immagine disegnata da Hugo Pratt

Continua in questo strano mese di marzo l’approfondimento di Dario Janese
su Capitan America, incentrato sulle prime apparizione del Capitano fino al 1953. Buona lettura.
Mario Benenati, curatore del web magazine “La Mediateca di Fumettomania”

Nota introduttiva per chi ci legge: questi articoli (estratti dal blog di Dario: “Lone Ranger, di storia critica del fumetto”) vengono ri-pubblicati, a distanza di oltre sette anni, nel nostro web magazine e completati con l’aggiunta di immagini.


da LONE RANGER,
un BLOG DI STORIA CRITICA DEL FUMETTO

Captain America comics #2, aprile 1941, nel quale lo scudo di Cap. diventa rotondo

IL VOLTO DELL’AMERICA : I TEMPI CHE CAMBIANO

(Articolo originario del 18.11.12)

Il primo Capitan America di Simon & Kirby fa sfoggio di uno scudo di forma tradizionale, forse leggermente ridicolo, e porta una pistola alla cintura. Questa fisionomia muterà rapidamente a causa delle rimostranze di una casa editrice di nome MLJ, che osserverà la somiglianza dello scudo con il simbolo sul costume di un loro eroe patriota di nome, appunto, SCUDO, inducendo l’editor Martin Goodman a chiedere agli autori una modifica immediata. Così, col n. 2 della serie Cap riceverà in dotazione il  celebre scudo circolare stellato, mentre la pistola scomparirà in favore di un approccio interamente atletico all’azione.


Nessun intervento invece sulla figura di BUCKY, l’aiutante teenager chiaramente analogo al Dusty di Scudo, che aveva riscosso ampio gradimento presso il pubblico più giovane.

Tra il 1941 e il 1945 Steve simboleggiò con immensa consonanza popolare il sogno sia il sogno americano dell’Uomo Qualunque la cui volontà trascende ogni difficoltà , sia l’immagine della Democrazia che l’ombra nazifascista sembrava oscurare in Europa.
Steve Rogers compone, con le sue qualità totalmente terrestri – è semplice e sobrio-quasi-schivo di carattere, solido e posato ma con una squadratura incompatibile con ogni compromesso – , una triade di elementi con i suoi due alleati dell’epoca: la Torcia Umana, un uomo artificiale in grado di infiammarsi a volontà e volare, e il principe di Atlantide Namor, anfibio invincibile nel mare suo elemento.
Stanley Lieber, altro ebreo di origine germanica, entrerà nello staff creativo col n.3 della testata : sarà lui a riprendere la sostanza del personaggio Torcia a vent’anni di distanza, e a inserirlo in un nuovo gruppo di eroi chiamati FANTASTICI QUATTRO, che porteranno l’ex Timely (poi chiamata MARVEL) a nuove vette di popolarità mondiale. Ma per tutto il periodo bellico, sarà CAPT. AMERICA COMICS il periodico più venduto del Paese, tanto da sorpassare col suo milione e più di copie mensili la stessa rivista principe TIME.

Copertina della collana di cap. america, convertita in una delle antologie horror pulp di moda

Con la fine del Conflitto, però, il personaggio si troverà privato delle condizioni da cui era nato, e l’interesse dei lettori andrà rapidamente scemando.

La prima vittima del calo di vendite sarà Bucky, messo a riposo e
da parte nel 1948 a favore di un’eroina fidanzata di Cap., nel tentativo di cavalcare il successo di serial d’azione e di coppia come L’UOMO OMBRA cinematografico con Dick Powell e Myrna Loy, o gli stessi FLASH GORDON e MANDRAKE, sempre affiancati dalle loro Dale e Narda. Ma il sotterfugio non diede esiti, e nel giro dei due anni successivi il pubblico abbandonò la testata insieme al genere bellico in generale. Dopo un maldestro tentativo di convertire la serie in una delle antologie horror pulp allora di moda, il febbraio del 1950 vide col numero 75 l’ultima apparizione del nostro eroe

Captain America #76, in versione spacca-comunisti

Tre anni dopo, la nuova casa ATLAS che aveva rilevato i diritti delle uscite Timely si segnalò per il bieco tentativo di rilanciare Cap. in veste di “Spacca-Comunisti”, proseguendo la numerazione interrotta con tre beceri episodi di ruffianeria nei confronti della dilagante atmosfera di caccia alle streghe. L’infamia ebbe fortunatamente termine già col n.78, nell’indifferenza generale.

Capitan America a tutti sembrava editorialmente finito, e per sempre.

2 – continua

Janisch

BREVE BIOGRAFIA

Dario Janese, torinese, 1964, sociologo e storico americanista, dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture. Da vari anni conduce un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.

GLI ARTICOLI DI DARIO, SU CAPITAN AMERICA, SONO:

16 del 02-03-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/capitan-america-ovvero-il-primo-vendicatore/

17 del 09-03-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/il-volto-dellamerica-i-tempi-che-cambiano-levoluzione-di-cap-america/

18 del 16-03-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/la-seconda-vita-di-capitan-america-un-uomo-fuori-dal-tempo/

19 del 23-03-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/le-molte-ceneri-del-sogno-americano/