immagine disegnata da Hugo Pratt
Lone Ranger: Appunti di Storia del Fumetto dalle Origini a Oggi.
Disney, Marvel, DC, Bonelli e i grandi autori e personaggi indipendenti nell’Arte Grafica Sequenziale.

Nuovo appuntamento con Dario Janese che si sofferma sugli episodi più imbarazzanti della carriera dell’Uomo Ragno e su quelli della Marvel; ne leggeremo delle belle!
Buona lettura
Mario Benenati, curatore di Fumettomania Web Magazine


Lone Ranger: Seconda stagione

MARVEL MAGIC MOMENTS
Gli episodi più imbarazzanti della carriera dell’Uomo Ragno e non solo …

(fusione di cinque post del 15-10-2014, del 18-10-2014, del 27-11-2014, del 05-06-2015 e del 13-08-2015, dalla pagina Lone Ranger)

di Dario Janese

lo Stupefacente Uomo ... sacco presentato dall'amico Jonny Storm, in AMAZING SPIDERMAN 258

Gli episodi più imbarazzanti della carriera dell’Uomo Ragno

Mai, nemmeno per un istante va dimenticato che sotto la maschera dell’Uomo Ragno si nasconde PETER PARKER, l’Uomo della Legge di Murphy, catalista universale di sfiga. Nessun eroe come lui ha collezionato momenti di assoluto imbarazzo e figuracce di portata epica. Addirittura la rivista WIZARD nel 1998 indisse un sondaggio da cui risultò una top-ten di scene da dimenticare: queste sono le Tre Regine della Comicità Involontaria:

3 AMAZING SPIDERMAN 267.
Peter David ci mostra cosa succede a portare un eroe metropolitano FUORI della metropoli: dopo un inseguimento sopra il tetto di un bus, Spidey si ritrova nei sobborghi dell’estrema periferia di New York…. dove NON CI SONO PALAZZI DI ALCUN TIPO. Il povero Peter lancia le sue ragnatele a vanvera, senza trovare nulla di alto a cui appigliarsi. E quando prova saltare su un albero, il ramo si spezza e il Nostro si schianta a terra rischiando di ammazzare un bambino in triciclo. Ma la cosa peggiore sono i vicini che accorrono e, non avendo idea di chi sia, lo prendono per uno schizzato in maschera. “Che cosa diavolo stai facendo?!” “Avendo un incubo” è la risposta.

pagina imbarazzante estratta da AMAZING SPIDERMAN 267

2 AMAZING SPIDERMAN 258
Epocale: al Baxter Building, base dei FANTASTICI QUATTRO, Spidey viene a sapere che il suo Costume Nero è vivo ed è un simbiota alieno (e il peggio, in proposito, è ancora da venire…). Reed riesce a staccarglielo di dosso con un raggio sonico, e un Peter smascherato e in mutande viene rivestito dalla Torcia con un vecchio costume dei primi F4: i quali non avevano maschera, che viene surrogata da… un sacchetto di carta da panetteria! Il perfido Johnny gli appiccica il classico biglietto “PRENDETEMI A CALCI” sulla schiena, e lo Stupefacente Uomo sacco fa il suo debutto a New York assalito dai cronisti affamati di kitsch metropolitano, fuggendo quindi in preda al panico.

1 AMAZING SPIDERMAN 12
E il vincitore è… anzi no, lo sconfitto è Spidey, perché il vincitore è il DR. OCTOPUS! Un Tessiragnatele stordito dall’influenza prende un sacco di botte da Doc Ock, e svenuto e inerme viene smascherato come Peter Parker: JJ Jameson, Betty Brant e la polizia… ma NESSUNO CI CREDE!!! “Avrei dovuto capirlo! Non è l’Uomo Ragno, ma quel moccioso impedito di PETER PARKER!”
Nessun commento. Applausi al genio sadico di Stanley Lieber, al secolo Stan Lee. Tutti ridono. Sipario.

Peter parker smascherato in Amazing Spider-man #12

Scene di Imbarazzo Sovrannaturale agli Uffici Marvel

Difficile dall’inizio, il rapporto tra la Casa delle Idee e il mondo dell’Occulto.
Sin dal 1961, quando il primo supereroe della neonata Marvel fu il bizzarro e increscioso DOCTOR DROOM, mistico agente le cui origini erano un concentrato di cliché pulp e stereotipi etnici, il cui totale flop in 6 atti su AMAZING ADVENTURES 1-6 ebbe il solo valore di preambolo e prototipo alla nascita del Dr. Strange (altro occidentale al cospetto di altro maestro tibetano, e per breve durata anche il buon Strange mostrò tratti somatici asiatici, luogo comune allora obbligato per i maghi dei fumetti).
Ripescato nel 1976 come Dr. Druid in versione etnicamente ri-corretta delle origini, presto sbattuto nel frulla-eroi del kitsch-festival dei Vendicatori dell’epoca, non riuscì a dare prova migliore.

pagina estratta da una storia di dr droom

Correva invece l’anno 1974 quando la all-yankee Marvel incappò in una figura non da poco ristampando le storie del primo Ghost Rider di casa, un cavaliere western apparso nel 1967, reintitolandole NIGHT RIDER dato che il nome era intanto stato preso da un demoniaco motociclista in fiamme.
Purtroppo in gergo sudista il NR era l’adepto del Ku-Klux-Klan, e vedere il nome su un corridore incappucciato vestito di bianco non faceva molto per attenuare l’effetto boomerang. Dopo sei numeri e un fiume di segnalazioni la serie venne ritirata e il personaggio poi rinominato Phantom Rider.

cover del'albo NIGHT RIDER #1, il Ghost Rider originale del 1967.

Ma ancor più imbarazzante la vicenda editoriale della nascita di Daimon Hellstrom, il FIGLIO DI SATANA, imposto l’anno prima da uno Stan Lee lanciato allo sfruttamento del filone fanta-horror dopo il successo di TOMB OF DRACULA. Roy Thomas, atterrito all’idea della reazione del pubblico cristiano a una serie satanista, ottenne di scalare dal proposto MARK OF SATAN alle vicende di un figlio in rotta con il suo padre occulto: ma gli incaricati Gary Friedrich e Herb Trimpe, che lo lanciarono in crossover tra MARVEL SPOTLIGHT 12 e GHOST RIDER 1 e 2, finirono per plagiare un oscuro personaggio (Blue Devil) di primi ’60 del cartoonist Biljo White, per giunta amico personale di Thomas. Il fatto che White non si rivalse forse non fu un’ottima idea, perché in seguito un altro suo prodotto, The Eye, venne ricopiato quasi uguale nel grottesco avversario di Ghost Rider, The Orb.
In compenso Hellstrom ebbe una popolarità di breve durata, e si vide in breve scaricato nella serie-caravanserraglio dei Difensori, dove alla fine si riconciliò con tutti e tre gli aspetti di Satana Padre in un DEFENDERS 100 che definire imbarazzante sarebbe un eufemismo ingiustificato.

MARVEL SPOTLIGHT 13: con  Daimon Hellstrom, il FIGLIO DI SATANA.

Dulcis in fundo, il capolavoro editoriale horror per eccellenza: la serie tronca del GHOST RIDER di Howard Mackie, che dopo anni di grande successo incontrò un progressivo declino di vendite (dovuto ad eccesso di eventi e crossover gratuiti di scarsa qualità): passata ai testi di Ivan Velez, doveva chiudere nel 1998 col numero 94, che risolveva i vari nodi di una trama lunga e contorta.. ma non venne mai stampato, perché l’Amministrazione tagliò la serie prima della sua uscita. Nonostante le proteste dello staff creativo, il 94 restò un albo fantasma sino al Marzo 2007, quando Marvel si decise a licenziarlo con titolo FINALE. Puro umorismo involontario, a bassissima tiratura, tra l’altro.
Excelsior.

GHOST RIDER #94, il numero finale, di Howard Mackie

e STUPIDARIO MARVEL 1.0: “Where’s the fu***ing Editor?!”

Nessuno è perfetto.
Nemmeno Stanley Lieber, al secolo Stan Lee, che nel tumultuoso periodo dell’esplosione Marvel , lavorando 18 ore al giorno su più sceneggiature alla volta, si è distinto per alcune gaffe passate alla leggenda: come sbagliare il nome del protagonista confondendo l’Uomo Ragno con… Clark Kent (ma in fondo era il primo incontro del DOTTOR OCTOPUS con Spidey, e il fisico era così simile che con quel rosso e blu ci si poteva anche confondere…). Oppure far raccomandare la segretezza all’eccelsa mente del PROF. XAVIER nei confronti della Bestia degente in ospedale… mentre lo chiama A VOCE ALTA PER NOME!
Ma nulla più che ritrarla rende giustizia all’immortale copertina di MARVEL TALES 192, che riporta king-size il celebre titolo della storia dell’Uomo Ragno più nota di sempre: “Il Giorno in cui Morì Gwen Stacy” … ristampandola col NOME SBAGLIATO!!!
Qui Lee, del tutto innocente, fece risuonare i corridoi della Casa delle Idee con un pittoresco “WHERE’s THE FU**ING EDITOR…?” degno di un rapper del Bronx.
Excelsior!

A – Superlavoro

1960: Stan Lee inonda il povero Jack Kirby di così tanto materiale che alla fine il Re incrocia due sceneggiature, e finisce per disegnare la copertina di un albo con in mente il copione per un altro. il risultato è lo spettacolare JOURNEY INTO MYSTERY 60, dove campeggia un mostro che non esiste nella storia, e dove i testi nei flash non c’entrano assolutamente niente con l’effettivo contenuto. A parte il nome stesso del villain – BOMBU l’Uomo-Strega (!!!) era già imbarazzante di suo -, il suddetto NON viene da un mitico passato e NON si sogna neanche di colpire di notte, tanto che tutta la storia si svolge di giorno, e il terribile Bombu è uno stregone africano con una grottesca maschera che, alla fine, si scoprirà essere la sua vera faccia dopo che per provare il suo potere il fesso evoca una tempesta con tanto di fulmini, uno dei quali lo stende sul posto. Non sto scherzando, leggetevela se osate.
Kirby, sicuramente a scopo catartico per esorcizzare l’onta, nel numero 122 ripescherà il concetto e ne schiererà una versione un pò più seria chiamata Uomo-Demone contro il possente Thor (che lo caricherà di botte senza troppe remore). Edizione italiana: THOR Corno n. 24, col volto sorridente di Bombu-2 in copertina.

cover dell'albo journey into mystery 60 con BOMBU l'Uomo-Strega (!!!)

B – DISTRAZIONE

1963: Stan Lee doveva aver ordinato della pizza da PALMER’S ed essere molto affamato, o avere un commercialista di nome Palmer che lo attendeva, perchè in AMAZING SPIDERMAN 1 chiama il nostro adorato Uomo-Ragno PETER PALMER per ben 2 volte, in 2 vignette consecutive.
Se “Parker” non gli piaceva, poteva anche cambiarlo…in fondo il nome era suo! Ma la Storia avrebbe deciso diversamente.

C- ?!?!?
1974.

Mentre Len Wein, Editor in Capo, si fa una pennica nel suo ufficio l’inimitabile Gerry Conway – non contento di avere ucciso Gwen Stacy, fa strage del buon senso e di ogni legge della fisica legando ERCOLE a una catena e facendogli trainare…. l’ISOLA DI MANHATTAN! Come se un’ISOLA fosse un canotto che galleggia sull’acqua della Baia di Hudson! Questa idiozia di classe stellare polverizza ogni altro strafalcione nella storia del fumetto. Insuperabile ancora ad oggi. E dal cielo sopra New York ancora echeggia la risata della signorina Stacy…..

Per la cronaca, l’episodio di Ercole avviene in conclusione a MARVEL TEAM-UP 28.

ERCOLE legato a una catena che traina.... l'ISOLA DI MANHATTAN!

4 – FINE


BREVE BIOGRAFIA

Dario Janese, torinese, 1964, sociologo e storico americanista, dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture. Da vari anni conduce un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.


NOTE EXTRA

Precisazione, per chi ci legge:

TUTTI gli articoli sono estratti dalla pagina FB chiamata Lone Ranger (Appunti di Storia del Fumetto dalle Origini a Oggi. Disney, Marvel, DC, Bonelli e i grandi autori e personaggi indipendenti nell’Arte Grafica Sequenziale), e vengono ri-pubblicati, a distanza di oltre sei-cinque anni, nel nostro web magazine con alcune piccole modifiche, impaginati diversamente, e completati con l’aggiunta di immagini.

Seconda stagione, gli approfondimenti:

Articolo del 12-01-2021
https://www.fumettomaniafactory.net/le-origini-fantasma-nelluniverso-marvel/

Articolo del 5-01-2021
https://www.fumettomaniafactory.net/e-se-loki-fosse-stato-leroe-al-posto-di-thor/

Articolo del 28-12-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/hank-pym-eroe-per-caso-ovvero-il-metodo-marvel-1-0/

La prima stagione di Lone Ranger (articoli di approfondimenti scritti da Dario) la potete approfondire in questa pagina del web magazine:

https://www.fumettomaniafactory.net/appunti-di-critica-fumettistica/lone-ranger-un-blog-di-storia-critica-del-fumetto/