Per l’articolo n. 1700 di questo sito abbiamo scelto un’intervista, tratta dal n. 10 della nostra fanzine cartacea (che risale a dicembre del 1997), al talentuoso Gianluca Piredda, oggi sceneggiatore di Dago, ed di altri bei fumetti pubblicati dall’Aurea Editoriale, ed anche all’estero.

Gianluca, che ha mosso i primi passi nel mondo fumettistico proprio con la rivista cartacea Fumettomania nel 1992, è un amico ed è soprattutto un bravo scrittore. Vi invito a leggere le produzioni degli ultimi anni.

Siamo felici di aver raggiunto quota 1700 articoli pubblicati, sembra un piccolo traguardo ma non è così.
Considerate che il nostro sito dopo un primo periodo ‘spartano’ (2002-2006), durante il quale sono stati pubblicati solo una manciata di articoli, ed un periodo transitorio (2009-2011) dalle varie vicissitudini, ha iniziato ad essere un magazine vero e proprio dal 15 gennaio 2012, dopo la chiusura della rivista cartacea. 11 anni fa gli articoli pubblicati erano 123 in tutto, mentre da alcuni anni viaggiamo sulla media di 170-180 articoli all’anno.

Buona lettura
Mario Benenati, curatore del sito Fumettomania Factory Magazine

L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona P.G., – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 32 anni dalla fondazione – è quello di diffondere la cultura del Fumetto e, fra i nostri obiettivi, c’è la volontà di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori


Il sommario del n. 10 è riportato di seguito

Da mese di marzo (del 1997, NdR) è uscito nelle edicole e nelle librerie specializzate il fumetto tutto made in Sardinya di Whinny, un uomo con la testa di cavallo che vive le sue avventure nel Cile del 2197, il novello centauro al contrario.
Ne parliamo oggi con Gianluca Piredda, autore, insieme a Carlo Ermini.

Gianluca Piredda presenta Whinny

di Jacopo Bonistalli (ottobre-novembre 1997)

Copertina del n. 2 di Whinny
Copertina del n. 2 di Whinny © degli aventi diritti

JB: Come nasce, fumettisticamente, Gianluca Piredda?
GP: Per quanto riguarda la professione fumettistica, nasco cinque anni fa sulle pagine della fanzine Fumettomania scrivendo articoli e interviste. Come fumettista ho fatto una serie sfortunatissima, che era Nelson & Kirby, una serie di strip che avevo fatto con Roberto Di Scala, un disegnatore toscano. Ho poi collaborato con le edizioni PANINI per Comix, alcune cose che poi sono uscite ristampate sul diario di Nilus dei fratelli Origone

JB: Whinny è il primo fumetto realizzato interamente in Sardegna…
GP: Interamente in Sardegna nel senso che anche la casa editrice è sarda (Il ROSELLO, ndr). Nathan Never, del trio Serra – Medda – Vigna è stato scritto in Sardegna – così come alcuni numeri di Tex sono stati disegnati da artisti isolani – ma è stato stampato dalla BONELLI, che è una casa editrice di Milano, come tutti sanno. Il nostro… si, è il primo fumetto interamente realizzato nella nostra isola.

JB: Quali sono i maggiori problemi di realizzazione che avete incontrato, vista la scarsa (per non dire inesistente) tradizione fumettistica delle case editrici locali?
GP: Difficoltà nel proporlo all’editore non ce ne sono state, in quanto sì è entusiasmato subito. Tra l’altro io conoscevo già prima Angelo (Luiu, ndr) perché ho lavorato per Ottopagine, settimanale che produce tuttora, è quando mi è venuta l’idea di proporgli un prodotto fumettistico ha accettato subito.

Le crisi sono venute dopo: Angelo sì è entusiasmato a tal punto che ci ha messo fretta, abbiamo dovuto finire di scrivere in fretta; abbiamo messo sotto torchio tutti i disegnatori (soprattutto Davide Di Sarno che è lentissimo di fama)… Si, il problema maggiore è stato trovare disegnatori pubblicabili perché disegnatori se ne trovano, ma non tutti sono pubblicabili – e poi, trattandosi del primo prodotto interamente fatto qua, c’era ovviamente la paura che qualcosa andasse storto, in fondo era un rischio.

JB: Come e dove nasce il progetto Whinny?
GP: Nasce a casa di Carlo Ermini, durante un film in videocassetta ed una pizza. Si scherzava, prendendo in giro i vari personaggi supereroistici ed è nato un personaggio che aveva delle origini completamente diverse che ora per motivi di censura non sto a raccontare.
Dopodiché Carlo sì è armato di matita è ha fatto un primo bozzo grafico di Whinny, il quale è rimasto poi chiuso nel cassetto per diverso tempo. Adesso abbiamo deciso di riesumarlo e di creare il fumetto che è stato pubblicato (adesso conosciamo).

JB: Da quali fonti avete attinto per realizzare le storie di questo personaggio?
GP: Vabbeh..: Questo lo sì. dice perché ormai l’hanno capito tutti.
Non dico il titolo anche per lasciare ancora un minimo di mistero, però l’autore, il referente letterario è H.G. Wells.

JB: Ma vi siete ispirati solo a opere letterarie oppure avete cercato ispirazione anche nel cinema?
GP: Allora… come storia base quell’ one shot, che dovrebbe essere cronologicamente, il n. 5 oppure 6 – ancora non sappiamo in quanto per il momento Carlo sta scrivendo il n. 0 di Whinny – è ispirato interamente a Wells. Per quanto riguarda la storia ed il tipo di sceneggiatura, Whinny è un personaggio con un taglio cinematografico… Lo vedrei bene, più come film, come cartone animato: alla giapponese;- anche Se col manga per fortuna, non c’entra nulla.

JB: Parlaci un pò dei disegnatori…
GP: Al momento ne stiamo reclutando alcuni. Iniziamo dal nostro Guest Star, che è Mauro Muroni il nostro copertinista. Non ha bisogna di presentazioni, è un docente della Scuola del Fumetto di Milano, ha copertinato Demon Hunter, ha lavorato per l’Intrepido; ha copertinato Pulp: Stories (che ha riscosso un grande successo), ha lavorato per la rivista Selen e recentemente ha collaborato con la MAGIC PRESS. Ed adesso è il nostro copertinista, farà tutte le copertine della serie.

Il primo disegnatore della serie, che ho già menzionato è Davide Di Sarno. E’ dichiaratamente Castelliniano, è lentissimo, fa un uso spropositato di retini, ma da un effetto gradevole e, da quanto ho sentito è stato apprezzato molto. Il disegnatore del numero due è Gianni Pintus, che farà anche il terzo numero: proviene dalla pittura, quindi ha un’impostazione grafica diversa, ha studiato all’Accademia di Belle Arti ed ha una linea chiara e gradevole, riposante. Davide mi piace molto come disegna però può risultare stancante per chi non è abituato ad un certo tipo di disegno, Gianni invece è molto più rilassante – tra l’a- tro gli piacerebbe lavorare per la Bonelli (e a chi non piacerebbe, ndr).

Whinny, nella versione di Davide Di Sarno.
Whinny, nella versione di Davide Di Sarno. © degli aventi diritti

Il disegnatore del quarto numero è un idolatra di Jim Lee, ed è Massimo Lobina, che è stato nella staff di Videomax, ed è anche lui molto bravo. Massimo Galloni è l’ultimo arrivato tra i disegnatori del nostro staff, ma non per questo meno importante, anzi: ha già lavorato per Bonelli, per il quale ha realizzato alcuni Almanacchi del Mystero, ha lavorato per l’ARCA PERDUTA ed ha illustrato i Tarocchi del Rock per la SCARABEO. Galloni farà qualcosa per noi nel 98.

JB: Per far meglio conoscere Whinny, avete pensato a qualche collaborazione con altre riviste, merchandising, pubblicità?
GP: Il merchandising ci è stato molto richiesto dai lettori e penso che lo faremo, anche visto il successo che ha riscontrato il n.1 che è
andato quasi esaurito. Me ne sto occupando io al momento e sto vagliando alcuni preventivi. Probabilmente ci saranno delle magliette e
delle statuette. Un gruppo di programmatori di computer ci ha chiesto di fare un videogame picchiaduro per PC basato su Whinny.

Adesso stiamo cercando di esportare il prodotto negli States. Prima di tradurlo vogliamo vedere se i collezionisti americani gradi-scono il fumetto in lingua originale.

JB: Per quanto riguarda i progetti per il futuro?
GP: Per quanto riguarda IL ROSELLO, dopo la miniserie di Whinny di 4 numeri, ci sarà il numero 0 che sta scrivendo Carlo, l’one shot che si stiamo scrivendo assieme, ad un numero di Video-max (che uscirà a marzo del 98); poi sto scrivendo un one shot che sì chia-
merà Big Apple, sul quale ancora non posso dirti niente.

Per quanto riguarda me personalmente sto curando anche alcuni progettini per le edicole. Ad esempio l’amico Michele Linoce della COMIC ART mi ha proposto di riprendere una mia storia che sì intitola Caput Mundi e riadattarla in stile manga e vedere cosa ne viene fuori per il filone manga-spaghetti (odio questo termine).

Per essere sincero l’idea non mi convince tanto perché non sono un grande appassionato di manga, comunque tentare non nuoce e per
il momento esiste soltanto un soggetto. Poi ho un progetto top secret da presentare a qualche editore, ho un buono staff di disegnatori tra cui il disegnatore francese George Potier che curerà sia le copertine che alcune storie.

JB: Domanda da un milione… Ti devi ritirare su di un isola deserta: quali sono i tre fumetti che porteresti con te?
GP: Oddio, sono in crisì… Porterei sicuramente Dylan Dog, Lazarus Ledd… è poi mi porterei la macchina da scrivere ed il terzo me lo scriverei da me.

JB: Congedandoci dai nostri lettori, che consiglio daresti a chi volesse intraprendere la professione di fumettista?
GP: Prima di tutto, quello d’iniziare piano piano. Io ho iniziato cinque anni fa a fare fumetti, e fino all’altro ieri ero uno sconosciuto. Ho iniziato a farmi conoscere rompendo un pòo’ le scatole a destra e a sinistra nell’ambiente editoriale: pubblicando gratis, scrivendo per
fanzines, spedendo soggetti a vari editori, ricevendo anche dei rifiuti…

Mai presentare progetti mastodontici se non sì è sicuri di avere tra le mani, non dico un capolavoro, ma almeno qualcosa di decente e pubblicabile, anche perché oggigiorno, soprattutto nelle edicole il mercato è, se non saturo, quasi. Il lettore di fumetti medio non ha molto soldi da spendere o meglio non compra più come un tempo e gli editori non vogliono rischiare di buttare via soldi.

Altre persone pensano che uscire nelle librerie, essendo indipendenti ed autoproducendosi sia più semplice: sbagliato anche questo. Perché fare uscire un numero è facile, portare avanti la serie, un pò meno. L’unica cosa è esercitarsì, proporsi, e se le idee sono effettivamente buone, verrà quasi sicuramente pubblicato. Questo per quanto riguarda gli sceneggiatori.

Per quanto riguarda i disegnatori il consiglio è quello di crearsi un proprio stile, di non mettersi ad imitare o tanto peggio copiare. Per
esempio, qualche tempo fa è stato sputtanato un disegnatore, non dico il nome, perché aveva letteralmente copiato delle tavole. Quindi, bisogna sì prendere magari spunto da alcuni disegnatori, prenderli come maestri, però i lettori preferiscono sempre gli originali ai cloni.


BIOGRAFIA/BIOGRAPHY

foto recente di gianluca piredda
Foto recente di Gianluca Piredda

Gianluca Piredda nasce a Sassari il 14 maggio 1976 ed esordisce giovanissimo nell’editoria, muovendo i primi passi nel 1990. Esordisce sulla rivista Comix e parallelamente inizia a fare gionalistica per riviste locali e specializzate.

Nel 1999 approda nel mercato Americano con la sua prima Graphic Novel internazionale e inizierà un lungo sodalizio con Antarctic Press, tutt’ora suo editore statunitense. Per Antarctic scrive, tra le varie cose, anche Warrior Nun Areala e Airboy (in coppia con Chuck Dixon).

Nel 2005 ha la sua consacrazione di critica con Free Fall. Nel corso degli anni lavora per magazine italiani ed esteri, televisione, scrive libri (di narrativa e saggistica; l’ultimo è “Sardegna in cucina” edito da Iacobelli) e alterna la sua attività di autore con quella giornalistica, dirigendo molte riviste di entertainment.

Nel 2016 arriva in Aurea per cui crea Freeman, Journey of Dracula e scrive Dago. Inoltre, traduce i fumetti Americani per Skorpio e Lanciostory.


L’INTERO NUMERO DIECI DI FUMETTOMANIA

FM#10 – Dicembre 1997

NOTE EXTRA

FUMETTOMANIA INDEX 1990 – 2012

ovvero, tutte le informazioni e tutti i contenuti relativi ai 20 numeri pubblicati della rivista cartacea Fumettomania.

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