27 gennaio 2026.
In occasione della Giornata della Memoria, cioè a 81 anni da quel fatidico giorno in cui furono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e il mondo intero aprì gli occhi sulle nefandezze e sulle atrocità perpetrate dal nazismo, ci fermiamo 10 minuti e li dedichiamo ai 6 milioni di ebrei uccisi durante la seconda guerra mondiale insieme agli omosessuali, ai malati di mente, ai Rom, ai Testimoni di Geova, ai disabili … e facciamo memoria dell’Olocausto, della Shoah.

Quest’anno abbiamo fatto una scelta molto particolare, oltre a pubblicare, in coda, le copertine di alcuni dei fumetti dedicati alla Shoah, presentiamo una recensione del primo volume di “Fiore di Pietra” di Sakaguci Hisashi, un manga che racconta in 5 volumi la resistenza in Jugoslavia contro il nazismo, a cura del nostro socio Damiano Gallinaro, scrittore, antropologo, e collaboratore del mitico sito Glamazonia ( negli anni 90).

Buona lettura, e buone riflessioni
mario benenati, direttore culturale del magazine on line di Fumettomania Factory APS

L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 35 anni dalla fondazione – è quello di continuare a diffondere la cultura del Fumetto, e di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori.

FIORE DI PIETRA: IL RACCONTO DELLA RESISTENZA JUGOSLAVA E IL DRAMMA DEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO.

Come ogni anno in occasione della Giornata della Memoria, mi sono chiesto cosa potevo proporre per una riflessione su qualcosa che in questo momento storico qualcuno vorrebbe comunque e nonostante tutto negare. Aiutano i sempre più diffusi negazionisti, le scellerate scelte di uno Stato, il cui popolo tutto quello che raccontiamo ha subito, che è a pochi passi da commettere un genocidio. Eppure non dobbiamo dimenticare che la seconda guerra mondiale con il suo carico di barbarie è stata e purtroppo non è servita come monito alla follia.

Così mentre i grandi del mondo giocano con territori fino a poche ore fa impensabili da conquistare, nella loro ansia di divenire moderni Dott. Stranamore, ho pensato fosse interessante raccontarvi un’opera che mi ha sorpreso e che trovate facilmente nelle librerie sia fisiche che web.

L’opera in questione è Fiore di Pietra, di Sakaguci Hisashi, che devo dire onestamente, colpevolmente, non conoscevo, un lavoro sorprendente perché racconta, con il tipico tratto dei disegnatori manga, un’epopea che dal Giappone sembra lontana anni luce, la resistenza in Jugoslavia contro il nazismo.

copertina Fiore di Pietra
immagine 02 -copertina Fiore di Pietra
immagine 02 – copertina fiori – immagine utilizzata solo a fini divulgativi © degli aventi diritti
immagine 03 -  foto  Sakaguchi
immagine 03 – foto Sakaguchi

Sakaguchi Hisashi nasce nel 1946, proprio quando quella terribile guerra è ufficialmente finita da pochi mesi, e muore nel 1995 ad appena 49 anni. Lavora nello studio di Tozuka Osamu e come intercalcatore dà un contributo fondamentale alle versioni animate di Astro Boy e Kimba il Leone Bianco, per divenire poi responsabile dello storyboard di otto episodi della Principessa Zaffiro. Sulla rivista COM, fondata sempre da Tozuka Osamu, inizia a pubblicare le sue prime storie manga. Oltre a Fiore di Pietra (Ishi no hana), pubblica Version, un manga in cui si mescolano ecologia e tecnologia e Akkanbe Ikky, una serie biografica su un monaco poeta dallo spirito ribelle vissuto in Giappone nel XIV secolo.

Ma veniamo a Fiore di Pietra, che è a mio avviso un capolavoro e al tempo stesso una sorpresa, perché la storia che Sakaguchi Hisahsu racconta è ricca di riferimenti storici e di ricostruzioni realistiche di quel mondo balcanico che durante la seconda guerra mondiale viveva il suo ennesimo dramma, l’ennesimo frazionamento in mille anime spesso inconciliabili. Un mondo balcanico decisamente lontano, se non quasi agli antipodi a livello geografico, storico e culturale, dal Giappone, a cui l’autore da un respiro più ampio, quasi politico e storiografico.

Diverse, e in molti casi inconciliabili erano anche le diverse anime della resistenza jugoslava. Il manga di Sakaguchi Hisashi ha questo pregio ulteriore, la capacità, nella finzione, di frantumare quell’immagine mitica della resistenza jugoslava, unita sotto il vessillo dell’uomo con il cavallo bianco e con la stella rossa in capo, Josif Broz Tito.

La storia inizia nel 1941 in Slovenia nordorientale, incontriamo subito uno dei protagonisti Krilo che incontra un personaggio bizzarro Humberwalding, il nuovo maestro del villaggio, appena arrivato con il treno e che sarà altrettanto importante nello svolgimento del dramma.

immagine 04 - pagina estratta da Fiore di Pietra:  villaggio
immagine 04 – pagina estratta da Fiore di Pietra: villaggio

Nel villaggio c’è grande fermento perché Hitler ha posto la Slovenia davanti a un bivio accettare il patto tripartito (Italia, Germania e Giappone) o essere invasa. La guerra entra, quindi, anche nella realtà quotidiana del piccolo villaggio di Damas, anche se Krilo pensa solo a come marinare la scuola e passare del tempo con la sua amica di sempre, Fi.

immagine 05 - Altra pagina estratta da Fiore di Pietra:  villaggio
immagine 05 – Altra pagina estratta da Fiore di Pietra: villaggio

Nonostante i tentativi del professor di lasciare fuori i ragazzi dal dramma che si sta per avvicinare in paese è tutto un fervore e nelle locande si parla sempre più di guerra e emergono forti le divisioni interne tra le varie nazionalità.

Le lacerazioni sono forti anche nelle famiglie. Il fratello di Krilo, Ivan, litiga con il padre, “i contadini non c’entrano nulla con la rivoluzione” afferma quest’ultimo, ma Ivan che ha fatto l’Università a Zagabria è sempre più preso dalla voglia di rivoluzione, e va via nottetempo, è tempo di combattere per la libertà. Ivan diverrà nel corso della storia il centro del dramma nel suo ruolo ambiguo fino alla fine resistente, infiltrato o traditore?

Ma perché il manga s’intitola Fiore di Pietra?

Dobbiamo arrivare a pagina 53 (del primo volume, NdR) quando Fi osservando con stupore una enorme stalagmite delle grotte di Postumia dove il professore li ha portati in gita, esclama: “sembra un fiore di pietra”. Il “fiore di pietra” rappresenta, qui, anche una metafora potente della resilienza del popolo slavo, che non si piega davanti alle atrocità ma si rafforza e fortifica.

Un attimo si stupore e innocenza prima del dramma. Fi non si sente bene e resta a Postumia con il professore, gli altri ragazzi ritornano in camion verso il villaggio ed è in questo momento che tutto si rompe e la guerra irrompe drammatica, dal cielo piovono bombe, ed è una strage di bambini. I tedeschi entrano a Damas, Krilo tra i pochi sopravvissuti guarda tutto da lontano nascosto nel bosco.

immagine 06 - (foto 6 di due pagine estratte da Fiore di Pietra: attacco aereo
immagine 06 – foto di due pagine estratte da Fiore di Pietra: attacco aereo

Il secondo capitolo del manga ha un titolo che racconta proprio la drammatica cesura tra pace e guerra “Mutazione di una notte”. I tedeschi devastano il villaggio, uccidono donne, bambini, cani, scene purtroppo già viste, ma che Sakaguchi rende con stupefacente realismo.

Anche Krilo che invano cerca i suoi genitori viene colpito, sviene, ma qualcuno si prende cura di lui, sono i primi resistenti ancora non organizzati che cercano la fuga tra le montagne. Sono persone che hanno perso tutto completamente disorganizzate che cercano in realtà solo una fuga dalla morte. Il ragazzo, però, vuole di più di una fuga e decide di raggiungere il fratello a Zagabria trovandola già occupata dai tedeschi, mentre c’è già chi in poche ore ha già cambiato bando.

Il capitolo però, che vorrei approfondire maggiormente è quello legato alla narrazione dei campi di concentramento, proprio perché ci troviamo nel cuore della giornata della memoria.

Dove sono finiti Fi e il Professore?

Mentre per il professore dovremo aspettare per vedere quale è stato il suo destino, Fi la ritroviamo, nel terzo capitolo “Il campo di concentramento” nel campo di concentramento di Postumia, gestito dai tedeschi in una zona però sotto il controllo italiano. Il capitolo è uno dei più realistici, dei più crudi e l’autore raffigura senza censure la barbarie a cui erano sottoposte soprattutto le donne all’interno dei campi, tra violenze e umiliazioni.

Immagine 07 - foto di due pagine estratte da Fiore di Pietra: nel campo di concentramento
Immagine 07foto di due pagine estratte da Fiore di Pietra: nel campo di concentramento

La divisione in due file differenti a destra e a sinistra, solo una porta alla “temporanea salvezza” nel campo, l’altra porta diretta verso la morte. Fi subisce tutte le barbarie di chi, uomo (ma possiamo ancora definirlo così?) gode della violenza, della privazione della sessualità e dell’identità, e la stessa Fi subisce “il trattamento”. Le vengono tolte le poche cose che aveva con se, viene rapata a zero, e costretta ai lavori più duri. Vede morire altre ragazze come lei sia durante i lavori forzati sia nei propri letti durante la notte per la fame e gli stenti.

Ma, come è successo in alcuni casi, e se vedrete il film ‘La Zona d’Interesse‘ ne avrete altri esempi, proprio il campo diviene la salvezza per Fi. Il sanguinario capo del campo nazista il colonnello Meissner la nota tra i tanti e rimane a bocca aperta. Cosa l’avrà colpito di quella ragazza minuta, magra e completamente desessualizzata? Lo scopriamo nelle pagine successive, quando Meissner fa prelevare la ragazza e la fa portare nel proprio appartamento dove la fa vestire con vestiti puliti e le fa indossare una parrucca bionda. La ragazza somiglia in modo stupefacente alla sorella del colonnello, morta di stenti durante la prima guerra mondiale.

Tanto è l’odio del colonnello, a seguito della morte della sorella, che ha deciso di divenire il responsabile del campo per vendicarsi con più persone possibili, non importa chi siano e da dove vengano.

Mentre Fi vive una vita sospesa tra guerra, follia e momenti decisamente fuori dal contesto come partecipazioni ad eventi o letture di poesie, nella lucida follia di Messner, Krilo a Zagabria incontra un faccendiere, Mint, che lo salva dalla cattura e lo aiuta a suo modo a mettersi in contatto con la resistenza.

Krilo conosce Mirka la ragazza di suo fratello e viene portato al cospetto del capo della resistenza della zona a Bihac e viene a sapere che il fratello è stato arrestato in un ristorante frequentato da ebrei. Ma cosa ci faceva il fratello in quel luogo? Lui che era cosciente dei rischi e prudentissimo? Lo scopriremo a breve.

Che ne è del villaggio di Danes, come si vive nella Croazia indipendente governata dal governo fantoccio nazista e tormentata dalla violenza dei fascisti croati, gli ustascia? Con precisi dettagli storici Sagakuchi racconta un paese che si è venduto al nemico senza fare sconti. Il nemico in Croazia non è davvero il tedesco, ma il serbo, la Jugoslavia stessa. La rappresaglia verso i resistenti è durissima e Krilo deve nascondersi mentre ancora cerca il fratello.

Anche la Serbia è occupata dai nazisti e la resistenza si riunisce sotto la guida di un generale monarchico e anti comunista, Draza Mihailovic e i suoi cetnici, dal nome dei guerriglieri che nel 1800 collaborarono con l’esercito serbo contro i turchi.

immagine 08 - Altra pagina estratta da Fiore di Pietra: resistenza
immagine 08 – Altra pagina estratta da Fiore di Pietra: resistenza

Come potete vedere già nei primi mesi della resistenza sono davvero molto diverse le anime che si incontrano e spesso si scontrano nel cercare una difesa contro il nemico comune. I comunisti, ad esempio, non entreranno nella resistenza nella prima fase, resteranno in attesa perché per il partito comunista sovietico si tratta di una guerra tra l’imperialismo tedesco e quello britannico. Il capo della resistenza a Zagabria in un dialogo con Mirka che propende proprio per i comunisti, avrà parole dure nei loro confronti, accusati di essere in attesa del “permesso di Mosca”.

Queste differenze di veduta sia su come resistere e quando, come pure con chi allearsi, perdureranno anche sotto la guida di Tito e le ritroveremo nel corso della storia.

immagine 09 - Altra pagina estratta da Fiore di Pietra: resistenza Tito
immagine 09 – Altra pagina estratta da Fiore di Pietra: resistenza Tito

Intanto mentre tutto questo avviene, una berlina nera delle SS solca le strade di Zagabria, e Krilo vi scorge Fi. Il cerchio sta per chiudersi?

In realtà la situazione si complica e non sempre le persone sono davvero come si presentano.

Krilo entra a far parte attiva della resistenza aiutato dalla ragazza di Ivan, Mirka. Il fratello è un vero mito per i resistenti, ma dov’è veramente Ivan? E chi è questo misterioso Mister X che appare sul finale del capitolo?

Vi lascio il dubbio e la curiosità, così sarete invogliati a leggere il manga, che nella seconda parte diviene sempre più intrigante e sempre più dettagliato sui rapporti che si vengono a creare tra le differenti anime della resistenza jugoslava, ma di questo parleremo con dovizia di particolari in un prossimo approfondimento.

Buona lettura e buona Giornata della Memoria.

Abbiamo parlato di

Titolo: Fiore di pietra (vol. 1 di 5)
Autori: Hisashi Sakaguchi
Editore: Coconino Doku
Colore o B/N: B/N e colore
Data di pubblicazione: 2024-2025
Formato e rilegatura: 15×21, brossurato con sovracoperta
Pagine: 280
Prezzo: €15.90 (ogni volume)


Damiano Gallinaro Breve biografia

Antropologo è socio e ricercatore per l’Associazione Nazionale Professionale Italiana Antropologi (ANPIA). Nel 1996 si laurea in Giurisprudenza e  nel 2004 in Teorie e Pratiche dell’Antropologia. Nel 2011, dopo un percorso di ricerca di tre anni ottiene un PhD in Etnologia e Etnoantropologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Da sempre appassionato di fumetti ha collaborato alla rivista Glamazonia e nelle sue pause dal lavoro di ricerca antropologica si diletta nello scrivere storie che spera un giorno possano diventare fumetti. E’ sempre più convinto che da grandi poteri nascano grandi responsabilità.

Sotto trovate il link per accedere la suo nuovo sito

https://www.damianogallinaro.it/

NOTE A MARGINE:

SHOAH E FUMETTI

Galleria di immagini estratta dalle diapositive utilizzate negli anni scorsi, da Fumettomania Factory APS, nel progetto di lettura, approfondimento ed incontri con l’autore dedicato alla Shoah realizzati in alcuni istituti scolastici della nostra città.

nota bene: se ne ho dimenticato qualcuno chiedo venia



NOTE EXTRA

Elenco degli articoli recenti di Damiano Gallinaro
che raccontato I fumetti che raccontano la Guerra, nello specifico i tre anni di guerra in Ucraina.

QUINTA PUNTATA, 26 dicembre 2025

QUARTA PUNTATA, 17 dicembre 2025

TERZA PUNTATA, 26 novembre 2025

SECONDA PUNTATA, 2 MAGGIO 2025

PRIMA PUNTATA, 5 APRILE 2025

Per conoscere un autrice Russa, ecco questo interessante articolo

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