Terza puntata dello Speciale dedicato a Gianni Rodari (100+1, i festeggiamenti del centenario continuano …).

Il protagonista di oggi è Gordiano Lupi, editore e scrittore originario di Piombino e creatore delle Edizioni Il Foglio, che già in passato ha scritto articoli e recensioni per il nostro web magazine.
Gordiano, nei giorni della quarantena (eravamo a marzo), ha ‘partorito’ questo racconto su Rodari che si racconta, in prima persona, come una confessione impossibile della sua vita. 

In una mail di risposta alle mie sul Progetto (in fase di impostaazione) cos’ mi scrisse Gordiano: <<Tra l’altro grazie, perché mi hai fatto venire voglia tu di scriverlo. Rodari è stato compagno della mia infanzia, sono cresciuto con Giocagiò, senza sapere che lo scrivesse lui. A mio figlio ho letto le sue storie e a mia figlia ho regalato e letto libri …>>

Buona lettura a tutti

Mario Benenati
ideatore dei progetti culturali di “Fumettomania Factory”

NOTA BENE:

Ricordo a chi ci legge che questo SPECIALE sostituisce la mostra espositiva che non abbiamo potuto allestire ad ottobre, presso il Villino Liberty della nostra città, a causa delle continue restrizioni degli ultimi dpcm del Governo Conte, valide (al momento) fino al 3 dicembre.


Logo Fumettomania a colori

GIANNI RODARI A FUMETTI,

logo ufficiale del centenario dalla nascita di Gianni Rodari

La Terza opera che ‘esponiamo’ oggi, sulla nostra bacheca virtuale, è un breve racconto.

Gianni Rodari, fiabe e fantasia

DI GORDIANO LUPI

Nasco Giovanni, pur se tutti mi chiamano Gianni (come Rivera), tra il profumo di pane della bottega di mio padre Giuseppe, in via Mazzini, e la quiete del lago d’Orta, a Omegna, poco dopo la fine della prima guerra mondiale. Siamo nel 1920 e chi avrebbe mai detto che a cinquant’anni avrei vinto il Premio Andersen, a Copenaghen, con le mie storie assurde e strampalate, un po’ fantastiche un po’ no, spesso poetiche, scritte per far sorridere e pensare. Grammatica della fantasia è la costante della vita, chissà dove avrò preso questa dote, ché mio padre se ne sta in negozio, mia madre Maddalena pure, seconda moglie, è la sua commessa, si conoscono tra michette e farina; prima nasce mio fratello, quando è il mio turno di venire al mondo mi affidano a una balia a Pettenasco.

Mio padre lo conosco poco, ho solo nove anni quando una broncopolmonite se lo porta via, finisco la quarta elementare e mia madre in lacrime mi porta verso Varese, a Gavirate, con mio fratello Cesare, più piccolo di un anno. Il forno resta in dote a Mario, nato da un’altra madre, ché lui può mandarlo avanti, è un uomo di vent’anni, l’adolescenza finisce presto nel 1929. Vorrebbero farmi prete, in seminario, non fa per me, ci resto poco; la mia strada è la scuola, il violino, scrivere, comporre, ma nessuno mi sostiene, m’indirizza, men che mai mia madre, per lei son tutte cose astruse.

Forse è un bene. Meglio non finire strimpellando per osterie e taverne con un paio di amici, meglio narrare fiabe ai bimbi, insegnare, tu guarda, oggi ci son scuole elementari che portano il mio nome. Figlio d’un fornaio e d’una commessa, questo sono, ma pure poeta, scrittore, uno che non deve niente agli altri, proprio no, ho fatto tutto da solo. Sta per scoppiare un’altra guerra atroce quando divento maestro, insegno a qualche ragazzotto ebreo che scappa dai tedeschi; provo a laurearmi in lingue e non finisco, torno alla mia scuola, dove i bambini sono importanti per scriver le mie cose.

Sono i ragazzi la mia fantasia, le nuove idee, la mia passione per avventura e sogni, ché di salute non sto messo bene, non faccio neppure il servizio militare, non combatto questa guerra assurda, resto maestro supplente nella provincia milanese. Vedo morire amici, mio fratello soffrire in campo di concentramento, vengo obbligato a indossare una divisa che non amo, infine scappo, divento partigiano, persino comunista per reazione. Finita la guerra, scrivere è il mio mondo, dirigo giornaletti e rivistine, pubblico leggende col nome un po’ bislacco di Aricocchi.

L’Unità con La domenica dei piccoli è il mio approdo tra le cose dell’infanzia e le tante fiabe in rima. La mia Italia liberata è la speranza, democrazia e vita, libertà, giorni che scrivere e sorridere son la stessa cosa, per finire a Roma, che diventa la mia città, dove dirigo Pioniere insieme a Dina, poi fondo un campeggio a Sestola e a Porretta.

Mi scomunica persino il Vaticano, mi dicono diabolico, da seminarista diavolo divento, bruciano i miei libri nelle chiese, Il manuale del Pioniere e tutti gli altri, dimostrano di non aver capito un tubo dagli errori del nazismo. E io son sempre più convinto a vivere una vita per i poveri, accanto agli umili, ai più disperati, proprio come un buon cristiano, ma la mia vita è da comunista, verso i diseredati. Maria Teresa ha le mie stesse idee e mi sposa, io passo da Avanguardia a L’Unità, giovani comunisti e più invecchiati, pure se non son giornalista – lo diventerò! – scrivo dove capita cose per ragazzi.

Paese Sera ospita i miei racconti, poi la Rai – persin la BBC! – mi chiama a pensare un programma che diverta i bimbi, quel Giocagiò che cresce tanta gente, negli anni Sessanta, davanti alla tivù. Scrivo parecchi libri, stanco e affannato, malfermo di salute, vorrei andare a vivere a Torino dove ci sono tutti i miei editori, ma non riesco, mia moglie vuole stare a Roma, nel comune di Manziana, dove c’è un lago con delle cascatelle che un poco mi ricorda la mia Omegna, il lago d’Orta, l’infanzia ormai lontana.

Edizione recente del libro  la Grammatica della fantasia. Einaudi ragazzi

Pure mia figlia non vorrebbe lasciare la sua scuola, finisco per restare, dopo tutto neppure mi dispiace, dirigo il Giornale dei genitori, vinco il premio della vita e scrivo la Grammatica della fantasia, dedicata a chi insegna; son Benelux su Paese Sera e sogno Mosca come un Paradiso, pure la Cina, anche la Bulgaria. Son pacifista, credo che da un fiore tutto si possa fare, anche una canzone, se poi la canta Endrigo è un’emozione. Muoio troppo presto per quel che avrei da fare, appena in tempo per non vedere la fine di un’idea in cui credo tanto, sacrificando il tempo migliore, contro preti e Chiesa con ardore. Non ho neppure sessant’anni, finisco in ospedale, una gamba maledetta, una vena intasata, il cuore che si ferma, vai un po’ a sapere.

È il 1980, non c’era due volte Gianni Rodari, una volta basta, non è una filastrocca ma la vita, mai da perdigiorno, uomo impegnato a narrar favole al telefono e allo specchio, a correggere errori, inventar sogni e giochi, come la passeggiata d’un distratto, di Cipollino con la freccia azzurra sul cappello d’un vecchio soldato. Adesso sono al cimitero del Verano, ma il mio cuore è nelle piazze dove corrono i bambini, a Omegna dove c’è piazza Rodari e il parco della fantasia, a Manziana dove la scuola dell’infanzia porta il mio nome come tante altre, in un luogo remoto e immaginario dove i bambini insegnano parole per giocare, dicon che nella vita bisogna fare cose difficili, quasi impossibili, perché sia davvero degna d’essere vissuta. Credo di aver provato, almeno un poco, come un ragioniere a dondolo che torna a casa, prende la sua piccina e la porta nel mondo delle fate, come il mago di Natale che accende alberi e desideri, come Giovannino che tutto perde ma non l’allegria. L

a mia leggerezza è quel che resta, la mia fantasia, un sorriso di vento marzolino tra le panche d’un un treno pieno di bambini che non perdono mai la voglia di viaggiare.

Copertina de Il romanzo di Cipollino

BIOGRAFIA

Gordiano Lupi (Piombino, 1960).
Ha fondato nel 1999 la rivista – casa editrice Il Foglio Letterario, che dirige. Ha collaborato per sette anni con La Stampa di Torino. Collabora con Poesia di Nicola Crocetti, Valdicornia News, Inkroci, Futuro Europa. Traduce molti scrittori e poeti cubani (Alejandro TorreguitartRuiz, Virgilio Piñera, Zoé Valdés, Felix Luis Viera …). Ha pubblicato libri monografici sul cinema italiano. Tra i suoi lavori: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son – viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Fellini – A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Storia del cinema horror italiano in cinque volumi. Ha tradotto La ninfa incostante di Guillermo Cabrera Infante (Sur, 2012).
Tre suoi romanzi sono stati presentati al Premio Strega e sono dedicati alla sua città: Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino (Acar, 2014), Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano (Historica, 2016), Sogni e altiforni – Piombino Trani senza ritorno (2018), scritto con Cristina De Vita. Pagine web: www.infol.it/lupi
E-mail per contatti: [email protected]

Gordiano Lupi
Il Foglio Letterario
Casa Editrice: www.edizioniilfoglio.com
Rivista: www.ilfoglioletterario.it
Gruppo FB: https://www.facebook.com/groups/65808867039/
Pagina FB: https://www.facebook.com/ilfoglioletterarioedizioni/
Sito personale: www.infol.it/lupi
https://www.instagram.com/edizioni_ilfoglio/
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UC1IvPHLbtPLFKNQ2n2BEZKg?view_as=subscriber


NOTE EXTRA

Ringraziamenti

Ringrazio tutti coloro che hanno accolto l’invito di Fumettomania e che ammireremo nelle prossime settimane, e cioè:
Lele Corvi di Codogno (LO), Gordiano Lupi di Piombino (PI) il protagonista del breve saggio che pubblichiamo oggi, Donatella Manna di Santa Lucia del Mela (ME), Antonio Barreca di Milazzo, Riccardo Guardone di Catania, Damiano Gallinaro da Roma, Morena Moretti dell‘associazione “Il Pioniere” di Bologna, Mariella Chiaramonte e La Biblioteca Oasi sez. Ragazzi di Barcellona Pozzo di Gotto, Nadia Cortese di Bergamo, Davide Peddis di Oristano, le classi di I, II e III media dell’Istituto comprensivo “B. Genovese” di Barcellona P.G., coordinate dal prof. Santino Raimondo, Filippo FerrucciEnrico Guerrini e Vincenzo Trama de “Il Foglio Letterario“, Lorenzo Barruscotto di Asti.

E tra alcune settimane ci saranno altri ringraziamenti perché sono in arrivo altri 5 (forse 6) contributi disegnati, tra cui quelli di Maurizio Ribichini, di Roberto Irace, di Ester Cardella, di Giulia Beatrice Fiumara (già collaboratrice del “Il Foglio Letterario“) ed il materiale da parte di Gabriella Strino del Parco della fantasia Gianni Rodari ad Omegna e tanti altri artisti.


Gli altri articoli su Rodari pubblicati nel nostro web magazine:

30-10-2020: Seconda opera
https://www.fumettomaniafactory.net/ai-giovani-e-vecchi-gamberi-di-questo-mondo-di-donatella-manna-speciale-gianni-rodari-a-fumetti/

23-10-2020: Prima opera
https://www.fumettomaniafactory.net/lele-corvi-celebra-gianni-rodari-nella-prima-puntata-dello-speciale-di-fumettomania-factory/

Comunicato stampa del 14-09-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/fumettomania-e-biblioteca-oasi-lanciano-un-grande-progetto-dedicato-a-gianni-rodari/

articolo del 07-04-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/gianni-rodari-cipollino-e-i-fumetti-anteprima-del-nuovo-speciale-di-fumettomania-factory/


PRINCIPALI SPAZI VIRTUALI
DEDICATI A GIANNI RODARI

Nel 2020 festeggiamo il centenario della nascita di Gianni Rodari con
https://100giannirodari.com/

Centro Studi Gianni Rodari
Istituto di Ricerca su Rodari a Orvieto

https://centro-studi-gianni-rodari-orvieto.business.sit

Parco della fantasia Gianni Rodari ad Omegna

https://www.rodariparcofantasia.it/
Sito ufficiale (http://www.giannirodari.it/)
La Torta in Rete (http://www.bdp.it/Rodari/)
Rodari in Letteratura.it (http://www.letteratura.it/giannirodari/index.htm)
Biografia di Rodari in Italialibri.net (http://www.italialibri.net/autori/rodarig.html)
L’associazione de “Il Pioniere”, una buona testata fumettistica degli anni ‘50 nella quale Rodari fu Direttore Responsabile. 
http://www.ilpioniere.org

afNews.infoagenzia di stampa di settore, gestita come un blog giornalistico curato da Gianfranco Goria
http://www.afnews.info/wordpress

http://www.afnews.info/wordpress/2020/03/14/rodari-per-divertirci-insieme-ai-bambini/