’horror cinematografico. Il fumetto è stato, in questo particolare caso, trasformato in un testimonial pubblicitario per poster, adesivi, macabri travestimenti e trucchi.

Sembra che si ripeta quanto toccato a BatMan, non dimentichiamoci che è stato l’eroe cinematografico ad essere strumentalizzato , non quello fumettistico, che nel suo risorgere lo aveva ispirato. Quella volta il fumetto era riuscito a restare indenne dal coinvolgimento pubblicitario, non come lo splatter, che è approdato al fumetto dopo il clamore suscitato nel mondo della pellicola.

Sono comunque costretto a riconoscere alla rivista splatter, una certa positività, poiché si sono proposte qualche palcoscenico abbastanza raggiungibile per gli emergenti autori e disegnatori del fumetto italiano, alternativo a quello porno e sicuramente letto da un pubblico più vasto ed eterogeneo. E poiché i nomi che firmano la maggior parte delle storie sono di persone sconosciute e probabilmente poco esperte, nutro la speranza che in un vicino futuro, nel perfezionarsi della pratica, quelli stessi si dimostrino di sapere fare dell’ottimo fumetto. Rimarchevole mi sembra poi l’incoraggiamento da parte delle redazioni delle testate splatter, nei confronti di chiunque voglia inviar loro del materiale per nuove storie.

Un ultimo pensiero per i disegnatori: questi sono quasi sempre molto preparati tecnicamente, puliti e curati, ma lasciano trasparire evidenti richiami agli stili dei disegnatori più famosi. Un maggiore sforzo di originalità non starebbe male.


GIOVANNI GENOVESI

Nato in provincia di Messina nel 1967. Diplomato Geometra e, più tardi, laureato in Scienze della Formazione.
Dal 1987 lavoro come pilota d’aeroplani, prima in Aeronautica militare, poi in Alitalia, quindi in una grande compagnia low-cost. Appassionato lettore, sono sempre stato interessato al “conoscere” e gran parte delle mie letture riguardano la saggistica, muovendomi tra i vari temi seguendo le indicazioni o i suggerimenti trovati man mano.unti proprio Disegno da sempre, spesso trovando spunti proprio grazie a ciò che leggo.

Nel 2000 ho tenuto la mia prima mostra d’arte. Anche a seguito di questo contatto iniziale con il mercato artistico è venuta plasmandosi la mia idea d’arte. Dopo la mia ultima mostra a Riad, nel 2016, ho deciso di dedicare un volume al mio personalissimo stile di tratteggio.

https://www.youcanprint.it/autori/48808/giovanni-genovesi.html

L’INTERO NUMERO UNO DI FUMETTOMANIA

FM#1 – 1990

LO POTETE VISUALIZZARE E SCARICARE DAL SITO DALL’APP HyperComix


NOTE EXTRA

FUMETTOMANIA INDEX 1990 -2021

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