immagine disegnata da Hugo Pratt

A distanza di qualche giorno, anche noi di Fumettomania facciamo gli auguri di Buon compleanno al super esperto Dario Janese, pubblicando la Terza parte del ricco approfondimento dedicato alle avventure editoriali del Doctor Strange, a firma sua.
Buona lettura e se l’articolo vi piace condividetelo, grazie.

Mario Benenati, curatore di Fumettomania Web Magazine

Nota introduttiva per chi ci legge: questi articoli (estratti dal blog di Dario: “Lone Ranger, di storia critica del fumetto”) vengono ri-pubblicati, a distanza di oltre sette anni, nel nostro web magazine e completati con l’aggiunta di immagini.


da LONE RANGER, un BLOG DI STORIA CRITICA DEL FUMETTO

DOCTOR STRANGE
L’America alle Porte del Mistero, parte terza 

(Articolo originario del 04.04.13)

Cover dell'albo doctor strange #177 
 (1969) nuovo costume e disegni di gene colan

Quando nel 1969 Steve Ditko lascia improvvisamente la Marvel Comics, e di conseguenza tutti i personaggi da lui disegnati all’epoca, STRANGE TALES è in procinto di diventare una serie individuale dedicata al
Signore delle Arti Mistiche: il coinquilino abituale NICK FURY trasloca su una sua collana specifica, mentre il buon dottore eredita la la numerazione della serie precedente. DOCTOR STRANGE 169 esce nel Giugno 1968, in pieno fermento socio-culturale, gestita per soli tre mesi dal valido Dan Adkins e poi consegnata a chi ne farà un autentico oggetto di culto per le generazioni future: Gene Colan.
Bambino-prodigio del Bronx, Eugene J. Colan affronta il compito con trasporto a 360 gradi: si immerse nella realtà del Greenwich Village, il quartiere degli artisti di New York dove Strange risiede in Bleecker Street (in una mansion vittoriana di chiaro richiamo a Sherlock Holmes), scatta fotografie nel dettaglio, e arriva ad assumere anfetamine per entrare nel “mood” adatto per riprodurre le scenografie lisergiche ideate da Ditko per le ambientazioni delle storie. Il risultato è strepitoso. Il suo tratto, molto più marcato e pittorico, con chine che riempiono la pagina di ombre e chiaroscuro, offre anatomie realistiche e forte dinamismo contro sfondi deliranti, ipercromatici e indefiniti: Colan rivisita i luoghi ditkiani con precisi riferimenti artistici, che cita per nome in una famosa tavola a tutta pagina (“splash page”) che immette il lettore alla sua visione della Dimensione del Sogno.

Tavola splashpage tratta dall'albo doctor strange #180. Disegni di gene colan

Nelle sue mani Stephen Strange diviene un uomo reale, insieme tormentato e gravato dal peso del suo compito e dalla solitudine che esso gli impone, e più corporeo e mondano di quanto nessun personaggio Marvel sia mai stato. Clea, principessa esiliata della Dimensione Oscura, assume il ruolo di assistente e di sua amante: il disegno esalta la sua sensuale bellezza di tipo slavo e modella le forme di entrambi, inaugurando il paradosso di un mago che oscilla tra lotte su piani astratti e astrali ed un uomo notevolmente incline all’alcova, in continuità con la sua precedente esistenza di medico di fama con il gusto delle donne, delle auto e della bella vita.

Nel suo personale, Stephen tende ad essere comunque compreso in se stesso e un pò arrogante- al punto da dover spesso scusare la sua supponenza con il fedele domestico Wong -e non di rado tendente a un’introversione malinconica. Tutto questo lo rende autenticamente umano, ma non sembra avvicinare il grande pubblico, che nel pieno dell’Anno di Grazia 1969 mostra una netta preferenza per temi di immediata e concreta rilevanza sociale: la contestazione studentesca che esplode nelle università, i diritti civili dei neri e le tensioni inter-etniche, la piaga della droga, la criminalità metropolitana. tutto ciò è prerogativa delle serie sugli eroi urbani come SPIDERMAN , ma anche come DAREDEVIL e CAPTAIN AMERICA, disegnati dallo stesso Colan. Le trame di DS, per quanti avvincenti e fascinose, appaiono lontane da una realtà quotidiana che non è mai apparsa così pervasiva: Stan Lee tenta una revisione del visuale del protagonista, trasformando il suo aspetto in fattezze aliene che ricordano quelle del Silver Surfer di Kirby, e inserendo nelle storie ospiti in voga come il Cavaliere Nero, gli stessi Vendicatori al completo e il possente villain di X-MEN, il Fenomeno: ma nessun escamotage produce un vero effetto sulle vendite. Per questa ragione, la serie viene cancellata in Novembre a metà di un ciclo di storie che verrà proseguito in modo spezzato sulle serie SUB-MARINER e HULK, e culminerà con un affrettato e inverosimile abbandono delle arti occulte da parte di Strange nell’Aprile 1970.

Doctor Strange #189 (may 1969) Page 2 splash page di Gene Colan

La parentesi durerà per un anno e mezzo, sino a che il volgere del nuovo decennio , sembrando portare un mutamento di temperie culturale e una rinnovata disponibilità all’evasione pura, deciderà Lee ad avviare quello che era stato un progetto embrionale e a riportare il dottore sulla scena riunendolo con i due protagonisti delle serie con cui aveva concluso la precedente esperienza. Nel Novembre 1971 il primo numero della nuova testata MARVEL FEATURE vede nascere il gruppo dei DIFENSORI: Dr.Strange, Hulk e Sub-Mariner, cui si aggiungerà subito Silver Surfer, anche lui orfano della sua serie personale.

Cover dell'albo Marvel premiere 4, che presentava il doctor Strange

Questa volta i dati di vendita saranno abbastanza confortanti, e nel giro di pochi mesi (Luglio 1972) Strange – secondo una prassi Marvel consolidata – verrà dapprima ospitato su una collana-contenitore come MARVEL PREMIERE dal 3 al 14, con una lunga e appassionante saga ispirata alle storie del terrore cosmico di H.P.Lovecraft ( un sotterfugio editoriale per evitare il pagamento dei diritti d’autore attribuirà invece l’omaggio all’opera di Robert E.Howard, lo sfruttamento fumettistico del cui CONAN era prerogativa Marvel, ma che non c’entra assolutamente nulla coi temi e le atmosfere della trama ). Infine, il Signore delle Arti Mistiche riavrà una sua serie nel 1974 , prosieguo ideale del periodo Colan grazie al degnissimo epigono Frank Brunner. E da allora, come la letteratura fantasy , la cultura psichedelica e la musica progressive che da sempre gli fanno da sfondo e da riferimenti esterni, DOCTOR STRANGE si è consolidato come una delle icone e architravi della pop culture nel fumetto americano – pur se con il sottile disagio e il senso di estraneità che il pragmatismo americano sempre manifesterà nei confronti dell’Occulto.

3- continua

Cover della Serie DR. STRANGE MASTER OGF THE MYSTIC ARTS (1974), con i disegni di Frank Brunner

BREVE BIOGRAFIA

Dario Janese, torinese, 1964, sociologo e storico americanista, dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture. Da vari anni conduce un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.

NOTE EXTRA

Gli articoli di Dario su Doctor Strange sono:

Articolo del 13-07-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/doctor-strange/

Articolo del 20-07-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/le-avventure-del-dottor-strange-nelluniverso-secondo-i-pink-floyd/

Mentre quelli sui PROTOTIPI MARVEL, nei quali si parla del Doctor Strange, sono:

il 29° articolo del 01-06-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/evento-zero-lincredibile-storia-dei-prototipi-marvel/

ed

il 32° Articolo del 06-07-2020
https://www.fumettomaniafactory.net/marvel-numero-speciale-forse-non-tutti-sanno-che/

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