Terzo testo estratto dal n. 7 della fanzine fumettomania, il cui direttore responsabile era il nostro grande amico Luca Boschi (scomparso lo scorso 3 maggio).

Vista la qualità degli articoli li presenteremo singolarmente, a meno di articoli o interventi che siano accumunati da argomenti simili, come accade oggi che presentiamo due brevi interviste, realizzata a roma all’Expocartoon 1995, a due autori italiani:
Daniele Brolli, che ci parlava delle uscite della Phoenix, casa editrice da lui fondata, e GiovanBattista Carpi, grande artista della Disney che ci raccontò delle sue recenti opere (con riferimento al 1995, NdR).

L’intervista a D. Brolli era del nostro amico Manuel Scordo, collaboratore della rivista in quegli anni, che ricordo con affetto specialmente in questi giorni visto che ha avuto un malore e si trova in ospedale: “Auguri di buona guarigione amico mio”.

Si ringrazia il socio Domenico Alesci per aver sistemato le scansioni dei testi di questi articoli.

Buona lettura

Mario Benenati, responsabile del sito Fumettomania Factory Magazine


Il sommario del n. 7 era questo

  • Mr. Punch , Il nuovo capolavoro di Neil Gaiman e Dave McKean presentato in anteprima. – pag. 2 
  • Expo Cartoon, presente e futuro – pag. 4 
  • Il fumetto italiano made in Phoenix – pag. 6 
  • Death of Groo – pag. 6 
  • Cosa c’è di nuovo in USA – pag. 7 
  • Fred in Italia – pag. 8 
  • Moliterni e la Bande Dessinée – pag.9
  • General Press – pag. 10
  • Viaggio nella psichedelica – pag. 14
  • English Comics – pag. 12 
  • Un maestro del fumetto italiano – pag. 14
  • Nathan Never e Martin Mystère – pag. 15
  • Il fumetto a scuola – pag. 16
  • Sulle tracce di Fumettomania: Il fumetto a Scuola. – pag 16 
  • Al di là delle Alpi – pag. 17
  • Esordienti in vetrina – pag. 18 

Il fumetto italiano made in Phoenix 
Intervista a Daniele BROLLI

di Manuel Scordo (dicembre 95 – febbraio 1996)

Manuel Scordo, con due amici ad Expocartoon di maggio 1995
Manuel Scordo, con due amici ad Expocartoon di maggio 1995

A quando l’uscita della nuova rivista Cyborg? 
Probabilmente a dicembre con data gennaio, formata da 74 pagine monografiche di fumetto e 32 che vanno dall’animazione alle nuove tecnologie, molto simile a quello che era prima.

La copertina sarà ribaltabile, lato fumetto e rigirando lato rivista (siamo ancora in attesa di questa nuova pubblicazione n.d.r.). Poi, per le edicole, avremo Fargo e Phoenix, la mini serie del CYBER UNIVERSE del 2173 prevista in 7 episodi. Ancora: sette numeri di Ramarro, sette numeri di Matrix con ospite Radar. La colorazione sarà come quella del vecchio Cyborg . 

Ci sarà la collaborazione con la GENERAL PRESS per pubblicare materiale inglese? 
I rapporti con l’editore romano sono di amicizia e quindi, tempo permettendo, pubblicheremo insieme Grendel della DARK HORSE; anche la Dark è un osso duro. 

Sei d’accordo nel pubblicare numeri zero? oppure pensi che questo metodo ha ormai reso saturo il mercato? 
Il mercato ormai ha raggiunto la massima espansione quindi è ora di finirla. Anche noi pubblichiamo numeri zero, ma allo stesso costo del numero 1, del numero 2, eccetera. Vedo case editrici chiudere una testata e subito dopo aprirne un’altra, questo non ha senso. Ha senso invece capire cosa uno vuole fare. Per noi il fumetto è cultura, altrimenti non pubblicheremmo lavori come Mattotti, Veicht, ecc.

Cerchiamo nello stesso tempo di commercializzarlo con un approccio di mercato, però la nostra idea fondamentalmente è che il fumetto sia espressione culturale. Buono o cattivo l’importante per il fumetto è che ci siano sempre degli autori che lo fanno; che sia popolare o meno dipende dall’approccio che ha poi il pubblico, ma la discriminante fondamentale, come per tutte le cose, è che c’è di buono e di cattivo, uno fatto onestamente uno disonestamente. 

Il rapporto con i disegnatori? Quali saranno i nuovi acquisti? 
Noi non abbiamo denaro, quel poco che ricaviamo dalle vendite lo usiamo per pagare i disegnatori. Non c’è nessuno che ci guadagna, però c’è entusiasmo ed è la cosa che la gente riesce a capire.

Noi abbiamo disegnatori che tranquillamente potrebbero lavorare per case editrici più grosse. Però lavorare per la Phoenix non significa solo lavorare con gente con cui vai d’accordo, ma è anche prestigioso perché noi casa editrice piccola siamo conosciuti sul mercato internazionale ed altre più grandi no. Siamo conosciuti e abbiamo contatti con tanti autori e case editrici del mercato indipendente di tutto il mondo. 

Conosciuti e pubblicati? 
Per il momento abbiamo dei con-tatti con un grosso distributore negli USA che sta commercializzando le nostre cose, può andare da Heavy Metal o da altre etichette del mercato indipendente, c’è una produzione che ha ritardi indipendenti dalla nostra volontà. Esiste un  rapporto con Bryan Talbot, con la DC, ma ancora è tutto da concludere. 

Stiamo andando avanti passo dopo passo senza porci ‘degli obiettivi che non riusciremmo a raggiungere. 

Come mai stampate ogni 7 mesi?
Prima riuscivamo a fare una media di 15-30 copertine in una botta solo per riuscire ad uscire, tutto dipende dal prezzo della carta. 
Per la storia di Brian Talbot stiamo aspettando visto che il Telefono Azzurro aderisce all’iniziativa (n.d. r. la storia è uscita ad Aprile ed è splendida). Lasciando lo stand della Phoenix abbiamo salutato anche il nostro amico di vecchia data G. Palumbo. 


UN MAESTRO DEL FUMETTO ITALIANO 
Intervista a GiovanBattista Carpi

di Massimo Todaro

GiovanBattista Carpi & Luca Boschi -  foto del 1992 al Salone del fumetto a Lucca (padiglione Disney)
GiovanBattista Carpi & Luca Boschi – foto del 1992 al Salone del fumetto a Lucca (padiglione Disney)

Abbiamo incontrato, durante l’ultima Expocartoon di Roma, il sempre disponibile e gentile Giovan Battista Carpi, grande maestro del fumetto italiano, autore di veri e propri capolavori a fumetti tra i quali è doveroso ricordare alcune tra le più famose Grandi parodie Disney, le storie di Nonna Abelarda, Volpetto e Re Soldino, le illustrazioni per i Manuali delle Giovani Marmotte e la realizzazione grafica del personaggio di Paperinik. 

Recentemente, dopo un lungo periodo dedicato quasi esclusivamente alla formazione dei “cadetti” dell’Accademia Disney (ricordo a chi ci legge, che eravamo nel 1995, NdR), è anche tornato al lavoro su una storia, i cui testi sono di Fabio Michelini, dal titolo “Paperinik e il ritorno a Villa Rosa” (pubblicata il 17 settembre 1996, NdR)

Durante la manifestazione, comunque, il Sindaco Francesco Rutelli è incappato in un simpatico quiproquo ai danni dell’autore. Rutelli, intervenuto alla cerimonia per la consegna dei premi Yellow Kid, dopo aver amabilmente dialogato con Carpi che gli era seduto accanto in platea, una volta salito sul palco si è detto felice ed emozionato per aver incontrato uno dei più grandi autori del fumetto italiano, e cioè Pier Carpi …

"Il ritorno a Villa Rosa" prima tavola - disegni di GiovanBattista Carpi su testi di Fabio Michelini, © degli aventi diritti
“Il ritorno a Villa Rosa” prima tavola – disegni di GiovanBattista Carpi su testi di Fabio Michelini, © degli aventi diritti

Perdonato il Sindaco Rutelli per la gaffe, Giovan Battista Carpi si è concesso per un breve scambio di battute sul mondo dei fumetti e sui suoi rapporti con gli allievi dell’Accademia Disney

Come è cambiato il fumetto in questi ultimi anni?
“Il fumetto, con gli anni e per fortuna, è cambiato, in particolare per quel che riguarda l’atteggiamento del pubblico. Quando ho cominciato c’erano molte riserve e lo si considerava un mezzo di basso profilo culturale, cosa che, almeno per certi aspetti, era anche vera. Adesso invece è cresciuto il fumetto e, con esso, sono aumentati l’interesse e il riconoscimento del pubblico”. 

Cosa serve per poter diventare un autore Disney
“Intanto, bisogna intanto a vere del talento manifesto. Occorrono poi molto coraggio, determinazione ed una gran voglia di faticare e di passare tanto tempo sulla carta. Il mestiere è indubbiamente difficile, se un ragazzo vuole affermarsi veramente ha davanti a se degli spazi immensi ma che deve sapersi conquistare visto che, giustamente, nessuno regala nulla.

Nel fumetto c’è poi un equivoco di fondo: esso viene spesso considerato una palestra per esercitazioni e virtuosismi grafici o comunque un mezzo che si afferma attraverso la pura immagine. Invece il fumetto è una forma di narrazione. Ai miei allievi, cerco di far capire da subito che loro sono dei narratori che si esprimono attraverso immagini e, quindi, sono per questo anche dei disegnatori.

Comunque, l’essenza è che un autore completo di fumetto sa scrivere ed immaginare le sue storie, sa collegarsi con i problemi del mondo e fa i conti con se stesso, poi trasmette il tutto attraverso questo tipo specifico di comunicazione ad un pubblico presumibilmente molto vasto. Il fumetto, tutto sommato, tra le varie forme di arte popolare, è forse quella più democratica perché parla a tutti e non prevede, salvo alcuni casi di scarsa importanza, situazioni elitarie”. 

I paperi disegnati da Gi

Parliamo della sua esperienza nel formare l’attuale art director dell’accademia Disney 
“Si, Roberto Santillo è stato mio allievo. E’ un artista con grosse capacità ed il suo merito maggiore è quello di aver avuto il coraggio di andare via dalla Sicilia quando io, quasi per scherzo, gli chiesi di trasferirsi. E’ arrivato a Milano immediatamente, è stato mio assistente per un po’, ed ora ed art director dell’accademia e lavoriamo insieme in perfetta sintonia”. 

Salvo pochi casi, mancano le manifestazioni al sud, perché? 
“Probabilmente è sia un problema di cultura fumettistica che una questione economica. Nel sud c’è meno disponibilità di denaro, almeno così si dice, e quindi le iniziative sono più difficili da organizzare. Sono a conoscenza di tentativi fatti a Palermo o Napoli che, però, non sono poi andati in porto per la mancanza di locali e fondi per l’attività della loro promozione”. 

(siamo felici che negli anni duemila le cose sono cambiate, rispetto a quanto detto da Carpi, e le manifestazioni nel Sud Italia prima a Napoli, poi a Catania e a Palermo si sono fatte e si continuano a fare, NdR)

In quest’ottica è altrettanto difficile produrre fumetti al sud? 

“Il sud possiede indubbiamente numerosi tesori di intelletto e di vivacità creativa; il nord ha però supporti più organizzati ed i grandi centri commerciali ed industriali danno un respiro più possente ed offrono più possibilità organizzative”. 

FINE TERZA PARTE


L’INTERO NUMERO SETTE DI FUMETTOMANIA

Cover di Fumettomania #7 – Maggio 1996

LO POTETE VISUALIZZARE E SCARICARE GRATUITAMENTE DAL SITO DALL’APP HyperComix


NOTE EXTRA

FUMETTOMANIA INDEX 1990 -2021

ovvero, tutte le informazioni e tutti i contenuti relativi ai 20 numeri pubblicati della rivista cartacea Fumettomania.

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