immagine disegnata da Hugo Pratt

Dopo il ricco approfondimento sugli X-Men, ci prendiamo una pausa, torniamo indietro nel tempo nei primi anni 60, quando la Marvel si chiamava Atlas, ed approfondiamo l’incredibile storia dei prototipi MARVEL. Ancora una volta, Dario Janese, ci fa da Cicerone nella prima parte di questo saggio ricco di colpi di scena.
Buona lettura e se l’articolo vi piace condividetelo, grazie.

Mario Benenati, curatore di Fumettomania Web Magazine

Nota introduttiva per chi ci legge: questi articoli (estratti dal blog di Dario: “Lone Ranger, di storia critica del fumetto”) vengono ri-pubblicati, a distanza di oltre sette anni, nel nostro web magazine e completati con l’aggiunta di immagini.


da LONE RANGER, un BLOG DI STORIA CRITICA DEL FUMETTO

EVENTO ZERO:
L’INCREDIBILE STORIA DEI PROTOTIPI MARVEL

Parte prima

(Articolo originario del 23.02.13)

Cover del n. 1 di Strange Words.m che contiene all'interno la priam storia di Stan lee e Jack Kirby

1961

logo della Atlas Comics

Stanley Lieber, al secolo STAN LEE, sta studiando negli uffici della ATLAS COMICS – piccola casa editrice erede della TIMELY ed embrione nella ventura MARVEL – il lancio di una nuova generazione di protagonisti di testate super-eroistiche, sulla scia del rinnovato successo del genere dopo l’eclissi di inizio anni ’50 dovuto alla censura del periodo maccartista.

La data spartiacque della pubblicazione del celebre SHOWCASE 4, la prima apparizione del moderno FLASH, aveva riportato all’attenzione la grande famiglia della DC Comics: Superman, Batman, Wonder Woman e le nuove versioni di Green Lantern e, appunto, Flash.

Il progetto di Lee era inserirsi nel filone innovandolo creando eroi mai visti prima, più umani e problematici, incitando quindi l’identificazione del grande pubblico.

foto composizione con Stan lee, Jack "THE KING" Kirby, Steve "DITKO" Ditkovitch. immagine estratta da https://comicbookhistorians.com/marvel-1960s-jack-kirby-stan-lee-steve-ditko-who-created-what/
foto composizione con Stan lee, Jack “THE KING” Kirby, Steve “DITKO” Ditkovitch. immagine estratta da https://comicbookhistorians.com/marvel-1960s-jack-kirby-stan-lee-steve-ditko-who-created-what/ (che si ringrazia). © degli aventi diritti

I PROTOTYPES

L’elaborazione dei personaggi da parte del suo staff – formato essenzialmente da Jacob Kurtzberg, entrato nella leggenda come JACK “THE KING” KIRBY, STEVE “DITKO” DITKOVITCH e DON HECK – ebbe luogo per due interi anni, dando luogo ad abbozzi, tentativi e “pilot” che in  vari casi costituiscono i cosiddetti “prototypes“: dei veri e propri Eventi Zero in cui un futuro eroe o anti-eroe compare  in forma embrionale, a volte soltanto come proposta grafica e a volte come figura primaria o secondaria di una storia in cui compaiono già o uno o più dei suoi futuri tratti distintivi.
In questa dimensione hanno fatto la loro pre-comparsa sulle testate antologiche Atlas – contenitori di 3-4 racconti fantastici, fantascientifici o horror in genere di 6 pagine ciascuno, dai coloriti titoli STRANGE TALES, JOURNEY INTO MYSTERY, TALES OF SUSPENSE e TALES OF ASTONISH – non pochi futuri protagonisti dell’Era Marvel, in numeri oggi ricercatissimi e dai costi ragguardevoli.

Copertina di Strange Tales # 97

L’elenco comprende: HULK, IRON MAN, PETER PARKER (SPIDERMAN) e NORMAN OSBORN (GREEN GOBLIN),ZIA MAY e ZIO BEN, DR.STRANGE, L’ANTICO e il BARONE MORDO, PROFESSOR X, ANT-MAN, LOKI, il DOTTOR DESTINO, L’UOMO SABBIA, ZZAX etc.

In alcuni casi, invece, figure pensate come one-shot incontrarono un certo successo e vennero in seguito riprese, come il famoso drago FIN FANG FOOM , il titano alieno XEMNU – primo a portare il titolo di “Hulk” addirittura a metà 1960 – e lo stregone atlantideo MASTER KHAN.
Questo è un indice ragionato dei principali Eventi Zero su cui esiste un consenso di massima, con maggior sostanza del semplice uso di un nome che sarà in seguito riciclato per un personaggio completamente diverso
– come MAGNETO, ELECTRO, SPIDER-MAN, COLOSSUS o lo stesso HULK.

AMAZING ADVENTURES #1

Tutto ha veramente inizio a metà 1961, con il n.1 di AMAZING ADVENTURES, la quinta testata- contenitore di short stories, che nonostante una breve e tormentata vicenda editoriale verrà consegnata alle cronache del fumetto per aver lanciato il nome di SPIDERMAN nel numero conclusivo (il 15).

il mistico DOCTOR DROOM, adepto ed erede occidentale del manto di signore delle arti occulte orientali., tratto dal n.1 di AMAZING ADVENTURES

Ma è al suo esordio assoluto che Lee e Kirby presentano il primo vero eroe della nuova era: il mistico DOCTOR DROOM, adepto ed erede occidentale del manto di signore delle arti occulte orientali. Questo chiaro apripista del più fortunato e famoso DOCTOR STRANGE durerà soli 6 numeri prima di cadere nell’oblìo, mentre il suo nome verrà riciclato- con una “r” in meno-per l’arcinemico dei futuri FANTASTICI QUATTRO. Molti anni dopo sarà ripescato come elemento mistico di una formazione di AVENGERS, con lo stesso insuccesso delle sue origini.

ANT MAN

Subito dopo lo storico esordio del mitico Quartetto, il problema era di individuare in fretta un eroe individuale da provare e lanciare in una sua collana. Vari tentativi si succedettero in tutte le testate antologiche, fornendo vari embrioni: il primo ad essere selezionato fu il classico scienziato solitario dalla scoperta straordinaria, un biologo sperimentale di nome HANK PYM, il cui siero lo rendeva in grado di rimpicciolirsi a dimensioni d’insetto e comunicare/controllare le formiche.  Questo in TALES TO ASTONISH 27.

In TALES OF SUSPENSE 32, pochi mesi dopo, poteri simili vennero attribuiti a un apicultore mutante. Il confronto tra i due pendette a favore del primo, che con il 35 di ASTONISH venne promosso a 1° singolo eroe in costume col nome di ANT-MAN (mentre del teorico BEE-MAN rimasero solo prove su carta negli uffici della Casa delle Idee).

DOCTOR DOOM

In TALES of SUSPENSE 31 un mostro alieno indossava nient'altro che la futura maschera di DOCTOR DOOM (senza "r"), la nemesi dei F4 che sarebbe apparso ufficialmente 60 giorni dopo, e il cui visual fu evidentemente completato raccogliendo spunti sulle varie testate.

Il mese prima, SUSPENSE 31 aveva visto un mostro alieno indossare nient’altro che la futura maschera di DOCTOR DOOM (senza “r”), la nemesi dei F4 che sarebbe apparso ufficialmente 60 giorni dopo, e il cui visual fu evidentemente completato raccogliendo spunti sulle varie testate.

Abbastanza chiara anche la fisionomia del futuro UOMO-SABBIA nemico abituale dei primi anni di SPIDERMAN, apparsa in forma di invasore alieno in JOURNEY INTO MYSTERY 70 (sopra, la copertina, ndr).

PROTO-HULK

Ma forse il più clamoroso di questi casi è quello di Victor Avery, arrogante scienziato alla Dr. Jeckyll che trasforma se stesso in un colosso  mostruoso e invulnerabile di colore grigio, il cui aspetto è in modo incontestabile quasi identico alla prima versione di HULK, di qui estrapolata per la prima miniserie di 6 albi il cui n.1 sarebbe uscito nelle edicole due mesi dopo.

LOKY

Non sempre, ancora ad oggi, sono stati individuati tutti i numerosi “try-outs” che gli artisti dello staff di Lee – Kirby e Ditko in primis – hanno sparso nelle cinque testate tra 1961 e 1962, e spesso le somiglianze hanno creato equivoci. Lo stesso Avery è stato superficialmente considerato un prototipo del nemico di Thor Mr. Hyde, mentre solo il numero prima di JOURNEY – il 78 – è sfuggito ai più il fatto che le fattezze di Aaron lo Stregone, visitatore di un’altra dimensione inseguito da tre individui dalle fattezze e fogge vichinghe, è pressoché identico al giovane Loki che conosceremo dal n.97 nei Racconti di Asgard, e che in versione più adulta già dall’ 85 diverrà la regolare nemesi di Thor, suo fratellastro nonché stregone supremo.

JOURNEY #78: è sfuggito ai più il fatto che le fattezze di Aaron lo Stregone, visitatore di un'altra dimensione inseguito da tre individui dalle fattezze e fogge vichinghe, è pressoché identico al giovane Loki che conosceremo dal n.97 nei Racconti di Asgard.

E d’altra parte, pochi si sono accorti da dove il grande Kirby ha sicuramente attinto per creare l’aspetto della COSA, il più inconfondibile dei FANTASTICI QUATTRO, dal massiccio e tozzo aspetto di ammasso antropomorfo di scaglie di pietra arancione…

GLI SKRULL

E confrontate il look di queste spie marziane nella storia “I am Robot X” di Amazing Adventures #4 del 09/61 (sotto, le prime due immagini, ndr) con quello degli agenti skrull, i primi alieni del nuovo universo Marvel, infiltrati a loro volta in FANTASTIC FOUR 2 del 01/62… (l’ultima immagine sotto, ndr)

L’OSSERVATORE (THE WATCHER)

Meno  “inosservato” è stato il prototipo dell’OSSERVATORE, l’emissario extraterreste dal compito di neutrale cronista cosmico che incontrerà il Quartetto nel n.13, dopo una comparsata sotto le spoglie di “Zarkorr” in TALES OF SUSPENSE 35. Anche qui, ogni commento è superfluo.
Insomma, l’imponente lavoro di costruzione dell’edificio dei personaggi Marvel affonda le radici in un cantiere  di materie prime sparse, accumulate a volte per anni.

IRON MAN

Nel gennaio 1961 , ad esempio, usciva con questa copertina il n.16 di TALES OF SUSPENSE (sotto a sinistra, ndr), con la storia portante su un uomo malato che occupava una gigantesca armatura metallica.

E nel Dicembre 1962, ai Fantastici Quattro e ad Ant-Man, a Hulk e a Thor si aggiungeva il protagonista del n.39 della stessa collana (sopra a destra, ndr),, dal fantasioso nome di IRON MAN.

SPIDERMAN

Ma la storia più affascinante e intricata di prototipi è quella della nascita di SPIDERMAN, di cui in parte ho già trattato nel primissimo articolo di questa rubrica. Nato per volontà di Stan Lee, che voleva a tutti i costi portare alla nuova Casa un eroe di tipo metropolitano, meno fantascientifico e più quotidiano dei precedenti e dei concorrenti, il futuro Peter Parker è l’esito di studi e selezioni complesse da parte del suo ideatore Steve Ditko, i cui passi e indizi possono essere mappati più o meno come segue.
Come tutti i fans sanno, PETER PARKER e il suo celebre alter ego sono comparsi ufficialmente nell’Agosto 1962 sul numero 15 di AMAZING FANTASY , albo conclusivo della collana e punto di lancio della successiva serie di AMAZING SPIDERMAN. Ma due mesi prima, in Giugno, sul n.97 di STRANGE TALES (la cui copertina è riportata all’inizio dell’articolo) Ditko metteva a punto i comprimari di Peter, la coppia ZIO BEN e ZIA MAY.

Le poche pagine di “Goodbye to Linda Brown” sono oggi tra gli oggetti più ricercati dagli appassionati. Ma il mese successivo, in AMAZING 14 di Luglio, Ditko ci mostra addirittura lo stesso Peter sotto le spoglie di Tad Carter, protagonista di “The Man in the Sky”, storia in cui un teenager scopre improvvisamente di avere poteri telepatici e per questo viene emarginato e aggredito dai compagni di scuola.

in AMAZING 14 di Luglio, Ditko ci mostra addirittura lo stesso Peter sotto le spoglie di Tad Carter, protagonista di "The Man in the Sky", storia in cui un teenager scopre improvvisamente di avere poteri telepatici e per questo viene emarginato e aggredito dai compagni di scuola.

“Tad” viene sottratto al linciaggio dall’azione a distanza di uno sconosciuto che lo trasporta telecineticamente in volo, e parlandogli con la mente gli annuncia di essere come lui un mutante, e che lo condurrà al sicuro in un luogo dove le persone come lui potranno vivere in pace sino al giorno in cui l’umanità sarà pronta ad accettare i suoi successori.

"Tad Carter", Prototipo di Peter Parker. Vignetta estratta dall'ultima pagina di "The Man in the Sky", in cui ted viene sottratto al linciaggio dall'azione a distanza di uno sconosciuto che lo trasporta telecineticamente in volo, e parlandogli con la mente gli annuncia di essere come lui un mutante, e che lo condurrà al sicuro in un luogo dove le persone come lui potranno vivere in pace sino al giorno in cui l'umanità sarà pronta ad accettare i suoi successori.

Questo è il racconto più importante di tutto il periodo pre-eroico Marvel  – presentato in Italia soltanto nello splendido volume SPIDERMAN COLLECTION 1 del 2004, Panini Comics: qui si intrecciano le due tematiche che Lee intendeva sviluppare come linee portanti delle nuove serie: quella del singolo eroe teenager e quella sociale della mutazione e della persecuzione del diverso (ricordiamoci che l’intero gruppo creativo di Lee era ebraico e che ancora fresco era il ricordo della Shoah, rinnovato dalle voci delle deportazioni sovietiche).
E così, mentre Ditko esplorava i suoi try-outs grafici definendo l’aspetto del personaggio, lo scrittore sceglieva una netta separazione tra le due linee, ritenendo che la provenienza dei poteri di Peter Parker da una fonte innata come la mutazione avrebbe danneggiato il meccanismo di identificazione con il giovane medio americano. Al tema mutante sarebbe stata riservata la serie ventura di X-MEN, a cui è dedicata l’attuale serie di articoli “L’ODISSEA DELLA DIFFERENZA” (vedasi i 4 link agli articoli sugli X-Men nella Note Extra, ndr)

Copertina del n. 27 della rivista Unusual Tales (aprile 1961) che mostra un primo piano di un personaggio decisamente identico a NORMAN OSBORN,

ELABORAZIONI DITKIANE

Che invece l’elaborazione ditkiana venisse da più lontano del contest interno tra ipotesi di eroi dai nome di insetto (Ant-Man,”Bee-Man” o Spider-Man), è rivelato da un suo racconto dell’Aprile ’61 dall’ironico titolo “A Look in the Future“, apparso sul n.27 di una rivista della Charlton Comics e riedizione di una sua più vecchia storia del ’57: e se già la copertina mette i fans di SPIDERMAN sul chi vive, mostrando un primo piano di un personaggio decisamente identico a NORMAN OSBORN, la tavola d’apertura ha un effetto a dir poco sconvolgente. Vediamo infatti “Norman” alla sua scrivania di dirigente mentre, con la postura sprezzante che gli sarà abituale in futuro, ammaestra un giovane postulante di nome “Peters”…in tutto e per tutto UGUALE A PETER PARKER…!

N. 27 della rivista Unusual Tales (aprile 1961):  questa tavola d'apertura ha un effetto a dir poco sconvolgente. Vediamo infatti "Norman" alla sua scrivania di dirigente mentre, con la postura sprezzante che gli sarà abituale in futuro, ammaestra un giovane postulante di nome "Peters"...in tutto e per tutto UGUALE A PETER PARKER...!


Questa sola tavola – che può essere visionata su uno dei siti USA dedicati alle edizioni Charlton, ed è stata ristampata in Inghilterra nel n.16 della rivista in b/n WEIRD PLANETS, delle edizioni Alan Class – , oltre a confermare la versione per cui sia Parker che Osborn sono creazioni visual interamente opera di Ditko, ci rivela l’iter di selezione grafica dei personaggi che verranno presto trasferiti in quello che sarà il più popolare serial Marvel di sempre (e avvalora la versione ditkiana dell’annosa disputa con Stan Lee circa il fatto che Osborn , che Ditko avrebbe introdotto in incognito nei nn.23 e 25 di AMAZING prima della presentazione ufficiale del 31, sarebbe nato da subito come antitesi negativa di Spidey anche al di fuori della sua identità criminale di GOBLIN). Non solo, ma a tavola 4 “Norman” si dedica addirittura ad abbattere con un pugno un massiccio personaggio in tutto e per tutto identico al futuro UOMO SABBIA…!

N. 27 della rivista Unusual Tales (aprile 1961): pagina 4 " della storia "A Look in the Future", nella quale "Norman" si dedica addirittura ad abbattere con un pugno un massiccio personaggio in tutto e per tutto identico al futuro UOMO SABBIA...!

Questo lavoro di progettazione interna è stato abituale per Ditko, che ad esempio a due mesi  dall’esordio del DR.STRANGE su STRANGE TALES 110 nel Luglio 1963, e per la precisione nel n.108, ha già definito nel dettaglio le sembianze del suo arcinemico stregone BARONE MORDO, infilato nel racconto “The Iron Warrior” alle prese nientemeno che col Mago Merlino! Nessuna coincidenza, naturalmente.

Sequenza di vignette tratte da su STRANGE TALES n.108; Ditko ha già definito nel dettaglio le sembianze del suo arcinemico stregone BARONE MORDO, infilato nel racconto "The Iron Warrior" alle prese nientemeno che col Mago Merlino!

JACK LIRBY E I MUTANTI

Lo stesso Jack Kirby nella creazione del parco-personaggi del nuovo universo Marvel avrebbe derivato fattezze ed effetti vari dalle sue storie trascorse: i mutanti Quicksilver (in questa immagine e nella successiva) e lo stesso Professor X devono molto a figure comparse in STRANGE TALES 67 e 69, ancora nel lontano '59.
Lo stesso Jack Kirby nella creazione del parco-personaggi del nuovo universo Marvel avrebbe derivato fattezze ed effetti vari dalle sue storie trascorse: i mutanti Quicksilver (in questa immagine e nella precedente) e lo stesso Professor X devono molto a figure comparse in STRANGE TALES 67 e 69, ancora nel lontano '59.

Lo stesso Jack Kirby nella creazione del parco-personaggi del nuovo universo Marvel avrebbe derivato fattezze ed effetti vari dalle sue storie trascorse: i mutanti Quicksilver e lo stesso Professor X devono molto a figure comparse in STRANGE TALES 67 e 69, ancora nel lontano ’59.

Lo stesso Jack Kirby nella creazione del parco-personaggi del nuovo universo Marvel avrebbe derivato fattezze ed effetti vari dalle sue storie trascorse: i mutanti Quicksilver e lo stesso Professor X (in questa immagine e nella successiva) devono molto a figure comparse in STRANGE TALES 67 e 69, ancora nel lontano '59.
Lo stesso Jack Kirby nella creazione del parco-personaggi del nuovo universo Marvel avrebbe derivato fattezze ed effetti vari dalle sue storie trascorse: i mutanti Quicksilver e lo stesso Professor X (in questa immagine e nella precedente) devono molto a figure comparse in STRANGE TALES 67 e 69, ancora nel lontano '59.

I nomi stessi, come ho anticipato, vennero a volte recuperati da antiche creazioni dimenticate, spesso mostri alieni di fine anni ’50: MAGNETO, COLOSSUS (una statua animata di provenienza sovietica, il che dirà credo qualcosa ai lettori di X-MEN), ELECTRO, nonché HULK erano dei già sentiti per gli appassionati dell’era Atlas. Persino SPIDERMAN  era stato usato per una creatura che campeggia sulla copertina di JOURNEY INTO MYSTERY 73 dell’Ottobre 1961.

Ad oggi, non mi risulta siano ancora stati catalogati tutti i tryouts, o precursori o prototipi che dir si voglia che Kirby, Ditko, Heck e i meno noti Reinman e Sinnott possono aver sparso tra le pagine delle centinaia di short stories del periodo Atlas. Questa introduzione ha voluto appunto fare da spinta per uno studio più approfondito dei lavori di questi artisti anche aldilà delle riviste proto-Marvel (vedi la nota sul Ditko della Charlton), che potrebbero riservare ancora svariate sorprese

Fine parte 1 – continua

BREVE BIOGRAFIA

Dario Janese, torinese, 1964, sociologo e storico americanista, dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture. Da vari anni conduce un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.

NOTE EXTRA

Dell’Atlas, Marcello Vaccari ha scritto un articolo nel 2011:

https://www.glamazonia.it/2011/01/16/latlas-e-gli-anni-50/

Mentre dei supermostri Marvel ne abbiamo scritto nell’articolo era “I supermostri Marvel” di Kirk Kimball aka Robby Reed (trad. di A. Neri), pubblicata su glamazonia, di seguito il link

https://www.glamazonia.it/2011/02/10/i-supermostri-marvel/

Entrambi gli articoli furono pubblicati scritti anche sul n. 19 di Fumettomania del 2010 (esistente solo nella versione digitale) , che era dedicato ai 40 anni dei fumetti Marvel in Italia.

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