vista dell'ingresso al campo di sterminio di Auschwitz
vista dell’ingresso al campo di sterminio di Auschwitz. © degli aventi diritti

75° anniversario dell’apertura dei cancelli del campo di sterminio di AuschwitzBirkenau (vero Inferno sulla Terra).

https://video.lastampa.it/esteri/auschwitz-75-anni-dopo-il-video-dal-drone-rivela-la-grandezza-del-campo-dove-11-milioni-di-persone-morirono/109017/109027

La presenza in edicola, dal 25 gennaio 2020, del volume scritto da Marco Rizzo e disegnato da Lelio Bonaccorso mi da lo spunto per ripresentare alcuni testi dedicati al graphic novel  Jan Karski l’uomo che scoprì l’Olocausto (compreso un’estratto dell’intervista a Lelio Bonaccorso che pubblicherò a breve su questo web magazine), proprio oggi 27 gennaio nel Giorno della Memoria.

Mario Benenati


Statua di Jan Karski che guarda Il POLIN, il Museo della Storia degli ebrei a Varsavia in Polonia
Statua di Jan Karski che guarda Il POLIN, il Museo della Storia degli ebrei a Varsavia in Polonia. © Fumettomania

CHI ERA JAN KARSKI

Nel 1914 nasceva Jan Kozielewsky, meglio conosciuto come Jan Karski, fu militare ed eroe della resistenza polacca durante la seconda guerra mondiale e, dal 1982, riconosciuto giusto tra le nazioni. Se inserite il suo nome sul motore di ricerca  “Google” escono circa 611.000 risultati!

Estrapolo direttamente da wikipedia (che si ringrazia pubblicamente): <<Nel 1944 ha scritto “La mia testimonianza davanti al mondo: storia di uno stato segreto” dedicato allo stato clandestino polacco.
Fu uno dei protagonisti del documentario di Claude LanzmannShoah, in cui rilasciò una lunga intervista su ciò che vide nel Ghetto di Varsavia e che raccontò agli Alleati per informarli della situazione degli ebrei polacchi durante la guerra.
La figura di Jan Karski colpì lo scrittore francese Yannick Haenel che racconta l’eccezionale vicenda nel libro “Il testimone inascoltato”.>>

Karski fu ” Nominato cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Bianca, la massima onorificenza polacca, dal presidente Lech Walesa nel 1995, candidato al Nobel per la Pace da Israele nel 1998 in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita dello Stato ebraico, ed il 29 maggio 2012 Barack Obama ha insignito Jan Karski della più alta onorificenza civile statunitense, la Presidential Medal of Freedom, alla memoria.”

Nel centenario dalla sua nascita la Polonia ha dedicato a questo eroe atipico l’anno 2014.

E, sempre nel 2014, dopo quasi due anni di lavorazione Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, due giovani e bravi autori di fumetti di origine siciliana, già noti per i romanzi a fumetti su Peppino impastato, Che Guevara e Marco Pantani, pubblicarono proprio quell’anno un nuova graphic novel dedicato proprio a lui:  Jan Karski, l’uomo che scoprì l’Olocausto (Rizzoli Lizard) .
Gli autori poi presentarono il romanzo a fumetti in varie città d’italia e l’anno successivo anche in Polonia.

COVER del reportage disegnato da Lelio Bonaccorso, durante il suo viaggio in Polonia ed Auschwitz (2015), per il tour di presentqzione dell'edizione in Placco del GN su Jan Karski
COVER del reportage disegnato da Lelio Bonaccorso, durante il suo viaggio in Polonia ed Auschwitz (2015), per il tour di presentazione dell’edizione in Polacco del GN su Jan Karski
© Lelio Bonaccorso

UN ESTRATTO DELL’INTERVISTA A LELIO BONACCORSO

che a breve sarà pubblicata su questo web magazine

Nel 2014, con Jan Karski, siete tornati al graphic journalism, su base storica, con qualche piccola licenza narrativa, visto che si trattava di condensare una serie di eventi incredibili che quest’uomo, questo eroe, considerato giusto tra i giusti, ha compiuto durante la seconda guerra mondiale.

<<Jan è un soldato polacco e di lui raccontate i momenti più significativi della sua avventurosa vita. Attraverso le tue tavole a colori, vediamo le sue numerose catture, le sue fughe, i suoi rapporti con partigiani polacchi, la sua visita al ghetto di Varsavia, il suo incontro con il Presidente degli Stati Uniti. Lo scopo della sua vita fu quello di tentare far conoscere al mondo quello che stava succedendo agli ebrei, cioè lo sterminio che i tedeschi stavano perpetrando tra il 1943-44. Ma gli alleati europei e gli U.S.A. non credettero alle sue parole, alle sue prove, e non bombardarono mai campi di concentramento.>>

Mario Benenati: Jan è un personaggio molto diverso dai precedenti personaggi (che avete raccontato nei vostri fumetti), ma anche controverso, visto che per molti anni la sua storia non fu creduta. Come è nata la genesi di questo libro? In considerazione anche del fatto che, narrando la seconda guerra mondiale, vi sareste confrontati con maestri del fumetto mondiale come Art Spiegelman, Joe Kubert ed altri?

Lelio Bonaccorso: L’idea è nata quando Marco lesse su la repubblica che in Germania stavano pubblicando la biografia di Jan Karski, ci siamo incuriositi di questa storia, che abbiamo trovato straordinaria e poi abbiamo proposta l’idea al nostro Editore (Rizzoli) il quale ci ha confermato l’interesse ed abbiamo sviluppato la storia. Ed è stata un continua sorpresa, più scavavamo nella vita di questa persona più scoprivamo delle cose straordinarie.

Con Jan Karski, hai affrontato anche una situazione nuova, insieme ad gruppo di giovani artisti, quella del colore. Tralasciando “L’invasione degli scarafaggi”, questo è la tua prima graphic novel completamente a colori.

Mario Benenati: Mi ricollego ad un precedente quesito, come hai affrontato il lavoro di questo romanzo a fumetti, con 3 persone che coloravano le varie tavole?

Lelio Bonaccorso: Il lavoro era suddiviso, io mi occupavo del disegno e della supervisione al colore, mentre Chiara Arena, Claudio Naccari e Giulio Rincione si occupavano del colore, ho avuto una mano da Massimilano Failla nella supervisione perché è stato un lavoro di 130 pagine fatto in poco meno di un anno.

Sempre nel 2014 ricorreva il centenario della nascita di Jan, e la Polonia gli ha dedicato l’intero anno, con incontri, dibattiti, percorsi storici sui luoghi da lui vissuti. A Varsavia, nel piazzale antistante il Museo della Storia degli Ebrei polacchi, sul lato sinistro, si trova una sua statua in rame che lo ritrae seduto nell’atto di guardare il museo stesso; vi posso assicurare che tutti i passanti ed i turisti vedono questa statua e si fermano di fronte ad essa in un silenzio “quasi religioso”.

Mario Benenati: Dopo aver terminato il volume, averlo promosso, ed aver visitato anche alcuni luoghi in Polonia, vi siete resi conto che con questo libro fate parte della Storia anche voi?

Lelio Bonaccorso: In realtà in un primo momento no, in un secondo momento un pochino.

Il vostro libro, sarà messo sicuramente in esposizione all’interno dello BookStore, che si trova nel Museo, accanto ad altre opere che narrano il genocidio degli ebrei.

Mario Benenati: Come vi fa sentire tutto questo? hai qualche aneddoto sulle presentazioni di questo libro in Polonia?

Lelio Bonaccorso: Noi italiani, rispetto ai polacchi, abbiamo un rapporto con la Storia molto diverso; per loro è ancora una ferita aperta, le gesta di questo eroe hanno avuto un risvolto più pesante, più concreto, e questa cosa che inorgoglisce. Un aneddoto? a parte la gente ci guardava un po’ strana, due italiani, due siciliani che raccontano la vista di un loro eroe; si, una cosa avvenuta da poco: la mamma di Marco è stata in Polonia, e la guida che ha portato i turisti in giro, fermandosi davanti ad una nuova statua di jan karski, ha detto loro che questa statua è stata eretta subito dopo che due autori siciliani hanno realizzato un fumetto su di lui. e questa cosa l’ha commossa, ovviamente la guida non sapeva che tra il gruppo di turisti c’era la madre dello sceneggiatore di quel fumetto.

Mario Benenati: JAN KARSKI, l’uomo che scoprì l’Olocausto” in quali altri paesi è stato pubblicato?

Lelio Bonaccorso: Il libro è stato pubblicato in Polonia, in Spagna ed in Francia, non sappiamo se riusciremo a farlo pubblicar e nel mercato inglese e USA .

Giorno della memoria

pilastro dedicato al ghetto di Varsavia (2014)
Uno dei tanti pilastri dedicato al ghetto di Varsavia (Varsavia, 2014) © Fumettomania

Traccia a terra delle mura del ghetto, a Varsavia (anno 2014)
Traccia a terra delle mura del ghetto, a Varsavia (anno 2014) © Fumettomania

Monumento che ricorda il carico sui treni degli ebrei a Varsavia (anno 2014)
Monumento che ricorda il carico sui treni degli ebrei a Varsavia (anno 2014) © Fumettomania

Oggi, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria, e facciamo appunto memoria dell’Olocausto, dello sterminio di oltre 6 milioni di ebrei durante la seconda guerra mondiale e non solo degli ebrei, ma anche degli omosessuali, dei malati di mente, dei Rom, dei Testimoni di Geova, dei disabili.

Dopo aver parlato già scritto e parlato di Fumetti e Shoa, in tante occasioni, nel 2103 (in un interessante convegno organizzato nella mia città dall‘ass. Prisma), nel 2014, nel 2105, e nel 2017, ci fermiamo per alcuni minuti per riflettere di nuovo (non è mai abbastanza) sullo sterminio degli ebrei e sulla seconda guerra mondiale, ri-pubblicando una galleria di tavole a fumetti estratte proprio dal graphic novel  Jan Karski l’uomo che scoprì l’Olocausto, che trovate in edicola a 9,90 euro.

Un’apporto importante lo hanno dato i coloristi del romanzo a fumetti, che sono stati: Chiara Arena, Claudio Naccari, Giulio Rincione. La Supervisione al colore è stata di L. Bonaccorso e Massimiliano Failla. Ed infine il Lettering è stato di Norrin.

Buona visione e buona riflessione con le pagine 12, 13, 27, 27, 28, 84, 85, 108 e 109 di Jan Karski l’uomo che scoprì l’Olocausto (Ed. Rizzoli- Lizard, 2014) ristampato in formato brossurato nel 2020 in abbinamento al quotidiano “La Repubblica

Tour in polonia di M. Rizzo e L. Bonaccorso. Insieme alla statua di karski, a Varsavia

Mario Benenati

GALLERIA CON ALCUNE PAGINE TRATTE DAL GRAPHIC NOVEL
“JAN KARSKI, L’UOMO CHE SCOPRI’ L’OLOCAUSTO”

BIOGRAFIA DEGLI AUTORI

MARCO RIZZO

Nato a Erice (TP) nel 1983, è giornalista, scrittore di fumetti e curatore editoriale presso la casa editrice Panini (dal 2010).
Ha raccontato attraverso delle graphic novel le vite di Peppino Impastato, Che Guevara, Marco Pantani e Jan Karski (con i disegni di Lelio Bonaccorso), Mauro Rostagno (cosceneggiato con Nico Blunda e disegnato da Giuseppe Lo Bocchiaro) e Ilaria Alpi (con Francesco Ripoli). È autore delle fiabe di impegno civile targate BeccoGiallo, L’immigrazione spiegata ai bambinie La mafia spiegata ai bambini ed il recentissimo, L’ecologia spiegata ai bambini, quest’ultimo con i disegni di La Tram nonché di saggi e inchieste per Castelvecchi, Melampo e Newton Compton.
Nel novembre 2011 è stato pubblicato il suo libro-inchiesta “Supermarket Mafia”.
Nel 2015-16 adatta una sceneggiatura per il cinema di Carlo Carlei, che diventerà presto un film, ed il risultato  è The Passenger (Tunuè), una graphic novel disegnata da Lelio Bonaccorso.
Editor per Panini Comics dal 2010 su varie collane Marvel e francofone, ha inoltre collaborato con L’Unità, La Lettura, Wired e Gazzetta dello Sport e diverse altre testate.

Nel novembre 2011 è stato pubblicato il suo libro-inchiesta “Supermarket Mafia”. e diverse altre testate. I suoi libri sono stati tradotti in Spagna, Francia, Stati Uniti, Olanda e Polonia e nel corso della sua carriera ha vinto il Premio Micheluzzi, il Boscarato, il Giancarlo Siani e diversi altri riconoscimenti. Vive a due passi dal mare con un gatto obeso e un cane in formissima.

LELIO BONACCORSO

Nato a Messina nel 1982, Lelio Bonaccorso è un fumettista e illustratore. Ha esordito nel mondo del fumetto con Alien Press, Cronache di Topolinia e Tunué. Dopo essersi specializzato alla Scuola del Fumetto di Palermo, dove diviene poi insegnante, ha realizzato con Marco Rizzo “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia” (BeccoGiallo, 2009), pubblicato in Olanda dalla Sylvester Edizioni e in Francia dall’Ankama, fumetto che vince il “Premio Satira” Forte dei Marmi 2009, il “Premio Giancarlo Siani” a Napoli nel 2009, il “Premio Boscarato” come miglior sceneggiatura. Nel 2011pubblica “Gli ultimi giorni di Marco Pantani” (Rizzoli), “Primo” (Edizioni BD, 2011), “Que viva el Che Guevara” (BeccoGiallo – Italia ; Panini – Spagna, 2011).

Nel 2012 pubblica “L’invasione degli scarafaggi, la mafia spiegata ai bambini” sceneggiato da Marco Rizzo, (Beccogiallo) e per il Festival internazionale del fumetto di Lione rappresenta l’Italia in “Webtrip”, fumetto europeo ambientando una storia tra Messina e Palermo. Tra il 2012 ed il 2013 realizza tre storie brevi edite sulla “Lettura” del Corriere della Sera; nel 2014 disegna un episodio per la rivista Wired, successivamente per Rizzoli Lizard “Jan Karski, l’uomo che scopri l’Olocausto” scritto sempre da Marco Rizzo, volume pubblicato in Francia, Polonia e Spagna.Infine nello stesso anno disegna per Ankama editions “African Mafia”. Nel 2015 ha realizzato una storia di Kriminal per l’omonima miniserie, di Mondadori comics, che è rimasta non pubblicata.

La collaborazione, con Marco R. è proseguita anche con la realizzazione di 51 illustrazioni ispirate a “Gli arancini di Montalbano” di Andrea Camilleri, serializzate su La Gazzetta dello Sport.

Nel 2011 ha anche debuttato negli USA, con la pubblicazione di una storia breve per la Marvel Comics su Fear Itself: The Home Front e la partecipazione a un’antologia per l’etichetta Vertigo della DC Comics.

A luglio (2016) è uscito “L’immigrazione spiegata ai bambini ”, per BeccoGiallo, scritto sempre da M. Rizzo. Mentre a Lucca Comics&Games 2016, sono stati presentati: la nuova edizione, a colori e con redazionali aggiornati, di “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia” (BeccoGiallo), e ” ThePassenger” (edizioni Tunuè) un thriller metropolitano ambientato a Palermo, da una storia del regista Carlo Carlei.
Nel 2017 ha pubblicato “Sinai”, con i testi di Fabio Brucini, un reportage a fumetti sulla situazione attuale dell’Egitto e sulla cultura dei beduini, frutto del suo viaggio in Egitto nel 2015 (Beccogiallo).
Dopo aver completato, a dicembre 2018, i tour promozionali del libro “Salvezza” uscito il 3 maggio 2018 per Feltrinelli Comics (scritto da Marco Rizzo), e de “Le Pere Turc”, scritto da Loulou Dedola (uscito in Francia per Glenat), Lelio è al lavoro su alcuni nuovi progetti, tra cui un nuovo libro per Feltrinelli ed uno per Glenat.

Il suo blog personale è: bonaccorsolelio.blogspot.com

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