Qualche anno fa, abbiamo scritto degli articoli su personaggi che sono liberi da diritti d’autore. Ogni primo di gennaio se ne aggiungono di nuovi, specialmente super eroi, tutti liberi da diritti.
Ne parlavamo spesso con il mitico e compianto Luca Boschi, specialmente di questo personaggio che qualche giorno fa ha compiuto 85 anni, e che dovrebbe entrare nel pubblico dominio l’1 gennaio 2026 (secondo l’attuale legge statunitense sul copyright).
Riscopriamolo in questo bel testo estratto dal blog di John Freeman.
Buon ferragosto a tutti voi, da Mario Benenati (responsabile del magazine on line di Fumettomania Factory APS)
English version: A few years ago, we wrote articles about characters that are now free from copyright. Every January 1st, new ones are added, especially superheroes, all free from copyright.
We often discussed this with the legendary and late Luca Boschi, especially about this character who turned 85 a few days ago and is scheduled to enter the public domain on January 1st, 2026 (according to current US copyright law).
Let’s rediscover it in this beautiful text excerpt from John Freeman‘s blog.
Happy Ferragosto to all of you, from Mario Benenati (editor of the Fumettomania Factory APS online magazine)
Dal 24 febbraio il nostro magazine è gemellato con il sito downthetubes affinché ci sia una collaborazione ancora più stretta con John Freeman; lo vedete ben indicato sulla parte inferiore della home page, ed anche nella colonna laterale accanto a questo articolo.
M.B.
Happy Birthday, Betty Boop!
di John Freeman (articolo originario del )
Betty Boop, ancora oggi popolare, fece il suo esordio vertiginoso il 9 agosto 1930 in ” Dizzy Dishes “, uno dei cortometraggi animati Talkartoons prodotti dai Fleischer Studios , di proprietà della Paramount Pictures.
Il personaggio, originariamente una caricatura canina sexy di una flapper dell’era del jazz, fu creato da Grim Natwick e raggiunse la fama mondiale nel 1932, dopo che la Paramount Pictures, che aveva salvato i Fleischer Studios dalla bancarotta nel 1926, li aveva spinti a sviluppare il concetto.
Originariamente fidanzata con la creatura di Fleischer, Bimbo, Betty Boop si è trasformata in fumetti, in un prolifico merchandising di massa e in un musical di Broadway pluripremiato fin dal suo debutto.
Secondo l’attuale legge statunitense sul copyright, Betty dovrebbe entrare nel pubblico dominio il 1° gennaio 2026.

Ispirandosi all’aspetto di star contemporanee come la cantante di vaudeville adolescente diventata pop star adulta Helen Kane (che, nel 1934, fece causa a Fleischer per la sua celebre battuta “Boop Oop a Doop”), Mae Questel, che tornò a prestarle la voce in ” Chi ha incastrato Roger Rabbit” nel 1988, è considerata quella che ha dato al personaggio la sua voce “definitiva”. Ma originariamente era stata interpretata dall’attrice Margie Hines tra il 1930 e il 1932.
(La Betty Boop originale è stata anche doppiata, in alcune occasioni, dalle attrici Bonnie Poe e Little Ann Little che, come Margie Hines e Mae Questel, hanno ottenuto il ruolo di Betty Boop tramite un concorso di somiglianze e suoni di Helen Kane).
Margie Hines iniziò a lavorare per i Fleischer Studios nel maggio del 1930, prestando la voce a Betty fino a “I’ll Be Glad When You’re Dead You Rascal You“, prodotto nel 1932, prima di firmare un contratto con i Fleischer Studios, “rivali” dei Van Beuren Studios, per prestare la voce ai loro personaggi animati.
Il suo personaggio più famoso per Van Buren fu “La Contessa Gatta“, creata da Paul Terry, un altro personaggio di enorme popolarità, sullo schermo e non solo, negli anni ’30, spesso in coppia con il suo fidanzato Waffles Cat. La Contessa Gatta apparve anche nella serie “Le favole di Esopo”.
Hines tornò poi a interpretare il ruolo di Betty Boop nel 1938 e nel 1939, quando vennero prodotti gli ultimi cartoni animati, in versione attenuata, della serie originale del personaggio.
Hines, nato a Glendale, nel Queens, a New York City, ha anche doppiato Olivia nei primi cartoni animati di Braccio di Ferro e si è sposata per un breve periodo con la voce di Braccio di Ferro, Jack Mercer.
Morì nel 1985, ma non venne ricordata, poiché aveva abbandonato il mondo dello spettacolo negli anni ’40, scomparendo dalla scena.
Betty Boop ebbe un successo iniziale, senza dubbio aiutato da memorabili e surreali talkartoons come “Minnie the Moocher”, con Cab Calloway e la sua orchestra, prodotto nel 1932, ma il personaggio incontrò l’opposizione della National Legion of Decency e del Production Code del 1934, che imposero delle linee guida all’industria cinematografica e posero specifiche restrizioni sui contenuti a cui i film potevano fare riferimento con allusioni sessuali.




Concept art del film d’animazione cancellato Betty Boop per la Zanuck Company e la Metro-Goldwyn-Mayer.
Ma nonostante sia stata attenuata per essere più modesta, Betty Boop è diventata uno dei personaggi dei cartoni animati più noti e popolari al mondo, affascinante e divertente per generazioni, in bilico tra l’essere vista come una creatura innocente e l’essere tentata.
Brindiamo a tutti coloro che hanno contribuito al suo successo, sia quelli riconosciuti che quelli trascurati!
Approfondimenti (Head downthetubes for..)
HubPages: “Chi è la vera Betty Boop?”
Koriander Bullard racconta la storia del caso giudiziario di Helen Kane. Dopo che un numero dell’aprile 1932 della rivista Photoplay accusò direttamente la sosia di Kane nei cartoni animati, la donna intentò una causa contro i Fleischer Studios, ma il processo non si sarebbe svolto fino all’aprile 1934.

A quel punto, la Paramount abbandonò Kane, e si vociferava che avessero scelto appositamente di elevare l’eternamente giovane Betty Boop per non dover pagare Kane, che aveva già 30 anni quando si svolse il processo e la cui carriera iniziò a declinare con il declino della moda flapper. Sembrava che sarebbe stato facile per Kane dimostrare in tribunale che la Paramount e i Fleischer Studios avevano preso quasi tutto di Betty, dalla sua immagine e dal suo stile.
Ma il caso giudiziario ha prodotto un colpo di scena inaspettato e, giudicato in base ai costumi odierni, riguarda una storia di palese appropriazione culturale di due artiste di musica nera, Baby Esther e Florence Mills…

• Fleischer Studios – Trovare la sua voce: Betty Boop
La voce di Betty Boop è una delle sue caratteristiche più iconiche e riconoscibili, e sei donne diverse hanno doppiato il ruolo di Betty durante il suo periodo di massimo splendore negli anni ’30.
• Profili di Ink-Slinger: Bud Counihan

Prima di Marilyn e Madonna, Betty Boop si è fatta strada nei cuori di tutto il mondo con il suo mix unico di innocente innocenza e potente sensualità da cartone animato. Betty Boop rimane la prima protagonista femminile dell’animazione e un’icona glamour internazionale. Questo volume raccoglie tutte le avventure di Betty apparse sulle pagine umoristiche dei quotidiani negli anni ’30 (sotto la copertina, NdR).


• La vita e i tempi di Betty Boop: la storia centenaria di un’icona animata di Peter Benjaminson
La prima biografia (sopra la copertina,NndR) mai scritta di un importante simbolo culturale americano, Betty Boop: The Most Popular Female Comic Strip and Cartoon Character of All Time, descrive la vita sentimentale e familiare incredibilmente attiva di Betty Boop, così come rivelata nei suoi numerosi fumetti, albi, cartoni animati e film a partire dal 1930.
Il pluripremiato autore Peter Benjaminson racconta la creazione di Betty Boop, basata su due artiste afroamericane che hanno fatto da modello per il personaggio di Betty. Esplora i numerosi cambiamenti nell’aspetto, negli atteggiamenti e nel comportamento di Betty nel corso degli anni. Benjaminson rivela anche le storie delle donne che le hanno fornito una voce parlata e cantata, insieme ai background, alle intenzioni e alle carriere dei numerosi creatori e animatori di Betty.
Betty Boop si abbandona alle controversie che circondano il personaggio, comprese le sue avventure con Felix the Cat (una produzione quotidiana di fumetti della durata di quattro anni).
Benjaminson mette in luce le tendenze sociali che hanno reso Betty popolare per quasi un secolo, tra cui la sua recente trasformazione da oggetto sessuale indifeso a icona femminista e la sua enorme popolarità tra le giovani donne americane.
NOTA A MARGINE
Sotto i link di Due articoli precedenti di John dedicati sempre a Betty Boop
• downthetubes: Strisce europee misteriose della Marvel UK: puoi aiutarci a riconoscerle?
Noi di Fumettomania abbiamo scritto di Betty Boop il 22 settembre 2017, nel lungo speciale “Le Donne nel Fumetto” con un articolo di Carlo Scaringi
Mente nel blog di Luca Boschi, ancora esistente seppure senza immagini i riferimenti a Betty Boop sono ai link
https://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2011/05/01/la-vera-storia-di-betty-boop/ ed https://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2016/07/19/betty-boop-ritorna-con-bimbo-e-koko/
Dominio Pubblico
Nelle prime settimane del 2019, si è fatto un gran parlare dei personaggi di dominio pubblico che sono diventati tali dal’1 gennaio 2019. In merito ho letto l’articolo https://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2018/12/31/buon-anno-e-buoni-copyright/ di Luca Boschi del 31 dicembre 2018; ed il successivo articolo del 9 giugno 2019, https://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2019/06/09/i-fumetti-liberi-da-diritti-di-g-moeri/ .
A gennaio del 2019, inoltre, avevo trovato questo URL, https://comicvine.gamespot.com/public-domain-characters/4015-55750/ dedicato ai personaggi di pubblico dominio apparsi in 4370 numeri (dato aggiornato al 14 agosto 2025, NdR).
Sempre nell’estate del 2019, all’interno di un post pubblicato dall’amico Luigi Riggio, sui gruppi “Comicart” “Gli Eremiti Del Pianeta Fumetto: Evoluzione” di Facebook (oltre un sano dialogo tra veri appassionati), è saltato fuori anche un altro interessante link, che trovate di seguito https://pdsh.fandom.com/wiki/Public_Domain_Super_Heroes e che vi consiglio di consultare.
Vi ricordo, infine, che anche Fables (inclusi tutti gli spin-off e i personaggi di Fables correlati) sono diventati di dominio pubblico, per volontà dell’autore Bill Willingham, dal 15 settembre 2023.
Biography
John Freeman is the founder of downthetubes, launched in 1998. He is a comics and magazine editor, writer, and Press Officer for the Lakes International Comic Art Festival. He also runs Crucible Comic Press.
Working in British comics publishing since the 1980s, his credits include editor of titles such as Doctor Who Magazine and Overkill for Marvel UK, Babylon 5 Magazine, Star Trek Magazine, and its successor, Star Trek Explorer, and more. He also edited the comics anthology STRIP Magazine and edited several audio comics for ROK Comics; and has edited several comic collections and graphic novels, including volumes of “Charley’s War” and “Dan Dare”, and Hancock: The Lad Himself, by Stephen Walsh and Keith Page.
He’s the writer of comics such as Pilgrim: Secrets and Lies for B7 Comics; “Crucible”, a creator-owned project with 2000AD artist Smuzz; and “Death Duty” and “Skow Dogs”, with Dave Hailwood.
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