Gennaio 1928: Marmittone soldato pasticcione

di Carlo Scaringi

Alla fine di gennaio 1928 sul numero 5 del Corriere dei Piccoli, con la data del 29 gennaio, compare un nuovo personaggio: è un soldatino che subito si dimostra del tutto inadatto alla vita militare. Appena squilla la sveglia, i suoi compagni sono già pronti, scattanti e in divisa, mentre il nostro eroe, ancora in pigiama, si affretta con calma verso l’adunata, ma si scontra con un generale. La conclusione è in rima perché “trenta giorni di prigione gli è costato quell’urtone”. Sarà questa la conclusione di tutte le sue sfortunate avventure, perché Marmittone è totalmente negato per la vita militare, non riesce a inserirsi in un ambiente dove regnano l’ordine e le gerarchie. La sua bonaria anarchia e soprattutto la sua visione pratica e tranquilla della vita quotidiana gli rendono impossibile adattarsi alla divisa. Non è un caso che questo personaggio sia stato inventato da Bruno Angoletta, nato a Belluno il 7 settembre 1889 e morto a Milano il 7 gennaio 1954, che appena diciottenne abbandonò gli studi di diritto all’università di Padova per seguire a Roma Vittorio Podrecca, animatore del Teatro dei Piccoli, ma soprattutto creatore – insieme al disegnatore Galantara, uno dei massimi vignettisti primo Novecento – dell’”Asino”, settimanale satirico anarco-socialista.

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Quella formazione un po’ ribelle e pacifista spinse Angoletta a creare Marmittone, che fu in un certo senso l’antitesi del militarismo auspicato dal regime. Angoletta non fu solo un originale disegnatore per ragazzi (oltre a Marmittone ha creato, sempre per il Corriere dei Piccoli, i personaggi di Calogero Sorbara “che a partir si prepara” e di Centerbe Ermete) ma fu anche un bravo illustratore e cartellonista e autore del marchio della Medusa di una celebre collana di Mondadori. Ma il suo nome resta legato a Marmittone, il soldatino che visse fino ai primi anni del secondo conflitto mondiale quando il suo ingenuo antimilitarismo si scontrava ormai con una realtà più drammatica. Anche se gli anni Trenta sono stati spesso anni di guerra, questi conflitti restavano lontani dal piccolo mondo di Marmittone, destinato sempre a finire in prigione perché aveva scambiato il gallonato portiere di un cinema per un ufficiale o perché aveva infilato la baionetta nel soffitto della garitta. Sono tante le disavventure di cui è protagonista: una volta, avendo indossato tuta mimetica e maschera antigas, viene premiato a un concorso per la migliore maschera di carnevale, in un’altra occasione, anziché accamparsi con i suoi soldati (ha fatto carriera, ora è caporale) sotto una tenda, preferisce alloggiare in un più comodo alberghetto, un’altra volta bbersaglia con palle di neve il suo capitano immobile come un pupazzo di neve.

Disegno del soldato marmittone.
Disegno del soldato marmittone. Per gentile concessione

Potremmo continuare a lungo, ma preferiamo ricordare invece altri episodi della sua vita di carta, apparsi nel 1941, in piena guerra. In uno troviamo Marmittone pronto a partire per una breve licenza, ma il camion che deve portarlo alla stazione ha un incidente meccanico dopo l’altro e arriva quando la tradotta è già partita. La prossima ci sarà fra 5 girni, proprio quando Marmittone deve rientrare. Conclusione migliore ha invece una storia natalizia del 28 dicembre 1941, con i genitori che attendono con ansia l’arrivo del loro soldatino e con Marmittone che deve sudare le tradizionali sette camicie prima di festeggiare il Natale in famiglia. Questa volta ci sarà il lieto fine, a differenza di quanto spesso accadeva nella realtà di quegli anni.

Per saperne di più

Sono molti i personaggi in divisa comparsi nei fumetti. Tralasciando quelli avventurosi, quasi sempre americani, ricordiamo sommariamente quelli umoristici, da Italino disegnato negli anni della prima guerra mondiale da Antonio Rubino, in realtà un contadinello che si divertiva a sbeffeggiare i soldati austriaci, a Beetle Bailey ideato mezzo secolo fa da Mort Walker, ai nazisti delle Sturmtruppen di Bonvi. Ma forse nessuno come Angoletta ha saputo raccontare gioie e dolori della vita militare.

Ancora un storia del Marmittone.
Ancora un storia del Marmittone. Per gentile concessione.

Come ha scritto Antonio Faeti, studioso del fumetto, “questa figura di soldatino animato da buone intenzioni, si discosta in modo decisivo da quel costume fascista che l’onniscente e frenetico Duce cercava di forgiare in quegli anni. Marmittone è uno Stan Laurel in divisa che semplicemente entrando in scena demolisce ogni parvenza connessa al ruolo del soldato, perchè ne spegne il possibile ruolo eroico e virile in una dolente atmosfera che sa di fetide caserme, di piedi puzzolenti e di ranci disgustosi”.

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