Introduzione

Haifa Adam è un’agente di autori di comics e di illustratori che organizza delle mostre nelle gallerie espositive, canadese e francesi, con relativa vendita delle opere; nel 2011 ha organizzato un evento dedicato a Barbara Canepa, con tanti artisti che hanno realizzato dei tributi disegnati poi esposti e venduti a Montreal. Da due anni collabora con me, con Fumettomania e, quindi, con Glamazonia.
Quest’anno, io e lei, abbiamo organizzato il contest Eric Woolfson Forever: An artistic tribute, le cui 17 opere, sono esposte dal 2 al 24 dicembre a Montreal presso la galleria L’Espace Creatif.
Questo è il suo secondo contributo al nostro sito, con l’intervista ad un’autore inglese di fumetti molto particolare che non mancherà di affascinare anche i lettori italiani (che da qualche mese hanno potuto acquistare i primi due volumi di ELEPHANTMEN).
L’intervista risale a novembre del 2011.

Mario Benenati

fm_12_2011_Richard_Starkings_rid

INTERVISTA A RICHARD STARKINGS

di HaÏfa Adam (trad. di Marcello Vaccari)

Richard Starkings è un autore di fumetti inglese, conosciuto attualmente per la serie ELEPHANTMEN pubblicata da Image Comics. Comunque, prima di creare il suo fumetto, ha lavorato come editor per la Marvel UK a Londra, ed ha fatto il letterista per Marvel, DC Comics e Dark Horse. Come fondatore della Comicraft è stato responsabile della transizione dal lettering manuale a quello digitale in tutta l’industria del comics USA.

fm-glam_richard_starking

Haïfa Adam: Richard, cos’è Comicraft?
Richard Starkings : Anni fa ero di fronte ad un dilemma….
Avevo appena traslocato da Londra a Los Angeles, — via New York – e stavo guadagnandomi da vivere facendo il letterista A PENNA. .. Ma la velocità con cui gli editor di Marvel e D.C. richiedevano il lavoro finito era punitiva, e io faticavo a stargli dietro.
Era importante per me allora, come ora, mantenere un alto livello qualitativo del mio lavoro. Mi stupiva come letteristi che ammiravo, tipo Tom Orzechowski, Jim Novak e un inglese di nome Steve Craddock, erano in grado di produrre un lettering sempre pulito e brillante nonostante le terribili scadenze. Naturalmente ho in seguito scoperto che a volte lavoravano tutta la notte o utilizzavano un assistente di qualche tipo… comunque io non sono mai stato disposto a rimanere sveglio la notte per lavorare, e volevo trovare un modo di lavorare velocemente mantenendo alta la qualità e l’integrità del mio lavoro.
Stavo letterando un fumetto di Jamie Delano e John Higgins intitolato WORLD WITHOUT END, per la Vertigo, ascoltando le cassette di Anthony Robbins “PERSONAL POWER”… Nella mia testa stavo pensando di essere destinato a realizzare pagine di lettering alla velocità di (forse) sei pagine al giorno, e che le mie entrate si sarebbero ridotte di conseguenza. Specialmente perché non mi piaceva neppure lavorare nei fine settimana! Mentre stavo pensando questo, Tony Robbins stava proprio dicendo che per migliorare gli affari dovevo inventarmi un modo di guadagnare di più senza lavorare di più… “IMPOSSIBILE” gridai al mio innocente lettore di cassette…!
Ricordi le cassette?
H.A. : LOL, si, ne ho ancora una.
R.S.: Ma da quel momento ho iniziato a pensare come fare esattamente quello.
Quando John Byrne letterò un numero di NAMOR con un “font del computer”, ho capito che la fine della scrittura a penna era vicina per quello che chiamiamo “lettering manuale”, e io chiesi direttamente a lui alla San Diego Comic Con (del 1991 credo) come aveva fatto.
Ho rintracciato una copia di un programma per creare i font chiamato Fontographer e ho iniziato il lungo e laborioso processo per trasformare alcuni dei miei stili di scrittura in font digitali. All’epoca stavo lavorando con Bob Chapman alla Graphitti Designs, dove avevo imparato abbastanza sui computer Mac da capire che i computer non erano poi così complicati da usare come Microsoft voleva farci credere….
Così, nel giro di un anno o due ero pronto a fare il mio primo tentativo di letterare un fumetto digitalmente. Dopo moltissima resistenza iniziale degli editor, abbiamo rapidamente iniziato a letterare albi Marvel e DC usando una primissima versione, molto approssimativa, dei font che io avevo creato. Ho assunto degli amici per digitare tutti i testi al pc (la mia prima impiegata freelance, Janie, è ora la moglie di Dave Wohl, Editor in Chief della RADICAL). Successivamente ho preso un giovane (allora!) laureato in design alla UCLA: John Roshell. Un giorno mi chiese cosa doveva rispondere al telefono quando chiamava un editore, un mio vecchio compagno di stanza era un carpentiere e chiamò la sua azienda PROUDCRAFT… così quando John volle sapere come dovessimo chiamarci, io velocemente risposi “Comicraft”. E così rimase.

H.A.: Quanti eravate alla Comicraft?
R.S.: Più di 30 persone hanno lavorato negli anni alla Comicraft, ma attualmente siamo solo tre o quattro, anche se ad un certo punto la compagnia stava lavorando ad oltre 60 albi al mese, e c’erano 17 persone sul libro paga!
Nel 1998 stavamo letterando circa il 70% della linea Marvel, circa il 15-20% della DC, un paio di titoli Image e l’intera tiratura di compagnie come CHAOS, VALIANT/ACCLAIM e AWESOME. In più disegnavamo loghi e grafica di albi come ASTRO CITY, DANGER GIRL, BATTLE CHASERS e, per un breve periodo, di tutti i trade paperback della Marvel. Era una grande mole di lavoro, che non voglio assolutamente ripetere! Ma ci siamo fatto un nome e, credo, alzato il livello di quello che ci si deve aspettare da un letterista. In seguito, il mai dimenticato Mark Gruenwald, Executive Editor alla Marvel, mi disse che gli artisti del lettering manuale mi consideravano come l’anti-Cristo! Devo ammettere che non mi sono mai visto come “letterista di fumetti”, come fanno in molti, ma mi sono SEMPRE considerato un “creatore di fumetti”.
Già nei primi anni ’90 stavo cercando di creare un fumetto tutto mio, e l’ispirazione mi veniva da autori come Dave Sim, creatore di CEREBUS e Los Bros Hernandez, creatori di LOVE AND ROCKETS.
Avevo praticamente imparato a memoria la “dichiarazione dei diritti dei creatori” pubblicata dal “THE COMICS JOURNAL” tempo prima, e, in Inghilterra, scrittori come Steve Parkhouse, John Wagner e Alan Grant erano arrabbiati con un sistema che li privava dei personaggi e concetti da loro creati. E ci avvertivano di non ripetere i loro errori. Così sono sempre stato determinato a mantenere totalmente la proprietà di ciò che ho creato.

H.A.: Ti sto seguendo sulla tua pagina di facebook, sei divenuto parte del mio caffè mattutino, ed ho visto quanto stai viaggiando, com’è la vita per te?
R.S. : Caffè e Comicraft? Ha, ha, la vita è duro lavoro.
H.A.: La vita è idee e sogni.
R.S. : Giusto anche questo! Ma, da tutti i viaggi che ho fatto, promuovendo Elephantmen, posso vedere che la recessione ha colpito duramente la nostra industria, e io ricordo che molte persone già pensavano che fossimo stati colpiti duro dalla recessione alla fine degli anni ’90 e primi 2000! Ma per i lettori è difficile comperare molti albi in questo periodo, e i rivenditori devono prendere decisioni che incidono sui loro guadagni. Prewiews deve sembrare un incubo per ogni negoziante che deve mantenere aperto il proprio negozio, e il negozio deve sembrare un grande incubo per i lettori che tentano di trovare una serie che gli piace seguire.

fm_12_2011ELEPHANTMENWT29cover_rid

H.A.: Chi sono gli ELEPHANTMEN?
R.S. : E’ il 2162; gli Elephantmen (uomini elefante) sono i sopravvissuti di esperimenti genetici e di indottrinazione del Dottor Kazushi Nikken e della MAPPO, una sinistra organizzazione che sognava di produrre della armi di distruzione di massa superumane. Liberati e riabilitati da una Taskforce delle Nazioni Unite dopo una lunga e terribile guerra, i “nonumani” di Nikken ora vivono tra gli uomini. Legittimati dal “ELEPHANTMEN act”, gli viene comunque negato il diritto di portare armi e devono sopravvivere con le loro stesse forze.
Ciò che rispondo a chi mi fa questa domanda è che gli Elephantmen sono ibridi uomo/animale progettati per combattere una guerra tra Africa e Cina. Una terribile guerra è stata combattuta, ma alla fine gli Elephantmen sono stati sconfitti, riabilitati ed ora vivono tra di noi. Elephantmen è un po’ BLADE RUNNER, un po’ TAXI DRIVER, un po’ PLANET OF THE APES, un po’ FRANKENSTEIN, ALIEN e TERMINATOR, e una vera meraviglia!

H.A.: E come sta andando?
R.S. : ELEPHANTMEN è stato per molto tempo “the Little Big Engine that Could” alla Image Comics, al suo lancio vendeva 12.500 copie, su una tiratura iniziale di 16.000, questi numeri sono molto più rari ora, e ne abbiamo ristampati altri 3.000, e certi albi attualmente partono già attorno alle 3.000 copie, ma il nostro primo volume ha venduto non solo la prima tiratura di 5.000, ma anche la seconda da 5.000 nel giro di un anno. E il nostro secondo volume è andato in ristampa, con anche il terzo e quarto che stanno andando bene.

H.A.: In quali nazioni possiamo trovare i tuoi volumi, e in quante lingue?
R.S.: Solo in inglese per ora, e molto presto in Italiano dalla Panini (n.d.a., il primo ed il secondo volume di ELEPHANTMEN sono stati pubblicati in Italia tra giugno e agosto 2012). C’è molto interesse in Europa ora che abbiamo prodotto molti volumi.

H.A.: Cosa pensi della nuova generazione di creatori di fumetti?
R.S.: E’ così eccitante! Abbiamo un’intera generazione di nuovi artisti che non sono legati alla mentalità Marvel/D.C. e non si preoccupano dei supereroi.
Ho fatto due uscite in Inghilterra il mese scorso, la roba che mi ha veramente eccitato e interessato è il lavoro di giovani artiste come Emma Vieceli (DRAGON HEIR), Kate Brown (FISH AND CHOCOLATE) e Lisa Wood (THOUGHT BUBBLE). Sono artiste cresciute a fumetti Vertigo, manga e fumetti Image come  WALKING DEAD, GIRLS, THE SWORD, PHONOGRAM e RED MASS FOR MARS. E’ facile entrare in una fumetteria e comperare fumetti che non sono ciò che noi consideriamo “mainstream.”. Trent’anni fa non era così semplice, ora puoi comperare “by LOCAS” I e IILUBA in bellissimi cartonati, e siamo attratti da lavori incredibili come PERSEPOLIS, TAMARA DREWE, PRIDE OF BAGHDAD e HABIBI! E’ un’imbarazzante ricchezza!

H.A.: Potete seguire Richard sul suo sito web, e persino leggere il primo albo di ELEPHANTMEN uscito in Luglio 2006. Un seguito uscirà a breve con un commentario in Febbraio, ma lo potete sempre chiedere come regalo di Natale. Rimanete sintonizzati, e fino ad allora, date un’occhiata a questi siti, mi hanno colpito e incuriosito.
1.https://www.hipflask.com/index.html
2. https://www.facebook.com/elephantmen
3. https://www.facebook.com/comicraft?ref=ts


4. https://www.facebook.com/comicraft?ref=ts.

Elephantmen | Tales from Mystery City and the world of Hip Flask
http://www.hipflask.com

fm_12_2011_ELEPHANTMENWT30cover_rid

Immagini e marchi registrati sono © dei rispettivi autori e degli aventi diritto e vengono utilizzati  esclusivamente a scopi conoscitivi e divulgativi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.