Primo articolo del 2024 anche per il progetto di trasposizione in digitale degli articoli tratti della nostra fanzine cartacea (1990-2012). Siamo arrivati al n. 11 che risale a dicembre 1998; con quel numero l’associazione iniziava un lungo percorso (‘idea di base era quella di dedicarsi a temi specifici), che durò fino al 2010. Con il n. 11 ci fu il ritorno ad una copertina vera e propria, le pagine passavano da 20 a 32, anche se la tiratura rimase invariata (cioè circa 350 copie).

I due testi di oggi sono: un’intervista raccolta nel 1998 a Messina a due giovani autori , allora, esordienti, Adriano Belfiore e Giovanni Daniele Freri, ed un breve testo critico sui due autori esordienti.
Di Giovanni Freri pubblichiamo, inoltre, un fumetto inedito dedicato a Stefano Benni, che fu realizzato da lui nel 1999. Mentre Adriano era l’autore della bella copertina della rivista che abbiamo ricordato anche durante la mostra dei trent’anni con una cornice dedicata proprio alla sua copertina.

Se volete saperne di più sui nostri progetti potreste leggere la nostra newsletter natalizia ( https://associazione-fumettomania.voxmail.it/p/hedkwj/c-2fc86ded ), che abbiamo già inviato ai nostri 1000 contatti la vigilia di Natale.

Mario Benenati, curatore del sito Fumettomania Factory Magazine

L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona P.G., – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 32 anni dalla fondazione – è quello di diffondere la cultura del Fumetto e, fra i nostri obiettivi, c’è la volontà di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori

Il sommario del n. 11 è riportato di seguito

  • 2 editoriale di mario benenati
  • 3 The Funky: intervista agli autori e recensione (che stiamo pubblicando oggi)
  • 5 Un anno di Autoproduzioni
  • 6 Zero Tollerance: gli ultimi capolavori Marvel
  • 6 Chi è Batman?
  • 8 Nuvole a Cremona:
    chiacchierate con Stefano Ricci, Giovanna Anceschi, Massimiliano De Giovanni,
    • Otto Gabos, Vanna Vinci, Carlo Ambrosini e Claudio Chiaverotti
  • 14 In principio era Tex
  • 16 Portfolio
  • 18 Intervista a Stefano Benni e Impressioni sullo spettacolo ‘Sconcerto’
  • 20 Sognando la realtà realizzando i sogni
  • 21 Zograf, racconti di guerra
  • 21 Spazio indipendenti
  • 22 Recensioni:
    • Tex e Martin Mystère
  • 24 Recensioni Manga:
    • Ushio e Tora; e Berserk
  • 26 Voce alle fumetterie: Intervista ad Alex Bertani
  • 28 L’indiscutibile Supremazia di Alan Moore
  • Anticipazione: Jonathan Steel
  • 31 Sulle tracce di fumettomania
  • 31 Bilal e Ade Capone

Quest’anno sono state pubblicate, nella nostra penisola, una moltitudine di autoproduzioni a fumetti. Merito della distribuzione nelle librerie specializzate, ma soprattutto di quei giovani autori che, audacemente e con tanta professionalità, riescono a produrre delle storie interessanti, con un buon segno grafico, meritevoli di uno sguardo, di una lettura e, infine, di essere acquistate.

Non parlo di produzioni indipendenti, in quanto tale termine si riferisce più a produzioni fumettistiche che si distaccano, per le tematiche, per il segno grafico, dalla serialità dominante nel mercato fumettistico. Queste serie sono vicine ai super eroi, ai manga, ai bonelliani, con qualche piccola eccezione ovviamente (ad esempio la collana ‘Schizzo Presenta’ del Centro A. Pazienza e Interzona n.d.r.), ne sono i figli naturali, ma sono comunque un tipo di produzione da tenere d’occhio e da valutare nel tempo.

Nei mesi passati abbiamo acquistato: ‘Bonerest’ qualcosa di ‘Interzona Fagorgo’, ‘Gek Lo sguartatrote n. 0 e per gentile concessione abbiamo avuto i numeri 0, 1 e 2 di ‘THE FUNKY’.
Da questo numero ampliamo lo spazio dedicato a questi fumetti e tutti coloro che vogliono esprimere le loro impressioni sono i benvenuti.

THE FUNKY
Intervista agli autori di un nuovo fumetto ‘made in Sicilia’

di Mario Benenati (ottobre 1998)

Belfiore
illustrazione a colori di the Funky -1999, di Adriano Belfiore

Adriano Belfiore e Giovanni Freri li abbiamo conosciuti nel ‘95, ad una mostra esposizione realizzata a Barcellona P.G. e ci avevano lasciato anche dei disegni, ricordo che erano fatti a penna, con tutte quelle imprecisioni che ha qualsiasi aspirante fumettista. Poi ci siamo persi di vista.

A dicembre dell’anno passato (era il 1998, NdR) ci siamo rincontrati ad una mostra mercato a Messina, in una delle rare volte che il fumetto diventa protagonista nella nostra isola, e abbiamo così scoperto la loro ultima produzione a fumetti che, nelle loro intenzioni, vorrebbero portate avanti per un pò di tempo, senza tralasciare anche gli altri progetti, che separatamente ognuno di loro cercherà di realizzare.

Fumettomania: Come è nata l’idea di Funky?
Adriano Belfiore: L’idea è nata quasi per scherzo. Un giorno, durante una pausa lavorativa, feci uno schizzo di una figura un pò stravagante con un aspetto che dava tra il macabro ed il buffo, ma dalle caratteristiche ancora non definite…

Ti sei ispirato a qualcuno per il tuo personaggio?
Praticamente, dopo averlo disegnato, mi sono reso conto che Funky assomigliava vagamente ad un noto Dj radiofonico del quale, tempo fa, avevo realizzato alcune vignette umoristiche.

Il tuo, è un personaggio giovane!
Si, posso dire che ‘il funky è il risultato delle frustrazioni e della voglia dei giovani di ribellarsi alla società contemporanea, infarcita, ormai da ipocrisie e falsità. Infatti, i contenuti delle storie non rispecchiano quelli del fumetto d’autore, bensì trattano in modo del tutto originale delle situazioni che interessano i giovani, della mia età ed anche più piccoli, usando un linguaggio del tutto particolare.

Quali obiettivi ti sei posto…
Il mio obiettivo iniziale, era quello di creare qualcosa dove potermi esprimere liberamente in modo da poter presentare un prodotto nuovo sia al pubblico che agli esperti del settore.

In seguito, l’altro obiettivo prefissato, era quello di far collaborare quante più persone possibili a questo progetto. Cosa che sto in parte realizzando. Infatti, già dal n. Zero, sono stato coadiuvato da altri due amici: Lino Mazzullo e Giovanni Freri.

Sembra di capire che i tuoi collaboratori hanno avuto un ruolo importante.
Indubbiamente!Il fumetto di presentazione doveva essere come un biglietto da visita… E’ stato un lavoro di gruppo, che, ora dopo l’uscita del n. 1 e 2, sembra aver dato buoni risultati.

pagina  di ‘the funky di A. Belfiore - 1997-98
pagina di ‘the funky di A. Belfiore – 1996-97
La copertina del n 1 di The Funky (1997)

Lino Mazzullo si è prestato per la realizzazione e l’impostazione dei paesaggi (avevamo notato la tavola suggestiva che raffigurava l’immaginario ponte di Messina, n.d.r.), e Giovanni Freri, oltre a schizzare diverse tavole, ha realizzato alcune pin-up (una di queste è stata pubblicata alla fine dell’albo n. 0.) e sul n. 1 ha presentato il suo personaggio, comprimario di Funky.

Giovanni, cosa ci dici di questa esperienza e del tuo personaggio, Springman (l’uomo molla), in particolare?
Giovanni Freri: Cominciamo dal nome. Springman (l’uomo molla), è esatto! Ma la traduzione in italiano può essere mal interpretata poiché il termine Spring, ahimè, significa anche primavera! In questo caso vale il primo significato, perché il nome deriva dai congegni che il protagonista ha in dotazione nel costume

A vederlo sembra un classico eroe americano degli anni 60.
In effetti pare così, almeno per quel che riguarda il costume e le atmosfere, non ha ancora quel design innovativo ed ipertecnologico dei supereroi che vanno per la maggiore in questo anni. Ma niente paura. Qualche modifica è già in atto e più avanti si spera di vederne gli sviluppi.

Il lato riguardante Ia sceneggiatura, invece, lo si può attribuire ad uno di quegli episodi “pilota” che presentano un telefilm americano prima delle serie regolare.

Quindi, qual’é la sua particolarità?
Più che i poteri, il mio fumetto vuole mettere in evidenza le caratteristiche del protagonista in quanto uomo comune. Infatti, affronta delle situazioni in cui emerge il suo lato umano, con le sue paure ed incertezze, dove misura i propri limiti che gli danno la forza di combattere e la voglia di vincere, rendendosi conto, alla fine che non sono necessari super poteri o costumi particolari.

Perché, allora, creare un altro supereroe?
GPer dimostrare questo, occorreva descrivere un personaggio che, per riuscire a credere nelle sue capacità, lo diventasse… e anche perché mi piace disegnare questo tipo di storie! Ehm… forse proprio per questo.

tavola di giovanni freri_1998
tavola di giovanni freri (1997)

Fino ad oggi hai sempre disegnato fumetti?
No, mi sono occupato anche di altre cose che riguardano la grafica e l’illustrazione, ma l’antica passione rimane sempre il fumetto. Disegnavo le prime storie già dall’età di dieci anni (oggi ne ho ventotto), ispirandomi agli eroi Marvel che sono i miei preferiti. Da allora ho continuato imperterrito, cercando sempre di raffinare il tratto ed acquistare una padronanza tecnica d’esecuzione, rimanendo sempre nell’ambito autodidatta, ma queste sono ricerche che on finiranno mai!

Abbiamo saputo della vostra presenza a Lucca Fumetto, come espositori, a marzo ed a ottobre…
A.B.: Già, abbiamo presentato, a marzo, il nostro albo in maniera ufficiale. Devo dire che è stata la cosa più emozionante ed entusiasmante che ci potesse capitare. Abbiamo raccolto anche pareri favorevoli da molte parti (dal pubblico che ha sfogliato il fumetto e dagli esperti del settore) e sentirsi fare i complimenti dai ragazzi che fanno parte della ‘Scuola del Fumetto’ o da altri disegnatori, è una cosa che ti ripaga in gran parte degli sforzi fatti fin’ora.

Avete avuto degli incontri interessanti?
A.B.: Abbiamo visto diversi autori, alquanto autorevoli, anche se non ci è stato possibile, ad esempio, seguire tutti gli incontri poiché la folla presente alla manifestazione, assediava la nostra posizione.

Personalmente posso ritenermi soddisfatto, perché ho avuto l’occasione di veder il grande Claudio Castellini, durante una conferenza stampa, nella quale ha parlato dei suoi prossimi lavori e di alcune tecniche di realizzazione. Ed ancora Joe e Adam Kubert, disegnatori americani molto conosciuti dai giovani e dai meno giovani.

Poi un grande vecchio del fumetto mondiale, Will Eisner, molto osannato dal pubblico. Abbiamo fatto conoscenza pure di alcuni autori emergenti come R. Crosa, R. Mortis, W. Venturi con il suo ‘Cap. Italia’, nonché alcuni allievi molto promettenti della ‘Scuola internazionale di comics di Roma’ e di Firenze !!!

pagina di ‘the funky di A. Belfiore (1997-989

L’ANGOLO DEL PROFESSORE

La storia ‘the Funky‘ è sicuramente interessante, nelle ambientazioni e nel personaggio. La storia soffre di qualche piccola lacuna, ma sicuramente sarà corretta nei prossimi numeri. Vedo che il disegnatore si trova bene nella rappresentazione delle vignette piene di neri,
un po meno quando 1personaggi sono visti da lontano, su questo punto dovrà lavorare parecchio.

C’é un ‘influenza del fumetto americano anni ’90, di McFarlane in particolare, con un piccolo storzo si potranno togliere alcune imperfezioni e far fare al personaggio e alla serie un’altro salto di qualità.

Tutto questo vale per The Funky, ma non per Springman. Giovanni deve ripulire molto li suo tratto, ci sono un mucchio di cose che sono poco visibili nelle tavole, segno non solo di un rimontaggio delle tavole (per farle entrare nel n. 1), un lavoro di ripulitura che va fatto, se Giovanni vuole ambire a risultati positivi. In effetti, ho visto qualche mese dopo delle tavole più recenti (del 96/97), e mi sono reso conto che alcuni difetti sono stati superati. Bene. Carina, infine, l’idea delle atmosfere e dello stile anni 60. Ma va più approfondita.

In conclusione, sono del parere che un disegnatore esordiente deve proporre ciò che ritiene migliore. e alla luce di ciò che ho visionato Giovanni sa fare di meglio di ‘Springman‘, sarebbe il caso di puntare a proporre cose più recenti e più curate, che produrre una storia vecchia di tre anni fa


NOTA A MARGINE

Un fumetto inedito di Giovanni Daniele Freri, del 1999, da una storia di Stefano Benni


L’INTERO NUMERO UNDICI DI FUMETTOMANIA


NOTE EXTRA

FUMETTOMANIA INDEX 1990 – 2012

ovvero, tutte le informazioni e tutti i contenuti relativi ai 20 numeri pubblicati della rivista cartacea Fumettomania.

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