16° articolo tratto dal blog Fumetti di Carta, a cura di Orlando Furioso.
San Valentino, la festa di tutti gli innamorati …
Quest’anno la festa coincide con l’ultimo sabato di Carnevale. Così cogliamo “la palla a balzo” e pubblichiamo un articolo sulla graphic novel che oltre vent’anni fa riunì la figura di Arlecchino, una delle maschere di Carnevale più conosciuta al mondo, con la festa di San Valentino.
Ai testi l’immenso Neil Gaiman, non credo abbia bisogno di presentazioni (di lui abbiamo scritto tanti articoli, specialmente nello speciale su Sandman del 2018), ai dipinti l’altrettanto immenso John Bolton (ospite più volte di questo magazine).
Cose d’altri tempi! L’articolo è di Orlando Furioso.
Buon San Valentino e Buon Carnevale a tutti.
Mario Benenati, direttore culturale del Magazine di Fumettomania Factory APS
P.S.: il sito-blog Fumetti di Carta era dedicato a Maria Grazia Perini, questa omonima sezione della ‘stanza’ SCOPRI IL FUMETTO, continua ad essere dedicata a MGP.
L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 35 anni dalla fondazione – è quello di continuare a diffondere la cultura del Fumetto, e di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori.
Fumetti di carta, è stato, dal 2001 fino al 2016, un sito-blog di recensioni e articoli sui fumetti, a cura di Orlando Furioso , originario di Torino, e con altri collaboratori sparsi. Il sito, trasportato nel 2009 circa su blogspot.com, ha avuto nel corso degli anni tante “incarnazioni” fino a diventare “Pensieri di carta”, blog quasi solitario di Orlando con scritti anche di libri, musica ed altro, e poi nel 2021 fu chiuso dal suo autore.
Nel 2017 anche il sito specialistico LO SPAZIO BIANCO aveva scritto di questo blog, in un speciale intitolato Pionieri della Critica fumettistica sul Web.
Il San Valentino di Arlecchino, di Neil Gaiman e John Bolton
di Orlando Furioso
(articolo originariamente pubblicato in un giorno imprecisato del 2002)
Una breve novella a fumetti scritta da Neil Gaiman, uscita originariamente per Dark Horse e proposta in Italia con l’usuale, ottima cura dalla Magic Press di Pasquale Ruggiero, è di per sé un evento che merita ben più di un breve commento scritto. Eppure questa volta l’attenzione è da focalizzare principalmente sui disegni del grandissimo John Bolton, un artista nel vero senso della parola, a cui la definizione di “disegnatore” sta senz’altro stretta.
Per la prima volta, infatti, i disegni di una graphic novel, pur scritta da un autore-culto, sovrastano con la loro magnificenza le parole, i dialoghi, la storia stessa; la graphic supera la novel per l’esclusivo, quasi doloroso piacere degli occhi. Spesso succede di restare incantati di fronte a certe soluzioni grafiche e interpretative di un artista: ci si sofferma a guardare i disegni, a osservarli minuziosamente perdendosi nelle linee e nei colori (o nei grigi), ci si distrae persino dal filo della storia, per un lungo momento, e poi si prosegue nella lettura; perché se è vero che l’Arte Sequenziale è (dovrebbe essere) il perfetto equilibrio tra testo e disegno, è pur vero che tutti vogliamo sapere come va a finire la storia…
Ma, professionisti a parte –ché si sa, loro debbono studiare, capire e carpire- quante volte è successo di restare così affascinati dalle tavole di un’opera arrivando a dimenticarsi del filo del discorso, perdendo addirittura interesse per il racconto in quanto tale? Mi son trovato non a rileggere, ma a riguardare (leggendo, cioè, a un livello diverso di quello delle parole) più e più volte ogni singola tavola de Il San Valentino di Arlecchino, rimanendo ogni volta più stupito e completamente catturato dalla maestria di Bolton, dalle meravigliose linee, colori, espressioni, prospettive, inquadrature che l’artista ha così sapientemente profuso in quest’opera.
Perché tanta enfasi? Probabilmente si tratta di una faccenda squisitamente privata: la mia posizione non-allineata (e, sospetto, persino un po’ scorretta), prevede un tiepido interesse per la parte grafica dei fumetti; interesse che diventa, invece, supremo nei riguardi della storia, della sceneggiatura originale, dei dialoghi. E il bello dei fumetti è anche che ognuno/a li prende un po’ come gli pare e che ce n’è per tutti i gusti.
A parte Andrea Pazienza, il Druillet degli anni ’70, quel poco di Bodé che c’è in giro e i pochi altri artisti dei quali amo il tratto e il disegno disinteressandomi delle storie che racconta(va)no, mai epoi mai mi sarei sognato di consigliare l’acquisto di un opera a fumetti esclusivamente per i suoi bellissimi disegni; lo faccio, invece, appassionatamente per Il San Valentino di Arlecchino, perché entrare in quelle tavole magnifiche per perdercisi dentro vale veramente l’acquisto.
La parte scritta che ho maggiormente apprezzato in questo volume è la postfazione dello stesso Gaiman, divisa in tre parti: la prima riguardante la storia e le origini di Arlecchino e della Commedia dell’Arte; la seconda sul disegnatore John Bolton; la terza, brevissima, riguardante una finta biografia dell’autore, divertentissima e magica, come sempre.
Quella che da noi viene considerata un’innocua maschera di carnevale –Arlecchino – ha invece origini antichissime, misteriose e inquietanti (come del resto già avevo letto altrove) e sarebbe oltremodo interessante approfondire l’argomento, come mi sono personalmente ripromesso di fare. La storia. E’ il giorno di San Valentino e Arlecchino è nuovamente, perdutamente, pericolosamente innamorato…Sarà per questo che la bellissima Missy trova un cuore umano ancora sanguinante appuntato sulla porta di casa sua con uno spillone d’argento? Basta così, è tutto quanto è necessario sapere (si sa quanto detesto gli spoiler).
Neil Gaiman, com’è suo uso, prende un Personaggio Mitico e se lo lavora tirandone fuori potenzialità nascoste e, naturalmente, inquietanti. La storia è crudele pur parlando d’Amore, o forse proprio per questo; la fine della storia, se di fine vera e propria si può parlare, lascia spiazzati e confusi; il tutto non lascia indifferenti: se può interessare (ma temo di no…) la notte successiva alla lettura de Il San Valentino di Arlecchino ho fatto spaventosi sogni a tema… Nonostante il coinvolgimento emotivo non mi sento di porre quest’opera tra le cose migliori scritte dall’autore inglese; un Gaiman che mi è apparso un pochino svogliato e sottotono, con dell’ottimo materiale tra le mani che forse poteva essere sviluppato meglio.
O può essere che il Maestro mi abbia talmente viziato coi suoi magnifici lavori, che un suo lavoro men che magnifico(e comunque tutt’altro che scarso, intendiamoci!), chissà forse un semplice divertissement, mi susciti dubbi e perplessità. Certo non è gradevole come impressione, e ovviamente non è supportata da nulla di concreto, ma leggendo ho avuto talvolta la sensazione che Gaiman avesse una sorta di scadenza da rispettare o che avesse perso un po’ interesse per un’idea originariamente stimolante, chissà.
E’ però quasi sicuro che i dialoghi e le didascalie risultino più tirati via del solito, meno passionali insomma. Certo, sempre sopra lo standard di tanto fumetto che va per la maggiore.
Ma aldilà di tutte le personali e soggettive considerazioni, ci sono sempre i dipinti di John Bolton a far sì che i 12,50 euro restino comunque ottimamente spesi, senza rimpianti.
OF
Note a Margine:
Il San Valentino di Arlecchino
di NEIL GAIMAN – JOHN BOLTON

prima edizione inglese Dark Horse 2001
prima edizione italiana 2002 – Magic press
(non più disponibile presso l’editore ma solo tramite e-bay, Amazon, Feltrinelli, Alessandro,ed altri siti di vendita online)
seconda edizione, cartonata 2012 – Magic press
(non più disponibile presso l’editore ma solo tramite e-bay, ed altr siti di vendita online)
col, 48 pag.
Prezzo orginario euro 12,50 (on line si trova tra 7 e 15 euro, più spese di spedizione)
Per leggere tutti gli articoli, che stiamo estraendo dal blog FUMETTI DI CARTA,
ecco la relativa pagina con tutti i link
Biografia

Sono Orlando Furioso e col nome che mi ritrovo non ho mai avuto bisogno di un “nickname” 🙂
Leggo fumetti da 61 anni, avendo cominciato a 4 anni con Topolino e Almanacco Topolino. Ciò non fa di me uno specialista (non sono, ahimè, specialista in nulla), ma solo un appassionato o meglio: un innamorato.
Ho esplicitato questa mia passione dal 1992 al 1999 su una fanzine cartacea autoprodotta – una queerzine: Speed Demon – e dal 2001 al 2021 in un sito, poi blog, presente su vari “url” come Fumetti di Carta, chiuso poi nel 2021.
Ho sempre scritto con molto cuore e, giocoforza, poca tecnica e l’affetto di lettori, lettrici e collaboratori ha sempre colmato quell’inevitabile “gap” tra passione e (mancanza di) professionalità.
L’Amico Mario Benenati e l’Associazione Fumettomania mi concedono, e concedono alla vecchia Fumetti di Carta, la possibilità di avere ancora una affettuosa presenza in rete. A loro e a chi leggerà va il mio “grazie!”.
Orlando Furioso
TITOLI DI CODA
L’ARCHIVIO DI FUMETTI DI CARTA (2000-2021)
Cosi scriveva Orlando furioso nel 2009 circa , e nel 2025 conferma più che mai quelle parole di16 anni fa.
Questo blog (http://fumettidicartarchivio.blogspot.com/, nel 2009, Ndr) è stato creato unicamente per non perdere o disperdere i vecchi articoli del sito www (punto) fumettidicarta (punto) it, una webzine di recensioni, commenti, articoli sui fumetti e su tutto ciò che ai fumetti attiene.
Fumettidicarta NON è, invece, un “sito-di-critica” né tantomeno una “raccolta di news” sui fumetti: per queste cose ci sono già online ottimi siti che svolgono benissimo il loro “lavoro”.
Ma se siete capitati qui è molto probabile che conosciate già fumettidicarta e quindi sapete già cosa trovare e cosa non trovare qui, in questo archivio.
Un tempo le persone che componevano la redazione di fumettidicarta (o anche i collaboratori occasionali) scrivevano anche di libri, cinema, musica e politica; da circa due anni, invece, la webzine si occupa solo di fumetti e di argomenti ad essi strettamente collegati.
Questo archivio serve anche per non perdere quegli scritti che coi fumetti non hanno nulla a che fare, ma molto hanno a che fare col clima, anche “affettivo”, che per un po’ si respirò all’interno della redazione “allargata” di fumettidicarta.
Bei ricordi, teneri ed affettuosi, che non ci impediscono però di amare ancor di più la nuova strada intrapresa – quella solofumetto – che ci permette di esprimerci come vogliamo e come sappiamo, con la stessa libertà (e la stessa assenza di wannabe-ismo…) di sempre.
Buona ri-lettura! 🙂
O.F.
















